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Il decreto-legge e i suoi vizi: reiterazione e controllo sulla “evidente mancanza” dei presupposti
Chi decide gli effetti temporali delle decisioni di incostituzionalità? Le soluzioni della Corte costituzionale prima e dopo la sentenza n. 10/2015
Un certo margine di fluidità delle regole del processo costituzionale corrisponde alla posizione incerta del giudice delle leggi, in perenne oscillazione tra il polo giurisprudenziale e il polo politico. Il saggio opera una ricostruzione dei problemi (e dei tentativi di soluzione) connessi al governo degli effetti temporali delle declaratorie di incostituzionalità, tornati di attualità dopo che la Corte costituzionale, nel decidere con sentenza n. 10 del 2015 una questione dalle consistenti ricadute finanziarie, ha riconosciuto in capo a sé stessa un potere generale di determinare gli effetti della pronuncia. Giustificato dalla necessità di considerare l’impatto che un accoglimento può avere su altri principi costituzionali, in ispecie sul principio dell'equilibrio di bilancio, il bilanciamento delle regole processuali sembra mettere in crisi il carattere incidentale del giudizio di legittimità e al contempo rispecchia l'evoluzione in senso sempre più sistematico della giustizia costituzionale
Conferme (e future aperture?) in tema di sindacato costituzionale sulla decretazione d'urgenza
Il commento a Corte cost. n. 94 del 2016, séguito specifico di una più nota dichiarazione di incostituzionalità relativa alla cd. Fini-Giovanardi, è occasione per svolgere alcune considerazioni sull'evoluzione del sindacato costituzionale relativo alla decretazione d'urgenza. Vengono analizzate, anzitutto, le ricadute che la configurazione dell’eterogeneità quale vizio genetico
della legge di conversione ha sul giudizio di costituzionalità. Si fa luce, poi, sulle controindicazioni connesse all’utilizzo
di un requisito tanto sfuggente quanto centrale per l’intervento del giudice delle leggi, quale è l’omogeneità. Si ragiona, infine, della necessità di valorizzare, ai fini del controllo di costituzionalità, un ulteriore carattere essenziale del decreto-legge, costituzionalmente previsto seppur trascurato, ovverosia la sua provvedimentalità
La sentenza n. 22 del 2012: la Corte costituzionale sanziona l'”abuso dei mezzi di conversione”
Sull’illegittimità del criterio del radicamento territoriale per l’accesso all’edilizia popolare: dalla condizionalità all’universalità dei diritti sociali?
Decision 44/2020 of the Constitutional Court represents a turning point in the jurisprudence on public housing. The paper highlights two aspects: on the one hand, the confirmation of the driving force of the principle of reasonableness with respect to the objectives of the welfare state; on the other, open questions connected both to the nature of the right to housing and to the presence in the legal system of national and European rules still contemplating the territorial roots as a relevant criterion for access to public housing
Metamorfosi di un'emergenza: dall'abuso del potere di conversione del decreto-legge alla rimozione dei suoi effetti
L'annullamento dell'intero regime sanzionatorio per i crimini concernenti le sostanze stupefacenti, in vigore per quasi un decennio e indicato come una delle maggiori cause del sovraffollamento delle carceri italiane, ha scoperchiato il vaso di Pandora degli effetti della dichiarazione di incostituzionalità sulle posizioni giuridiche anche - e soprattutto - definitive dei singoli. Cristallina conferma delle regole poste dal giudice delle leggi a proposito dei limiti alle potenzialità normative della legge di conversione, la sentenza n. 32 del 2014 della Corte costituzionale offre l'occasione per condurre una riflessione sul modo in cui il profilo relativo alla censura dell'abuso del potere di conversione si sviluppa in quello relativo alla necessità di rimediare all'esecuzione di una pena illegittima e sulla stretta correlazione esistente tra le regole sulla produzione legislativa e la tutela dei diritti fondamentali, in primis della libertà personale
Sulle potenzialità normative della legge di conversione: il caso della delega al riordino giudiziario
Questo breve commento propone una lettura critica di Corte cost. n. 237 del 2013 relativa alla riorganizzazione della mappa giudiziaria, sospettata di incostituzionalità in quanto delegata al Governo, per esigenze di spending review, in sede di conversione di uno dei decreti-legge adottati nell'ambito della crisi finanziaria. Posta di fronte alla prospettiva di intervenire “a gamba tesa” sulle scelte di politica economico-finanziaria per assicurare il rispetto delle regole sulla produzione delle fonti primarie, in ispecie la necessaria omogeneità della legge di conversione imposta dall'art. 77 Cost., la Corte sceglie una soluzione teorica sui generis. La combinazione di due precedenti affatto coerenti, espressione di un diverso approccio della Corte nei confronti della sindacabilità dei vizi riguardanti l'esercizio dei poteri coinvolti nella decretazione d'urgenza, le consente di negare l'intrusività della delega rispetto all'originario decreto-legge ma sembra far traballare i più recenti approdi della giurisprudenza costituzionale circa la natura e i limiti del potere di conversion
Il decreto-legge e i suoi vizi: reiterazione e controllo sulla “evidente mancanza” dei presupposti
Costituzione e norme internazionali pattizie: il valore della Cedu (in Italia e in Germania)
The rehabilitation of limb apraxia: a study in left-brain-damaged patients
Objective: To assess the effectiveness of a rehabilitative training program for patients with limb apraxia. Design: Randomized, controlled trial. Setting: Neurologic rehabilitation unit of a university hospital. Patients: Thirteen patients with acquired brain injury and limb apraxia (lasting more than 2 months) as a result of lesions involving the left cerebral hemisphere. Patients were assigned to a study group or to a control group following a randomization scheme. The study group underwent an experimental training for limb apraxia. The control group received conventional treatment for aphasia. Intervention: A behavioral training program consisting of gesture-production exercises. The rehabilitative program was made up of 3 sections dedicated to the treatment of gestures with or without symbolic value and related or nonrelated to the use of objects. Thirty-five experimental sessions, each lasting 50 minutes, were given. Main Outcome Measures: Neuropsychologic tests for assessment of aphasia, verbal comprehension, 'general intelligence,' oral apraxia, constructional apraxia, and 3 tests concerning limb praxic function (ideational apraxia, ideomotor apraxia, gesture recognition). Scores related to each test were used to measure the outcome. Video recordings of ideational and ideomotor apraxia tests allowed us to register type and number of praxic errors. All outcome measures, except the aphasia test, were recorded before and after the experimental (or control) treatment time interval. Results: The patients in the study group achieved a significant improvement of performance in both ideational (p = .039) and ideomotor (p = .043) apraxia tests. They also showed a significant reduction of errors in ideational (p = .001) and ideomotor (p < .001) apraxia tests. A trend toward improvement was found in the gesture comprehension test (p = .058), while other outcome measures did not show any significant amelioration. Control patients did not show any significant change in performance. Conclusions: The results show the possible effectiveness of a specific training program for the treatment of limb apraxia. (C) 2000 by the American Congress of Rehabilitation Medicine and the American Academy of Physical Medicine and Rehabilitation
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