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    Storie di un adulto e un bambino usciti dal silenzio

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    Il capitolo narra la storia di un uomo adulto divenuto progressivamente sordo profondo e di un bambino nato sordo per cause genetiche, usciti entrambi dal silenzio totale potendosi riappropriare del mondo sonoro, della musica e della capacità di comunicare con il linguaggio. Questi due racconti, così differenti, sono utili per descrivere l’isolamento e il dolore profondo che questo deficit sensoriale infligge all’individuo e alla sua famiglia. Non vogliono essere storie celebrative della mia professione, ma solo la fotografia della realtà che spesso non è compresa in modo idoneo. La sordità non è uno stato naturale, il sordo non appartiene ad una comunità con un proprio linguaggio e cultura specifica, ma è solo la conseguenza di un grave danno a carico di un organo sensoriale, l’orecchio, che svolge una funzione di importanza fondamentale nel permettere l’acquisizione spontanea del linguaggio. Questa funzione cognitiva ha una valenza molteplice permettendo all’uomo l’integrazione nella società, lo sviluppo del sapere e della cultura. La perdita uditiva nell’adolescente o nell’adulto è causa di grave difficoltà nella vita di relazione della persona, di grande tristezza, isolamento sociale, lavorativo e famigliare e, molto spesso, causa ansia e depressione. La medicina e la tecnologia attuale permettono, nella maggioranza dei casi, un valido recupero dell’udito ripristinando una qualità di vita paragonabile a quella di un soggetto udente

    Il silenzio e il suono fantasma, l'acufene

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    L’acufene è la percezione di un rumore senza che il sistema uditivo venga stimolato da energia sonora. Viene discusso il concetto di segnale/rumore essenziale per comprendere la presenza dell’acufene. Si ricordano le bizzarre terapie del passato e il moderno approccio comportamentale basato sulla terapia del suono. In base al modello neurofisiologico di Jastreboff viene illustrata la metodica TRT basata sull’associazione di counselling mirato a facilitare l’adattamento all’acufene e la terapia del suono finalizzata alla riprogrammazione della via acustica. La presentazione del suono tramite generatore personale opportunamente regolato da solo o combinato all’apparecchio acustico in caso di sordità permettono di distrarre l’attenzione ossessiva all’acufene facilitando la sua tollerabilità e l’adattamento. La plasticità cerebrale svolge un ruolo fondamentale nell’approccio. La terapia farmacologica ad oggi non presenta alcun vantaggio anzi alcune molecole spesso utilizzate svolgono un effetto contrario

    Linguaggio verbale e lingua dei segni

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    La lingua parlata è la modalità di comunicazione che ha permesso lo sviluppo di straordinarie capacità del genere umano. La sua strutturazione avviene per imitazione ascoltando chi parla al bambino e quindi è indispensabile che il sistema uditivo sia perfettamente efficiente. Nel passato sono stati ideati codici gestuali per permettere ai sordi, che vivevano in una condizione di grave emarginazione sociale, di comunicare. Le prime notizie dell’utilizzo del gesto come facilitatore della comunicazione per i sordi risalgono al 500’ in Spagna per opera di monaci che ebbero questa intuizione perché in alcuni monasteri ove era obbligatorio il silenzio i monaci per comunicare tra loro senza parlare spontaneamente iniziarono ad utilizzare una simbologia gestuale. Proprio da questa esperienza nacque l’idea di insegnare ai sordi la modalità comunicativa gestuale che permise la possibilità di comunicare con la società degli udenti. L’abate de l’Epée, a Parigi osservando la gestualità spontanea dei sordi che accudiva creò il linguaggio gestuale permettendo per la prima volta nella storia un’iniziale integrazione dei sordi nella società. Questo linguaggio è stato ampiamente e positivamente utilizzato fino a quando la diagnosi precoce la tecnologia protesica e attualmente l’impianto cocleare hanno permesso ai sordi di sentire e imparare il linguaggio verbale. Attualmente la LIS è utilizzata da una minoranza di sordi di età prevalentemente matura, tuttavia non va combattuto ne considerato come la lingua di tutti i sordi

    Come migliorare la percezione uditiva nell'uomo

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    L’uomo fin dai primordi ha cercato di supplire al deficit uditivo utilizzando corni animali e tubi per amplificare i suoni. Con l’invenzione del telefono scaturì l’dea di costruire la prima rudimentale protesi acustica che migliorò le sue possibilità di amplificazione; con l’invenzione della valvola temoionica e successivamente con il transitor componente che permise anche la sua miniaturizzazione. La tecnologia digitale e l’informatica hanno permesso impensabili soluzioni protesiche rendendo il dispositivo sempre più performante avvicinandosi alla fisiologia orecchio umano

    Dio creò l'uomo... e l'uomo creòc l'orecchio artificiale: l'impianto cocleare

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    L’impianto cocleare è stato inventato negli anni sessanta ad opera di William Wouse, questo dispositivo ha rivoluzionato drasticamente il destino delle persone affette da sordità profonda. L’impianto cocleare si basato sulla stimolazione elettrica delle residue fibre del nervo acustico in soggetti con sordità profonda che non possono avere vantaggio dalle protesi acustiche convenzionali. Il soggetto candidato all’impianto cocleare prima dell’intervento chirurgico deve essere sottoposto obbligatoriamente ad una serie di valutazioni ed esami clinici. L’applicazione dell’impianto cocleare avviene tramite intervento chirurgico che prevede una piccola apertura a livello della finestra rotonda per inserire nella coclea un filamento ove sono applicati numerosi elettrodi necessari per stimolare il nervo acustico. Successivamente all’intervento chirurgico il dispositivo deve essere più volte regolato per realizzare la “mappa cocleare”. Con l’impianto cocleare attualmente siamo in grado di sconfiggere nel bambino e nell’adulto le gravi conseguenze della sordità profonda permettendo a questi individui la reale integrazione nella società. I soggetti che sono privi del nervo acustico o che non hanno mai utilizzato il canale uditivo e non sono stati allenati all’uso del linguaggio verbale non sono candidabili all’impianto cocleare

    Il diritto penale internazionale

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    Il contributo introduce al diritto dei crimini internazionali, e dunque ai concetti e alle esperienze concrete del diritto penale internazionale. E ciò sia per quanto concerne la teoria generale del crimine internazionale, ovvero la c.d. parte generale, sia per quanto concerne l'analisi delle quattro macro-categorie di reati secondo il diritto internazionale e lo Statuto della Corte Penale Internazionale

    Sentire bene per invecchiare meglio

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    L’invecchiamento è un processo dinamico fra soggetto e ambiente, i quali interagiscono e si influenzano reciprocamente sin dalla nascita. La sola età cronologica è un indice di valutazione estremamente semplice e riduttivo in quanto non consente di determinare il grado di invecchiamento di una persona. Il termine “anziano” è invece un concetto relativo che varia a seconda della cultura, del ruolo e dell’organizzazione sociale, della condizione lavorativa, sanitaria, alimentare; attualmente la vita si è allungata e la qualità della stessa nella quasi totalità dei casi è più che soddisfacente. La sordità che molto spesso si riscontra nelle persone che hanno superato i 60-65 anni è denominata presbiacusia. L’invecchiamento è la seconda causa di sordità, dopo quella dovuta all’esposizione ad energia sonora di elevata intensità e protratta nel tempo durante lo svolgimento dell’attività lavorativa. La perdita uditiva nell’anziano si caratterizza per un deficit di tipo neurosensoriale, bilaterale e simmetrico che interessa inizialmente le frequenze acute e successivamente quelle medie, salvaguardando generalmente quelle gravi. Questo deficit uditivo, porta non tanto ad un deterioramento quantitativo della soglia ma ad una ben più grave perdita qualitativa, caratterizzata da difficoltà nella comprensione, localizzazione del suono e discriminazione delle parole, in particolare se l’ambiente circostante è rumoroso. Dal punto di vista funzionale è stato affermato da numerosi Autori che i pazienti affetti da sordità mostrano una diminuzione delle prestazioni cognitive e un rischio di sviluppare demenza e disturbi neurovegetativi. L’applicazione degli apparecchi acustici deve essere effettuata non appena compaiono le prime difficoltà nella comprensione del messaggio sonoro, in particolare la ridotta percezione delle parole, per evitare fenomeni involutivi a carico del sistema nervoso

    La sordità di un insuperabile compositore: Ludwing Van Beethoven

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    Già dall’infanzia il grande compositore dimostrò un raro talento musicale; l’influenza del padre tirannico, violento, avido ed alcolizzato ebbe un influsso negativo sulla fragile e timida personalità del figliolo che influenzò tutta la vita del maestro. La vita di Beethoven fu travagliata da numerose malattie causate e peggiorate dall’abuso di alcol; la sordità divenne invalidante nel momento della sua massima potenzialità di pianista, direttore d’orchestra e compositore. Recenti ricerche hanno dimostrato che la causa della sua sordità non sia stata l’otosclerosi ma molto probabilmente è da scriversi all’intossicazione cronica da acetato di piombo, sostanza un tempo utilizzata per migliorare le qualità organolettiche del vino di scadente qualità. Nuovi studi hanno accertato un elevato tasso di piombo nei capelli dell’artista. Lo spirito eroico dell’uomo contro ogni avversità ha plasmato la sua infelice vita privata da affetti duraturi. La sordità che non accettò mai gli permise tuttavia la possibilità di una concentrazione massima nella creatività della sua impareggiabile musica

    Il rapporto fra legalità e giustizia: l’eterno ritorno della Formula di Radbruch

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    Il contributo pone in rilievo l'attualità delle tematiche a suo tempo affrontate da Gustav Radbruch in ordine alla punizione dei crimini commessi durante il Nazismo. L'Autore compie una disamina in ordine all'influsso che ha trovato la cosiddetta formula di Radbruch nella giurisprudenza tedesca relativa - in una prima fase - ai reati commessi durante il Nazismo e - in una seconda - con riguardo ai cosiddetti omicidi del muro di Berlino vigente la Repubblica Democratica tedesca. Conclusa quest'analisi storica, l'indagine pone in rilievo come oggi la formula di Radbruch, che risolve i conflitti potenziali fra legalità e giustizia, possa trovare un diverso ma parimenti importante campo di applicazione con riguardo a questioni di tutt'altro tenore. Il riferimento è in particolare alla nota vicenda Taricco, in cui la Corte Costituzionale è intervenuta riaffermando proprio quella esigenza di rispetto della legalità, che fonda la certezza del diritto, che Radbruch enunciò a suo tempo come primo postulato della sua formula
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