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Les bonnes manières à table dans le discours proverbial du Moyen Âge italien
Pucci Donati Francesca. Les bonnes manières à table dans le discours proverbial du Moyen Âge italien. In: Pratiques et discours alimentaires en Méditerranée de l'Antiquité à la Renaissance. Actes du 18ème colloque de la Villa Kérylos à Beaulieu-sur-Mer les 4, 5 et 6 octobre 2007. Paris : Académie des Inscriptions et Belles-Lettres, 2008. pp. 377-388. (Cahiers de la Villa Kérylos, 19
M. Leonzio, L'Etna, il vino, i mercanti. Dimensione locale e processi di mondializzazione (1865-1906)
L'autore ricostruisce la storia dell'industria vitivinicola etnea nell'arco cronologico compreso fra la seconda metà dell'Ottocento e i primi del Novecent
Approvvigionamento distribuzione e consumo in una città medievale. Il mercato del pesce a Bologna (secoli XIII-XV)
L'approvvigionamento, la distribuzione e il consumo di pesce in un centro urbano come Bologna, sede universitaria internazionale prestigiosa già nel Duecento, rappresenta un aspetto saliente della vita economica della città medievale. Trattandosi di un nucleo urbano ubicato nell'entroterra, il pesce che giungeva entro le mura era soprattutto pesce di acqua dolce, soltanto in misura minore, di mare. Se il commercio al dettaglio era gestito dalla corporazione dei pescatori-pescivendoli bolognesi, in accordo con il Comune, quello all'ingrosso era per lo più gestito da grossisti esterni. Le alterne vicende del rapporto fra governo cittadino, corporazione dei pescivendoli e altri soggetti economici in gioco, come per esempio, l'Ospedale della Vita nel XV secolo e i mercanti ferraresi, rivelano quanto il mercato del pesce a Bologna fosse, fra la fine del medioevo e la prima età moderna, vivace in termini di quantità e qualità del prodotto offerto
M.-T. Lorcin, Les recueils de proverbes francais (1160-1490). Sagesse des nations et langue de bois
Le raccolte di proverbi francesi nel Medioevo permettono di cogliere alcuni aspetti salienti della saggezza popolare, tra cultura scritta e oral
Peccato di gola e arte culinaria nel commento di Boccaccio al canto VI dell’Inferno
Nel commento di Boccaccio al VI canto dell'Inferno vi è l'intento dell'autore di ripercorrere la storia del peccato di gola dalle origini ai suoi giorni, svolgendo una riflessione sui tempi d'oro dell'umanità e quelli a lui contemporanei, questi ultimi macchiati da peccato e dal vizio
Dietetica e cucina nel Regimen Sanitatis di Maino de' Maineri
Il rapporto fra gastronomia e dietetica nel Regimen Sanitatis di Maino de' Maineri: un esempio di ricettario culinario all'interno di un testo medico del XIV secol
Frammenti di cultura alimentare nella tradizione proverbiale italiana dei secoli XIII-XV
La cultura alimentare nella tradizione proverbiale italiana medievale e della prima età moderna, così come emerge dalle numerose fonti di carattere narrativo ma non solo dell'epoca, rivela una forte influenza della poesia didattica ma anche di quella giocosa, ovvero due approcci completamente distinti all'atto del mangiare: l'equilibrio e la morigeratezza da un lato; gli eccessi e la sregolatezza, dall'altro
Imaginaire culinaire et pratiques de table dans les récits de voyage français et italiens (XVe-XVIe siècle)
La letteratura di viaggio fornisce dati interessanti circa l'immaginario culinario e le pratiche della tavola alla fine del medioevo e nell'età moderna. In particolare, i diari di viaggio italiani e francesi dell'epoca ci restituiscono vivide descrizioni sugli usi alimentari in Francia e in Italia e l'immagine che i viaggiatori avevano rispettivamente dell'uno e dell'altro paese
Il mercato del pane. Politiche alimentari e consumi cerealicoli a Bologna fra Due e Trecento
L'approvvigionamento cerealicolo costituisce un aspetto fondamentale della vita economica di una città medievale come Bologna, al pari della maggior parte dei centri italiani ed europei in età preindustriale. Il comune bolognese, sin dai primi del Duecento, ha cercato di attuare misure di severo controllo sul rifornimento dei beni di prima necessità, come il biado proveniente dal contado e importato da altre regioni della penisola. L'aumento della popolazione stanziale e di passaggio, nel corso del Duecento, ha acuito il problema di nutrire gli abitanti di una città all'epoca in piena espansione. Il comune ha approntato una politica economica volta alla gestione capillare di ogni fase dell'approvvigionamento di biado e, del pari, volta alla gestione e alla sorveglianza delle categorie professionali impiegate nel ciclo del grano, dalla produzione, alla distribuzione, al consumo. Tra queste categorie, si annoverano anche i fornai. Nel presente lavoro sono stati analizzati alcuni documenti d'archivio significativi, che hanno permesso di cogliere determinati aspetti del rapporto fra fornai e governo, nonché il loro ruolo e la loro posizione nella vita politica, economica e sociale della città felsinea
In vino veritas. Per una riflessione sulla cultura del vino nei proverbi italiani
La cultura del vino nella letteratura proverbiale medievale in lingua italian
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