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    «Solaria» e il canone della narrativa modernista

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    Among all Italian journals from the Interwar period, «Solaria» (1926-1936) gave the strongest contribution to the development of a modernist and truly European canon. The journal, however, was active during the second phase of Italian modernism, when experimentalism increasingly gave way to the pursuit of a mod- ern classicist ideal. «Solaria» had a particularly strong relation- ship with French culture and the «Nouvelle Revue Française»; it was also characterized by a special interest in Russian, German, and British contemporary literature. Dostoevksy and Proust were regarded by «Solaria» as the founders of a new narrative mode, although their in uence was limited to speci c aspects of their works. In the Thirties, Solaria grew more and more distant from modernism. As a consequence, the novel (which had always played a key role in the journal’s activity) remained a problematic genre with regard to both literary practice and theoretical reflection

    Arrigo Stara, saggista

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    Ricostruzione dell'attività saggististica di Arrigo Stara, dei suoi modelli, della sua idea di critica letteraria

    La tentazione di capire : un ricordo di Arrigo Stara

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    Saggista brillante e acuto, Arrigo Stara ha insegnato Teoria della letteratura e Letterature comparate presso l’Università di Pisa dal 1995, dove è stato uno dei docenti più amati. Il Dipartimento di filologia, letteratura e linguistica lo ha ricordato dopo la sua scomparsa prematura con una giornata di studi i cui atti sono raccolti in questo volume. In una serie di Ricordi, suoi colleghi e amici come Giulia Poggi, Valerio Magrelli, Marina Breccia, Federico Bertoni, Sergio Zatti e Raffaele Donnarumma ne tracciano il profilo intellettuale; nelle Continuazioni, i suoi allievi Carmen Bonasera, Paolo Bugliani e Alice Morosi presentano ricerche che avevano avviato sotto la sua guida. Il volume è completato dalla trascrizione dell’ultima lezione seminariale tenuta da Arrigo Stara, sul personaggio letterario, e da una bibliografia dei suoi scritti

    Modernismi plurali: riviste e canone fra scambi e chiusure

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    L’introduzione sottolinea la problematicità e la necessità della categoria di modernismo per comprendere la grande letteratura europea tra fine Ottocento e seconda guerra mondiale. Nonostante le differenze nei diversi ambiti linguistici e culturali, essa individua infatti un terreno di scambi, relazioni, resistenze. Il centro di questa geografia è la Francia; mentre uno spazio importante ha, oltre alla Gran Bretagna, la Russia. Gli anni Trenta segnano un importante discrimine: il rappel à l’ordre porta al declino delle poetiche moderniste, mentre l’involuzione politica produce una crisi degli scambi culturali. In questo panorama, un ruolo centrale è svolto dalle riviste. La «Nouvelle Revue Française» è un punto di riferimento obbligato, ma l’indagine del volume abbraccia tutta Europa, e si sofferma su «The Criterion» e «The Dial» (in inglese), su «Commerce» e «Botteghe Oscure» (in francese), su «Primo tempo» e «Solaria» (in italiano), su «Cosmópolis» (in spagnolo), su «Presença» (in portoghese), sulla «Neue Rundschau», «Der neue Merkur» e la «Literarische Welt» (in tedesco), su «Nakanune» e «Rossiya/Novaja Rossija» (in russo)

    La tentazione di capire. Un ricordo di Arrigo Stara

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    Saggista brillante e acuto, Arrigo Stara ha insegnato Teoria della letteratura e Letterature comparate presso l’Università di Pisa dal 1995, dove è stato uno dei docenti più amati. Il Dipartimento di filologia, letteratura e linguistica lo ha ricordato dopo la sua scomparsa prematura con una giornata di studi i cui atti sono raccolti in questo volume. In una serie di Ricordi, suoi colleghi e amici come Giulia Poggi, Valerio Magrelli, Marina Breccia, Federico Bertoni, Sergio Zatti e Raffaele Donnarumma ne tracciano il profilo intellettuale; nelle Continuazioni, i suoi allievi Carmen Bonasera, Paolo Bugliani e Alice Morosi presentano ricerche che avevano avviato sotto la sua guida. Il volume è completato dalla trascrizione dell’ultima lezione seminariale tenuta da Arrigo Stara, sul personaggio letterario, e da una bibliografia dei suoi scritti

    L’utopia olivettiana a Napoli: Ottieri e Donnarumma all’assalto

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    Analisi del denso romanzo-diario "industriale" di Ottieri, "Donnarumma all'assalto". Utopia olivettiana, società e industria, condizione meridionale

    Esercizi di esproprio e di riappropriazione. A nome tuo di Covacich

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    Many voices speak in Mauro Covacich's A nome tuo (2011): the author himself, in a piece of autofiction; a fictitious character, who has written a long memoir; an anonymous academic, who accuses him of lying with regard to a video installation. This multiplicity of voices attests to the dispersion of the Self, but also to its tyranny. Covacich actually aims at vouching for the truthfulness of the text, and he engages in a paradoxical struggle against fiction as a factor of derealization. The body art performance therefore becomes his model, thus giving rise to a contradiction: Discourse can only be grounded on the Self, i.e. on the body – but the body can't guarantee the reality of the Self. One can only «cheat while remaining honest», in a desperate (and exemplary) attempt to escape the paper prison of fiction

    Noluntas sciendi, voluntas nesciendi. Anthropology of the Modernist Character

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    Among the many illnesses that literary characters might suffer from, the peculiar relationship with truth that some characters of the modernist novel come to develop is certainly the most alarming. This can manifest itself in two occasionally intertwined ways: on the one hand we have the voluntas nesciendi, the deliberate refusal of knowing something understood as truth; on the other hand there is the noluntas sciendi, the precautionary dismissal of a dangerous and destabilizing knowledge. It is not a matter of incapacity or impossibility, but rather of choice, one which holds meaning and therefore entails moral consequences. It is the reversal of the ancient Aristotelian axiom by which “all men by nature desire to know”: men, Freud argues, just as naturally wish not to know, and thus protect themselves through repression [Verdrängung], resistance [Widerstand], disavowal [Verleugnung], negation [Verneinung]. And since “qui auget scientiam, auget et dolorem,” we might also be dealing with the paradoxical actualization of the biblically derived imperative not to know. After reading Schopenhauer and learning something new about life and death, Thomas Buddenbrook closes the book in hopes of forgetting what he read. Lambert Strether, the protagonist of Henry James’ Ambassadors, surrenders to a sort of self-blinding. But Italo Svevo’s Zeno Cosini is the hero of this issue, and for this rewarded by his author. Zeno is the final, Nietzschean, and nihilistic outcome of a pathological perspective which is more worrisome than inept, though one which ultimately leads to salvation: truth is pointless for happiness

    Abitare forme di corporeità alternativa. Danza e tecnologia nelle performance di Marco Donnarumma

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    Il saggio prende spunto da una domanda di Ada d’Adamo sull’influenza delle tecnologie sulla danza posta all’interno di un seminario dottorale al quale l’autrice di questo saggio partecipava con un intervento sulle tecnologie della motion capture nell’ambito dello spettacolo. Seguendo la corrente filosofica e antropologica del pensiero di Arnold Gehlen e partendo da alcuni spunti teorici riferibili ai Posthuman Studies e ai Posthuman Disability Studies, il saggio esplora le intersezioni tra tecnologia e corporeità “permeabili” attraverso l’analisi del lavoro di Marco Donnarumma, performer e media artist, che indaga le “forme di corporeità alternativa” integrando protesi, intelligenza artificiale e biosensori. Questi dispositivi tecnologici, interagendo con il corpo, generano risposte “somatiche” inedite e rappresentazioni di “ibridi umano- macchina” in una prospettiva non transumanista. Le performance di Donnarumma infatti offrono una visione della vulnerabilità corporea come risorsa critica, ponendo interrogativi sulle nostre nozioni di identità e soggettività corporea in un mondo tecnologicamente mediatizzato.This essay is inspired by a question posed by Ada d’Adamo regarding the influence of technology on dance, which arose during a doctoral seminar in which the author of this essay participated with a presentation on motion capture technologies in the realm of performance. Drawing on the philosophical and anthropological currents of Arnold Gehlen’s thought and beginning with certain theoretical insights relevant to Posthuman Studies and Posthuman Disability Studies, the essay explores the intersections between technology and “permeable” corporeality through an analysis of the work of Marco Donnarumma, a performer and media artist. Donnarumma investigates “forms of alternative corporeality” by integrating prosthetics, artificial intelligence, and biosensors. These technological devices, by interacting with the body, generate novel “somatic” responses and representations of “human-machine hybrids” from a non-transhumanist perspective. Indeed, Donnarumma’s performances offer a vision of bodily vulnerability as a critical resource, raising questions about our notions of identity and corporeal subjectivity in a technologically mediated world

    Studio dell’espressione genica del tessuto connettivo pubo-cervicale nel colpocele anteriore

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    La stabilità del connettivo pelvico è frutto dell'equilibrio tra la produzione e la degradazione della matrice extracellulare. A tale equilibrio partecipano numerose molecole. Nelle donne con colpocele anteriore la Fibulina-5(FBLN-5) è down regolata, mentre l'Integrina beta 3 (ITGB3) e l'ECM1 sono up- regolati, indicando che una ridotta capacità di rimodellamento del connettivo può rappresentare un fattore predispoinente al prolassoThe stability of the pelvic connective is the result of a balance between production and degradation of extracellular matrix. To balance this many molecules involved. In women with colpocele the Fibulina-5 (FBLN-5) is down regulated, while the Beta 3 integrin (ITGB-3) and the EMC1 are up regulated, indicating that a reduced capacity for remodeling of the connective is a factor predisposing to prolapse
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