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    Recensione a G. Astuto, Il vicerè socialista. Giuseppe De Felice Giuffrida sindaco di Catania, Acireale-Roma, Bonanno editore, 2014, pp.326.

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    Il volume ricostruisce il profilo politico di De felice Giuffrida nel suo ruolo di amministratore di Catania tra la fine dell'Ottocento e i primi vent'anni del Novecento

    Margherita Giuffrida Ientile, La Pirateria tirrenica. Momenti e forutna

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    Wankenne Jules. Margherita Giuffrida Ientile, La Pirateria tirrenica. Momenti e forutna. In: L'antiquité classique, Tome 54, 1985. pp. 471-472

    Margherita Giuffrida Ientile, La Pirateria tirrenica. Momenti e forutna

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    Wankenne Jules. Margherita Giuffrida Ientile, La Pirateria tirrenica. Momenti e forutna. In: L'antiquité classique, Tome 54, 1985. pp. 471-472

    La Sicilia del '600. Nuove linee di ricerca.

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    I tre saggi che compongono questo libro si propongono di offrire approcci nuovi alla storia della Sicilia, analizzandola in un periodo di crisi ma proprio per questo ricco di trasformazioni, quale quello dei decenni centrali del ’600: la politica fiscale e finanziaria (Antonino Giuffrida), l’uso del patronage ecclesiastico (Fabrizio D’Avenia), la gestione delle rivolta del 1647 (Daniele Palermo). Si tratta di tre aspetti, tra loro correlati, del particolare rapporto tra la corte di Madrid e le istituzioni del Regno di Sicilia, ma che risentono e influenzano allo stesso tempo le dinamiche delle relazioni con le altre province del più ampio “sistema imperiale” spagnolo

    Morto il re viva il re: le esequie di Filippo IV e la cerimonialità funeraria nella Sicilia dell'età moderna

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    Il saggio analizza la cerimonialità con la quale si partecipa al popolo siciliano la morte del sovrano Filippo IV e, contestualmente, si presta giuramento di fedeltà al suo successore. Le motivazioni religiose di queste cerimonialità costituiscono una sorta di trama sulla quale si incardinano i riti per il consolidamento del rapporto di fedeltà tra il sovrano e i suoi sudditi

    L'Abolizione della feudalità e il culto degli onori nella Sicilia del 1812

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    La Costituzione del 1812 trasformò i feudi in allodi ed eliminò le giurisdizioni feudali. L’obiettivo, già auspicato da Caracciolo e Caramanico, fu raggiunto solamente in un momento particolare della storia siciliana e grazie all’intervento del plenipotenziario inglese Sir Bentinck l’istituto giuridico fu abolito. Tuttavia la rappresentazione della nobiltà come categoria non scomparve e rimase saldamente presente nell’immaginario collettivo. Il titolo nobiliare e l’onore ad esso collegato, costituirono l’elemento sociologico-strutturale sul quale si assestò la politica di difesa cetuale del baronaggio. Alcuni esempi di come si costruisce l’onore di un casato, completano questo primo approccio al tema del culto degli onori.The Constitution of 1812 freed the feudal ties and eliminated the feudal courts. The objective which Caracciolo and Caramanico aspired to was only reached at a particular time in the history of Sicily and, thanks to the intervention of the British plenipotentiary Sir Bentinck, the legal institution was then abolished. However, the representation of the nobility as a class did not disappear and remained firmly in the collective imagery. The title of nobility and honor attached to it, constituted the sociological structural element on which the defense policy of the barony was based. Some examples of the creation of the lineage’s honor complete this first approach to the subject of the cult of honors

    I rapporti problematici tra la c.d. prelazione artistica e le formule di locazione finanziaria (leasing e lease back)

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    Il diritto di prelazione previsto in favore del Ministero per i beni e le attività culturali e degli enti pubblici territoriali trova applicazione anche per i beni oggetto di leasing finanziario, non solo in occasione del primo passaggio di proprietà disposto in favore del locatore-finanziatore, ma anche in occasione del successivo passaggio del bene nella proprietà del locatario. La prelazione non opera invece nelle operazioni di lease-back, qualora il locatario si sia contrattualmente obbligato ad esercitare il riscatto; in caso contrario, oppure nell'ipotesi di inadempimento dell'obbligo contrattuale di riscatto, il diritto di prelazione può essere esercitato. Le disposizioni di segno contrario contenute nella recente normativa della provincia autonoma di Bolzano sono pertanto da giudicarsi costituzionalmente illegittime

    Centri storici e governo del territorio: profili critici e problematici

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    L'articolo propone una riflessione ragionata e critica sui profili essenziali della legislazione urbanistica in materia di centri storic

    Dis-misure e dis-valori del danno all'ambiente fluviale: un approccio socio-sistemico

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    Si espone qui la sperimentazione di un metodo di analisi e valutazione del danno ispirato all’approccio sociologico di N. Nuhmann (1990), che definisce l’ambiente per differenza rispetto ai processi comunicativi che informano il sistema sociale e quindi il danno ambientale come difetto della comunicazione tra sub-sistemi. In questa logica la valutazione del risarcimento è stata condotta con riferimento al rapporto verticale tra unità inquinanti e supporto naturale e orizzontale tra i diversi sub-sistemi che comunicano “sull’ambiente”. Il caso studiato riguarda le immissioni di inquinanti in un bacino idrico siciliano da tempo sotto osservazione anche da parte della Comunità Europea a causa della elevata pressione antropica che lo ha interessato con effetti consistenti e visibili fino al litorale marittimo di sbocco. L’ipotesi di risarcimento del danno, proposta ai sensi delle normative vigenti all’epoca dei fatti, ha preso in considerazione: 1. la misura della responsabilità del livello di degrado del bacino attribuibile a ciascuna fonte in base al volume e alla qualità delle immissioni; 2. la determinazione del risarcimento con riferimento: ai risparmi per la mancata depurazione, al costo di ripristino dello status quo ante, al mancato uso della risorsa da parte della comunità insediata. 1. La misura della responsabilità delle fonti è stata determinata sulla base delle analisi chimiche dei reflui e delle acque fluviali reperite da atti processuali e dai dati storici disponibili. L’analisi territoriale del bacino del corpo idrico principale e dei suoi affluenti ha permesso di inquadrare l’area di studio e individuare tutti gli input antropici - segnatamente gli scarichi civili e industriali - che davano luogo al fenomeno dell’inquinamento. L’elaborazione dei dati disponibili, unitamente alla realizzazione di un modello teorico, ha permesso di valutare i fattori responsabili del degrado e/o dell’incremento del degrado del sistema fluviale in questione e graduare fra essi la responsabilità proporzionale al proprio contributo. 2. Il valore del danno attribuito alla fonte principale: a) quanto ai risparmi conseguiti dal soggetto inquinante, attraverso un bilancio quantitativo fisico e quantitativo monetario dell'impresa; b) quanto alle spese di ripristino, con riferimento ad un progetto di riqualificazione del fiume realizzato dall’Amministrazione locale per fare fronte al degrado del contesto; c) quanto al danno alla comunità, assumendo il metodo delle spese difensive con una verifica effettuata mediante l’applicazione dell’aspetto economico del valore di surrogazione
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