856 research outputs found

    Applicazione di tecniche fotogrammetriche non convenzionali e digitali al rilievo di una vetrata monumentale

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    Il presente lavoro ha per oggetto il rilievo della quatrocentesca vetrata absidale della Chiesa di san Domenico in Perugia, eseguito con tecniche non convenzionali di fotogrammetria terrestre. Il rilievo, concepito come lavoro di supporto per l'analisi delle strutture in pietra del finestrone (deformato dall'azione del vento), ha permesso di valutare la precisione delle diverse tecniche fotogrammetriche impiegate, confrontandole tra loro e con i risultati delle misure topografiche di appoggio. In particolare, per le tecniche digitali, è stato analizzato l'effetto di alcune possibili varianti (quali la risoluzione e le modalità di digitalizzazione delle immagini) sulla precisione dei risultati e sulla operatività della restituzione. Alla ricerca hanno collaborato i laureandi E. Romizi e S. Vignati. Si ringraziano le ditte Geotop Srl e Leica Spa per aver gentilmente messo a disposizione attrezzature e software

    Laboratorio di Topografia dell'Università di Perugia: trattamento di dati GPS, elaborazione di immagini satellitari multispettrali ad alta risoluzione, fotogrammetria digitale aerea e terrestre, laser scanner

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    Attività di ricerca: Vengono sviluppate ricerche innovative relative al Settore Scientifico Disciplinare ICAR/06 e in particolare topografia e rilevamento, geodesia e cartografia, rilevamenti speciali per l'ambiente e il territorio, fotogrammetria e telerilevamento, trattamento delle osservazioni, oltre a ricerche applicate in collaborazione con altri settori disciplinari dell'area di ingegneria civile e per l'ambiente e il territorio Attività di supporto alla didattica: Nel Laboratorio vengono organizzati seminari, dimostrazioni ed esercitazioni tecnico pratiche con strumentazioni innovative nell'ambito dei corsi di Topografia. È inoltre prevista l'assistenza allo svolgimento di Tesi di Laurea e di Dottorato nell'ambito delle attività del Laboratorio stesso

    Trasformazione di coordinate e di datum geodetico nella cartografia italiana

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    la presente nota si propone di fornire una sintesi dei principali problemi di trasformazione di coordinate e datum geodetico ricorrenti nella cartografia italiana. La conoscenza e la corretta applicazione delle opportune procedure di trasformazione è indispensabile per rendere omogenei dati riferiti a sistemi diversi. Vengono quindi presentati alcuni esempi di applicazione delle routines più ricorrenti in diversi ambienti software

    Utilizzo di sensori multispettrali ad alta risoluzione spaziale per analisi territoriali ed ambientali

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    Le variazioni a cui è soggetto il territorio causate dalle attività umane che coinvolgono sempre più l’ambiente naturale rendono necessaria una pianificazione territoriale per garantire un’organizzazione degli spazi sostenibile e a vantaggio della collettività. Le trasformazioni più evidenti riguardano i centri urbani ad esempio con l’ampliamento delle periferie, ma anche le aree naturali, ad esempio con l’intensificazione dell’agricoltura o la variazione delle linee di costa. Avere informazioni aggiornate su tali cambiamenti è importante qualora si vogliano analizzare le relazioni tra attività antropiche e ambiente naturale. Tali informazioni possono essere ottenute tramite immagini aeree e/o satellitari multispettrali, opportunamente corrette e ortorettificate, in sistemi GIS in cui integrare diversi tipi di dati per svolgere analisi territoriali. I nuovi satelliti per il telerilevamento (Ikonos, GeoEye, WorldView2, ecc..) consentono di riprendere immagini in più bande spettrali che, combinate fra loro, forniscono informazioni sulla copertura del suolo relative, ad esempio, alla vegetazione o alla presenza di acqua. Le applicazioni sono molteplici: è possibile analizzare ad esempio lo stato della vegetazione in aree rurali, oppure valutare le modifiche del territorio utilizzando immagini di epoche diverse. In questo contributo si riportano due applicazioni in ambito territoriale, la prima riguardante le variazioni dell’uso del suolo in un’area del comune di Foligno (Perugia), utilizzando immagini satellitari e aeree ad alta risoluzione spaziale di epoche diverse, l’altra relativa ad un’area costiera di Ortona (Chieti) in cui è stata individuata la linea istantanea di riva. A tali immagini sono stati applicati algoritmi di individuazione automatica della vegetazione, dell’acqua e classificazione multispettrale automatica

    Il tratto di Aqua Claudia e Anio Novus tra Porta Furba e via Frascati: analisi tecnico-strutturale delle opere manutentive e di consolidamento antiche

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    Una città come Roma, con una popolazione urbana mai vista nel mondo antico, ha sempre avuto bisogno di ingenti risorse. E l’acqua è senza dubbio una di queste. L’Aqua Claudia e l’Anio Novus furono quindi gli acquedotti che nella prima età imperiale andarono a soddisfare questo sempre più impellente bisogno, a causa dell’insufficienza dei sette acquedotti esistenti. Con un percorso di decine di chilometri, l’ultimo tratto dei quali sovrapposti su arcuazioni continue che arrivano anche a 30 metri di altezza, i due nuovi acquedotti insieme avevano una portata doppia, o maggiore, di tutti gli altri acquedotti. Scegliere di analizzare un singolo tratto, benché di circa 160 metri, parlando di una infrastruttura tale può sembrare riduttivo, ma si rende utile e necessario se si considera la varietà di soluzioni adottate in un’opera grande come questa. E il tratto qui analizzato è il più eccezionale proprio a causa di tutta la serie di interventi di manutenzione o riparazione succedutisi, che ne hanno ampiamente modificato forma, dimensioni, e soprattutto statica e funzionamento strutturale. Un grande impegno quindi, economico, organizzativo, e soprattutto duraturo nei secoli, nel mantenere in funzione ed in buono stato un’infrastruttura così importante, di cui attraverso il rilievo strumentale coadiuvato da fotogrammetria 3D dell’intera struttura si è potuto analizzare ogni modifica ed identificarne le cause che ne hanno determinato la necessità.A city like Rome, with an urban population never seen in the ancient world, always needed huge resources. And water is without a doubt one of these. The Aqua Claudia and the Anio Novus were therefore the aqueducts that in the first imperial age went to satisfy this increasingly urgent need, due to the insufficiency of the seven existing aqueducts. With a path of tens of kilometers, the last part of which overlapped on continuous arches that even reach 30 meters high, the two new aqueducts together had a double flow rate, or greater, of all the other aqueducts. Choose to analyze a single section, although about 160 meters, talking about such an infrastructure may seem reductive, but it useful and necessary if we consider the variety of solutions adopted in a work as big as this. And the part here analyzed is the most outstanding, precisely because of the whole series of maintenance or repair successive, which have widely modified shape, size, and above all static and structural functioning. A great commitment, therefore, economic, organizational, and above all lasting over the centuries, in keeping in function and in good condition an infrastructure so important, of which through the instrumental survey supported by 3D photogrammetry of the entire structure, it was possible to analyze every change and identify the causes that resulted in the necessity

    GNSS: quale scenario nel prossimo futuro

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    Il lavoro presenta lo stato dell'arte dei sistemi satellitari di posizionamento raggruppati sotto la sigla GNSS (GPS, GLONASS, GALILEO), le loro nuove caratteristiche e la loro interoperabilita

    Esperienze GPS 1993 nel poligono del Trasimeno: tecniche di misura e procedure di calcolo a confronto

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    Vengono presentati i risultati di una campagna di misure GPS eseguita nel 1993 nel poligono geodetico del lago Trasimeno, analizzando la precisione e la ripetibilità dei risultati e mettendo a confronto diretto tecniche di misure e di elaborazione dei dati. Vengono poi affrontati i problemi dell'inserimento di una rete GPS locale nei sistemi geodetici preesistenti e nella determinazione di quote e dislivelli geoidici

    Esperienze Italiane di Controllo Topografico del territorio

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    Vengono riassunte alcune esperienze italiane di controllo topografico delle variazioni dimensionali e di forma della superficie terrestre, pubblicate nella letteratura scientifica, cercando di intravedere i possibili miglioramenti introdotti nel tempo sia nel corso delle successive osservazioni della stessa rete, sia nel passaggio da una rete alla successiva. Vengono fatte alcune osservazioni sulla evoluzione delle metodologie del conrollo, con riferimento alla strumentazione impiegata e alle tecniche di trattamento dei dati. Infine viene accennato a un possibile sviluppo o diverso tipo di osservazione relativi alle reti esistenti e future mediante l'impiego di tecniche satellitari. La casistica esaminata riguarda solamente una percentuale irrilevante del totale delle situazioni allarmanti di modifiche del territorio esistenti in Italia

    L'altimetria con il GPS

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    Il presente lavoro tratta i i problemi connessi con l'utilizzo del GPS nelle reti di livellazione effettuate in ambito locale, essenzialmente per applicazioni di tipo cartografico. Lo si può considerare suddiviso in tre parti principali: la prima illustra le più importanti cause di errore della tecnica stessa e come esse si ripercuotono sui risultati di una campagna altimetrica, la seconda esamina invece l'attuale gradi di conoscenza del geoide, fondamentale nell'applicazione altimetrica della tecnica GPS. Infine, la terza e ultima parte, rappresenta una proposta operativa per la compensazione di una rete altimetrica in ambito locale, utilizzando sia le misure GPS che la conoscenza del geoide
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