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Realizzare il cambiamento. L'articolazione di "Efficienti perché pubblici"
Il presente contributo è parte di un voume collettivo sul tema del management universitario
Abstract
Da tempo l’intera pubblica amministrazione è percepita come inefficiente, luogo dove i “nullafacenti” – per riprendere un termine al centro del recente dibattito – sono accettati, tanto da uniformare stili e prassi verso il basso. Ma nella pubblica amministrazione si trovano anche competenze professionali di altissimo profilo: l’Università di Ferrara si è data il compito di favorirne lo sviluppo e di avviare e governare un processo di cambiamento fondato su tale patrimonio. Essa ha individuato una strada originale che viene qui raccontata per consentire all’intero sistema universitario una riflessione in merito all’efficienza. Il caso dell’Ateneo di Ferrara, già presentato nel corso del Forum della Pubblica Amministrazione (Roma, 21-25 maggio 2007), porta fatti, e quindi prove, a sostegno della tesi secondo cui pubblico può essere efficiente e produttivo, a volte anche più del privato. Questo è il senso del progetto “Efficienti perché pubblici” qui illustrato: efficienti proprio perché motivati da un pubblico interesse, perché continuamente sotto l’attenzione pubblica, perché orgogliosi di lavorare in una amministrazione pubblica
Il matrimonio tra università e ICT: l'utente al centro
Il capitolo affronta i punti di forza e le difficoltà incontrate nell’utilizzo dell’Information, Communication, Technology (ICT) nell’esperienza di UniFe, oltre alle caratteristiche del progetto di riorganizzazione dell’area informatica e del sistema informativo dell’ateneo. Puntare sull’ICT significa spingere verso una revisione dei processi lavorativi cercando di lavorare meglio e di recuperare risorse economiche. L’innovazione tecnologica è uno strumento fondamentale per ogni organizzazione che vuole cambiare, comprese quelle di natura pubblica
La proposta di 5. Direttiva CEE / Documento del Gruppo di lavoro della Commissione Estero, Consiglio Nazionale Ragionieri e Periti commerciali
EFFICIENTI PERCHE' PUBBLICI. ORGANIZZARE IL CAMBIAMENTO NELL'UNIVERSITA' PUBBLICA: IL CASO DELL'ATENEO DI FERRARA
Lavoro, cambiamento organizzativo e contrattazione collettiva nelle università
Il volume offre una riflessione completa e aggiornata sullo scenario di cambiamento complessivo che stanno vivendo le organizzazioni universitarie
Realizzare il cambiamento. L’articolazione di Efficienti perché pubblici
Si illustra l'articolazione del progetto di cambiamento organizzativo dell'Università di Ferrara "Efficienti perche' pubblici" e gli strumenti per la sua realizzazione
Motivazioni del progetto
Il presente contributo è parte di un volume collettivo incentrato sul tema del management universitario
Abstract
Da tempo l’intera pubblica amministrazione è percepita come inefficiente, luogo dove i “nullafacenti” – per riprendere un termine al centro del recente dibattito – sono accettati, tanto da uniformare stili e prassi verso il basso. Ma nella pubblica amministrazione si trovano anche competenze professionali di altissimo profilo: l’Università di Ferrara si è data il compito di favorirne lo sviluppo e di avviare e governare un processo di cambiamento fondato su tale patrimonio. Essa ha individuato una strada originale che viene qui raccontata per consentire all’intero sistema universitario una riflessione in merito all’efficienza. Il caso dell’Ateneo di Ferrara, già presentato nel corso del Forum della Pubblica Amministrazione (Roma, 21-25 maggio 2007), porta fatti, e quindi prove, a sostegno della tesi secondo cui pubblico può essere efficiente e produttivo, a volte anche più del privato. Questo è il senso del progetto “Efficienti perché pubblici” qui illustrato: efficienti proprio perché motivati da un pubblico interesse, perché continuamente sotto l’attenzione pubblica, perché orgogliosi di lavorare in una amministrazione pubblica
Il governo manageriale delle università. Dal Direttore amministrativo al Direttore generale
La legge di riforma dell’Università, conosciuta come «Legge Gelmini», è entrata in vigore all’inizio del 2011. Molte le novità che sono state introdotte, soprattutto a livello di governance. Una in particolare si mostra come novità assoluta: il ruolo del Direttore amministrativo, così come lo si è conosciuto nel corso degli anni, è sostituito da quello di Direttore generale, individuato come «organo» dell’Ateneo insieme al Rettore, al Consiglio d’amministrazione, al Senato accademico, al Nucleo di valutazione e al Collegio dei revisori dei conti. Al Direttore generale viene attribuita la «complessa gestione e attivazione dei servizi, delle risorse strumentali e del personale tecnico-amministrativo dell’ateneo». Come interpretare il nuovo ruolo in rapporto alle esigenze degli atenei, organizzazioni complesse che devono sempre più affrontare la loro missione con lo sguardo alla razionalizzazione e standardizzazione dei costi, alla gestione delle risorse umane per competenze, alla performance dell’intera organizzazione? Un interrogativo cui questo volume vuole contribuire a rispondere, fornendo numerosi e stimolanti spunti di riflessione
Programmazione strategica e tutela dei principi
Si descrive l'esperienza dell'università di Ferrara in merito ai cambiamenti introdotti nell'ultimo statuto di ateneo e come essi hanno influito sull'organizzazione
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