29 research outputs found

    Two-Stage Crestal Sinus Elevation by Sequential Drills in Less Than 4 mm of Residual Ridge Height

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    Purpose: The aim of this work, the first human histologic case report of this technique, was a clinical and histologic evaluation of implant placed in a severely atrophic maxilla using a 2-stage crestal sinus elevation. Case Presentation: A 52-year-old woman required rehabilitation of an atrophic maxilla with a fixed implant-supported prosthesis. At the first surgery, a crestal sinus lift was performed using beta-tricalcium phosphate (beta-TCP), as radiographic tracer, and mineralized human bone allograft (MHBA) as grafting material. After 6 months, a bone core biopsy was taken, and 2 implants were placed in the augmented sites. Four months later, implants were exposed, and 2 splinted gold-porcelain crowns were delivered. Histology highlighted basal bone disappearance, replaced by a wide composite network (similar to 50% vol/vol) of MHBA granules connected by newly formed bone, and osteoblastic activities. Conclusion: This case report demonstrates the possibility of executing a staged transcrestal sinus lift in atrophic situations. MHBA evidenced usefulness in maintaining bone volume. Histologic analyses confirmed the sound outcome of the graft augmentation. Additional studies would be beneficial to confirm or refute the reliability of this technique

    Rendez-vous endolaparoscopico nel trattamento della calcolosi colecisto-coledocica

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    Premessa Molti studi hanno dimostrato l’efficacia del rendez-vous endo-laparoscopico nel trattamento in un unico tempo della coledocolitiasi associata alla litiasi della colecisti. Scopo dello studio Scopo del presente studio è l’analisi della tecnica del rendez-vous in pazienti con litiasi colecisto-coledocica in termini di effica-cia, fattibilità, morbilità e mortalità. Metodi Dal 1998 al 2008, sono stati sottoposti consecutivamentea a rendez-vous endo-laparoscopico 37 pazienti, 22 donne e 15 uomini con un’età media di 63 anni (range: 33-82). Il rendez-vous consiste nell’effettuare, nella medesima seduta operatoria, video-laparo-colecistectomia, colangiografia intra-operatoria, colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (CRPE), eventuale papillosfinterotomia endoscopica e bonifica della via biliare principale. Risultati La mortalità intra- e post-operatoria è stata nulla. Nessun intervento ha richiesto la conversione open. La durata mediana dell’intervento è stata di 150 minuti (range: 65-270). Complicanze intra-operatorie minori si sono verificate in 6 pazienti (16,2%), ma non hanno determinato né conversione, né prolungamento della durata dell’intervento. Complicanze post-operatorie maggiori si sono verificate nel 10,8% dei casi (2 sanguinamenti della papilla e 2 fistole biliari), guariti con terapia conservativa e con una degenza mediana di 16 giorni. Si sono verificate 2 pancreatiti acute lievi (5,4%), trattate conservativamente e con risoluzione completa del quadro patologico. Considerando globalmente tutti i pazienti, la degenza post-operatoria mediana è stata di 5 giorni. Ad un follow-up mediano di 60 mesi (range: 6-72), tutti i pazienti sono in buone condizioni generali. Conclusioni Il rendez-vous endo-laparoscopico rappresenta una tecnica valida ed efficace nel trattamento della calcolosi colecisto-coledocica, con un successo del 97,3% nella nostra esperienza. Permette in un unico tempo la risoluzione della duplice patologia. Il limite della metodica è rappresentato dalle difficoltà logistico-organizzative, soprattutto quando la coledocolitiasi è accertata intra-operatoriamente

    Rendez-vous endolaparoscopico nel trattamento della calcolosi colecisto-coledocica

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    Premessa Molti studi hanno dimostrato l’efficacia del rendez-vous endo-laparoscopico nel trattamento in un unico tempo della coledocolitiasi associata alla litiasi della colecisti. Scopo dello studio Scopo del presente studio è l’analisi della tecnica del rendez-vous in pazienti con litiasi colecisto-coledocica in termini di effica-cia, fattibilità, morbilità e mortalità. Metodi Dal 1998 al 2008, sono stati sottoposti consecutivamentea a rendez-vous endo-laparoscopico 37 pazienti, 22 donne e 15 uomini con un’età media di 63 anni (range: 33-82). Il rendez-vous consiste nell’effettuare, nella medesima seduta operatoria, video-laparo-colecistectomia, colangiografia intra-operatoria, colangio-pancreatografia retrograda endoscopica (CRPE), eventuale papillosfinterotomia endoscopica e bonifica della via biliare principale. Risultati La mortalità intra- e post-operatoria è stata nulla. Nessun intervento ha richiesto la conversione open. La durata mediana dell’intervento è stata di 150 minuti (range: 65-270). Complicanze intra-operatorie minori si sono verificate in 6 pazienti (16,2%), ma non hanno determinato né conversione, né prolungamento della durata dell’intervento. Complicanze post-operatorie maggiori si sono verificate nel 10,8% dei casi (2 sanguinamenti della papilla e 2 fistole biliari), guariti con terapia conservativa e con una degenza mediana di 16 giorni. Si sono verificate 2 pancreatiti acute lievi (5,4%), trattate conservativamente e con risoluzione completa del quadro patologico. Considerando globalmente tutti i pazienti, la degenza post-operatoria mediana è stata di 5 giorni. Ad un follow-up mediano di 60 mesi (range: 6-72), tutti i pazienti sono in buone condizioni generali. Conclusioni Il rendez-vous endo-laparoscopico rappresenta una tecnica valida ed efficace nel trattamento della calcolosi colecisto-coledocica, con un successo del 97,3% nella nostra esperienza. Permette in un unico tempo la risoluzione della duplice patologia. Il limite della metodica è rappresentato dalle difficoltà logistico-organizzative, soprattutto quando la coledocolitiasi è accertata intra-operatoriamente

    Linee-guida per la progettazione

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    Rapporto conclusivo del Progetto di ricerca finalizzata sugli ospedali ad alta tecnologia ed assistenza (ex art.12, Dlgs 502/92) Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali, Rom

    Indagine sperimentale sul comportamento a fatica di barre d'armatura in vetroresina

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    LAUREA MAGISTRALENegli ultimi anni, l’utilizzo di barre in vetroresina (Glass Fiber Reinforced Polymer) ha permesso di accrescere la resistenza alla corrosione di strutture in calcestruzzo armato, aumentandone la durabilità e garantendo così una maggiore vita di servizio. Tuttavia, questa tecnologia rappresenta una novità nell’ambito dei materiali da costruzione ed è quindi necessario svolgere ulteriori indagini, in particolare sul suo comportamento sotto carichi ciclici. Questo lavoro di ricerca analizzerà il fenomeno della fatica dinamica. In letteratura si trovano pochi risultati circa la resistenza a fatica di barre in GFRP che sono stati comunque riportati nel presente elaborato. Vengono aggiunte in questa tesi nuove prove sotto carico ciclico eseguite presso il Laboratorio Prove Materiali del Politecnico di Milano. Saranno eseguiti test a trazione per ottenere il valore sperimentale di resistenza ultima delle barre, del modulo elastico e successivamente verranno descritte prove sotto carico ciclico fino a rottura. Non avendo test precedenti da cui iniziare, parte delle prove eseguite sono state utili per il perfezionamento del setup di prova. Il lavoro di ricerca ha contemplato la redazione di programmi di calcolo automatico per la gestione ed elaborazione di una quantità notevole di dati con cui è stato possibile realizzare dei grafici (inesistenti in letteratura) che verranno riportati. Con i risultati raggiunti si vuole contribuire alla ricerca sul comportamento di barre in GFRP sotto carico ciclico e stimolare la prosecuzione dello studio che necessita di ulteriori approfondimenti. Inoltre si dimostrerà che barre d’armatura in vetroresina in applicazioni reali vengono sollecitate con tensioni notevolmente inferiori rispetto a quelle indicate dalla normativa su cui ci si è basati per effettuare le prove. Il lavoro di ricerca svolta si divide essenzialmente in 4 fasi: - Ricerca bibliografica volta a raccogliere tutti i dati relativi a questo tipo di componente strutturale, anche in settori molto diversi come quello delle estrazioni petrolifere - Assemblaggio ed affinamento del sistema di prova delle barre in GFRP - Creazione di un software per il post-processing dei risultati sperimentali - Analisi critica del lavoro svolto eseguita sulla base dei risultati sperimentali ottenutiIn recent years, the use of fibreglass bars (GFRP) has made it possible to increase corrosion resistance of reinforced concrete structures, increasing their durability and thus ensuring a longer service life. However, this technology is a novelty in the field of building materials and it is therefore necessary to carry out further investigations, particularly on its behaviour under cyclic loads. This research work will analyse the phenomenon of dynamic fatigue. There are few results in the literature regarding fatigue strength of GFRP bars that have however been reported in this paper. In this thesis, new tests under cyclic load are added, which have been carried out in the Laboratorio Prove Materiali of the Politecnico di Milano. Tensile tests will be carried out to obtain the experimental value of the bars ultimate resistance and elastic modulus, following this, tests under cyclic load until breakage are described. As there are no previous tests to start with, part of the tests performed were useful for perfecting trial setup. Research work involved the drafting of automatic calculation programs for managing and processing a considerable amount of data with which it was possible to create graphs (non-existent in the literature) that were reported. The results achieved are intended to contribute to the research on the behaviour of GFRP bars under cyclic load and to stimulate a further study, which requires further in-depth analysis. In addition, it will be demonstrated that fibreglass reinforcing bars in real applications are stressed with tensions considerably lower than those indicated by regulations on which the tests were based. Research work carried out is essentially divided into 4 phases: - Bibliographic research aimed at collecting all data relating to this type of structural component, even in very different sectors such as oil extraction - Assembly and refinement of the GFRP bar testing system - Creation of a software for the post-processing of experimental results - Critical analysis of work carried out on the basis of experimental results obtaine

    Preoperative CEA, NSE, SCC, TPA and CYFRA 21.1 serum levels as prognostic indicators in resected non-small cell lung cancer

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    In 62 patients affected by resectable non-small cell lung cancer (NSCLC) submitted to radical surgery we evaluated the prognostic significance of CEA, NSE, SCC, TPA and CYFRA 21.1 serum levels at diagnosis, as well as the predictive ability of these tumor markers with respect to histological type and pathological stage. The group was composed of 56 male and 6 female patients; the median age was 62 years (range 29-73 years). Thirty-four patients had a histological diagnosis of adenocarcinoma and 28 of squamous cell carcinoma; with regard to pathological stage, 32 patients had stage I, 4 patients stage II and 23 patients stage IIIA disease. A good predictive ability with respect to histological type was obtained with SCC serum levels; as for pathological stage, TPA and CYFRA 21.1 were found to have moderate predictive ability. In this series of patients, at a median follow-up of 55 months after surgery, we found that both TPA and CYFRA 21.1 serum levels at diagnosis were reliable predictors of overall survival, high values of these markers being associated with a worse prognosis
    corecore