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Process intensification strategies and membrane engineering
An important contribution to the realization of industrial sustainable development can be given by "green process engineering". Based on the principles of the Process intensification strategy it can lead to the development and the re-design of new processes more compact and efficient that allow the better exploitation of raw materials, a lower energy consumption and a reduced plant volume. Membrane technology contributes to the pursuit of these principles and, in the last few years, the potentialities of membrane operations have been widely recognized. In this work, an overview of membrane application and their perspectives in the field of hydrogen production and distillation will be analysed considering membrane reactors and membrane distillation as case studies. The scope is to show how the redesign as membrane systems of traditional operations might contribute to the realization of the goals of process intensification and green chemistry by a new "green process engineering".One of the authors (E. Drioli) wishes to acknowledge WCU (World Class University Program) through the National Research Foundation of Korea funded by Ministry of Education, Science and Technology (R31-10092), for the partial support to this work
Un'azienda di trasformazione in Dalmazia: l'archivio della famiglia Salghetti-Drioli (1759-1914)
L'archivio Salghetti-Drioli di Vicenza è parte di una più ampia documentazione sulla ditta liquoristica Drioli conservata a Zara.
Interessante fonte per la storia economica di Zara tra fine Settecento e primi decenni dell'Ottocent
Giovanni Salghetti-Drioli. Itinerario livornese di un architetto.
La lettura e la comprensione dell’opera dell’architetto Giovanni Salghetti-Drioli, che lavora ininterrottamente a Livorno dal 1947 fino alla morte, avvenuta nel 1988, promuove e stimola una revisione attenta della storia urbana e architettonica della città. Salghetti-Drioli è infaticabile e versatile. I suoi elaborati vanno dai piani urbanistici al design. Ricerca, progetto e costruzione sono aspetti imprescindibili della sua ricca attività professionale. Egli crea un sodalizio a tutti i livelli tra il processo di progettazione e quello di costruzione
Archivio di architettura di Giovanni Salghetti-Drioli. Schede
Dalla Casa del Portuale (1949-1953), ai costanti lavori all'Accademia Navale (1946-1985), all'attuazione del Villaggio Giardino per i dipendenti del Centro Sbarchi U.S.A., nella tenuta La Rosa (1951-1952), alla costruzione dell’Istituto Tecnico Nautico A. Cappellini (1954-1962), all'esecuzione di edifici nel quartiere C.E.P. La Rosa (1959-1970), all'edificazione del palazzo S. Jacopo o Visconti, sul viale Italia (1959-1968), alla progettazione di un cinematografo in via delle Sorgenti (1960), ai numerosi interventi nel Santuario di Montenero di Livorno (1963), al piano particolareggiato di attuazione del primo tronco della tangenziale Cisternone-Attias redatto insieme a Barucci, Di Gaddo e Sacco (1964), alla costruzione del palazzo Lena, in via Marradi (1970), all'edificazione della Chiesa di S.Pio X nel quartiere “Le Sorgenti” (1973), Giovanni Salghetti-Drioli esprime un proprio linguaggio autonomo che va al di là delle riduttive caratterizzazioni
Giovanni Salghetti-Drioli architetto a Livorno
Salghetti-Drioli frequenta il biennio di Ingegneria
a Pisa e si laurea alla Scuola Superiore
di Architettura a Roma nel 1936 con
Marcello Piacentini, presentando una tesi
sulle strutture ospedaliere. Ottiene l’abilitazione
all’esercizio della professione di architetto,
superando gli esami di Stato presso la
Scuola Superiore di Architettura di Venezia.Giovanni Salghetti-Drioli ha contribuito ad arricchire il paesaggio urbano livornese, eppure inspiegabilmente la sua attività è ancora poco conosciuta
I Dalmati nel carteggio tra Tommaseo e Salghetti-Drioli
Il Carteggio Tommaseo Salghetti-Drioli offre uno spaccato del mondo culturale dalmata nell'Ottocento
Paradossi. Schegge di arte elettronica e interattiva
Il testo introduce il catalogo della mostra esito di un percorso laboratoriale di ricerca e didattica della storia dell'arte contemporanea nella sede della SUN
Per una fenomenologia del nichilismo contemporaneo: Nietzsche, Husserl e la ricerca ineliminabile
Muovendo dall’ermeneutica nietzschiana che ha annunciato per prima il fenomeno del nichilismo nella sua portata storico-epocale e arrivando alla fenomenologia husserliana che si sente chiamata diretta mente in causa nella fase di crisi del senso, il presente contributo mira a evidenziare le caratteristiche filosofiche del nichilismo e i suoi risvolti non solo sul piano del pensiero ma anche su quello dell’esistenza umana, individuale e collettiva. Verranno approfondite sia l’esigenza della ricerca del senso quale inclinazione fondamentale e insopprimibile degli uomini, anche di quelli più critici circa l’esistenza effettiva di un “senso”, soggettivo-spirituale, sia la messa in discussione di quest’ultimo da parte dell’annichilente dominio tecno-scientifico che contrassegna il mondo contemporaneo
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