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Nuovi spazi e nuovi tempi tra scuola e museo
L'esperienza di “Scuola diffusa” nei Musei Civici di Reggio Emilia, sorta nell'anno scolastico 2020-2021 con l'obiettivo di cogliere nuove opportunità didattiche nelle particolari circostanze della crisi sanitaria (Campanini e Pelliciari, 2020), ha mostrato notevoli aspetti d'interesse per tutti gli attori coinvolti, che ne hanno raccolto evidenze (Bertolini et al., in corso di stampa; Landini et al., 2021) e sviluppato ulteriormente le potenzialità (Campanini et al., 2022; Landini, 2022) dando vita a nuovi percorsi: il progetto “Delivery Museum” in cui sono gli ambienti e le pratiche della scuola ad essere ripensati per offrire occasioni di apprendimento a contatto con i reperti del museo; le nuove esperienze di progettazione condivisa della "Settimana al museo" per le scuole del primo ciclo (Landi, 2022); il rinnovato progetto “Tutto l'anno al museo” e le inedite proposte rivolte alla scuola secondaria di secondo grado – di cui si dirà nel seguito di questo contributo – e a quella dell'infanzia (una settimana immersiva, in fase di co-progettazione)
Alla sacra maesta cesarea dell'imperatore in lode del famoso signor Galileo Galilei matematico del serenissimo gran duca di Toscana canzone
dell dottore Iacopo CicogniniIn Firenze, nella stamperia die Giovanni Battista Landini, 1631. - Kolopho
La serietà della lotta e del lavoro. Un colloquio con Maurizio Landini: (a cura di Luciana Regina ed Enrico Guglielminetti)
A short conversation with Maurizio Landini about workers’ struggles and their seriousness
Aspetti della trasmissione dei testi poetici nella tradizione delle ballate di Landini
Si esaminano le varianti grafiche tra le lezioni dei testi delle ballate di Landini attestate in Squarcialupi, Panciatichi 26 e Parigi 568; si trascrivono i testi delle 48 ballate attestate da tutti e tre i manoscritti
Tra Newton e Vico: «Il tempio della Filosofia» di Orazio Arrighi Landini
Arrighi Landini, un esponente minore dell'Accademia roveretana degli Agiati, scrisse a metà del Settecento un poema in endecasillabi sciolti nel quale descrive la fisica newtoniana e le origini dell'umanità parafrasando da vicino la "Scienza nuova" di Vico. Attraverso l'indagine sui carteggi inediti depositati presso la biblioteca civica "Tartarotti" di Rovereto, si ricostruiscono i rapporti di Arrighi Landini con l'Accademia degli Agiati e i modi in cui le tesi antropologiche di Vico vengono trasposti nella sua opera poetica
Approvato il Regolamento relativo al funzionamento dell’arbitro assicurativo con S. Landini
Vede la luce il regolamento relativo al funzionamento dell’arbitro assicurativo strumento di risoluzione stragiudiziale delle controversie tra i clienti e le imprese di assicurazione egli intermediari assicurativi, come per i settori bancario e finanziario lo sono l’arbitro bancario e finanziario (ABF) e l’arbitro per le controversie finanziarie (ACF)
E. Manzi, La plaine napolitaine
Landini P. E. Manzi, La plaine napolitaine. In: Méditerranée, deuxième série, tome 28, 1-1977. p. 92
Le committenze del console Smith e il sapere architettonico (Algarotti, Arrighi Landini, Conti, Poleni)
Il lavoro evidenzia come la figura del console Smith riassuma la cifra di un sapere nuovo che i nostri occhi non hanno saputo mettere a fuoco, trattandosi di attività e interessi che ci appaiono slegati: l’antiquaria, il collezionismo, l’architettura, la filosofia platonica, il teatro, la scienza. Si tratta di un sapere che, nel mio precedente studio La felicità delle lettere, ho chiamato architettonico, utilizzando la categoria di «fantasia architettonica», avanzata in alcuni scritti da Antonio Conti e condivisa da Poleni, Algarotti, Maffei e dalla rete che si costruisce attorno al console, di cui entrano a far parte Goldoni, Arrighi-Landini e altri.The work highlights how the figure of the consul Smith can be considered the embod- iment of a new typology of knowledge that until recent times had been hard to spot given the substantial un-relatedness of the domains he joined: antiquarianism, collect- ing, architecture, platonic philosophy, theatre, and science. This is a knowledge that, in my previous study La felicità delle lettere, I labelled as ‘architectural’, using the category of «architectural fantasy», advanced in some works by Antonio Conti and shared by Poleni, Algarotti, Maffei and the network that revolved around the consul, joined by Goldoni, Arrighi-Landini and many others
Metafora e narrazione nella didattica delle scienze: nuovi strumenti e prospettive per l'educazione scientifica e la crescita professionale del docente.
Il progetto “Piccoli scienziati in laboratorio” nasce inizialmente rifacendosi alle Indicazioni Nazionali per il Curricolo della Scuola dell’Infanzia e del Primo Ciclo del 2007 arricchendosi poi con l’apporto delle più attuali Linee Guida del 2012. Nel corso degli ultimi anni il progetto si è evoluto in un Approccio didattico alle scienze, di tipo narrativo-metaforico che ha coinvolto numerosi soggetti in un’ottica di ricerca in sinergia col territorio.
Due forti filoni nutrono il progetto “Piccoli scienziati in laboratorio”. Il primo è che parlare di scienza non significhi, nei bambini, ma non solo, parlare una lingua diversa dalla lingua naturale. Dai racconti mitici sui fenomeni naturali ai modelli più astratti, l’uomo “narra” la natura e i suoi eventi, permettendo una migliore “interpretazione” delle forze della natura. Le spiegazioni ingenue dei bambini stessi sono un inizio di concettualizzazione scientifica, un primo approccio ai perché e ai come del mondo che ci circonda. Si prefigura perciò un’educazione scientifica che favorisce le procedure argomentative, ma ne accetta il carattere finito, le riconosce utili in vista di scopi determinati. Questo pone l’insegnante stesso in una condizione di ricerca e di dialogo paradigmatici, dove anche le proposte dei bambini concorrono ad interpretare la realtà, anche i loro modelli si prefigurano come mondi possibili. Lo stesso Bruner d’altronde parte dall’assunto che gli esseri umani danno senso al mondo reale raccontando storie e critica il fatto che solo la modalità di spiegazione scientifica sia ammessa nelle lezioni di scienze (Bruner, 1996).
Una chiave di svolta sulla strada di una migliore comprensione scientifica, nel quadro del conceptual change, sembrerebbe essere proprio l’uso di entrambi i pensieri, quello narrativo e quello paradigmatico, per permettere agli educatori di creare una sensibilità metacognitiva, necessaria per affrontare il mondo con la sua realtà narrata e le sue esigenze complesse.
Questa apertura delle scienze alla razionalità immaginativa dei bambini prefigura un nuovo rapporto con la lingua, secondo filone che sostiene il progetto. In questo approccio per la comprensione scientifica gli oggetti concreti della lingua di tutti i giorni richiamano strutture schematiche (metafore, agenti e story schema) che sono a loro volta un meccanismo di proiezione di strutture gestaltiche di base (Image schema di contenitore, di verticalità, di percorso...). Queste sono il risultato delle nostre esperienze senso-motorie e percettive. La nostra lingua naturale è fisiologicamente intrisa di tali strutture, che sono incarnate nel nostro pensiero, perché fortemente embodied. Le storie artefatto che proponiamo, così come tutte le nostre spiegazioni dei fenomeni in cui siamo immersi, sono costruite con la lingua naturale e trasportano nei percorsi di comprensione immagini vivide e sensibili di tali strutture, favorendo il sorgere di concatenamenti analogici e metaforici. Tale contesto narrativo permette inoltre di lavorare creativamente sul come si costruisce una storia per le scienze: in accordo con un recente articolo di Fuchs, è necessario distinguere tra cosa è una storia e cosa è uno storyworld. Mentre le storie sono narrazioni concrete, gli storyworlds sono i modelli mentali che noi costruiamo quando siamo esposti alle storie. Saper ricostruire o creare una storia significa comprendere il cosa degli eventi, mentre lo storyworld sarà il framework che ci dà indicazioni sul perché degli eventi. Ed essendo gli agenti della storia coinvolti emotivamente e fisicamente nell’evento, creano per gli alunni una sorta di rispecchiamento nella realtà di tutti i giorni: per questo e per quanto detto sopra possiamo riferirci alla storia come a una simulazione e allo storyworld come a un modello simulato.
La lingua, e le strutture semantiche e concettuali di cui sono riflesso e tramite al contempo le storie, sono lo strumento dei laboratori e delle attività che si avvantaggiano dell’uso dell’inquiry e della discussione: l’obiettivo è favorire la trasformazione dei pensieri naives dei bambini in interpretazioni sempre più scientifiche dei fenomeni, riconoscendo alla disciplina il carattere formativo e la specifica epistemologia scientifica. In particolare il dialogo diventa terreno di fertile rilettura di questo percorso interpretativo della realtà, dove il pattern che emerge dall’interazione disegna continui rimandi e chiarimenti su quanto osservato. I parallelismi risultanti dall’interazione dei bambini nei dialoghi, si prestano a evidenziare delle coppie che generano nell’evento-laboratorio una specifica risonanza di forme che sottendono a significati; tali strutture parallele possono innescare formule di accordo o discordanza che l’insegnante potrà sfruttare per favorire il conflitto cognitivo e/o la prosecuzione del pensiero di gruppo. Gli alunni costruiranno così, nella conversazione o nella descrizione di altri fenomeni, delle narrazioni di gruppo che includeranno i seguenti elementi: gli eventi; le esperienze di tali eventi vissute da agenti; la tensione che nasce nella creazione di tali eventi; il ruolo dei pazienti in tali eventi; l’occasione che rende possibile e necessaria la presenza di un narratore (Fuchs, 2014).
Certo nel linguaggio comune si nascondono anche possibili misconcezioni, ma sta all’insegnante saper condurre l’esperienza di confronto dei bambini verso trame che interpretano sempre meglio la realtà che li circonda
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