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    Amore tra donne e lesbismo

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    L''articolo è l''introduzione a un libro e presenta una rassegna delle autrici che hanno esplorato la questione dell''amore tra donne nel passato, e riflette sulle difficoltà metodologiche, a partire dalla specificità storica e culturale della categoria oggi usata di "lesbismo". Presenta anche esempi di distruzione di possibili fonti da parte degli eredi delle donne che potrebbero avere avuto relazioni con altre donne, nonché le distorsioni della storiografia che per lunghissimo tempo ha considerato tabù tale questione. Le storiche che hanno cominciato in tempi recenti a esplorare la questione amore tra donne-lesbismo, hanno elaborato categorie come "eterosessualità obbligatoria" (Adrienne Rich) per dare conto delle ragioni del comportamento censorio. Tale categoria è a sua volta discussa e messa in prospettiva storica. L''articolo si conclude con una riflessione sulla definizione di identità dal punto di vista del soggetto e dell''osservatore

    ‘The art of salvation is but the art of memory’ : soul-agency, remembrance and expression in Donne and Shakespeare

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    This thesis examines how the dislocation of old beliefs in post-Reformation England affected perceptions of the soul in the work of Donne and Shakespeare. The introduction, using Augustinian discourses on the tri-partite soul, explores how the soul is imagined in post-Reformation England. Current debates on interiority, the climate of anxiety that surrounds religious upheaval, historical readings of the composition of the soul and the problems of its actual representation on the page and stage are discussed. The patterning of Augustine‟s tri-partite model of Reason, Will and Memory is examined, and the regenerative power of concordant Memory that can bind together a harmonic trinity is offered as a solution to the fractured soul. The first part of the thesis concentrates on writings that represent Donne‟s anxieties over the fate of the soul as he contemplates conversion from Catholicism to the new religious order. Chapter One is an enquiry into his unpublished works from 1601 to 1611 and examines the idea of the wandering soul, from The Progresse of the Soule, to the Divine Poems and finally to the redeemed soul seen in the form of Elizabeth Drury in the Anniversaries. In this chapter, I argue that Donne is searching for an alternative Marian aesthetic as he leaves behind his Catholic past, a new image of divine intercession for the Protestant world that might offer him comfort and a route to salvation. Chapter Two explores his very public sermons after he enters the ministry until his death. Here, a pattern of redemption is argued through the salvic properties of the living Word of the sermon that is relayed through the performative power of the preacher. The preacher‟s working space and the power of the Word to viscerally transform the congregation are central here to the soul‟s salvation. The second part examines how Shakespeare explores the „journey‟ of the soul through a selection of his plays, but where the limits of genre impose restrictions on Shakespeare‟s development of an image of redemption. Chapter Three examines the wandering soul in The Merchant of Venice and Othello. Through the trope of marriage, the fate of the souls of Jessica and Othello are explored as they find themselves marginalized in an inhospitable Venice, while their pasts have been forgotten in the attempt to convert to Christianity. Chapter Four explores the use of the female character as an image of Memory that can generate hope, reading Juliet in Romeo and Juliet and Cordelia in King Lear as “soul agents”, whose beneficence can bring about redemptive change. However, the thesis argues that the genre of tragedy examined here limits the soul agent. Chapter Five argues for an alternative genre that opens up the possibilities for the successful portrayal of the soul agent. In the romance plays, the representation of the soul can be seen working successfully to a redemptive conclusion. Romance dramas foreground their slippages in plot and take us into dreamscapes at the centre of which is an essential female influence. Marina in Pericles, Perdita in The Winter‟s Tale, Innogen in Cymbeline and Ariel/Miranda in The Tempest provide a link with Donne‟s presentation of the soul as female in the Anniversaries. Both Donne and Shakespeare suggest the idea of the female in literature as a redemptive figure, away from earlier discourses on the soul that finds itself at the mercy of epistemological wrangling. Donne and Shakespeare re-instate that sacredness and place it within art as an image of Memory, a vital component of Augustine‟s tri-partite soul, but also as an active and vibrant image of possibilit

    Episiotomia : impatto emotivo e complicanze studio prospettico su 100 donne

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    L’episiotomia, uno degli interventi ostetrici più frequentemente utilizzati durante il parto vaginale, è divenuta una pratica di routine senza che vi fossero prove della sua efficacia. Questa pratica, eseguita da molti anni in sala parto, era stata introdotta con la convinzione che potesse limitare estese lacerazioni perineali, che evitasse compressioni troppo prolungate sul collo vescicale e sui tessuti periuretrali in modo da ridurre l’insorgenza di incontinenza urinaria e di prolasso utero-vaginale e infine che riducesse notevolmente le sollecitazioni meccaniche sulla testa fetale da parte di strutture muscolo-aponeurotiche del pavimento pelvico. Tuttavia, le ultime ricerche, smentiscono una ad una le tre ipotesi sopra elencate e non solo. L’episiotomia non è infatti un intervento esente da rischi. Parecchie sono le complicanze che possono insorgere in seguito a questa pratica, sia di tipo fisico sia di tipo psicologico. Inoltre, le donne, dopo il parto, vengono dimesse dall’ospedale sempre più precocemente e al ritorno a casa devono fare i conti con grosse difficoltà legate appunto a questo intervento che non consente loro di muoversi liberamente per poter accudire il loro bambino, che può dare non poche complicanze e fastidi e che può persino compromettere la loro vita sessuale futura. In questa ricerca si è posto l’obiettivo di mettere in evidenza l’impatto emotivo e le complicanze causate dall’episiotomia, confrontando la paramediana con la mediana e valutando il decorso puerperale delle donne del campione. Il lavoro è stato suddiviso in due parti: PRIMA PARTE: calcolo delle percentuali di episiotomia paramediana, episiotomia mediana, lacerazione spontanea e perineo integro presso la Clinica L. Mangiagalli negli anni 2004-2005-2006 valutando anche la parità di ciascuna donna. SECONDA PARTE: è stato preso in esame un campione di 100 puerpere degenti presso il reparto di puerperio della Clinica L. Mangiagalli nel periodo luglio - settembre 2006 che hanno partorito per via vaginale un feto unico, in presentazione cefalica di vertice, tra la 36 e la 41 settimana. Ad ogni donna è stata fatta un’intervista in prima giornata dal parto. Le stesse donne sono state poi sottoposte ad un’intervista telefonica dopo 40 giorni dal parto, 3 mesi e 6 mesi. Di ogni donna, inoltre, sono state registrate l’età, la parità, la data del parto, l’epoca gestazionale al parto, lo stato del perineo, le perdite ematiche al parto, l’eventuale ricorso a ventosa ostetrica o manovre di Kristeller, il sesso e il peso del neonato. La percentuale di risposte ottenuta dalle interviste telefoniche è stata del 100% sul campione di donne. Dalla ricerca è emerso chiaramente che: • La percentuale di episiotomie registrata presso la clinica L. Mangiagalli di Milano negli anni 2004-2005-2006 supera notevolmente il limite consigliato dalle evidenze scientifiche. Infatti la percentuale più bassa in questi tre anni considerati si è registrata nel 2004 ed è stata 76,37%, mentre nei due anni successivi tale valore è aumentato. Infine si può notare come in questi tre anni sia stata praticata un’episiotomia paramediana maggiormente su donne nullipare; • L’episiotomia non serve a prevenire le lacerazioni spontanee (7 casi pari al 8,86% in cui sono avvenute delle lacerazioni spontanee oltre all’episiotomia eseguita); • L’episiotomia concorre ad aumentare le perdite ematiche al parto; • Il peso del neonato non influenza l’esito perineale; • La frequenza dell’episiotomia aumenta se viene utilizzata la ventosa ostetrica o se vengono eseguite le manovre di Kristeller; • Le donne nullipare sono più a rischio di subire un’episiotomia paramediana; • La conoscenza da parte delle donne circa l’episiotomia è molto buona; • Le ostetriche non forniscono spiegazioni sufficienti nel 63,29% dei casi, né tanto meno chiedono il permesso di praticare l’episiotomia nel 65,82% dei casi; • Nel 56,98% dei casi le donne non ricevono una spiegazione riguardo alla cura della ferita nel puerperio; • Le donne con perineo integro e lacerazione spontanea hanno un vissuto migliore legato al loro parto e all’ostetrica che ha assistito; • Le donne con perineo integro e lacerazione spontanea si sentono più felici e soddisfatte nel post-partum; • Le donne con episiotomia hanno percentuali di dolore nei primi giorni dopo il parto molto più alte rispetto agli altri due gruppi di donne e hanno percentuali maggiori anche di complicanze quali ematoma, edema dei genitali e infezione della ferita; • Anche a 40 giorni, 3 mesi e 6 mesi dal parto le donne con episiotomia, specialmente paramediana, riferiscono dolore molto più intenso ed in percentuale maggiore rispetto alle donne senza episiotomia e una percentuale di complicanze maggiore tra cui: edema, ematoma, infezione della ferita, deiescenza della ferita, problemi col riassorbimento dei punti di sutura, fastidi alla minzione, vagina deformata, formazione di un granuloma; • Le donne con episiotomia paramediana riprendono i rapporti sessuali molto più tardi rispetto alle donne con episiotomia mediana, lacerazione spontanea e perineo integro; • I rapporti sono molto più dolorosi nelle donne con episiotomia paramediana rispetto agli altri tre gruppi di donne; • L’episiotomia non previene i problemi alla statica pelvica i quali si manifestano indipendentemente dall’esecuzione di questa pratica; • Le donne con episiotomia allattano esclusivamente al seno molto meno rispetto agli altri tre gruppi di donne. Come risulta chiaro da questa e dalle altre ricerche effettuate, i vantaggi a conservare un perineo integro sono molteplici; forti dolori, rapporti sessuali sofferenti, infezioni o una vagina deformata possono avere un effetto importante sulla vita di una donna altrimenti in salute, particolarmente quando è responsabile delle cure di un neonato e spesso per mantenere un buon rapporto col partner

    On countably generated z-ideals of C(X) for first countable spaces

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    In paper [L], a question asked in [D] has been answered first by proving that: if X X is normal and first countable, then every countably generated z z -ideal of C ( X ) C(X) is pure; then, by giving an example of a nonpure countably generated z z -ideal of C ( X ) C(X) in a σ \sigma -compact (hence normal) but not first countable space X X . In this paper a class C \mathcal {C} of topological spaces X X whose C ( X ) C(X) has a nonpure countably generated z z -ideal is constructed; it is proved that C \mathcal {C} contains a space X X which is first countable. So it is proved that in the proposition above the hypotheses "normal" and "first countable" are both essential. Finally in § 4 \S 4 I prove, as announced in [L], that if X X is a locally compact normal space, then every countably generated z z -ideal of C ( X ) C(X) is pure. For the terminology and notations see [GJ], [D], [L].</p

    The 15 March 2007 explosive crisis at Stromboli Volcano, Italy: assessing physical parameters through a multidisciplinary approach

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    Basaltic volcanoes are dominated by lava emission and mild explosive activity. Nevertheless, many basaltic systems exhibit, from time to time, poorly documented and little-understood violent explosions. A short-lived, multiblast explosive crisis (paroxysmal explosion) occurred on 15 March 2007 during an effusive eruptive crisis at Stromboli (Italy). The explosive crisis, which started at 20: 38: 14 UT, had a total duration of similar to 5 min. The combined use of multiparametric data collected by the permanent instrumental networks (seismic, acoustic, and thermal records) and a field survey carried out immediately after the event enabled us to constrain the eruptive dynamics and quantify physical parameters. The eruption consisted of three major pulses: In the first, lithic blocks and ash were ejected at speeds of 100-155 m/s and 130-210 m/s, respectively. The high solid load of the eruptive jet resulted in the partial collapse of the column with the formation of a small-volume pyroclastic density current. The second, 12 s long pulse emitted 2.2-2.7 x 10(7) kg of tephra (mass discharge rate = 1.9-2.3 x 10(6) kg/s), forming a 3 km high convective plume, dispersing tephra up to the west coast, and a dilute density current with limited dispersal downslope of the craters. A final, 30 s long phase formed a scoria flow with a volume of 1.5-1.7 x 10(4) m(3) (mass discharge rate = 5.9-6.7 x 10(5) kg/s), a total runout of similar to 200 m, and a velocity of 45 m/s. The total gas volume involved in the explosion was 1.3-1.9 x 10(4) m(3) with an initial overpressure of 7.9 +/- 0.4 MPa. We compared the 15 March 2007 event with historical paroxysms, in particular with that of 5 April 2003, which was remarkably similar

    Blood glutathione disulfide: in vivo factor or in vitro artifact?

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    Background: The reported mean concentration of glutathione disulfide (GSSG) in human blood/erythrocytes varies widely (1 to >500 mumol/L), as does that of reduced glutathione (GSH) to a lesser extent. We have identified and investigated possible pitfalls in measurement of both GSH and GSSG. Methods: We measured GSH and GSSG using a spectrophotometer with a modification of the GSH recycling method; the same samples were also measured by reversed-phase HPLC after derivatization of thiols (dithiothreitol was used to reduce disulfides) with monobromobimane. The thiol-bimane adduct was measured by a fluorescence detector. Results: Measured GSH/GSSG concentrations were affected by the following: (a) oxidation of thiols in acidified samples; (b) oxidation after restoring neutral-alkaline pH; (c) oxidation during acid deproteinization; (d) shift in the GSH/GSSG equilibrium because of irreversible blocking of free thiols; and (e) reaction of electrophiles with amino groups. In particular, oxidation during sample deproteinization with acid influenced and produced artifacts (30-150 mumol/L GSSG was produced by this procedure); this phenomenon was directly correlated with the presence of oxygenated hemoglobin, being minimized by both oxygen deprivation and incubation in an atmosphere of 5% carbon monoxide. Conclusions: GSSG is present in healthy human blood at low concentrations (2-6 mumol/L), and most published data on GSSG may be affected by artifacts

    Sub-Finsler Structures from the Time-Optimal Control Viewpoint for some Nilpotent Distributions

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    In this paper, we study the sub-Finsler geometry as a time-optimal control problem. In particular, we consider non-smooth and non-strictly convex sub-Finsler structures associated with the Heisenberg, Grushin, and Martinet distributions. Motivated by problems in geometric group theory, we characterize extremal curves, discuss their optimality, and calculate the metric spheres, proving their Euclidean rectifiability

    Intervento alla Tavola Rotonda a chiusura

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    Si è teso mettere a fuoco l'importanza degli archivi per il lavoro storiografico e la quasi totale assenza di presenze femminili o di fondi di donne negli archivi di Stato dell'està contemporanea. Si è rilevata la questione del rapporto fra pubblico/privato, fra rilevanza e irrilevanza nelle relazioni sociali e politiche e fra storia delle donne e consistenza e struttura degli archivi. Si è illustrato l'Archivio della memoria delle donne costituito presso il Dipartimento di Discipline storiche dell'Università di Bologna e i problemi connessi con la costituzione. Per la ricerca storiografica scaturita da quella costruzione si rinvia a D. gagliani - E. Guerra- L. Mariani - F. Tarozzi (a cura), Donne guerra e politica. Esperienze e memorie della Resistenza, Quaderno n. 13 del Dipartimento discipline storiche (Bologna, Clueb, 200)

    Stato di famiglia : le donne maltrattate di fronte alle istituzioni

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    La ricerca è stata svolta nel 2007 con interviste qualitative a un terzo dei centri antiviolenza italiani, a donne che sonouscite da situazioni di maltrattamento, a una varietà di testimoni privilegiati. La maggior parte delle violenze sulle donne avviene nell’ambito della famiglia. E le leggi dello Stato italiano proteggono le donne dai maltrattamenti, dagli stupri, dalla violenza psicologica ed economica. Ma come agisce chi le deve concretamente applicare? Questo l''interrogativo di ricerca, scoprire che cosa succede quando una donna decide di uscire da una situazione di maltrattamento da parte del partner. I poliziotti e i carabinieri, i giudici dei vari tribunali, gli assistenti sociali sono le figure chiave che possono – e per mandato istituzionale devono – aiutare le donne maltrattate in questo difficile passaggio. Ma le voci delle intervistate tracciano un quadro preoccupante di carenze degli interventi istituzionali. I problemi sono messi in luce accanto a molti esempi di interventi positivi: se ne traggono suggerimenti pratici per tutti coloro che se ne devono e vogliono occupare. Le intervistate compongono un cahier des dolehances che chiede ascolto presso l’opinione pubblica e presso i politici, perché controllino che le leggi vengano effettivamente applicate, modificando la cultura che giustifica le violenze contro le donne e perpetua il diritto assoluto del pater familias tra le mura domestiche
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