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Evento e psicosi
Perché evento e psicosi?
Il confronto con una esperienza psicotica induce in ogni persona ipotesi esplicative e ognuno elabora una propria teoria: l'interessato, i familiari. i tecnici, l'ambiente circostante. Queste interpretazioni tendono abitualmente a radicalizzarsi nella contrapposizione tra il polo disposizionale e quello accidentale, fra struttura ed evento. Per molti si tratta cioè del rivelarsi di una perturbazione costituzionale. all'opposto l'accento viene messo solo sull'ultimo anello della catena, ossia sul presunto -trauma psichico..
Questa antinomia, vecchia come il pensiero psichiatrico, è oggetto nel volume di un approfondimento "intradisciplinare" in cui sono chiamate a confrontarsi molteplici prospettive, a partire da considerazioni d'ordine epistemologico, quindi epidemiologico, fino allo studio delle diverse evenienze cliniche. Tale ricerca viene successivamente arricchita da contributi psicoanalitici ed è infine integrata da una riflessione filosofica sul significato dell'evento.
Seguendo questo filo conduttore il volume - frutto della collaborazione di qualificati studiosi italiani - conserva una sua intrinseca unità di sviluppo, proponendo così a chiunque si interessi di patologia mentale una riflessione sulla complessità e le insidie di facili cortocircuitazioni di senso, sui rischi di una istanza ermeneutica onnicomprensiva, nonché di una riduzione causalistica spesso ingenua, anche quando essa venga riferita a schemi e modelli informatici.
Una meditazione più approfondita sottolinea infatti come le -catene di eventi. appaiono filtrate attraverso il travestimento della memoria e della fantasia da una parte, dall'altra ripropongano in filigrana, in molteplici forme, gli eventi ancestrali della storia della specie e dei miti collettivi. Per questa ampia prospettiva il volume si propone a chiunque si interessi, in una dimensione antropologica, al problemi della mente.
Dario De Martis, Edgardo Caverzasi e Pierluigi Politi, che hanno curato il presente volume, appartengono all'istituto di Clinica Psichiatrica dell'Università di Pavia
Rilevamento di dati socio-psichiatrici elaborabili tramite computer. Considerazioni metodologiche e presentazione di una casistica biennale di ricoverati
Financialisation and the sub-prime crisis : a stock-flow consistent model
Our opinion is that the so-called sub-prime mortgage crisis has been a structural crisis of the US's financial capitalism. In analysing the complex combination of factors that led to those events, we try not to focus on the most contingent aspects but to clarify the underlying structure that made the crisis endogenously emerge from the US's economic system. To reach this goal, we base our analysis on existing economic theories. In particular, the combination of the Financial Instability Hypothesis by Hyman Minsky, the theory of Capital Market Inflation by Jan Toporowski, and the post-Keynesian literature on financialisation represent the foundation of our analysis. The results of our analysis will then be reproduced through a simulated stock-flow consistent model to test their logical coherence
Post-Keynesian stock-flow-consistent modelling : a survey
The aim of the paper is to provide an overview of the current stock-flow-consistent (SFC) literature. Indeed, we feel the SFC approach has recently led to a blossoming literature, requiring a new summary after the work of Dos Santos and above all after the publication of the main reference work on the methodology, Godley and Lavoie’s Monetary Economics: An Integrated Approach to Credit, Money, Income, Production and Wealth. The paper is developed along the following lines. First, a brief historical analysis investigates the roots of this class of models that can be traced as far back as 1949 and the work of Copeland. Second, the competing points of view regarding some of its main controversial aspects are underlined and used to classify the different methodological approaches followed in using these models. Namely, we discuss (i) how the models are solved, (ii) the treatment of time and its implication and (ii) the need (or not) for microfoundations. These results are then used in the third section of the paper to develop a bifocal perspective, which allows us to divide the literature reviewed according to both its subject and the methodology. We explore various topics such as financialisation, exchange rate modelling, policy implication, the need for a common framework within the post-Keynesian literature and the empirical use of SFC models. Finally, the conclusions present some hypotheses (and wishes) for the possible lines of development of SFC models
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