1,735 research outputs found

    "Il grande silenzio". Riflessioni su "Il Quadro nero. Opera per musica e film" di Roberto Andò e Marco Betta

    No full text
    Il testo ricostruisce il percorso ideativo dello spettacolo multimediale di Roberto Andò e Marco Betta, in relazione con "La Vucciria" di Renato Guttuso e il racconto di Andrea Camilleri "La ripetizione". L'ultimo paragrafo è dedicato alla descrizione della partitura musicale di Marco Betta

    Leggi razziali fasciste e la Shoah italiana

    No full text
    Il fascismo e la razza, le elaborazioni culturali e intellettuali, la produzione delle leggi razziali del 1938, la Shoah italian

    L'autre genèse. Histoire de la fécondation artificielle

    No full text
    Créer artificiellement la vie, cette utopie qui alimente l’imagination de l’homme depuis toujours s’est transformée en réalité concrète à partir du xviiie siècle, lorsque la science a commencé à enquêter sur le mécanisme de la génération. Emmanuel Betta, qui en 2006 étudiait avec Animare la Vita le débat qui s’est développé au xixe siècle à propos de la procréation, reconstruit ici l’histoire de la reproduction artificielle chez l’homme, des premières expériences de l’abbé Spallanzani à la mise au point de solutions efficaces entre les xviiie et xixe siècles, jusqu’aux développements les plus récents de l’ingénierie génétique. La reproduction artificielle a ouvert de nouvelles perspectives qui opposent les finalités thérapeutiques pour les soins de la stérilité aux utopies eugénistes qui visent à remodeler l’humanité. Si, dès la fin du xixe siècle, le Saint-Office a exprimé sa condamnation radicale, le débat entre juristes et hommes de sciences, politiques et théologiens, institutions laïques et religieuses n’a connu aucune interruption : au contraire, il est aujourd’hui encore bien vivant

    Tra individuale e collettivo: l’affermazione del consenso informato (xix-xx secolo)

    No full text
    Il consenso informato all'atto medico-scientifico è questione molto discussa nella letteratura bioetica, clinica e giuridica internazionale, sia come atto formale risultante da una cultura della condivisione, dei diritti e dell'autonomia decisionale dell'individuo, sia quale esperienza e pratica concreta in un contesto multiculturale, sia, ed è forse la dimensione più esplicita emersa negli anni della pandemia, come campo di tensione nel quale interagiscono aspetti storico-politici differenti che chiamano in causa la relazione tra saperi, politica, individuo. L’intervento discuterà il percorso storico di emergenza dell’idea di consenso informato nell’intreccio tra le dimensioni giuridiche, medico-sanitarie e bioetiche

    «L’ultima bufera antivaccinista». Il dibattito sulla vaccinazione in Italia tra XIX e XX secolo

    No full text
    L’intervento analizza il dibattito tra vaccinisti e antivaccinisti che si svolse in Italia, tra gli anni '80 e i primi anni del 900, a partire da una monografia di Giulio Bizzozzero, figura di primo piano della medicina italiana di questo periodo e della medicina preventiva, intitolata Sulla vaccinazione e i suoi oppositori. Sul tema furono pubblicati diversi testi, che si confrontarono con le prime normative e regolamenti in materia di vaccini fatte dal governo Crispi e altri. La discussione tra vaccinisti e antivaccinisti si inseriva in un dibattito ampio che coinvolgeva altri paesi e che da una parte interrogava la questione dei limiti dell'intervento dello stato nella sfera individuale (discussione attiva soprattutto in ambito inglese, a partire dai Vaccination acts del 1840, 1841 e 1853), e dall'altra la natura dell'azione profilattica preventiva e in essa del ruolo del medico e delle sue conoscenze e criteri di decisione. Da questo punto di vista vide prodursi una distinzione di posizioni che chiamava in causa anche il rapporto con la religione e con la concezione del ruolo del medico rispetto all’ordine naturale e alla malattia. La vaccinazione si presenta come un’occasione interessante per vedere in una prospettiva di prevenzione, le modalità di costruzione sociale di una fiducia nella capacità del medico, di identificare, significare e costruire un’azione di cura in assenza di una manifestazione palese ed evidente della malattia

    Chiesa e regolazione delle nascite: un approccio storico

    No full text
    Dalla letteratura antica fino alle prese di posizioni delle encicliche del Novecento, il tema del controllo della fertilità ha attraversato la riflessione cattolica, trovando modi e forme di espressione e messa a punto differenti nel corso della storia. In questo lungo arco di tempo, le conoscenze sulla fisiologia dei corpi e della fertilità sono cambiate, si sono sviluppate e diffuse nelle società influendo in maniera decisiva sulle pratiche e sui motivi che spingono le persone a cercare un controllo della fertilità. Il saggio discuterà come quest’insieme di fattori ha influito sul modo con il quale la chiesa e la dottrina hanno storicamente discusso e giudicato il controllo della fertilità e come si sono poste in relazione alle trasformazioni nelle pratiche e nelle motivazioni

    Il razzismo e le questioni della razza nell’Italia fascista

    No full text
    Nella storia italiana il 1938 è riconosciuto come una data per molti versi perio¬dizzante per il segno lacerante impresso alla storia dell’ordinamento giuridico italiano. La riflessione sui caratteri, sulle origini e sul significato di questa svolta ha occupato a lungo la riflessione storica e politica sul razzismo e sullo stesso fasci¬smo, anche in considerazione del fatto che in Italia, a differenza di altri paesi segnati in quello stesso torno di tempo da politiche ferocemente antisemite, l’integrazione della comunità ebraica era maggiore, mentre le istanze antise¬mite erano poco presenti e relativamente organizzate

    Identificazione di genere: corpi e culture delle sessualità

    No full text
    Il saggio si propone di ricostruire la riflessione e la costruzione delle culture sul corpo e sulla sessualità, con una chiave di genere, guardando all’interazione tra due piani: la dimensione disciplinare, sia sul versante discorsivo sia su quello normativo, con particolare attenzione a scienza, legge e religione, e la dimensione delle pratiche e delle esperienze delle soggettività, individuali e collettive. Il saggio si muoverà lungo questa interazione, con l’obiettivo di cogliere le trasformazioni delle istanze normative nella tensione con i cambiamenti dei costumi e delle pratiche. In questa prospettiva, sto pensando di introdurre il tema attraverso un rimando all’attualità che parta dalle polemiche degli ultimi anni sul termine genere-gender, come chiave per introdurre la storicità delle concezioni del corpo e della sessualità con le eventuali peculiarità del caso italiano. Questi termini porteranno a confrontarsi con la disciplina della famiglia, dal punto di vista giuridico e sociale, a partire da alcuni snodi determinanti del governo del corpo femminile come l’aborto, la contraccezione, l’omosessualità, che saranno occasione per far emergere lo scontro concreto tra soggettività, esperienze e dispositivi normativi, e al tempo stesso saranno occasione per discutere delle concezioni organiciste ed essenzialiste persistenti nel concepire la sessualità e il corpo. Da questo punto di vista, il saggio adotterà un’articolazione cronologica dei paragrafi che vorrebbe cercare di problematizzare le periodizzazioni che leggono nel fascismo e nel ’68 due tornanti decisivi che delineano la storia della sessualità nel ‘900 italiano. Ovviamente entrambi saranno considerati come momenti rilevanti, ma vorrei proporre una partizione che non si appoggi ad essi e che al contrario provi a ipotizzare linee di periodizzazione più larghe. Al momento ho ipotizzato quattro paragrafi, in chiave cronologica che partono dall’Unità e arrivano almeno al primo decennio del XXI secolo. Un primo paragrafo identifica una prima parte dall’Unità alla prima guerra mondiale, centrata sulle codificazioni giuridiche unitarie, in relazione con le concezioni della sessualità di matrice positivista, nel solco del confronto con il tema del controllo delle nascite e del malthusianismo. Questo paragrafo metterà a confronto queste dinamiche con le sperimentazioni sessuali emerse nel contesto della Belle Epoque e negli ambienti artistici e omosessuali. Una seconda parte, seguendo il filo della normazione giuridica inaugurata dal Codice Rocco, congiunge il fascismo alla normativa della prima età repubblicana e trova come approdo la riforma del codice di famiglia del 1975. Questa parte parlerà delle concezioni morali sessuali delle principali culture politiche (comunista, cattolica, socialista) e le trasformazioni nei costumi e nelle pratiche, promosse dai movimenti femministi e omosessuali, così come con le trasformazioni identitarie e culturali stimolate-promosse dal cinema e dalla nascente industria della moda. La terza parte sarà dedicata alla stagione che va dalla seconda metà degli anni '70 agli anni ‘90, avrà un centro nella dimensione normativa a partire dalla legge sull’aborto, alle prime proposte di legge in materia di costume e sessualità, ma darà largo spazio alle vicende dei movimenti e delle culture omosessuali, nelle quali sarà messo in rilievo le differenze e i confronti interni nel concepire la sessualità e il corpo tra i movimenti radicati nelle esperienze degli anni ’60-70 e quelli nati nel decennio successivo (movimenti lesbici, transessuali). Quasi a integrazione di questo paragrafo ho previsto un ultimo paragrafo, più breve e meno delineato in quanto aperto alla contemporaneità meno sedimentata, che però dovrebbe dar conto dell’emergere dei movimenti LGBTQ e della tematica esplicita dell’identità di genere nel dibattito pubblico

    Nicola Pende e la legislazione razziale del fascismo

    No full text
    Nel dibattito pubblico il nome di Nicola Pende è sostanzialmente legato alla sua firma del Manifesto degli scienziati razzisti, noto come Manifesto della razza, pubblicato il 14 luglio del 1938, tra i cui sottoscrittori, secondo il comunicato del PNF del 25 luglio del 1938, compariva anche il suo nome. La sua adesione al documento che rappresentava la sintesi ideologica e programmatica della svolta razziale che nell’autunno dello stesso anno produsse le legislazioni razziali rappresenta un’impronta condizionante dell’interpretazione della figura di Pende e del suo ruolo all’interno del contesto scientifico del ventennio mussoliniano. Attorno alla reale adesione di Pende al Manifesto e alle modalità con le quali la sua firma fu apposta a quel documento sono state fin dall’inizio oggetto di discussione, in prima istanza da parte dello stesso Pende di fronte alla Commissione per l’epurazione, poi dalla ricerca storica, che ha offerto elementi per una ricostruzione di passaggi e modalità di ideazione e creazione del Manifesto, benché, merita sottolineare, a più di ottant’anni dalla pubblicazione di quel documento non sia ancora disponibile una storia di quel documento, che ne ricostruisca il percorso di ideazione e realizzazione. L'articolo inquadrerà la questione del rapporto tra Pende e il razzismo fascista, in riferimento alla letteratura sul tem

    La costruzione dell'expertise bioetica in Italia, comitati e istituzioni 1980-2019

    No full text
    Con la fine degli anni 40 la bioetica emerge come un ambito crescente di discussione, a partire dai dibattiti sulla sperimentaizon emedica, sul trapianto di organi, lo sviluppo di trattamenti salvavita, l'ingegneria genetica, le nuove tecniche ridroduttive. Venti anni dopo, lo sviluppo della bioetica produce la istituzionalizzazione di questa disciplina, sia in ambito accademico sia nello spazio pubblico. Dopo la nascita di Louise Brown nel 1978 molti paesi fondano istituzioni pubbliche o comitati per l'espertise bioetica. Seguendo le raccomandazioni dell'Unione europea l'italia nel 1990 fonda il Comitato nazionale di bioetica. L'articolo si concentra sulla storia della bioetica in Italia, esaminando l'istituzionalizzazione di queta disciplina nel CNB e nei comitati locali e nei comitati etici locali. Tracciando le origini di queste istituzioni, la loro composizione, i profili degli esperti i criteri di selezione dei membri, l'articolo esamina l'identità della bioetica quale disciplina attraverso le sue istituzioni principali in Italia e nella sua relazione con la politica e la religione.By the end of the ’40’s bioethics emerged as a growing field of discussion, starting from the debates over human experiments, organ transplants, development of life-sustaining treatment, genetic engineering and new reproductive technology. Twenty years later, the development of bioethics produced the institutionalization of this discipline, both in the academic and universities and in public space. After the birth of Louise Brown, in 1978, many countries founded public institutions or committees for bioethical expertise. Following the European Union recommendations pushing the Member states to the foundation of bioethical national committees, in 1990 Italy established the Italian National Bioethics Committee (NBC). This article focuses on the history of bioethics in Italy, examining the institutionalization of this discipline in the NBC and in the ethics local committees in the ethics local committees. Tracing the origins of this institution, its composition, the profiles of the members, the criteria for the selection of the members, the article examines the identity of bioethics as a discipline through its main institution in Italy and its relationship with politics and religion
    corecore