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    Tra padre e figlio, una restituzione dovuta. Il Commiato di Gaetano Gandolfi della Pinacoteca di Bologna

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    Il saggio prende in esame un dipinto custodito presso la Pinacoteca Nazionale di Bologna e intitolato Il Commiato dai critici moderni, che unanimemente hanno attributo l'opera, che raffigura un magnifico interno di cortile con un gruppo di figure che in vario modo esprimono sgomento ed un giovane in procinto di lasciarle, all'artista bolognese Mauro Gandolfi, figlio talentuoso del grande Gaetano, uno dei protagonisti della pittura italiana del secondo Settecento. Tuttavia, l'indagine condotta su due disegni relativi al dipinto, che assai più che all'azione dei personaggi rappresentati, abbigliati all'antica ma in un contesto moderno, appare volto alla resa di una luminosa immagine di un caseggiato bolognese, che ciò è dunque più interessa all'autore, concede di comprendere che non al figlio bensì al padre deve essere asegnato il bel dipinto. E più ancora, la poetica che sottende la composizione e la resa magnifica portano a questa conclusione, che viene a mutare l'assetto dei rapporti tra Gaetano e Mauro Gandolfi

    L'archivio dei Frati Minori Cappuccini di Bologna per la storia dell'arte sacra

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    Per lo studio della storia dell'arte gli archivi sono una fonte di informazioni indispensabile ad ogni ricerca. A Bologna si conserva l'archivio dei Frati Minori Cappuccini del convento di San Giuseppe Sposo di Maria, prima casa della famiglia nata dalla volontà di alcuni di riportare la famiglia francescana all'antico rigore, all'epoca prima della Riforma Cattolica. Il testo in questione descrive le carte custodite in tale archivio, il sistema di classificazione, i caratteri dei documenti, la storia dei provvedimenti intrapresi nei secoli allo scopo di custodire e trasmettere nella loro interezza tali memorie, una vicenda di particolare interesse per comprendere l'evoluzione del pensiero nelle diverse epoche

    Donato Creti , Nunzio Frerraiuoli, Scena campestre in un paesaggio lacustre

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    La scheda commenta un dipinto del grande pittore bolognese Donato Creti, uno tra i principali artisti europei dei primi decenni del Settecento, la cui elegante, raffinatissima maniera rappresenta, in parallelo agli esiti della pittura di con Watteau, uno stile di vita e di pensiero che si riconosce nell'ideale di Arcadia. Mai svenevole, sempre ponderatissimo, Donato Creti diede vita nei suoi dipinti alle più immaginose e incantevoli favole della mitologia, a racconti fiabeschi e rappresentazioni il cui significato ancora attende di essere decifrato; in dipinti quale quello in questione il grande artista immerge le sue figure di grazia sottile in un paesaggio altrettanto rarefatto e incantevole, impaginato dal collega Nunzio Ferraiuoli che fu anche in altre occasioni suo partner nell'esecuzione di simili, sognanti immagini

    Scientific analyses for preservation and restoration of XIII – XV century stained glasses

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    Our study is devoted to the identification of alteration processes at the stained glasses surface and to support conservation and restoration works that require a deepest information on factors which influence the state of preservation for these vulnerable systems of cultural heritage. Broken fragments of glasses with different provenance, fabrication period, morphologies and state of preservation have been compared, namely samples from the Siena Cathedral, work of Duccio di Buoninsegna, and from the church of St. Giovanni in Monte and the St. Petronio Basilica in Bologna, works of the Cabrini family. By means of optical and electron microscopy analyses, we observed two main phenomena of surface alteration: Neocrystallization and leaching process, known for being the principal cause of alteration for this type of ancient glasses. These alterations reveal both different causes and morphological aspects. Leaching process could depend on the cycle of rain and humid period following very dry ones, which are responsible for a variation of pH and for mechanic tension at stained glasses surface

    Christel Thiem : Giovan Giuseppe Dal Sole. Bologne, Nuova Alfa Editoriale, 1990. 240 p., 133 repr., 35 pl. couleurs. Donatella Biagi Maino : Ubaldo Gandolfi. Turin, Umberto Allemandi, 1990. 298 p., 277 repr., 28 repr. couleurs.

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    Bonfait Olivier. Christel Thiem : Giovan Giuseppe Dal Sole. Bologne, Nuova Alfa Editoriale, 1990. 240 p., 133 repr., 35 pl. couleurs. Donatella Biagi Maino : Ubaldo Gandolfi. Turin, Umberto Allemandi, 1990. 298 p., 277 repr., 28 repr. couleurs.. In: Revue de l'Art, 1991, n°94. pp. 88-89

    Guerre e Patrimonio Culturale a Rischio Wars And Cultural Heritage At Risk

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    This essay aims to reconstruct in its essential lines the historical path that led to the drafting of the fundamental UNESCO convention of the Hague of 1954 and the subsequent implementing protocols, which still govern the protection of cultural heritage in armed conflicts

    Christel Thiem : Giovan Giuseppe Dal Sole. Bologne, Nuova Alfa Editoriale, 1990. 240 p., 133 repr., 35 pl. couleurs. Donatella Biagi Maino : Ubaldo Gandolfi. Turin, Umberto Allemandi, 1990. 298 p., 277 repr., 28 repr. couleurs.

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    Bonfait Olivier. Christel Thiem : Giovan Giuseppe Dal Sole. Bologne, Nuova Alfa Editoriale, 1990. 240 p., 133 repr., 35 pl. couleurs. Donatella Biagi Maino : Ubaldo Gandolfi. Turin, Umberto Allemandi, 1990. 298 p., 277 repr., 28 repr. couleurs.. In: Revue de l'Art, 1991, n°94. pp. 88-89

    Gaetano Gandolfi, Sant'Antonio da Padova riceve Gesù Bambino dalle braccia della Madonna

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    Sono presentate due opere inedite, il disegno preparatorio e il dipinto conseguente, raffiguranti uno degli episodi principali dell'iconografia del santo venerato a Padova, il momento in cui gli appare Gesù Bambino, interpretato dal Gandolfi in termini di alta retorica, nella partecipazione all'evento di un bellissimo angelo e di Maria, che interagisce con l'angelo e con i protagonisti della scena, non solo nei gesti ma anche per l'invenzione compositiva, accompagnando la linea obliqua del raggio mistico con la postura, sino a lambire la figura del cappuccino inginocchiato. Una splendida prova del pensiero dell'artista nel campo della pittura sacra, che seppe innervare e innovare in anni difficili, gli ultimi gloriosi tempi della cultura ancien règim

    Riflessioni sui musei d'arte sacra come soggetti per l'integrazione multiculturale in dimensione storica e attuale

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    Viene indagata la realtà del musei d'arte sacra delle tre religioni monoteiste - cristiana, ebraica, musulmana - nei diversi contesti al fine di rilevare come e quanto tali istituzioni nella storia e nel presente siano state e siano occasione di testimonianza etica e di valore civile, in una dimensione di spiritualità e di mutua accoglienza e comprensione. A tal fine, secondo un modello di indagine innovativo, vengono descritte senza soluzione di continuità esperienze già in essere e in fieri, anche ideate e promosse dall'autrice di questo saggio, situazioni paradigmatiche che si avvalgono del potere dell’arte per il processo di integrazione tra popoli diversi, in quest’epoca di così difficile sociabilità. Sono indagate realtà italiane (nelle città di Bologna, Venezia, Reggio Calabria, Catania) e straniere ( Parigi, Berlino), per comprendere al meglio le possibilità offerte dai musei d'arte sacra per la conoscenza delle religioni e dell'arte e quanto ancora, nell'attuale situazione, si può fare, e programmare per il futuro

    Gaetano Gandolfi, Continenza di Scipione

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    Il dipinto discusso è il bozzetto che Gaetano Gandolfi dipinse nel 1784 come modello da sottoporre al committenze, il marchese Marescotti, che commise all'artista due tele per traverso di dimensioni ragguardevoli, entrambe significative di prove di clemenza tratte dai testi antichi (a pendant con il dipinto è una raffigurazione della supplica a Coriolano della Madre, entrambi oggi presso il Museo della Sanità di Bologna, Santa Maria della Vita), con esiti di grande suggestione, particolarmente interessanti perché significative della scelta del pittore di rivestire temi antichi rinnovati nella significazione etica come da richiesta della nuova cultura neoclassica dello stile ancora mosso e concitato della pittura ancien règime. Il bozzetto in questione è preceduto da disegni (bellissimi) e con essi dischiara l'attenzione di Gaetano per la messa in scena del racconto di Livi
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