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Le residenze dei Pio e il catasto del 1472
Il contributo analizza la topografia del potere a Carpi nel tardo medioevo a partire da una fonte censuaria di carattere descrittivo
Oltre lo sguardo. Interpretare e comprendere la città [Beyond the gaze. Interpreting and understanding the city]
Il contributo tratta delle tematiche affrontate nel XI congresso Internazionale AIS
Spazio di culto conventuale e sepolcrale: la chiesa di San Nicolò, la tribuna-mausoleo e Alberto Pio da Carpi (1493-1522)
La chiesa di San Nicolò di Carpi, costruita a partire dagli anni ’60 del Quattrocento e demolita a inizio Cinquecento, per essere trasformata, era fortemente condizionata dalla volontà della famiglia Pio di utilizzarla come mausoleo di famiglia, un fenomeno comune a molti altri insediamenti coevi dell’Osservanza francescana e, in generale, degli Ordini mendicanti in Italia. Lo spazio cultuale, peraltro, era fortemente interrelato con i portici dei chiostri che, prolungandosi anche all’esterno si integravano perfettamente con il contesto urbano. Il contributo ricostruisce la storia dell'architettura, che per alcuni aspetti non era ancora molto chiara, contestualizzandola in un periodo (tra gli ultimi decenni del XV secolo e i primi di quello successivo) in cui si definiscono i caratteri tipologici propri delle chiese dell’Osservanza francescana, soprattutto in Emilia. Le ricostruzioni virtuali rendono visivamente i questi temi spaziali e permettono di interpretare le complesse vicende di ricostruzione ad opera di Alberto Pio, il committente, che nel 1493 concepisce la nuova struttura a "quincunx", per la prima volta utilizzata come terminazione centralizzata con cappelle angolari di un edificio preesistente a pianta basilicale. Nella fase di intervento successivo, la modifica della navata e l'impostazione della facciata verranno affidate a Baldassarre Peruzzi, l'architetto prediletto dal "principe" di Carpi
Anonimo del XV secolo e Baldassarre Peruzzi, Rilievo dell'Oratorio della Croce in Laterano
"Altius non tollendi": gli edifici multipiano di Daniele Calabi a Padova
Il contributo indaga l'apporto di Daniele Calabi allo sviluppo della città di Padova nel secondo dopoguerra, ponendo particolare attenzione verso le case ad alta densità destinate a professori. Pubblicato in occasione dell’esposizione tenutasi a Padova (18 maggio - 21 luglio 2024) apporta un aggiornamento agli studi sull’architettura di Daniele Calabi: sulla base dei risultati della ricerca condotta e della campagna fotografica avviata ad hoc, offre una rilettura delle opere nel contesto di una città in corso di modernizzazione. La città di Padova infatti accoglie le novità importate da Daniele Calabi dal Brasile, fino a diventare la “carta da visita” dell’architetto, “tra i migliori che operano in Italia” (Sergio Bettini, 1957)
Introduzione a Daniele Calabi. L'architetto e la città di Padova nel secondo dopoguerra
Introduzione al volum
Anonimo del XVI secolo, Copia di un disegno di Baldassarre Peruzzi per la chiesa di San Francesco a Carpi
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