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Revenants, parti mostruosi e abissi: il gouffre de Satalie in alcuni testi medievali
La leggenda del Gouffre di Satalie consente di costruire un percorso che conduce alla ricostruzione delle interferenze intertestuali (testi appartenenti alle aree linguistiche gallo-romanze e italiche) su cui si innestano memorie di lunga durata. I temi della necrofilia e della sessualità morbosa conoscono una simbolizzazione che attraversa i differenti spazi geografici e cronologici
Guerrieri cannibali: l'antropopoiesi del conflitto
L'articolo analizza la funzione antropologica rivestita dal cannibalismo guerresco, vero o simulato, all'interno della costruzione di una pratica discorsiva della guerra e del conflitto. Analizzando i testi storici medio-latini e epici antico francesi consacrati alla Prima crociata, si può constatare come l'episodio di antropofagia riferito ai crociati franchi da tutti gli storici dell'Occidente latino e trasfigurato in una complessa simbolizzazione all'interno del ciclo delle chanson de geste di crociata alluda a un dialettica interna alla cristianità che ridefinisce i confini dei buoni cavalieri cristiani e che consente di pensare e rappresentare il conflitto
«L'usura peccato assente o dissimulato nei purgatori del secolo XIII? Un percorso tra fonti iconiche e fonti scritte»
In the otherworld’s visions written in XII-XIII Centuries the usury is an absent sin, whereas
in the Visio Pauli, the founding text of western visiones, the usurers are expressly punished by eating their
tongues. On the other side, we found stable artistic portrayal of the usury’s punishment in the Romanic
Cathedrals: the usurer/avaricious hangs with a bag. This topic representation changes about on XIV
Century, when, especially the Italian Painters portray usurers condemned to swallow money or fused
gold. The iconography of the usury’s punishment seems to include others sins contiguous to usury:
calumny and envy. Hence the iconography can disclose a galaxy of sins disguising the usury also in the written otherworld visions of XII-XIII Centuries
L'uso ideologico del tabù del cibo: gli eretici di Walter Map e la contraffazione culinaria (De nugis curialium, I, 30)
The taboo of food shows in every culture the incompatibility of universes and their substantial irreducibility, referring to the sacredness of the separation of ontologically distinct
worlds (heaven and earth: the world of the dead and the world of the living). In its various forms
the taboo of food indicates the distrust and suspicion against strange creatures and therefore
dangerous. Walter Map reuses a long-term taboo to strengthen the total strangeness and danger
of heretics that make attempt on the societas christiana: one of the tactics adopted by the heretics
to lure and deceive good Christians is the culinary counterfeiting. We will investigate the ideological use of a cultural widespread pattern
Le leggende oitaniche in prosa del "Purgatoire Saint Patrice"
Nel corso dell'articolo si esamineranno le differenti versioni in versi e in prosa in antico francese del Purgatorio di San Patrizio al fine di tracciare la rete delle filiazioni e delle parentele
«Unheimlich: l’inquietante dissimulazione dell’altro in alcuni testi medievali»
Il volume raccoglie gli interventi di docenti, dottori di ricerca e dottorandi che hanno animato il convegno Alter/Ego svoltosi a Macerata nel novembre del 2017, nato dall'esigenza di riaffermare come la riflessione sulla parola e sui testi possa offrire spunti critici per affrontare problemi concreti e attuali. I contributi sono accompagnati da un'introduzione che offre una sintesi del tema e insieme mette in luce le diverse prospettive interpretative e disciplinari da cui esso e' stato affrontato
San Patrizio: dalle Vitae alla leggenda del Purgatorio
Il nome e la fama del patrono dell’Irlanda sono legati, nella vulgata, ad
una delle leggende più avvincenti del Medioevo occidentale: il viaggio al
purgatorio. All’interno della trasmissione testuale dei secc. XII-XIV, la discesa
al Purgatorio di San Patrizio ha assunto una funzione agiografica,
tanto da sostituire, sia nei leggendari romanzi che nell’imponente raccolta
di Jacopo da Varazze, la vita del santo. La tradizione altomedievale delle
vitae irlandesi, inaugurata nel sec. VIII, si conclude, invece, con la Vita di
Jocelin da Furness, composta sul finire del sec. XII.
Il Purgatorio di San Patrizio conosce la propria legittimazione letteraria
sul finire del sec. XII in tre opere pressoché coeve a Vita Patricii di
Jocelin da Furness, la Topographia Hibernica di Giraldo Cambrense, il
Tractatus de purgatorio sancti Patricii del monaco H. di Saltrey. Il purgatorio
si configura come breve e fugace accenno nei primi due testi, mentre
nel terzo costituisce la materia argomentativa e narrativa. Sia nella Vita di Jocelin che nel Tractatus, la rivelazione del purgatorio
si innesta su alcuni nuclei tradizionali, propri delle vite monastiche dei secoli precedenti. Lo studio della loro evoluzione ha rivelato come proprio
quell’alterazione possa aver giustificato e facilitato l’inserimento di segmenti leggendari nuovi, quali quelli riguardanti l’accesso al terzo regno.
Lo stadio conclusivo di questo processo di contaminazione tra vitae e pellegrinaggio oltremondano è rappresentato dalla riscrittura realizzata dal
frate da Varazze. Il tentativo di ancorare la leggenda del purgatorio all’autorevole tradizione agiografica altomedievale, che nel Tractatus struttura l’antefatto narrativo, si esplicita nel testo di Jacopo, il quale utilizza, nella sezione introduttiva, episodi tratti delle vite patriciane, per abbandonarle scientemente a tutto favore del viaggio nell’aldilà
La guerra delle masse: la predicazione dei prophetae durante la Prima e la Terza Crociata
Le crociate ‘popolari’ comportarono, com’è noto, una serie di violenze e di
attacchi feroci nei confronti dei nemici interni, gli ebrei, e dei cristiani d’Oriente. Nelle fonti queste masse sono presentate come orde indistinte di criminali e reietti, la cui turbolenza permette di deresponsabilizzare i predicatori e di salvaguardare l’ideale di crociata. In Guglielmo di Newburgh, autore non annoverato tradizionalmente tra gli storici delle crociate, tuttavia, i meccanismi dell’azione e della psicologia della massa sono analizzati con lucidità, consentendo di enucleare delle costanti antropologiche. L’articolo intende indagare le implicazioni retoriche e ideologiche delle predicazioni in grado di muovere l’adesione delle folle
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