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    Armando Petrucci e gli studi sul volgare

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    Il contributo analizza la rilevanza per gli studi paleografici del pensiero e della metodologia di Armando Petrucci, in particolare per lo studio delle fonti tardo-medievali in volgare

    Chi e perché: la rivoluzione paleografica di Armando Petrucci

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    Il contributo ripercorre la rilevanza e l'originalità del metodo paleografico introdotto da Armando Petrucci

    Entrevista com Vera Petrucci

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    Apresenta a entrevista com Vera Petrucci, à época, diretora de estudos e pesquisas da Escola Nacional de Administração Pública (Enap), onde responde perguntas sobre a formação do servidor público.Duração : 00:10:14 (dez minutos e quatorze segundos)Tamanho : 683 MBFormato do arquivo : Vídeo MP4Administração PúblicaData aproximada para [1990].Não foi possível identificar o nome do entrevistador e da apresentadora.Vídeo original disponível na fita VHS nº 109

    Piovosità, franosità e aree montane poco sviluppate: il caso dell’alto Ionio cosentino

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    L’assetto geomorfologico e le condizioni climatiche fanno della Calabria una delle regioni maggiormente vulnerate da fenomeni franosi. Il reticolo viario di questa regione, che attraversa ampi settori a elevata pericolosità da frana, presenta lunghi tratti con tipologie costruttive concepite nel corso della prima metà del secolo scorso e mai soggette a un sostanziale ammodernamento, così come osservato per altre aree dell’Italia meridionale (Sdao & Polemio 2000). Dal punto di vista della stabilità delle scarpate e dei principali manufatti, gli accorgimenti costruttivi sono spesso essenziali e le opere di sostegno di limitata estensione, lasciando esposta una porzione molto estesa della rete. D’altra parte, anche i tratti di più moderna realizzazione si sono dimostrati drammaticamente vulnerabili in virtù della spiccata propensione al dissesto idrogeologico del territorio calabrese. Il complesso di tali effetti ha causato frequenti e ingenti danni, specialmente nel corso di stagioni invernali durante le quali piogge intense e prolungate determinano l’insorgenza di crisi territoriali comunemente definite eventi alluvionali (Petrucci & Polemio 2003, Petrucci et al. 2009). In tali circostanze i dissesti che si determinano lungo la rete viaria rappresentano una fonte di danno sia diretto che indiretto per la comunità. Nei casi più gravi sono tali da costituire persino un impedimento alle attività di protezione civile, mentre, in situazioni di minore gravità, ostacolano comunque il ripristino della normale mobilità. L’analisi della serie storica dei fenomeni franosi che hanno interessato la rete viaria di un settore territoriale della regione durante un arco temporale di significativa estensione (1921-1997 nel caso di studio) può costituire, in questo contesto, uno strumento in grado di mettere facilmente in luce i punti critici del sistema viario, fornendo altresì indicazioni di dettaglio sulle principali tipologie di frane da temere e sulle condizioni pluviometriche che ne determinano l’innesco. Una volta individuati i tratti più frequentemente e/o intensamente vulnerabili, tali conoscenze rappresentano la base per la pianificazione sia della messa in sicurezza che della gestione delle emergenze, unitamente alla previsione della manutenzione straordinaria.Unpublished159-1675.5. TTC - Sistema Informativo Territorialerestricte

    Memorie di Petrucci a Venezia, quattro secoli dopo

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    Pubblicato in un volume che raccoglie gli atti di un convegno internazionale organizzato per la ricorrenza del quinto centenario dall’invenzione della stampa musicale a caratteri mobili, il saggio si concentra sulle riprese novecentesche dell’Odhecaton A, pubblicato da Ottaviano Petrucci nel 1501, per avviare una più ampia riflessione sull’influenza delle tecniche rinascimentali nella musica dei compositori attivi a Venezia intorno alla metà del XX secolo. L’ipotesi che le prime stampe musicali abbiano attirato in quegli anni non solo l’interesse di bibliofili e studiosi, ma anche di importanti artisti, è un luogo comune dell’interpretazione storiografica che tuttavia non è mai stato supportato da un’adeguata ricerca d’archivio. Attraverso l’esame di numerosi documenti conservati presso l’Archivio Nono di Venezia e la Paul Sacher Stiftung di Basilea, il saggio propone una ricostruzione del contesto culturale che ha dato vita a questo fenomeno mettendo in luce il ruolo svolto da Gianfrancesco Malipiero nell’orientare musicisti più giovani, come Bruno Maderna e Luigi Nono, verso la lettura, l’analisi e la trascrizione dei testi antichi. L’effettiva incidenza di queste attività di studio sulla loro esperienza creativa viene verificata attraverso l’analisi di schizzi, abbozzi e materiali preparatori che documentano la genesi di varie opere composte da Nono e Maderna tra gli anni cinquanta e gli anni ottanta; dimostrando, in definitiva, come l’interesse di questi artisti nei confronti delle prime stampe musicali si colloca nell’ambito di una più generale attitudine a valorizzare la memoria storica, reinventando certe tecniche del passato in base alle esigenze del proprio presente estetico

    Piovosità, franosità e aree montane poco sviluppate: il caso dell’alto Ionio cosentino

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    L’assetto geomorfologico e le condizioni climatiche fanno della Calabria una delle regioni maggiormente vulnerate da fenomeni franosi. Il reticolo viario di questa regione, che attraversa ampi settori a elevata pericolosità da frana, presenta lunghi tratti con tipologie costruttive concepite nel corso della prima metà del secolo scorso e mai soggette a un sostanziale ammodernamento, così come osservato per altre aree dell’Italia meridionale (Sdao & Polemio 2000). Dal punto di vista della stabilità delle scarpate e dei principali manufatti, gli accorgimenti costruttivi sono spesso essenziali e le opere di sostegno di limitata estensione, lasciando esposta una porzione molto estesa della rete. D’altra parte, anche i tratti di più moderna realizzazione si sono dimostrati drammaticamente vulnerabili in virtù della spiccata propensione al dissesto idrogeologico del territorio calabrese. Il complesso di tali effetti ha causato frequenti e ingenti danni, specialmente nel corso di stagioni invernali durante le quali piogge intense e prolungate determinano l’insorgenza di crisi territoriali comunemente definite eventi alluvionali (Petrucci & Polemio 2003, Petrucci et al. 2009). In tali circostanze i dissesti che si determinano lungo la rete viaria rappresentano una fonte di danno sia diretto che indiretto per la comunità. Nei casi più gravi sono tali da costituire persino un impedimento alle attività di protezione civile, mentre, in situazioni di minore gravità, ostacolano comunque il ripristino della normale mobilità. L’analisi della serie storica dei fenomeni franosi che hanno interessato la rete viaria di un settore territoriale della regione durante un arco temporale di significativa estensione (1921-1997 nel caso di studio) può costituire, in questo contesto, uno strumento in grado di mettere facilmente in luce i punti critici del sistema viario, fornendo altresì indicazioni di dettaglio sulle principali tipologie di frane da temere e sulle condizioni pluviometriche che ne determinano l’innesco. Una volta individuati i tratti più frequentemente e/o intensamente vulnerabili, tali conoscenze rappresentano la base per la pianificazione sia della messa in sicurezza che della gestione delle emergenze, unitamente alla previsione della manutenzione straordinaria.Unpublished159-1675.5. TTC - Sistema Informativo Territorialerestricte

    Affidamento ed esercizio delle attività economiche (negotiationes): riflessioni minime sull'esperienza giuridica romana

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    Il contributo mira ad esaminare due specifici campi dell'affidamento nell'esercizio delle attività economiche organizzate. Il primo riguarda quello dei terzi contraenti con gli institores e i magistri navis in relazione ai contenuti dell'atto di preposizione. Il secondo attiene i rapporti tra soci all'interno del contratto consensuale di societas, basato sulla bona fides dei contraenti

    Iustiniani Augusti Digesta seu Pandectae. Testo e traduzione VI.1 37-40

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    Si tratta della traduzione in italiano dei seguenti titoli del Digesto: D. 37.11-14; D. 38.1-3; D. 38.17; D. 39.1-2
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