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Arturo Martini e la “Storia eroica del fascismo” : Alcune novità dagli atti del Comune di Milano
La ricostruzione del concorso indetto il 22 ottobre 1936 per un monumento ispirato agli antichi archi di trionfo e destinato a sorgere in piazzale Fiume (oggi piazza della Repubblica), è condotta sulla base di atti amministrativi di lettura tutt’altro che piacevole. Ma dietro il loro linguaggio quasi respingente, nella sua pedanteria burocratica, si colgono in filigrana i lineamenti di una vicenda del tutto reale e umana, che restituisce ai fatti considerati la dimensione più concreta
Il fotomontaggio nelle riviste illustrate degli anni trenta tra ricerche d’avanguardia e cultura visiva di massa
Nell’articolo Del fotomontaggio, pubblicato in “Campo Grafico” nel dicembre 1934, i due artisti Luigi Veronesi e Battista Pallavera lo consacravano come “l’unica espressione dell’illustrazione moderna”. Il dibattito sul suo utilizzo nella stampa italiana illustrata dei medesimi anni va ricondotto alla più ampia discussione sul ruolo della fotografia in campo tipografico e pubblicitario
Vittorio Cappelli, "La Belle Époque italiana di Rio de Janeiro. Volti e storie dell’emigrazione meridionale nella modernità carioca"
Recensione al volume di Vittorio Cappelli, intitolato "La Belle Époque italiana di Rio de Janeiro. Volti e storie dell’emigrazione meridionale nella modernità carioca" (2013
Il documento teatrale: come dove quando
ANALISI DELLA METODOLOGIA DELLA RICERCA NELL'AMBITO DEGLI OGGETTI DELLO SPETTACOL
L'album di Scenotecnica di Koki Fregni. Con un dizionarietto plurilingue
Bignami ha premesso una nota storica, alla pubblicazione dei Disegni inediti dello scenografo Koki Fregni (1930-1994), qui pubblicati insieme ad un utilissimo dizionario dei termini di palcoscenico, in inglese francese e tedesco compilato da C. Ossicini
“Lavoro che mi sta a cuore, perché va in piazza” : Arte pubblica e concorsi a Milano negli anni trenta del Novecento
Negli anni tra le due guerre, a monte di ogni intervento nello spazio pubblico, quando non era l’architetto incaricato a scegliere l’artista o gli artisti che dovevano intervenire nell’ambito del suo progetto, veniva di norma indetto un concorso; salvo eccezioni (come nel caso delle statue del Foro Mussolini a Roma), per parteciparvi era necessario essere iscritti ai Sindacati Belle Arti, di solito da almeno tre mesi prima della pubblicazione del bando.
Gli artisti impegnati nei concorsi e nelle “imprese pubbliche” erano di frequente i medesimi che esponevano alle mostre più importanti, contribuendo pertanto al rinnovamento del linguaggio pittorico e plastico in Italia
Fruttiferi minori come potenziali nutraceutici
Dopo un'introduzione sulla 'rivoluzione nutraceutica', vengono riportate informazioni sui composti con funzioni nutraceutiche presenti nelle specie minori da frutto e numerosi esempi. Vengono analizzati limiti alla utilizzazione di queste specie e le prospettive di valorizzazione
Enrico Bignami e Filippo Turati: l'amicizia di una vita
I rapporti tra Turati e Bignami iniziarono a Milano negli anni Settanta e continuarono anche quando Bignami, recatosi a Lugano, dette vita alla rivista Coenobium
“Ti prego di preparare i vestiti, perché sono nudo” : La collezione di Adriano Pallini negli anni Trenta
Intorno al 1950 la storiografia artistica iniziò a celebrare il ruolo “eroico” del collezionismo privato degli anni trenta, sottolineando l’indifferenza delle politiche museali: i collezionisti furono infatti tra i primi ad acquisire le opere degli artisti a loro contemporanei e a contribuire allo sviluppo dell’arte moderna.
Tra questi s’inserisce il collezionista Adriano Pallini, sarto abruzzese – nato ad Atri in provincia di Teramo nel 1897 – che si trasferì intorno al 1920 a Milano e aprì una sartoria da uomo in via dell’Orso vicino all’Accademia di Brera, coniugando la tradizione familiare con la scuola abruzzese di alta sartoria di Domenico Caraceni e Ciro Giuliano
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