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Lorenzo Pignotti e il rompicapo barometrico
Lorenzo Pignotti (1739-1812), noto soprattutto per le sue opere storiche e letterarie, fu innanzi tutto un medico e uno scienziato. Dal 1774 al 1802 fu professore di fisica dell'università di Pisa. Il saggio prende in esame le Congetture meteorologiche, opera pubblicata dal Pignotti nel 1780, e la discute alla luce del dibattito scientifico dell'epoca
Autorità sovrana e autorità popolare: costruire una nazione. Il plebiscito toscano del marzo 1860
Il volume raccoglie vari contributi che illustrano come da un lato il tributo del sangue e, dall'altro, la volontà popolare contribuiscano alla formazione di un'identità nazionale dal Risorgimento fino alla Prima guerra mondiale. È in questo clima che nasce la Fratellanza Militare
Da Caporetto a Roma: narrare la crisi e delegittimare il sistema parlamentare
Nell’età contemporanea il termine crisi assume innumerevoli valenze. Nella sfera politica il suo uso sfocia spesso in abuso, in particolare quando l’opinione pubblica evoca la presenza di uno stato di “crisi” per delegittimare l’azione di una controparte equiparandola a un nemico e non a un avversario.
Il volume si pone obiettivo di applicare questa categoria storiografica al periodo che dalla fine del conflitto bellico culmina nella formazione del governo Mussolini. Si tratta di un arco temporale durante il quale si registra una ricorrente evocazione di uno “stato di crisi” che, a seconda della fonte generante, viene variabilmente attribuito al sistema istituzionale, ai partiti, alla società, all’economia. Tutte queste diverse fattispecie di crisi rientrano nella più generale “crisi” del sistema politico.
In tutti i saggi emerge un profondo nesso biunivoco fra dimensione istituzionale e narrazione della democrazia, poiché l’artificiosa “narrazione della crisi” del sistema parlamentare si traduce nel primo dopoguerra nella delegittimazione dell’assetto costituzionale.In the contemporary age, the term crisis takes on countless meanings. In the political sphere, its use often leads to abuse, in particular when public opinion evokes the presence of a state of "crisis" to delegitimize the action of a counterpart by equating it to an enemy and not an adversary.
The volume aims to apply this historiographical category to the period from the end of the war to the formation of the Mussolini government. It is a time span during which there is a recurrent evocation of a "state of crisis" which, depending on the generating source, is variably attributed to the institutional system, the parties, society, the economy. All these different types of crisis fall within the more general "crisis" of the political system.
In all the essays, a profound biunivocal connection emerges between the institutional dimension and the narration of democracy, since the artificial "narration of the crisis" of the parliamentary system translates into the delegitimization of the constitutional structure in the first post-war period
La Figline di Lorenzo Pignotti. Note su una comunità valdarnese fra XVII e XVIII secolo
Il saggio prende spunto dalle origini familiari dell’intellettuale Lorenzo Pignotti – figura di notevole rilievo nella cultura toscana del tardo XVIII secolo - per analizzare alcune caratteristiche dell’ambiente economico e sociale della cittadina di Figline fra ‘6 e ‘700. Fortemente caratterizzata da importanti attività mercantili dovute alla sua posizione centrale nel medio Valdarno, la Figline in cui nacque Pignotti era un centro agricolo e di mercato piuttosto dinamico: la commercializzazione dei prodotti rurali (cereali, vino, bestiame) e il rifornimento della capitale Firenze erano caratteristiche strutturali destinate a durare nel lungo periodo. Dal punto di vista demografico il territorio – caratterizzato da una certa rigidità nella maglia insediativa mezzadrile - mostrava una sempre più accentuata tendenza verso una crescita della popolazione accentrata: le attività e i servizi connessi al mercato attiravano inevitabilmente l’insediamento di famiglie povere e di una popolazione alla ricerca di opportunità di lavoro e di impiego. Come attestano numerose testimonianze tratte dalle fonti d’archivio, la presenza di poveri e le pessime condizioni di vita spesso influenzate negativamente dal sovraffollamento, emergevano in maniera drammatica durante i momenti di emergenza sanitaria che più volte colpirono Figline in questo periodo. A partire dalla grave pestilenza del 1630-31 per giungere alla epidemia di tifo del 1767, momenti di crisi sui quali l’autore si sofferma per indagare più a fondo sulle caratteristiche dell’economia e della società locale. Alla vigilia dei progressi medico-sanitari e delle conoscenze scientifiche di cui si farà portatore il movimento dei Lumi – e più in generale la politica delle riforme che vedrà coinvolto lo stesso Pignotti – per promuovere e per migliorare le condizioni di vita nelle campagne e nelle citta
Incontro con Lamberto Pignotti
Incontro con Lamberto Pignotti (1924) nell’ambito degli eventi di ARTCITY, promosso dal DAR - Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna e dal Centro La Soffitta, in collaborazione con DAMSLab, con un contributo di Unibo Cultura. Nell'ambito di ArtCity Bologna. Auditorium del DAMSLab, Dipartimento delle arti, Piazzetta P.P. Pasolini 5/b venerdì 24 gennaio 2020, dalle ore 21 alle ore 23,30. È il decimo incontro della serie volta a celebrare i protagonisti delle Settimane internazionali della performance che si svolsero a Bologna dal 1977 al 1982. Pignotti è noto soprattutto come principale inventore della cosiddetta Poesia visiva, in cui il materiale verbale viene posto in stretto contatto con immagini, per lo più estratte dai mass media, da stampe e rotocalchi, per cui il fenomeno è sempre stato visto in stretta congiunzione con la Pop Art, che si era imposta a metà degli anni ’60. Infatti la Poesia visiva di Pignotti ha costituito uno degli aspetti di punta in cui si è distinto il fiorentino Gruppo 70, sorto però proprio alcuni anni prima, e in sostanziale corrispondenza col Gruppo 63. Alla produzione in gran parte cartacea, Pignotti ha sempre accompagnato un’attività di carattere performativo, inserendo il materiale verbale in situazioni dinamiche, in movimento, con caratteri quasi rituali, come quello di ingurgitare proprio le parole, quasi fossero ostie consacrate, o comunque cibi di cui nutrirsi, portando così quel genere di operazioni a confluire nella cosiddetta Eat Art, uno dei tanti episodi ed esperimenti di quella stagione vivacissima, piena di fermenti, di cui del resto Pignotti ha continuato a essere protagonista in forme sempre rinnovate e sorprendenti. Come è nella natura di questi incontri, l’artista sarà intervistato da Renato Barilli, nel ruolo di conduttore, sulla scorta di una ricca campionatura di immagini, sia ferme che in movimento, capaci di fornire una esauriente documentazione di una carriera sempre varia e imprevedibile. Silvia Grandi e Pasquale Fameli collaborano allo svolgimento dell’evento
COSIMO RIDOLFI – LEOPOLDO GALEOTTI, Carteggio (1847-1864), a cura e con introduzione di M. PIGNOTTI, con prefazione di Cosimo Ceccuti, Fondazione Spadolini-Nuova Antologia
La crisi nella storiografia e la storiografia della crisi fra narrazione e realtà. Dal “lungo Ottocento” al primo dopoguerra
In questo volume, il termine “crisi” è utilizzato in maniera tucididea, per definire, nel racconto del passato, il punto di svolta, all’interno di un più generale processo di mutamento, la cui osservazione è in grado di chiarire la natura di uomini e cose. In un lungo e non sempre lineare percorso che parte dal tardo medioevo e si conclude con l’ascesa del fascismo, autrici e autori si sono cimentati con l’osservazione di momenti critici della storia d’Italia, da una parte tenendo conto dell’analisi dei contemporanei e, dall’altra, delle più recenti acquisizioni storiografiche. Ne emerge un mosaico composto da studi di caso, che invitano a non interpretare necessariamente la “crisi” come decadenza, ma come cambiamento, improvviso e traumatico, ma non sempre negativo
Area laica e area liberale di fronte alla questione degli Enti locali dalla guerra alla costituente, fra continuismo e riformismo
Area laica e area liberale di fronte alla questione degli Enti locali dalla guerra alla costituente, fra continuismo e riformism
La politica del cardinale Luigi Amat durante la prima guerra d'Indipendenza: fra speranza e disillusione
Desabaudizzare la Sardegna. Uso e abuso dei luoghi della memoria sarda
La rimozione dei Savoia dalla Sardegna: uso e abuso dei luoghi della memoria sarda
Il fenomeno del cambio di nome delle strade in conformità con il recente revisionismo anti-
Risorgimento è arrivato in Sardegna. Questo sviluppo, parallelo
all'ascesa del neo-borbonismo continentale, spiega la nascente volontà locale di cambiare
i nomi delle strade dedicate alla dinastia dei Savoia e di rimuovere alcuni monumenti
che commemorano il ruolo storico svolto dalla famiglia nella storia dell'isola. Accanto a questo sviluppo, è emerso un mito distorto del Regno di Sardegna
senza alcuna prova documentale a supporto. In questo modo l'autonomia medievale
viene riesumata e mitizzata, mentre la fusione con il Piemonte sabaudo,
e persino la stessa unità nazionale, vengono demonizzate come se si trattasse di una conquista coloniale.Removing Savoy from Sardinia: The use and abuse of places in Sardinian memory
The phenomenon of changing street names in accordance with recent anti-
Risorgimento revisionism has arrived in Sardinia. This development, parallel to
the rise of mainland neo-Bourbonism, explains the nascent local desire to change
the names of streets dedicated to the Savoy dynasty and to remove some monuments
that commemorate the historical role played by the family in the island’s
history. Alongside this development, a distorted myth of the Sardinian Kingdom
has emerged without any supporting documentary evidence. In this way medieval
autonomy is exhumed and mythologized, while the fusion with Savoyard Piedmont,
and even national unity itself, are demonized as if it were a colonial conquest
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