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Violenza simbolica e rappresentazioni di femminilità e maschilità tra riconoscimento e misconoscimento
Il dibattito sulla violenza di genere concorda nell’affermare come essa sia diffusa in tempi e contesti diversi, in maniera trasversale a gruppi sociali che si differenziano per età, classe, livello sociale, appartenenza culturale ecc. (Toffanin 2012). Di fatto, non pare essere riconducibile a caratteristi¬che individuali di donne e uomini, che pure sono socialmente costruite, ma a meccanismi dell’ordine sociale, ai quadri sociali e culturali che danno senso all’ordine sociale e che sono riconosciuti come giusti, normali, ine¬vitabili (Bartholini 2013; Bimbi 2014). Molti studi (Koss et al. 2003; Russo e Pirlott 2006), rilevano come la violenza di genere sembri essere avvallata, sia implicitamente che esplicitamente, da un insieme di valori culturali re¬lativi al genere, di credenze, di norme, di istituzioni sociali. Bourdieu ha utilizzato il costrutto di violenza sim¬bolica per spiegare come avvenga la naturalizzazione dell’«ordine stabilito, con i suoi rap¬porti di dominio, i suoi diritti e i suoi abusi, i suoi privilegi e le sue ingiu¬stizie» (1998, 7) permettendo a fenomenologie violente caratterizzate come violenza «fisica», «sessuale», «psicologica», «economica», di emergere concretamente e al dominio maschile di ri¬prodursi. L’analisi condotta si basa sulle costruzioni discorsive di 36 donne provenienti da paesi del Centro e Sudamerica e che vivono in Veneto, e sulle note del diario etnografico raccolto nel corso dell’osserva¬zione partecipante realizzata durante momenti di quotidianità familiare e feste, in cinque famiglie
GS_DiSAAA-a_190517 - IL GRANDE VIAGGIO di Gancarlo Scalabrelli
Il filmato, GS_DiSAAA-a_190517, disponibilie su YouTube - https://www.youtube.com/watch?v=6WP8GJPNcgA&feature=em-upload_owner ripropone l'incontro tenutosi presso il DiSAAA-a in data 19 maggio 2017, con la partecipazione del Prof. Rossano Massai, della Prof.ssa Maria Antonella Galanti - Centro di Ateneo per la diffusione della cultura e della pratica musicale, del Prof. Giancarlo Scalabrelli, Maria Sidonia Aonofreesei, Elena Avadanii, Annita Toffanin e Giuseppe Ferroni
Le nuove identità alimentari: benefici e rischi per la salute
Puntata di Aula 40 - 6 aprile 2016 in diretta dal Cnr di Pisa, sulle frequenze di Punto Radio con Massimo Marini e: Giuseppe Ferroni, esperto di analisi sensoriale del Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa; Diana Gallo, presidente dell’associazione di promozione sociale “L’ Alba”, con cui ha fondato a Pisa il Ristorante Vegano/Vegetariano “L’Alba CucinaNaturale”; Vincenzo Longo, Ricercatore e responsabile della Unità Operativa dell' Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del Cnr di Pisa (Ibba-Cnr); Silvia Maffei, Dirigente medico specialista di Endocrinologia Cardiovascolare Ginecologia e Osteoporosi presso la Fondazione Fondazione Toscana «Gabriele Monasterio»; Alfredo Quinones-Galvan, medico internista, esperto in Nutrizione e Metabolismo della Fondazione Toscana «Gabriele Monasterio»; Annita Toffanin, microbiologa del Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa.
Si stima che in Italia le persone che hanno deciso di rinunciare per scelta alla carne e al pesce sia in netta espansione e ogni anno cresca in media di un punto percentuale: secondo un recente rapporto Eurispes sono più di 4,2 milioni (più del 7% degli italiani).
E’ un macroinsieme che comprende i vegetariani, coloro che non mangiano carne e pesce, i vegani, chi oltre alla carne e al pesce, ha scelto di eliminare dalla propria dieta anche tutti i prodotti derivati di origine animale. Ma si stanno sviluppando anche nuovi tipi di identità alimentari più “estremiste”: come quelle dei “crudisti” che mangiano solo prodotti di origine vegetale non cotti, oppure quelle dei “fruttariani” che si cibano solo di frutta.
La credenza diffusa è che cibarsi di soli cibi di origine vegetale porti degli indubbi benefici alla nostra salute. Ma è proprio vero o la rinuncia alle proteine animali può provocare dei danni alla nostra salute? Questo tipo di proteine può essere eliminato del tutto? E con quali alimenti di origine vegetale è possibile sostituirle?
In onda dalle frequenze di Punto Radio (FM 91.1-91.6) e in streaming sulla web tv del Cnr (www.cnrweb.tv
Piccola guida per sopravvivere ai cenoni natalizi
Puntata di Aula 40, giovedì 17 dicembre in diretta dal Cnr di Pisa, sulle frequenze di Punto Radio con Massimo Marini e:
Alfredo Quinones-Galvan, medico internista, esperto in Nutrizione e Metabolismo, Fondazione Toscana «Gabriele Monasterio»;
Tommaso Minutoli Tegrimi, biologo in training Nutrizione e Metabolismo, Fondazione Toscana «Gabriele Monasterio»;
Laura Pistoia, biologa in training Nutrizione e Metabolismo, Fondazione Toscana «Gabriele Monasterio»;
Luca Landi, chef stellato del Ristorante Lunasia di Calambrone (Pi);
Annita Toffanin, microbiologa del Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa;
Giuseppe Ferroni, esperto di enologia e viticultura del Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa
Pronti per le abbuffate natalizie? Anche Aula 40 andrà in vacanza fino al 14 gennaio, ma prima di iniziare i festeggiamenti natalizi vogliamo darvi qualche consiglio per mangiare e bere bene durante le feste e soprattutto rimettervi subito in forma appena saranno passate. In questa puntata cercheremo anche di capire se i bagordi natalizi provocano dei danni alla nostra salute oppure se allargare la cinta una volta l’anno, in fin dei conti, non fa così male
Mangiare bene è mangiare sano?
Puntata di Aula 40, 14 dicembre 2017 in diretta dal Cnr di Pisa, sulle frequenze di Punto Radio con Massimo Marini: gli studenti del progetto alternanza scuola-lavoro del Liceo Buonarroti, Grazia Alessi, Emiliano Bruno, Erica Castelvetro, Niccolò Di Paco e Leonardo Gennai; Stefano Amerighi, vignaiolo e imprenditore vinicolo; Simone Cantoni, giornalista enogastronomico; Giuseppe Ferroni, esperto di enologia e viticultura del Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa; Vincenzo Longo, responsabile della sezione dell’Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del Cnr di Pisa; Tommaso Minutoli, nutrizionista della Fondazione Toscana “Gabriele Monasterio”; Annita Toffanin, microbiologa del Dipartimento Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa; la classe 3CSA del Liceo Filippo Buonarroti accompagnata dai docenti Antonella Caterini e Giacomo Vanni.
Mangiare bene è mangiare sano? L'Italia è il Paese europeo con il maggior numero di prodotti agroalimentari a denominazione di origine e a indicazione geografica riconosciuti dall'Unione europea. Un'ulteriore dimostrazione della grande qualità delle nostre produzioni, ma soprattutto del forte legame che lega le eccellenze agroalimentari italiane al territorio di origine. Ma queste certificazioni garantiscono una vera qualità del prodotto? Vi è un effettivo controllo della filiera alimentare? La ricerca scientifica in campo alimentare inoltre sta riscoprendo cibi come i grani e i legumi antichi, ossia alimenti che derivano da semi originali e presentano valori nutrizionali più alti e un sapore più intenso e gradevole, o i cibi fermentati e le produzioni agricole biodinamiche. Frequenze di Punto Radio (Fm 91.1-91.6) e in streaming su www.cnrweb.tv
Rotonde colline e pietraie impervie: i versi di Maria Luisa Daniele Toffanin e di Mara Donat
Pur nell’indubbia lontananza di situazioni esistenziali e di radici tematiche ed espressive da cui scaturiscono, i versi di Maria Luisa Daniele Toffanin e di Mara Donat si avvicinano nella scommessa su grandi universali lirici – l’amor per la natura, il culto dell’arte, la coscienza del male di vivere –, trattati con acuta sensibilità femminile.Rolling Hills and Steep Stony Slopes: The Verses of Maria Luisa Daniele Toffanin and Mara Donat of Maria Luisa Daniele Toffanin and Mara DonatThe poems written by Maria Luisa Daniele Toffanin and Mara Donat tackle great poetic topics, such as the love for nature, the cult of art and the awareness of the pain of living, with an acute feminine sensitivity
Nitrogen oxide reduction in rhizobia
Rhizobia are soil bacteria typically able to symbiotically interact with legume plants to produce nitrogen fixing root nodules. While all rhizobia were once placed under the same genus, Rhizobium, nowadays the classification of rhizobia using molecular analysis has revealed a more complex relationship among strains. Several genera have been described and accepted (i.e. Rhizobium, Allorhizobium, Azorhizobium, Mesorhizobium, Sinorhizobium, Bradyrhizobium) with many species in each genus. However, within the same species, it is common to observe different strains with quite different physiological and biochemical profiles. While some traits are common among all rhizobia selected traits such as denitrification seem to be randomly distributed among genera and species. Moreover, many species are true denitrifiers (strains of Bradyrhizobium japonicum) while some are only partial NOx-reducers (strains of Rhizobium sullae) (Toffanin et al., 1996; Squartini et al. 2002). While the evolutionary advantage deriving from the complete denitrification pathways may be easily explained, the advantage gained from expressing only a fragment of such a metabolic property has not been completely clarified (Toffanin et al., 2000). A comparison will be made among rhizobia showing these traits, taking into account both free and symbiotic form
Elucidating the cause and effect of NO accumulation in R. sullae Strain HCNT1
Rhizobium sullae, formerly Rhizobium ’hedysari’, is a nitrogen fixing bacterium that induces symbiotic nodule formation on the legume Hedysarum coronarium. Some isolates belonging to this species have been shown to encode a copper-containing nitrite reductase, encoded by nirK, which is closely related to nitrite reductases in true denitrifiers. Nitrite reductase reduces nitrite to nitric oxide (NO). Nir activity in the HCNT1 strain is induced under low oxygen and results in accumulation of toxic levels of NO if nitrite is present. Therefore, HCNT1 cannot grow as a denitrifier. Inactivation of nirK resulted in no obvious phenotypic changes other than those linked to the loss of NO production (Toffanin et al, 1996) Strains of the same species that lack Nir (e.g. strain CC1335) can nodulate and fix nitrogen at the same level so the function of Nir in HCNT1 is unclear. Recent investigations showed that strain HCNT1, as well as other bacteria including different species of rhizobia, can enter the so-called VBNC (Viable But Not Culturable) state (Toffanin et al., 2000) when oxygen is limiting and nitrite is converted to NO. Such a metabolic state confers to the cells the ability to withstand stresses, including antibiotic effects or nutrient depletion; when suitable environmental conditions resume, it has been demonstrated that some VBNC bacterial populations can recover their culturability (Casella et al, 2001).
In order to verify the hypothesis that expression of nirK is favourable because it induces the VBNC state, nirK from HCNT1 has been mobilized into CC1335 and the resulting phenotype studied. In related work the occurrence of genes encoding NO reductase in various R. sullae strains has been examined by a PCR-based approach. This was done to determine if the NO accumulation phenotype is due to loss of genes encoding NO reductase
Controcanto. Donne latinoamericane tra violenza e riconoscimento
Violenza e riconoscimento di sé convivono nei percorsi di chi cerca di ri-definire e realizzare i propri progetti di
vita attraversando molti confini, quali l’innamoramento, la migrazione, la maternità, il lavoro, il matrimonio. Le
biografie di trentasei donne, giunte in Veneto dal Centro e Sudamerica, talvolta sposate con italiani, mettono in
luce esperienze di estraniazione, violenza, disamoramenti, ma anche capacità di fronteggiarle rovesciando discriminazioni
e stereotipi.
Come in un controcanto, anche da storie di violenza emergono tentativi di mantenere e costruire orizzonti di vita
sereni attraverso conflitti, ricomposizioni e talvolta destabilizzazioni delle asimmetrie di genere. Le vite quotidiane
diventano più comprensibili se si considerano le intersezioni tra genere, condizione migratoria, «latinità», colore
della pelle e processi di eroticizzazione.
In questo volume gli sguardi delle «altre» permettono di svelare la violenza simbolica presente anche nelle relazioni
di genere del contesto in cui viviamo
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