461 research outputs found

    Metamorfosi. Confini sensibili TSTUDIO, OPERE E PROGETTI 2010 / 2018

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    Il tema monografico indaga gli approcci operativi d'intervento sul tema dei Confini Sensibili, nell'intervallo temporale dal 2010 al 2018, attraverso lo studio del lavoro del T-Studio guidato da Guendalina Salimei. Questo numero di Metamorfosi approfondisce dunque l'ambito del recupero e della riqualificazione con un approccio multidisciplinare mediante la declinazione di cinque temi chiave: memoria e innovazione, linee d'acqua, macchine dell'abitare, geografie urbane e intersezioni. T-Studio e la sua fondatrice vogliono fornire un contributo teorico e progettuale al tema del "vivere e dell'abitare i luoghi in maniera sostenibile" considerandoli sistemi complessi di relazioni e funzioni.The monographic topic investigates the approaches that T-Studio of Guendalina Salimei has undertaken in the matter of Sensitive Borders since 2010 till 2018. The Issue looks at recovery and redevelopment from a multidisciplinary standpoint, by analyzing five key aspects: memory and innovation, water lines, machine of living, urban geographies and intersections. T-Studio and its founder wish to bring a contibution of theory and design to the topic of "sustainable living and living places" by considering them complex system of relationships and functions

    Cantiere periferie, alla ricerca di una città normale

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    La mostra ideata, prodotta e sostenuta dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanea e periferie urbane del MiBACT, ha visto il lavoro di gruppi di ricerca coordinati dai professori Pasquale Belfiore , Piero Ostilio Rossi e Paolo Castelnovi è stata allestita secondo un progetto di Guendalina Salimei del T-Studio

    Coesione sociale. Guendalina Salimei la cultura della cura condivisa

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    Prima di iniziare a ragionare sul tema della condivisione sociale mi sono domandata cosa significasse essere un architetto oggi. Probabilmente una risposta univoca non esiste ma bisogna, in ogni caso, essere un ricercatore capace di soddisfare, con impegno e creatività, le richieste della società, mantenendo sempre una visione complessiva e soprattutto ‘critica’ ma anche ‘utopica’ sui bisogni di tutti. Come dice Marco Biraghi nel suo libro L’architetto come intellettuale, il ruolo dell’architetto è “quello del coordinatore, del supervisore, del regista (dal latino regere, dirigere); tutte attività per le quali necessita - al di là delle singole competenze - il possesso di uno sguardo ampio e di una visione sintetica. Una comprensione e un’organizzazione di molti elementi contemporaneamente, per le quali sono appunto richieste spiccate capacità intellettuali”. Ma essere architetti è, prima di tutto un privilegio, perché ci permette di agire sull’ambiente in cui vivono gli esseri umani riuscendo a farli sentire parte di qualcosa di più grande, di una comunità, dirigendo un ‘film’ corale all’interno del quale ognuno di noi può diventare ‘attore’ quando sentiamo che la nostra individualità inizia a starci troppo stretta. Questo processo implica una sensibilità e la consapevolezza di una responsabilità civica che è insita nell’architettura, in quanto risposta di qualità alle esigenze della collettività.Before starting to think about the theme of social sharing, I asked myself what it meant to be an architect today. There is probably no single answer, but, in any case, one must be a researcher capable of meeting, with commitment and creativity, the demands of society, always maintaining an overall and above all ‘critical’ as well as ‘utopian’ vision of everyone’s needs. As Marco Biraghi says in his book “L’architetto come intellettuale”, the role of the architect is “that of the coordinator, the supervisor, the director (from Latin ‘regere’, ‘to direct’); activities for which it is necessary to have – in addition to individual competences – a broad outlook and a synthetic vision. An understanding and organization of many elements at the same time, for which strong intellectual abilities are required.” But being architects is, first of all, a privilege because it allows us to act on the environment in which human beings live, making them feel part of something bigger, of a community, directing a collective ‘film’ in which each of us can become an ‘actor’ when we feel that our individuality starts to be a constraint. This process implies a sensitivity and awareness of a civic responsibility that is inherent in architecture as a fine response to the needs of the community

    Sinagoga, chiesa, moschea: Gelsenkirchen, Germania 2010

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    La pubblicazione si colloca all’interno del libro “Architettura, Dialogo, Religione. Nuovi spazi di condivisione per il terzo millennio” curato da Guendalina Salimei, coordinatrice scientifica del Master di II livello “Progettazione degli Edifici per il Culto” presso Sapienza Università di Roma. Il testo raccoglie riflessioni su modelli per luoghi che favoriscano lo scambio e il dialogo tra religioni e culture differenti, con attenzione alle tre religioni abramitiche: cristiana, ebraica e islamica. In questa direzione nella seconda parte del libro vengono prese in esame alcune opere suddivise in due macro-categorie di indagine. 1. Luoghi di culto interconfessionale: aula unica iconica • Ad aula unica aniconica; • Ad aule separate; • Centri interconfessionali di cultura e condivisione; • Chiese simultanee e Chiese ospitali; 2. Luoghi monoconfessionali: • Culto cristiano; • Culto ebraico; • Culto islamico. Il contributo di Angela Fiorelli è un’analisi critico-descrittiva e morfologico-spaziale dell’opera architettonica in oggetto, con approfondimento al tema di ricerca che il libro affronta

    Un atlante di esempi. Schede e bibliografia.

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    Schede critiche e bibliografia relative a luoghi contemporanei del "collettivo urbano". Sono state selezionate e redatte dalla sottoscritta le schede relative a: Piazza e giardino comunale, Santa Severina; Paseo Picasso, Barcellona; Piazza della Stazione di Sants, Barcellona; Cinque Piazze, Gibellina; Parco della Crueta del Coll, Barcellona; Parco de La Villette, Parigi; Porta di Toledo, Madrid; Piazza dell'area di Fontivegge, Perugia; Tre piazze, Terni; Teatro all'aperto, Salemi; Stazione di Atocha, Madrid; Corte delle Stelle, Cefalù; Piazza Matteotti, Catanzaro; Parco del Vall d'Hebron, Barcellona; Piazza della Constitucion, Gerona; Piazza Matteotti, Matera; Premio Schidler "Risalire la città", San Marino

    Moschea Centrale di Colonia

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    La pubblicazione si colloca all’interno del libro “Architettura, Dialogo, Religione. Nuovi spazi di condivisione per il terzo millennio” curato da Guendalina Salimei, coordinatrice scientifica del Master di II livello “Progettazione degli Edifici per il Culto” presso Sapienza Università di Roma. Il testo raccoglie riflessioni su modelli per luoghi che favoriscano lo scambio e il dialogo tra religioni e culture differenti, con attenzione alle tre religioni abramitiche: cristiana, ebraica e islamica. In questa direzione nella seconda parte del libro vengono prese in esame alcune opere suddivise in due macro-categorie di indagine. 1. Luoghi di culto interconfessionale: aula unica iconica • Ad aula unica aniconica; • Ad aule separate; • Centri interconfessionali di cultura e condivisione; • Chiese simultanee e Chiese ospitali; 2. Luoghi monoconfessionali: • Culto cristiano; • Culto ebraico; • Culto islamico. Il contributo di Angela Fiorelli è un’analisi critico-descrittiva e morfologico-spaziale dell’opera architettonica in oggetto, con approfondimento al tema di ricerca che il libro affronta

    Tri-Faith Center: Omaha, Nebraska, USA 2012

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    La pubblicazione si colloca all’interno del libro “Architettura, Dialogo, Religione. Nuovi spazi di condivisione per il terzo millennio” curato da Guendalina Salimei, coordinatrice scientifica del Master di II livello “Progettazione degli Edifici per il Culto” presso Sapienza Università di Roma. Il testo raccoglie riflessioni su modelli per luoghi che favoriscano lo scambio e il dialogo tra religioni e culture differenti, con attenzione alle tre religioni abramitiche: cristiana, ebraica e islamica. In questa direzione nella seconda parte del libro vengono prese in esame alcune opere suddivise in due macro-categorie di indagine. 1. Luoghi di culto interconfessionale: aula unica iconica • Ad aula unica aniconica; • Ad aule separate; • Centri interconfessionali di cultura e condivisione; • Chiese simultanee e Chiese ospitali; 2. Luoghi monoconfessionali: • Culto cristiano; • Culto ebraico; • Culto islamico. Il contributo di Angela Fiorelli è un’analisi critico-descrittiva e morfologico-spaziale dell’opera architettonica in oggetto, con approfondimento al tema di ricerca che il libro affronta
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