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Belli nel nuovo millennio. Edizioni e commenti degli scritti belliani (2000-2019), con Indici analitici
L’articolo, dopo aver ricordato brevemente la storia delle edizioni dei Sonetti e degli altri
scritti di Giuseppe Gioachino Belli, passa in rassegna, con ampia analisi e ricchezza di dettagli, tutte le
edizioni e i commenti delle opere belliane uscite nel nuovo millennio (2000-2019). Chiudono il saggio gli
indici analitici dell’edizione critica, annotata e commentata dei Sonetti, a cura di Pietro Gibellini, Lucio
Felici, Edoardo Ripari, uscita nel 2018 nella collana « I Millenni » della casa editrice Einaudi.The article, after brefly recalling the editorial history of Giuseppe Gioachino Belli’s Sonetti
and other works, reviews with an extensive analysis and richness of details, all editions and comments
of Belli’s works published in the new millennium (2000-2019). The essay is followed by the analitical
indexes of the new critical, annotated and commented edition of Sonetti, edited in 2018 by Pietro Gibellini,
Lucio Felici, Edoardo Ripari for the editorial series « I Millenni » Einaudi
Introduzione a Torquato Accetto, Della dissimulazione onesta - Rime
In bilico fra strumento del potere ed esercizio di libertà, la dissimulazione si pone come una delle arti, e delle armi, più raffinate della politica. In uno dei testi cardine della letteratura barocca, Accetto la descrive come un velo, che copre temporaneamente la verità per proteggerla, per impedire che si manifesti in modo inopportuno. Un capolavoro della pamphlettistica, cui fanno da controcanto le Rime, pubblicate per la prima volta in edizione moderna, che mostra tale conoscenza delle passioni e degli affetti umani da porsi come un gioiello di psicologia morale. Il sapiente commento di Edoardo Ripari guida il lettore attraverso tutto ciò che Accetto, in perfetta sintonia con il suo scritto, aveva scelto di tacere
L'accetta e il fuoco. Cultura storiografica, politica e poesia in G.G. Belli, Bulzoni, Roma, 2010
Come un tappeto pregiato, i Sonetti di Belli mostrano nei versi il lato policromo e brillante, che poggia però su un robusto rovescio in prosa: la vasta cultura del poeta, nutrita di mille letture che trovano nell'inedito Zibaldone un ampio regesto. Esplorata finora per assaggi e non senza parzialità (merito e limite della storica monografia del Muscetta), la cultura belliana viene scandagliata da Ripari nelle sue componenti di attualità, di storia e di sovrastoria. Si passa così, con l'occhio sempre attento agli sbocchi poetici dei Sonetti, dalla lezione dello storicismo di Vico e Cuoco alla libellistica liberale, dai predicatori e moralisti secenteschi alle idee illuministiche e romantiche del nuovo secolo. E così, con l'occhio attento ai sonetti, vengono sondate la riflessione sull'idea di patria (Roma? Italia?), la denuncia del presente politico e sociale, l'apertura verso prospettive metastoriche, oscillanti fra nichilismo e fede. Il titolo, L'accetta e il fuoco, compendia la tesi affidandola al sonetto L'arberone, il testo più duro contro il potere temporale della Chiesa, scritto da un cattolico colto e pensoso. L’immagine dell'ultimo sonetto in cui Belli si paragona a Giobbe sul letamaio acquista il valore di un illuminante sigillo. E piace ritrovare nei titoli stessi dei capitoli tanti spunti di nostri vecchi studi sviluppati in modo ampio, originale e persuasivo da un esponente di punta della nuova leva dei bellisti. (Pietro Gibellini
Giuseppe Gioachino Belli, Prose umoristiche
Oltre ai 2279 sonetti in dialetto romanesco, il suo "monumento della plebe di Roma", Belli ha scritto pagine in prosa, qui proposte, il cui valore letterario è ancora tutto da scoprire e che lo collocano tra i grandi umoristi del suo secolo. La "Vita di Poliremo" e il "Ciarlatano", la "Storia cefalica" e "Un fenomeno vivente", con le lettere alle amiche e agli amici fidati, ci offrono una prosa divertita e irriverente, sorretta da una smisurata cultura: vi coabitano il piacere ludico e la satira sociale o letteraria, il pastiche linguistico e gli ammiccanti doppi sensi, il realismo fiammingo e la deformazione grottesca. A Pietro Gibellini si deve il discorso critico introduttivo; le presentazioni dei singoli testi e le note di Edoardo Ripari chiariscono ogni aspetto e ogni possibile difficoltà del testo
Torquato Accetto,Della dissimulazione onesta - Rime
In bilico fra strumento del potere ed esercizio di libertà, la dissimulazione si pone come una delle arti, e delle armi, più raffinate della politica. In uno dei testi cardine della letteratura barocca, Accetto la descrive come un velo, che copre temporaneamente la verità per proteggerla, per impedire che si manifesti in modo inopportuno. Un capolavoro della pamphlettistica, cui fanno da controcanto le Rime, pubblicate per la prima volta in edizione moderna, che mostra tale conoscenza delle passioni e degli affetti umani da porsi come un gioiello di psicologia morale. Il sapiente commento di Edoardo Ripari guida il lettore attraverso tutto ciò che Accetto, in perfetta sintonia con il suo scritto, aveva scelto di tacere
La compagnia del Mago e la "brigata" carducciana
Studio e illustrazione degli anni in cui Giovanni Pascoli fu allievo di Giosuè Carducci a Bologna. Poesie di Pascoli e sua collaborazione con Carducci e gli allievi della sua scuol
UN NUOVO DIO PER L’ITALIA: GIOSUÈ CARDUCCI E LA RELIGIONE CIVILE
Le numerose iniziative di questi ultimi due anni realizzate nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia, hanno rivelato la ricchezza culturale del ceto intellettuale che ha partecipato alle discussioni, prima, e alle progettazioni politiche, poi, volte a realizzare l’unità statuale e politica dell’Italia. Questo secondo volume sull’Ottocento, di là delle intenzioni dei collaboratori e dello stesso ideatore dell’iniziativa, si configura come una conferma della vitalità di un periodo, l’Ottocento italiano, appunto, che forse e per ragioni diverse, è stato da tempo trascurato o sottovalutato. In questo libro ci troviamo di fronte a una gran varietà di contributi su alcuni aspetti o alcune idee interpretative particolarmente interessanti [...] e ad alcuni profili innovativi di pensatori - filosofi e politici -, sottratti a un’immagine riduttiva che certa storiografia, specie di stampo idealistico, aveva precedentemente delineato. Il saggio di Ripari studia in particolare il ruolo politico, in funzione di "religione civile", dell'intera produzione poetica e saggistica di Giosue Carducc
UN NUOVO DIO PER L’ITALIA: GIOSUÈ CARDUCCI E LA RELIGIONE CIVILE
Le numerose iniziative di questi ultimi due anni realizzate nell’ambito dei 150 anni dell’Unità d’Italia, hanno rivelato la ricchezza culturale del ceto intellettuale che ha partecipato alle discussioni, prima, e alle progettazioni politiche, poi, volte a realizzare l’unità statuale e politica dell’Italia. Questo secondo volume sull’Ottocento, di là delle intenzioni dei collaboratori e dello stesso ideatore dell’iniziativa, si configura come una conferma della vitalità di un periodo, l’Ottocento italiano, appunto, che forse e per ragioni diverse, è stato da tempo trascurato o sottovalutato. In questo libro ci troviamo di fronte a una gran varietà di contributi su alcuni aspetti o alcune idee interpretative particolarmente interessanti [...] e ad alcuni profili innovativi di pensatori - filosofi e politici -, sottratti a un’immagine riduttiva che certa storiografia, specie di stampo idealistico, aveva precedentemente delineato. Il saggio di Ripari studia in particolare il ruolo politico, in funzione di "religione civile", dell'intera produzione poetica e saggistica di Giosue Carducc
La dialettica italiano-romanesco nei sonetti di Giuseppe Giaochino Belli
Le note in lingua italiana apposte dal Belli alla sua produzione poetica dialettale rappresentano un preciso stratagemma comunicativo vòlto alla dissimulazione e ad amplificare o a rivendicare la propria posizione di cittadino all'interno della borghesia romana. Il saggio di Edoardo Ripari si propone di esaminare il rapporto dialogico e funzionale che si genera tra i due registri linguistici. Il punto nodale, che lo studioso evidenzia nelle note del poeta, si esplica nel tentativo di distacco e repressione dalla 'vis' irradiata dal sonetto stesso che, però, non elimina il contrasto fra una coscienza superiore e il fascino della "subcoscienza culturale 'inferiore' non 'superata'"
Padroni del corpo, padroni dell'anima. Censura ed eresia in Traiano Boccalini
L’articolo esplora il complesso atteggiamento di Traiano Boccalini nei confronti
di due fenomeni cruciali del suo tempo: il dilagare dell’eresia e l’applicazione della censura.
Concentrandosi sui Ragguagli di Parnaso I, lxiv e II, x e sul loro rapporto intertestuale coi
Comentarii all’opera di Tacito, individua nel dialogo dissimulato coi trattati politici coevi una
tecnica di diffrazione dei punti di vista che costituisce un punto di accesso obbligato all’ambigua
stratificazione del pensiero dell’autore. Attraverso il paradosso, veicolo di una tecnica
anamorfica che sposta di continuo il punto di osservazione, Boccalini può invocare la necessità
della censura e insieme affermare con forza la sua eroica e salvifica visione dell’attività
letteraria
- …
