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    Amore e anarchia. Uno spettacolo del Teatro delle Albe

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    Recensione del libro Amore e Anarchia. Uno spettacolo del Teatro delle Albe, a cura di Cristia Valent

    Rappresentazioni di rappresentazioni. Quattro appunti dalla scena teatrale italiana

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    Daniele Albanese, Fagarazzi& Zuffellato, Fanny&Alexander e Teatro Sotterraneo: quattro esempi di poetiche che reimpostano o ripensano il rapporto fra teatro e mimesi nel teatro contemporaneo italian

    Multi Material smart extrusion dies with anti-wear bearing and printed cooling channels (MULTIDIE)

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    Combining advanced inserts' features for optimal smart multi-die. A process will be developed for extrusion with tool-steel housing with printed steel cooling insert reinforced with WC (Tungsten Carbide) anti-wear bearing

    gruppo nanou. Profilo

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    Biografia della compagnia gruppo nano

    Crescere nell'assurdo. Uno sguardo dallo Stretto

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    In che modo può l'arte affiancarsi alla crescita e stimolare l'immaginario mantenendo una funzione critica? "Crescere nell'Assurdo. Uno sguardo dello Stretto" indaga queste domande, formulate da Altre Velocità all'interno del progetto "Crescere spettatori", e le relaziona allo Stretto di Messina, dove processi contraddittori di simbolizzazione e di erosione dell'identità storica convivono con strascichi di un patrimonio popolare ancora vitale e con forme di resistenza culturale. Coniugando un ricco apparato iconografico con le parole di studiosi, critici e prestigiosi artisti del panorama messinese, il volume ripercorre le tracce di un tempo perduto di cui pensiero e arte rinnovano la memoria e la capacità di azione, andando incontro al territorio. Propone, così, un cammino che ci interroga sulle forme, oltre che sui contenuti, di un'educazione al pensiero critico dentro e fuori dalle istituzioni scolastiche e universitarie

    Al lato della rappresentazione. I paesaggi performativi di gruppo nanou

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    Una danza che racconta, un teatro di corpi e poche parole, un percorso sonoro che punta all'evocazione e non rifiuta la narrazione. Gruppo nanou nasce a Ravenna e da sempre si è contraddistinto per il tentativo di raccontare spezzando una normale linearità dei ‘fatti’. Negli spettacoli del gruppo vi sono lacerti di accadimenti, reperti che chi guarda deve ricostruire, in cerca di un ‘intero’ che la compagnia di Ravenna programmaticamente nega. Così è per Namoro, la prima opera del 2004 e considerabile come una sorta di prologo. Successivamente si saggiano le possibilità del corpo e della mente in Desert-Inn e Sulla conoscenza irrazionale dell'oggetto [tracce verso il nulla], spettacoli del 2006 e 2007, si mette in campo lo studio di un quotidiano sottilmente sabotato e rifratto in rivoli che chi guarda può scegliere di seguire (la trilogia Motel, 2008-2011) infine si sosta nel bilico fra composizione astratta del gesto danzato (con tinte sportive) e disegno narrativo di figure, personaggi, simboli (dal progetto Dancing Hall a Strettamente Confidenziale, giungendo all'ultimo J.D.). Il saggio analizza la traiettoria poetica di gruppo nanou, tentando altresì di creare un contesto relativo al sistema del teatro e della danza italiani odierni

    Romagna anni Zero. Prepararsi a un terreno di scontri più ampio

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    Le occasioni che hanno costruito la storia della "Romagna felix" teatrale degli ultimi venti anni, con un affondo sulle poetiche e un focus su alcuni episodi puntuali come il progetto Aksè, i festival Ipercorpo e Itinerario e WamIl saggio ripercorre le vicende del teatro negli anni zero in Romagna, con un particolare accento attorno ad alcuni luoghi che si sono dimostrati atti di poetica tanto quanto la produzione di opere (Aksè fra Ravenna e Mondaino, Ipercorpo a Forlì, Itinerario Festival a Cesena, Wam a Faenza) e non tralasciando di ricostruire le precondizioni che hanno alimentato anche negli anni zero la cosiddetta "Romagna Felix" (discutendo dunque anche delle poetiche dei gruppi nati negli anni '90 e di altre occasioni per una storia teatrale recente della Romagna

    Incontro al futuro. I teatri delle residenze in Italia: un'inchiesta

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    Frutto di oltre un anno e mezzo di ricerca e incontri, a partire dal contesto del Seminario europeo sulla qualità delle residenze all’interno del progetto Stronger Peripheries (2020 – 2024), il nuovo volume di studio e confronto fotografa lo stato dell’arte delle residenze in Italia, nel solco della discussione avviata da diversi curatori, artisti e studiosi del settore e dopo il riconoscimento ministeriale dell’innovazione delle residenze, in continuità con il progetto pluriennale Nobiltà e miseria (2013 – 2015). Dopo le parole introduttive e alcuni inquadramenti dal taglio critico e storiografico, seguono affondi su pratiche e modelli progettuali, fino all’ampia inchiesta rivolta a tutti i Centri di Residenza (con schede di informazione e analisi delle attività) e a diverse esperienze di residenze di Artisti nei Territori, invitati a raccontare il proprio lavoro e a riflettere sul valore passato e futuro delle residenze in Italia. Chiudono il volume i contributi di numerosi testimoni come artisti, curatori, docenti. Il libro, pensato inizialmente come strumento di analisi per attori e spettatori dei teatri delle residenze, per gli autori e gli interpreti del sistema nazionale dello spettacolo dal vivo, si propone collettivamente anche come documento di conoscenza per studenti, ricercatori e istituzioni culturali regionali e nazionali

    Kepler-452. Il capitale. Un libro che ancora non abbiamo letto. Testo, contesti e materiali di lavoro di un incontro con il collettivo di fabbrica GKN

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    Nel 2021, il licenziamento improvviso di 422 operai porta all’occupazione dello stabilimento di Campi Bisenzio della fabbrica GKN. Il Capitale | Un libro che ancora non abbiamo letto è uno spettacolo di Kepler-452, prodotto da Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale nel 2022 e frutto di un lungo lavoro di studio e di relazione tra la compagnia e il Collettivo di Fabbrica GKN. Attorno al copione dello spettacolo – che mostra in filigrana l’opera di Karl Marx – il volume raccoglie una serie di contributi e materiali di lavoro per definire un contesto storico, filosofico ed estetico, ricordandoci come il teatro possa e debba essere innanzitutto espressione di un’istanza politica. Con contributi di: Lorenzo Donati, il Collettivo di Fabbrica GKN, il curatore Kunstenfestivaldesarts Daniel Blanga Gubbay, lo studioso di teatro Gerardo Guccini e il docente Giovanni Zanotti

    Proporre chiavi di lettura, sapendo che scrivere non basta

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    Un intervento sulle necessità e i doveri della critica, partendo dall'esperienza ed esempio di Franco Quadri e della critica teatrale militant
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