4,639 research outputs found

    Architetture per la “Metropoli Mediterranea” di Bari. La Caserma “G. 33 Macchi” e il lungomare di Ponente tra monumentalità, propaganda di regime e urbanistica moderna

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    Questa pubblicazione nasce a seguito della convenzione stipulata tra il Politecnico di Bari e il Comando Regionale della Guardia di finanza di Bari avente per oggetto diverse forme di collaborazione. Il caso della Caserma Macchi” ha dato vita ad una ricerca che ha visto impegnati sei laureandi del Corso di Laurea in Architettura coordinati dai proff. L. Ficarelli e M. Ieva, con la partecipazione dei proff. I. Carabellese, G.P. Consoli, A. Labalestra, D. Pastore, N. Scardigno. Lo studio si poneva l’obiettivo di indagare, con gli strumenti propri della lettura tipo-morfologica applicata allo studio dei caratteri degli organismi edilizi, il tema dell’Architettura Moderna,con particolare attenzione alla Caserma “G. Macchi” sede del Comando Regionale

    Giustizia per l'ambiente: pace per la comunità. Percorsi tra etica, interessi, diritto

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    La questione ambientale è evidente, le cause dovute alle attività umane, ad uno sviluppo socio-economico insostenibile per la natura del pianeta, sono ormai provate. L’attenzione, l’allarme si estendono e comprendono anche soggetti, gruppi, organismi distinti dal circuito politico o dagli interessi di parte. Il volume raccoglie i contributi dei maggiori esperti di diritto dell’ambiente, operatori di alto profilo per la giustizia in questo ambito: il pubblico ministero Manuela Fasolato, nel processo per reato ambientale legato alla centrale di Porto Tolle; l’avvocato dello Stato Giampaolo Schiesaro, nel processo per risarcimento del danno ambientale provocato alla Laguna di Venezia dall’attività del petrolchimico di Porto Marghera; l’avvocato Matteo Ceruti, ora nel processo per l’inquinamento da PFAS delle acque di un’area veneta assai estesa. Sono inoltre presenti contributi di taglio filosofico e istituzionale: di Andrea Varliero, sul valore dell’ambiente nella Bibbia; di Maurizio Malo, introduttivo al valore ambientale nella pluralità degli ordinamenti giuridici; di Michele Di Bari, dedicato all’ordinamento dell’Unione Europea

    L’Unità di Bari. Santuari, pellegrinaggi, esperienze devozionali: il percorso di una ricerca

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    Starting from a critical review both on the relation space/place and on the concept of sacred places/spaces, the research carried out within the FIRB Project covered a specific typology of sacred places: the sanctuaries. More particularly, the Bari Research Unit explored the “peripheral” area of the Gargano promontory as a “sacred space”: within such framework, the case studies related to the cults of St. Michael and St. Matthew have been examined. A set of philological, historical, hagiographical, anthropological and archaeological investigations have been conducted, in order to promote both theoretical reflection and valorisation of some aspects of the Gargano territory. Special attention has been paid to the sanctuary of St. Matthew at San Marco in Lamis, to the so-called “St. Nicholas’ Hermitage” and to some aspects of the Michaelic cult (e.g. its dissemination in Campania and the publication of the critical edition of the “Apparitio Sancti Michaelis in monte Gargano”).A partire da una riflessione teorica sul rapporto fra spazio e luogo, e sul concetto di luoghi/spazi sacri, l’indagine dei ricercatori del Progetto FIRB si è concentrata su una tipologia specifica di luoghi sacri: i santuari. L’Unità di Bari ha condotto indagini sul territorio “marginale” del Gargano, nel quale sono stati presi in considerazione, secondo prospettive diverse, due casi esemplari legati rispettivamente al culto di San Michele e a quello di San Matteo. Nel primo caso si segnala da un lato la pubblicazione dell’edizione critica del testo di fondazione del santuario garganico, l’Apparitio Sancti Michaelis in Monte Gargano, dall’altro l’ampliamento delle ricerche verso un santuario micaelico in Campania, San Michele in vertice montis (Calvanico, Salerno). Nel secondo caso, i ricercatori del progetto hanno inteso valorizzare il complesso santuariale di San Matteo, ricchissimo di beni culturali. In riferimento a San Matteo sono stati studiati, secondo diverse prospettive disciplinari, la storia, l’agiografia, le tradizioni devozionali, il contesto territoriale (eremo di San Nicola), i paramenti sacri, le tavolette votive

    Mondi digitali e didattica inclusiva: il merge cube. Un’indagine esplorativa nel corso di specializzazione per il sostegno nell'Università degli Studi di Bari Aldo Moro.

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    Il contributo che qui si presenta, riporta gli esiti di un'indagine esplorativa condotta su un campione di iscritti al VII ciclo del corso TIC del TFA Sostegno di Scuola Secondaria di primo grado dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro che ha inteso rilevare la percezione delle potenzialità dello strumento Merge Cube ed il grado di soddisfazione sull’utilizzo delle tecnologie immersive a latere di un laboratorio sull'impiego del Merge Cube nella didattica inclusiva. Tale indagine si avvale del contributo della realtà aumentata all'interno dei contesti scolastici che, grazie all'elevato livello di coinvolgimento che riesce a generare, risulta estremamente utile per sostenere i processi di insegnamento-apprendimento

    La caserma "G.Macchi": un ideale mediterraneo

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    Questa pubblicazione è il risultato di un’attività di ricerca sul complesso della caserma “G. Macchi” promossa dal Politecnico di Bari e dal Comando Regionale della Guardia di finanza di Bari, resa possibile da una convenzione che prevede diverse forme di collaborazione riguardanti anche attività di valorizzazione degli immobili in uso al Comando Regionale. L’attivazione di un Laboratorio di Tesi di Laurea dal titolo “La modernità del lungomare di Bari. Il caso della Caserma Macchi” ha dato vita ad uno studio che ha visto impegnati sei laureandi del Corso di Laurea in Architettura coordinati dai proff. L. Ficarelli e M. Ieva, con la partecipazione dei proff. I. Carabellese, G.P. Consoli, A. Labalestra, D. Pastore, N. Scardigno. Una sintesi di questo lavoro, riportata negli scritti e nei grafici ospitati, offre uno spaccato della serie di eventi - alcuni inediti - che hanno permesso di compiere una tra le più interessanti opere di monumentalizzazione dei lungomari d’Italia. L’approfondimento sull’edificio della Macchi, eseguito dai partecipanti al Laboratorio di Laurea coadiuvati dai col. M. Favia e M. Mattiace e al Lgt. G. Quatela del Comando militare, ha riguardato numerose attività, tra cui il rilievo, lo studio dell’organismo edilizio e la ricostruzione delle vicende dei corpi che si sono succeduti. Ciò ha permesso di definire una dialettica integrata dei saperi che, senza dubbio necessaria nei casi come quello in argomento, ha consentito di perfezionare il quadro delle conoscenze

    Un feudatario letterato: Andrea Matteo Acquaviva

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    Il territorio a sud-est di Bari in Età medievale. Societa e ambienti, mostra allestita presso il Museo civico di Conversano, maggio-ottobre 1983, catalogo a cura di Vito L'Abbate, pubblicato da Grafischena - Fasan

    Il De virtute morali di Plutarco nella versione latina di Andrea Matteo Acquaviva d’Aragona

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    Il volume Il De virtute morali di Plutarco nella versione latina di Andrea Matteo Acquaviva d’Aragona, a cura di Caterina Lavarra e Claudia Corfiati, si apre con il contributo introduttivo di Caterina Lavarra che delinea preliminarmente alcuni aspetti della vita, dell’attività politica e militare di Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona, duca d’Atri, principe di Teramo, conte di Conversano, esponente di un antichissimo lignaggio appartenente al nucleo storico della nobiltà del Mezzogiorno italiano. Principe illuminato a capo di un grande e composito ‘stato’ feudale, che si estendeva dalla Terra di Bari a quella di Teramo, con un’importante propaggine in Campania, lo ‘stato’ di Caserta, l’Acquaviva, pur essendo stato alquanto ribelle verso il potere regio, cadendo nell’insubordinazione e nella congiura, riuscì ad evitare la prigionia molto probabilmente per i legami parentali con la casa reale aragonese. Nel 1503, invece, dopo essersi schierato con la parte filofrancese a sostegno di Luigi XII, sconfitto e catturato dagli spagnoli, conobbe la dura esperienza della reclusione per circa quattro anni a Napoli, in Castel Nuovo, con i segni di diciassette ferite sul corpo e i ceppi ai piedi (come egli stesso scrisse più tardi in una lettera al Lautrec) e la perdita dei possessi feudali, ottenendo solo in seguito da Ferdinando il Cattolico la reintegrazione nei feudi d’Abruzzo e di Puglia. L’attenzione della Lavarra si focalizza poi sulla sua personalità intellettuale di Andrea Matteo nella situazione meridionale e sui vari aspetti della sua attività culturale quali, ad esempio: la creazione, da raffinato bibliofilo e collezionista qual era, di un’importante e preziosa biblioteca greca e latina, per la quale si preoccupava di individuare personalmente copisti e miniatori, orientando molto probabilmente anche la scelta dell’ornamentazione; la sua attività di mecenate con la commissione di maestosi palazzi e castelli, chiese e monasteri, monumenti funebri, importanti dipinti, oggetti suntuari, ecc., tutti ‘segni’ materiali che potevano testimoniare nel tempo la lunga durata del potere, della gloria, della memoria familiare nei suoi compositi e vasti domini; l’essersi fatto promotore della diffusione dei testi più significativi dell’umanesimo napoletano, dati alle stampe con il suo contributo finanziario. Profondo conoscitore della letteratura e della filosofia latina e greca, Andrea Matteo Acquaviva si fece promotore e divulgatore nell’entourage aristocratico del recupero di testi in lingua greca, allo scopo di promuoverne la conoscenza attraverso la pubblicazione di testi filologicamente corretti. L’Acquaviva è anche autore di una traduzione dal greco di una operetta rara nelle raccolte librarie umanistiche e reperita direttamente in Grecia, il De virtute morali di Plutarco, che egli corredò successivamente di un dotto commento filosofico, in cui inserì una trattazione di arte musicale (De musica) e un’altra di scienza astronomica (De astrologia); interessi, accanto a quelli filosofici, a lui entrambi molto cari. Pur concepita come una meditazione privata nell’esercizio dell’otium letterario (inteso come completamento dell’uomo d’armi e del signore) e destinata ad una fruizione ristretta alla cerchia nobiliare di alcuni dotti amici, la sua opera fu data alle stampe nel 1526. Claudia Corfiati, in questo volume, mette a disposizione degli studiosi l’edizione critica della traduzione acquaviviana del De Virtute Morali di Plutarco, corredata di una traduzione italiana, per renderla accessibile a un pubblico più largo di lettori. La tradizione su cui si fonda la constitutio textus, allo stato attuale della recensio, risulta costituita da ben sette testimoni: cinque manoscritti e due a stampa. La Corfiati nella Nota al testo ricostruisce la storia molto complessa del processo di revisione del testo della traduzione, nonché della prefazione, dallo stato redazionale che emerge essere il più antico fino alla fase finale presente nell’editio princeps, individuando nel testo del manoscritto Reginense, che viene individuato per la pubblicazione, il punto più avanzato della revisione del testo della traduzione. All’editio critica del testo latino, accompagnato da un apparato dei luoghi emendati, con la traduzione italiana a fronte, segue l’Appendice in cui viene fornita la trascrizione, con traduzione a fronte, dell’epistola che Pietro Summonte premise all’edizione del 1526. Caterina Lavarra, nella chiusura della sua Prefazione, si augura che il volume possa contribuire ad una più ampia conoscenza di un momento importante della cultura umanistica del Mezzogiorno e della figura intellettuale di Andrea Matteo III Acquaviva d’Aragona e possa rappresentare una piattaforma di partenza generale per ulteriori sviluppi ed approfondimenti e incentivo per la realizzazione dell’edizione critica del testo del Commentarium acquaviviano, di cui da tempo si avverte il bisogno

    Circularly polarized luminescence of helicenes: A data‐informed insight

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    Helicenes are an interesting scaffold for chiroptical properties and in particular circularly polarized luminescence (CPL). In this short review, we collect the luminescence (g(lum)) and absorption (g(abs)) dissymmetry factors associated to the first Cotton effect of the electronic circular dichroism (ECD) spectrum. Considering the data for 170 [n]-helicenes (n = 4-11), overall we found reasonable correlations between g(lum) and g(abs). Despite a few notable exceptions, this would confirm a similarity in the stereochemistry of the ground and emitting excited states for most helicenes. These results may be useful in rationalizing chiroptical data and help chemists in designing new helicene structures with the desired CPL properties

    recensione volume di Fornasari A., Incontri intergenerazionali. Riflessioni sul tema e dati empirici

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    Recensione volume di Fornasari Aberto, Incontri intergenerazionali. Riflessioni sul tema e dati empirici, ETS: Pisa, 2018 a cura di Matteo Conte In Graphos. Rivista Internazionale Di Pedagogia E Didattica Della Scrittura, 2, 145–15
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