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Emotions Course: l’esperienza di un intervento educativo per la promozione della competenza socio-emotiva nella scuola dell’infanzia
L’esperienza qui presentata s’inserisce nell’ambito degli interventi condotti secondo un approccio evidencebased nella scuola dell’infanzia e riguarda la realizzazione dell’Emotions Course (EC; Di Maggio, Zappulla e Izard, 2014), un percorso educativo finalizzato alla promozione delle abilità socio-emotive in età prescolare. Il programma è stato elaborato facendo riferimento ai fondamenti e agli sviluppi della teoria differenziale delle emozioni, i cui principi sono stati «tradotti» in modo da formare le basi concettuali ed empiriche dell’intervento, articolato nell’ottica della prevenzione primaria e secondaria (Izard, 2002, 2009). In particolare, l’EC è stato applicato al fine di migliorare: – la comprensione delle emozioni primarie (gioia, tristezza, rabbia, paura), intesa in età prescolare come la conoscenza da parte dei bambini sia delle diverse modalità verbali e non verbali di espressione emotiva sia delle cause esterne (gli antecedenti situazionali) e interne (per esempio, i desideri) che possono suscitare le diverse emozioni; – la regolazione emotiva, ossia la capacità dei bambini di esercitare un controllo sull’espressione delle emozioni e sui vissuti emotivi in modo da potere utilizzare costruttivamente la componente motivazionale delle emozioni e mettere in atto risposte cognitive e comportamentali adeguate alle opportunità e alle richieste dell’ambiente; – la competenza sociale dei bambini, la capacità, cioè, di stabilire e mantenere relazioni positive con i pari, di lavorare insieme, di affrontare e risolvere eventuali problemi e conflitti. Hanno preso parte allo studio 143 bambini (73 maschi e 70 femmine) di 3-5 anni (età media = 4.4 anni, ds = .74), inseriti nelle classi di due scuole dell’infanzia di una città del sud d’Italia
La forma del rilievo terrestre e il problema della convergenza morfologica
Argomento della presente relazione è la forma del ri-lievo terrestre. Il rilievo terrestre può essere raffigurato come un grande mosaico le cui tessere sono i versanti. Un versante può es-sere: o una superficie piana caratterizzata da una determinata espo-sizione e da una specifica inclinazione; oppure una superficie curva di tipo concavo o convesso. Ogni singolo versante è inoltre identificabile con una forma del rilievo ben definita, la cui genesi è riconducibile ad un processo morfogenetico peculiare. Ogni cambiamento nell’esposizione, nell’inclinazione o nella curvatura di un versante segna pertanto il passaggio a forme del rilievo di-verse. Complessivamente, tutti i processi morfogenetici che mo-dellano la superficie terrestre creano grandi e piccole forme del rilievo che, sebbene siano prodotte da meccanismi profondamente differenti, mostrano sempre le stesse geometrie. Questa occor-renza, conosciuta in Geomorfologia come problema della conver-genza morfologica, crea difficoltà nel distinguere forme simili nell’aspetto ma profondamente diverse nella genesi. Le forme semplici sono costituite da un solo versante e, a prescindere dal processo morfogenetico che le produce, possono assumere le sem-bianze di: scarpata (superficie piana verticale), pendio a media in-clinazione (superficie piana obliqua), pianura (superficie piana orizzontale), conca (superficie curva concava) o rilievo arroton-dato (superficie curva convessa). Dalla combinazione di due o più forme semplici (versanti singoli) possono a loro volta ottenersi delle forme complesse (insieme di più versanti) che possono assu-mere l’aspetto di: altura (insieme di versanti che convergono verso uno o più punti di quota maggiore), depressione (insieme di ver-santi che convergono verso uno o più punti di quota inferiore) o rilievo articolato (insieme di diversi tipi di versante, variamente combinati). Prendendo spunto dalla forma della superficie terre-stre, la presente relazione mostra: le cause delle forme del rilievo; le principali forme del rilievo suddivise sulla base della scala di osservazione; i casi più significativi di convergenza morfologica.The shape of the Earth’s relief and the geomorphologi-cal convergence problem. The shape of the Earth’s relief is the subject matter of this paper. The Earth’s relief may be represented as a large mosaic whose pieces are the slopes. A slope is a planar or curved surface. A single slope is also a well-defined landform whose genesis is due to a peculiar geomorphic process. Changes in exposure, inclination or curvature of a slope mark the transition to a different landform. Overall, geomorphic processes causing the Earth's surface create large and small landforms that always show the same geometries, though they are produced by deeply different mechanisms. This occurrence is known as geomorphological con-vergence problem creating difficulties in distinguishing similar but deeply different in genesis landforms. Regardless of the geo-morphic process that produce them, the simple landforms (a single slope) may assume the following geometric shapes: scarp (vertical planar surface), inclined slope (oblique planar surface), plain (hor-izontal planar surface), rounded hollow (concave curved surface) or rounded hill (convex curved surface). Complex landforms (a set of slopes) take on by the combination of two or more simple land-forms. The complex landforms can assume the appearance of topo-graphic high (a set of slopes converging toward higher altitudes), topographic depression (a set of slopes converging toward lower altitudes) or articulate relief (a set of several slopes which are dif-ferently combined). Starting from the shape of the Earth's surface, this paper shows landform causes, main landforms in relation to the scale factor, and most significant cases of geomorphological convergence
Leucodistrofia metacromatica: un caso di pubertà precoce
Leucodistrofia metacromatica: un caso di pubertà precoce
Nardecchia F 1
, Poratti E 1
, Dimiccoli P 1
, Di Maggio C 1
, Commone A 1
, Pucci C 1
, Leuzzi V 1
1DAI Neurosc e Sal Ment, Univ Sapienza, Roma
INTRODUZIONE/BACKGROUND: La leucodistrofia metacromatica è una malattia lisosomiale,
autosomica recessiva, caratterizzata
dall'accumulo di solfatidi a livello della mielina del sistema nervoso e, in minor quantità, nei tessuti
a funzione escretoria, tra cui reni, fegato e cistifellea. E’ stato descritto, inoltre, coinvolgimento di
tipo deficitario dell’ipofisi anteriore, surreni, testicoli, ovaie ed endometrio.
METODI / PAZIENTI:Il caso presentato è una bambina di 7,6 anni con esordio tipico intorno ai 2,6
anni, caratterizzato
da rapida regressione psicomotoria e ipotono. La RMN dell’encefalo mostarva diffusa e marcata
iperintensità di segnale della
sostanza bianca biemisferica sovratentoriale, con coinvolgimento del corpo calloso. Il dosaggio dell
dell’attività dell’arilsulfatasi A rivelava una riduzione del 91% e l’indagine genetica una eterozigosi
composta per [p.Tyr201Cys] e [p.Leu428Pro] nel gene ARSA. A 6 mesi dalla diagnosi comparsa di
episodi critici polimorfi. Intorno ai 4 anni osservato telarca
bilaterale isolato e incremento della lanuggine corporea, con successiva comparsa di pubarca.
RISULTATI:Il GnRH test evidenziava un’attivazione dell’asse ipotalamo-ipofisi- gonadi,
definendo un quadro di
pubertà precoce centrale. L’ecografia pelvica mostrava alcuni follicoli bilaterali con diametro di 3
mm. L’Rx polso evidenziava un’età ossea avanzata rispetto a quella cronologica, con uno scarto
superiore ad un anno. La progressione del quadro neurologico ha determinato un quadro di
tetraparesi spastico-distonica, assenza di linguaggio e residuo ed incostante contatto di sguardo.
Assume terapia antiepilettica con crisi plurisettimanali e trattamento ormonale con analoghi del
GnRH.
DISCUSSIONE:A differenza del riscontro di ipofunzionamento dell’asse ipotalamo-ipofisi- gonadi
descritto nelle
leucodistrofie e consensuale al processo degenerativo, si segnala in questo caso l’iperattivazione
dell’asse, finora non descritta in letteratura
Una lezione di metodo
Il contributo offre uno scandaglio della tesi di laurea di Francesca Morvillo su “Stato di diritto e misure di prevenzione”: l’elaborato, discusso il 26 giugno 1967 (Francesca Morvillo ha 21 anni), evidenzia già doti ricostruttive rimarchevoli e una finissima sensibilità per i profili di metodo. Lo snodo cardine dell’elaborato, che ricostruisce la natura giurisdizionale e non già amministrativa delle misure di prevenzione, tesse il concetto di Stato di diritto imperniandolo sul primato della persona umana: l’accento logico della nozione di Rechtsstaat, così come modellata da Francesca Morvillo sulle orme del dibattito tedesco, non riposa, dunque, nella divisione dei poteri e nel semplice assoggettamento degli organi dello Stato-istituzione al rispetto della legge alla luce del principio di eguaglianza, ma si incardina nel principio personalista il cui fulcro è scolpito dagli artt. 2 e 3 Cost
Non solo per amore. In Memoria di Francesca Morvillo
Chi era Francesca Morvillo? Questo lavoro a più voci, che ricostruisce fasi e momenti diversi della sua vita, getta una luce nuova e inedita su questa giurista, tra le prime donne magistrato siciliane, sulla sua cultura, sulla sua conoscenza profonda e raffinata del diritto e della procedura penale, ma anche sulla sua grande umanità e generosità, sulla sua gentile riservatezza, sulla forza della sua personalità che ne ha fatto un vero modello di giudice per le giovani e i giovani che si avviavano allora e che si avviano oggi alla professione di magistrato.
Grazie alle parole di amici e colleghi il libro ripercorre la vita di Francesca dagli anni della scuola e dell’università ai periodi più significativi in magistratura, nel ruolo amato di magistrato minorile e in quello di giudice presso la Corte di Appello di Palermo. Sino agli ultimi giorni che la videro impegnata come componente della commissione per gli esami da magistrato e alla tragedia del 23 maggio 1992. Ancora una volta accanto a Giovanni Falcone, l’uomo che tanto amava, riamata, e che con orgoglio ne apprezzava, tra le tante qualità, il grande valore professionale. Il volume che vanta la
Prefazione di Marta Cartabia, è stato curato da Paola Maggio, Cetta Brancato, Giovanna Fiume e vede fra i molti autori Maria Teresa Ambrosini, Giuseppe Ayala, Giovanni Fiandaca, Pietro Grasso, Francesco Messineo, Franco Nicastro, Salvatore Salvago
Il paesaggio fortificato di Ustica e i disegni dell'Arciduca di Toscana
L'isola di Ustica è stata oggetto di numerosi studi tra i quali il volume "Ustica", opera in lingua tedesca dell'Arciduca di Toscana, Ludovico Salvatore di Asburgo. Il saggio analizza i grafici del volume edito alla fine dell'Ottocento,in particolare quelli riguardanti le architetture realizzate a difesa del territorio
11 maggio 2011: il terremoto previsto e l’Open Day all’INGV
Fin dal 2010, un terremoto devastante era stato previsto per l’11 maggio 2011 a Roma. La previsione era stata erroneamente attribuita a Raffaele Bendandi, uno studioso autodidatta di scienze naturali, originario di Faenza e vissuto fra il 1893 e il 1979. Nei mesi precedenti, l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) aveva
ricevuto un notevole numero di richieste d’informazioni non solo da parte dei residenti a Roma, ma anche da parte di
turisti e pendolari. Con l’approssimarsi del mese di maggio, cresceva l’attenzione della popolazione e dei media. L’INGV
ha quindi deciso di organizzare un Open Day presso la propria sede di Roma per consentire al pubblico di approfondire
la conoscenza del terremoto come fenomeno naturale e di avere informazioni sulla sismicità e pericolosità sismica
italiana. L’Open Day è stato preceduto da una conferenza stampa, con lo scopo di presentare l’iniziativa e di avviare una
discussione scientifica con i giornalisti sulla previsione dei terremoti e sul rischio sismico in Italia.
Più di 30 giornalisti di quotidiani nazionali e locali, tv, agenzie di stampa e testate web hanno partecipato alla
conferenza stampa e centinaia di articoli sono apparsi nei giorni successivi, pubblicizzando l’Open Day dell’11
maggio. L’INGV ha aperto la propria sede al pubblico per tutto il giorno e ha organizzato incontri con i ricercatori,
visite guidate della Sala di Monitoraggio Sismico e delle mostre interattive sui terremoti e sul campo magnetico
terrestre, conferenze su temi di carattere generale, quale l’impatto sociale della diffusione di voci incontrollate e la
riduzione del rischio sismico.
Durante la giornata sono stati inoltre inseriti sul canale YouTube/INGVterremoti 13 nuovi video per spiegare
come e perché avviene un terremoto e per fornire aggiornamenti periodici sulla sismicità in Italia dalla Sala di
Monitoraggio Sismico.
L’11 maggio, dalle 10 del mattino alle 9 di sera, la sede INGV è stata pacificamente invasa da oltre 3000 visitatori:
famiglie, scolaresche con e senza insegnanti, gruppi di protezione civile e molti giornalisti.
L’iniziativa, costruita in poche settimane, ha avuto notevole risonanza ed è stata un’importante occasione per fare
informazione capillare sul rischio sismico.Published1-375.9. Formazione e informazioneN/A or not JCRope
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