233,212 research outputs found
New insights on accretion in supergiant fast X-ray transients from XMM-Newton and INTEGRAL observations of IGR J17544-2619
XMM–Newton observations of the supergiant fast X-ray transient IGR J17544?2619 are reported and placed in the context of an analysis of archival INTEGRAL/IBIS data that provide a refined estimate of the orbital period at 4.9272?±?0.0004?d. A complete outburst history across the INTEGRAL mission is reported. Although the new XMM–Newton observations (each lasting ?15 ks) targeted the peak flux in the phase-folded hard X-ray light curve of IGR J17544?2619, no bright outbursts were observed, the source spending the majority of the exposure at intermediate luminosities of the order of several 1033?erg?s?1 (0.5–10 keV) and displaying only low level flickering activity. For the final portion of the exposure, the luminosity of IGR J17544?2619 dropped to ?4?×?1032?erg?s?1 (0.5–10 keV), comparable with the lowest luminosities ever detected from this source, despite the observations being taken near to periastron. We consider the possible orbital geometry of IGR J17544?2619 and the implications for the nature of the mass transfer and accretion mechanisms for both IGR J17544?2619 and the supergiant fast X-ray transients (SFXTs) population. We conclude that accretion under the ‘quasi-spherical accretion’ model provides a good description of the behaviour of IGR J17544?2619 and suggests an additional mechanism for generating outbursts based upon the mass accumulation rate in the hot shell (atmosphere) that forms around the neutron star under the quasi-spherical formulation. Hence, we hope to aid in explaining the varied outburst behaviours observed across the SFXT population with a consistent underlying physical model
A 2 h periodic variation in the low-mass X-ray binary Ser X-1
Spectroscopy of the low-mass X-ray binary Ser X-1 using the Gran Telescopio Canarias have revealed a ?2 h periodic variability that is present in the three strongest emission lines. We tentatively interpret this variability as due to orbital motion, making it the first indication of the orbital period of Ser X-1. Together with the fact that the emission lines are remarkably narrow, but still resolved, we show that a main-sequence K dwarf together with a canonical 1.4 M? neutron star gives a good description of the system. In this scenario, the most likely place for the emission lines to arise is the accretion disc, instead of a localized region in the binary (such as the irradiated surface or the stream-impact point), and their narrowness is due instead to the low inclination (?10°) of Ser X-1
Portrait Groups: R (Ray?), D, V, and E (Edie?)
This record was harvested from a previous catalogue system and will be withdrawn in 2025. Information in this record may be superseded or incomplete. Visit this record in UMA's new catalogue at: https://archives.library.unimelb.edu.au/nodes/view/247881171164
Item: [1981.0081.00276] "Portrait Groups: R (Ray?), D, V, and E (Edie?)
IL RAY-TRACING NELLA IONOSFERA
Il pacchetto applicativo “IONORT” per il calcolo del ray-tracing può essere utilizzato dagli utenti che impiegano il sistema operativo Windows. È un programma la cui interfaccia grafica con l’utente è realizzata in MATLAB. In realtà, il programma lancia un eseguibile che integra il sistema d’equazioni differenziali scritto in linguaggio Fortran e ne importa l’output nel programma MATLAB, il quale genera i grafici e altre informazioni sul raggio. A completamento di questa premessa va detto che questo pacchetto, nella sua parte computazionale, è figlio di un programma di Jones e Stephenson del 1975, dal titolo “A versatile three-dimensional ray-tracing computer program for radio waves in the ionosphere”, il quale a sua volta si rifaceva principalmente a un programma di ray-tracing di Dudziak (1961) e di altri ricercatori quali Croft and Gregory (1963), ecc.. Pertanto, come tutti i recenti programmi di ray- tracing, questo è un programma fatto di programmi e non si può non menzionare qui la prima applicazione numerica di ray-tracing di Haeselgrove (1955). Attualmente questi programmi sono stati ottimizzati e adattati alle applicazioni dei radar oltre l’orizzonte - Over The Horizon, OTH – [Coleman, 1998][Nickish, 2008] sfruttando le potenzialità di potenti computer e periferiche per la presentazione e l’utilizzo real-time nel problema delle coordinate registration CR. In ultimo, si precisa che tutti i parametri di input, output e le modalità d’uso del pacchetto applicativo sviluppato saranno forniti nel manuale utente allegato al CD.UnpublishedIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Sezione di Geomagnetismo, Aeronomia e Geofisica Ambientale (Roma 2) - via di Vigna Murata 605, I-00143 Roma, Italia.3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spazialeope
IL RAY-TRACING NELLA IONOSFERA
Il pacchetto applicativo “IONORT” per il calcolo del ray-tracing può essere utilizzato dagli utenti che impiegano il sistema operativo Windows. È un programma la cui interfaccia grafica con l’utente è realizzata in MATLAB. In realtà, il programma lancia un eseguibile che integra il sistema d’equazioni differenziali scritto in linguaggio Fortran e ne importa l’output nel programma MATLAB, il quale genera i grafici e altre informazioni sul raggio. A completamento di questa premessa va detto che questo pacchetto, nella sua parte computazionale, è figlio di un programma di Jones e Stephenson del 1975, dal titolo “A versatile three-dimensional ray-tracing computer program for radio waves in the ionosphere”, il quale a sua volta si rifaceva principalmente a un programma di ray-tracing di Dudziak (1961) e di altri ricercatori quali Croft and Gregory (1963), ecc.. Pertanto, come tutti i recenti programmi di ray- tracing, questo è un programma fatto di programmi e non si può non menzionare qui la prima applicazione numerica di ray-tracing di Haeselgrove (1955). Attualmente questi programmi sono stati ottimizzati e adattati alle applicazioni dei radar oltre l’orizzonte - Over The Horizon, OTH – [Coleman, 1998][Nickish, 2008] sfruttando le potenzialità di potenti computer e periferiche per la presentazione e l’utilizzo real-time nel problema delle coordinate registration CR. In ultimo, si precisa che tutti i parametri di input, output e le modalità d’uso del pacchetto applicativo sviluppato saranno forniti nel manuale utente allegato al CD.UnpublishedIstituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – Sezione di Geomagnetismo, Aeronomia e Geofisica Ambientale (Roma 2) - via di Vigna Murata 605, I-00143 Roma, Italia.3.9. Fisica della magnetosfera, ionosfera e meteorologia spazialeope
Programma di ray-tracing nel magnetoplasma ionosferico
Il pacchetto applicativo “IONORT” per il calcolo del ray-tracing può essere utilizzato dagli utenti che impiegano il sistema operativo Windows. È un programma la cui interfaccia grafica con l’utente è realizzata in MATLAB. In realtà, il programma lancia un eseguibile che integra il sistema d’equazioni differenziali scritto in linguaggio Fortran e ne importa l’output nel programma MATLAB, il quale genera i grafici e altre informazioni sul raggio.
A completamento di questa premessa va detto che questo pacchetto, nella sua parte computazionale, è figlio di un programma di Jones e Stephenson del 1975, dal titolo “A versatile three-dimensional ray-tracing computer program for radio waves in the ionosphere”, il quale a sua volta si rifaceva principalmente a un programma di ray-tracing di Dudziak (1961) e di altri ricercatori quali Croft and Gregory (1963), ecc.. Pertanto, come tutti i recenti programmi di ray- tracing, questo è un programma fatto di programmi e non si può non menzionare qui la prima applicazione numerica di ray-tracing di Haeselgrove (1955). Attualmente questi programmi sono stati ottimizzati e adattati alle applicazioni dei radar oltre l’orizzonte - Over The Horizon, OTH – [Coleman, 1998][Nickish, 2008] sfruttando le potenzialità di potenti computer e periferiche per la presentazione e l’utilizzo real-time nel problema delle coordinate registration CR.
In ultimo, si precisa che tutti i parametri di input, output e le modalità d’uso del pacchetto applicativo sviluppato saranno forniti nel manuale utente allegato al CD.Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – via di Vigna Murata 605, I-00143 Roma, ItaliaPublishedope
Programma di ray-tracing nel magnetoplasma ionosferico
Il pacchetto applicativo “IONORT” per il calcolo del ray-tracing può essere utilizzato dagli utenti che impiegano il sistema operativo Windows. È un programma la cui interfaccia grafica con l’utente è realizzata in MATLAB. In realtà, il programma lancia un eseguibile che integra il sistema d’equazioni differenziali scritto in linguaggio Fortran e ne importa l’output nel programma MATLAB, il quale genera i grafici e altre informazioni sul raggio.
A completamento di questa premessa va detto che questo pacchetto, nella sua parte computazionale, è figlio di un programma di Jones e Stephenson del 1975, dal titolo “A versatile three-dimensional ray-tracing computer program for radio waves in the ionosphere”, il quale a sua volta si rifaceva principalmente a un programma di ray-tracing di Dudziak (1961) e di altri ricercatori quali Croft and Gregory (1963), ecc.. Pertanto, come tutti i recenti programmi di ray- tracing, questo è un programma fatto di programmi e non si può non menzionare qui la prima applicazione numerica di ray-tracing di Haeselgrove (1955). Attualmente questi programmi sono stati ottimizzati e adattati alle applicazioni dei radar oltre l’orizzonte - Over The Horizon, OTH – [Coleman, 1998][Nickish, 2008] sfruttando le potenzialità di potenti computer e periferiche per la presentazione e l’utilizzo real-time nel problema delle coordinate registration CR.
In ultimo, si precisa che tutti i parametri di input, output e le modalità d’uso del pacchetto applicativo sviluppato saranno forniti nel manuale utente allegato al CD.Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) – via di Vigna Murata 605, I-00143 Roma, ItaliaPublishedope
RXR: a new X-Ray Facility at XLab-Frascati
X-ray fluorescence analysis is a widely used technique in many applications. Recent advances in X-ray optics, in particular, in
polycapillary manufacturing, have allowed achieving microscale spatial resolution, even with conventional sources. Nowadays,
many apparatus for X-ray microfluorescence are available. But the majority of them are equipped with experimental chambers,
which limit their applicability only to small-sized samples. To overcome this limitation, a newinstrument named Rainbow
X-Ray (RXR), optimized for large and heavy objects, has been developed at XLab Frascati. Here, we present this unit dedicated
to 2D and 3D X-ray microspectroscopy (both mapping and ‘colour‘ tomography), with a resolution between 25 and 75 m,
depending from the incident energy in the range 800 eV–25 keV
There's a garden in the heart of Switzrland
For voice and piano.Caption title.Illustrated list t.p. in pink, white and gold with a drawing of a lamp, fan, mask, goblet and fleur-de-lis / Frew; list of 11 selections from the show."Songs from Lew Fields production The pleasure seekers produced at the New York Winter Garden / book by Edgar Smith ; lyrics & music by E. Ray Goetz"--List title page.Archived web conten
Experimental Measurements and Computer Simulation of Fission Product Gamma-Ray Spectra
Airborne gamma ray spectrometry using high volume scintillation detectors, optionally in conjunction with Ge detectors, has potential for making rapid environmental measurements in response to nuclear accidents. An experimental investigation and computer simulation have been used to characterise the response of such detectors to short lived fission products. Small samples of 235U were irradiated in a research reactor for short periods, to generate fission product sources. Gamma ray spectra were recorded over a period of one year using both high volume scintillation detectors and semiconductor detectors. The main gamma emitting nuclides have been identified, and their associated signals in each detector defined. Simulation work has been used to calculate the corresponding spectra which would have been observed at airborne survey heights, or from fission product sources irradiated for a prolonged period. While Ge detectors can record a fuller range of isotopes, of interest in characterising release terms, the NaI spectra also have potential for providing data on a range of radiologically important isotopes at all stages
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