11,201,900 research outputs found

    Relitti : da icone del paesaggio tecnico a nodi di rigenerazione urbana. Processi di riconversione delle aree di estrazione petrolifera a Baku, Azerbaijan

    No full text
    LAUREA MAGISTRALEIl lavoro progettuale elaborato affronta un tema relativamente nuovo all’interno del panorama architettonico contemporaneo, legato alla riqualificazione di estese aree produttive in dismissione. Si presenta così la possibilità di intervenire nell’ambito di un comparto industriale, precedentemente appannaggio esclusivo di tecnica e ingegneria, con il fine di riattivare una porzione di territorio destinata altresì all’abbandono. Il progetto trova collocazione in Azerbaijan, in un’area a sud-est del golfo della capitale Baku, sulle acque del Mar Caspio a circa tre chilometri di distanza dalle coste della penisola di Absheron. Le aree coinvolte sono tre: un intervento sulla terraferma che, partendo da una strategia urbanistico-ambientale su scala metropolitana, si concretizza nella prosecuzione del ‘boulevard verde’ costiero e nella realizzazione di un ampio parco attorno al lago Zig; Gum Island, che fronteggia la suddetta area, è collegata con un terrapieno e attraverso l’intervento progettuale non si pone più come un semplice punto di sosta per le strutture costruite sul mare, ma accoglie una stazione ferroviaria e per bus, un museo sulle attività estrattive e un centro di ricerca per la bonifica dei suoli e le energie rinnovabili; oltre l’isola si diramano i pontili e le piattaforme che in passato hanno permesso le attività di perforazione, estrazione e stoccaggio del greggio dai fondali del Mar Caspio e che il progetto prova ad implementare mediante strutture di natura simile ma con funzione ricettiva, residenziale e portuale. Il paesaggio in questione è fortemente caratterizzato dalla presenza di manufatti quali torri per la trivellazione di pozzi petroliferi e cisterne su piattaforme, testimoni delle prime fasi di esplorazione in mare e della principale fonte di ricchezza del Paese. Dopo aver coinvolto la fascia di territori inquinati attorno a Baku, ipotizzando una ‘cintura verde’, il progetto affronta la sfida di realizzare un polo di ricerca che si estende in parte verso il mare, richiamando la natura del luogo, e in parte assurge a landmark attraverso un edificio a torre che ospita uffici e laboratori. Una griglia di ispirazione metabolista ha coadiuvato la disposizione delle nuove strutture che si annettono ai due principali pontili che si estendono dall’isola verso sud sul mare. La zona occidentale presenta a nord una distribuzione di piattaforme che accolgono edifici di diverse dimensioni con funzione di residence, albergo, mentre la parte più a sud è destinata a porto turistico e attività commerciale. Il quadrante più ad est ha l’ambizione di creare un villaggio che ospiti residenze più o meno temporanee, vivacizzando l’articolazione di piattaforme e percorsi su livelli differenti

    Modalità di produzione dei combustibili solari con la tecnologia termodinamica

    No full text
    LAUREA MAGISTRALEIl presente lavoro ha lo scopo di introdurre le principali tecnologie del solare termodinamico atte alla produzione dei combustibili solari. A tal proposito, nel primo capitolo, dopo un’introduzione sull’attuale scenario energetico, vengono analizzate le diverse tecnologie che sfruttano il Sole come fonte primaria, prestando una maggiore attenzione al solare termodinamico. Con impianti di questo tipo, per i quali il processo di trasformazione della radiazione è indiretto, l’energia solare viene prima convertita in calore attraverso un concentratore e successivamente trasformata in elettricità mediante un ciclo convenzionale. Nel secondo capitolo vengono presentati sia i combustibili solari sia le diverse tecnologie esistenti per la produzione di idrogeno, monossido di carbonio o in generale syngas. Data l’importanza e il crescente interesse nei confronti dell’idrogeno anche come combustibile, viene introdotto un quadro complessivo del suo ciclo di vita. In generale l’idrogeno può essere prodotto sia dai combustibili fossili (steam reforming e gassificazione) sia da fonti rinnovabili (gassificazione della biomassa e elettrolisi). Si riscontra che il grande vantaggio relativo alla sua produzione dalle rinnovabili consiste nell’avere emissioni di anidride carbonica nulle. Attraverso processi termochimici che utilizzano calore a elevata temperatura e che inducono lo splitting dell’acqua, è possibile rendere economicamente perseguibile l’ottenimento di idrogeno a elevata purezza. Viene fatta una presentazione delle tecnologie e dei reattori più significativi. Nel terzo capitolo si introduce il processo di splitting. Esso consiste nella scissione dell’acqua e dell’anidride carbonica nei rispettivi costituenti attraverso i cicli termochimici solari. Tali cicli sono processi redox di riduzione e ossidazione a più fasi, con temperature variabili a seconda dell’ossido metallico utilizzato. Permettono di mantenere valori inferiori ai 3300K, necessari invece per la scissione diretta dell’acqua con l’utilizzo di una singola fase. In tale lavoro si focalizza l’attenzione su tre ossidi metallici: l’ossido di cerio, l’ossido di zinco e l’ossido di sodio manganese. Nel quarto capitolo si analizza il processo con l’ossido di cerio. Quando utilizzato nei processi di splitting per la produzione dei combustibili solari, risulta essere molto interessante perché permette elevate velocità di reazione e rimane allo stato solido durante tutta la durata del ciclo. Le temperature sono elevate: 1800K e 1200K per le reazioni di riduzione e ossidazione, rispettivamente; normalmente le reazioni avvengono all’interno di un unico reattore chimico. Nel quinto capitolo si presenta l’ossido di zinco che nei processi di splitting solare comporta temperature di reazione molto elevate (fino a 2000K per la riduzione). Necessita di una fase aggiuntiva di quench perché, nel corso del ciclo, è soggetto a cambiamenti di fase e le fasi del processo si svolgono in due reattori distinti. Nel sesto capitolo si analizza l’ossido di sodio manganese che rispetto agli altri elementi precedentemente introdotti, è l’unico a svolgere il processo di splitting solare in tre fasi differenti. Oltre alla riduzione e ossidazione, è prevista una terza fase di idrolisi con cui si separa l’ossido di manganese dall’idrossido di sodio. Le temperature del ciclo, rispetto ai precedenti, sono inferiori: per le tre fasi rispettivamente sono circa 1700K, 900K e 300K.The purpose of this work is to introduce the main solar thermodynamic technologies used to produced solar fuels. In the first chapter, after an introduction of the energetic background, the different technologies which use the Sun as primary source are analyzed, focusing on solar thermodynamic. With this kind of plants, which use an indirect process for radiation conversion, solar energy is converted into heat through a concentrator and becomes electricity through a conventional cycle. In the second chapter solar fuels and technologies to produce hydrogen, carbon monoxide and syngas are described. Since hydrogen is assuming more interest as fuel, the description of the entire life cycle is introduced. Hydrogen can be produced from both fossil fuels (steam reforming and gasification) and renewable sources (biomass gasification and electrolysis). The main advantage which derives from the production of hydrogen from renewable sources is zero carbon dioxide emissions. Through thermochemical processes which use high temperature heat and produce water splitting, high purity hydrogen is produced. Main technologies and reactors are described. The third chapter introduces the splitting process. It consists of the splitting of water and carbon dioxide in their elements through solar thermodynamic cycles. These consist of multi phases redox processes with temperatures which vary according to the metallic oxide. Temperatures are lower than 3300K which are necessary for the direct water splitting using only one step. This work focuses on three metallic oxide: cerium oxide, zinc oxide and sodium manganese oxide. The fourth chapter is focused on the process based on cerium oxide. This solution allows to have high speed reactions and remains solid during the whole cycle. Temperatures are high: 1800K and 1200K for redox reactions which happen in only one reactor. The fifth chapter focuses on zinc oxide which, during solar splitting, causes high reaction temperatures (until 2000K for reduction reactions). It needs a quench step because, during the cycle, it changes phases and the steps of the processes happen into two different reactors. The sixth chapter analyzes sodium manganese oxide which is the only through which the splitting process consists of three different steps. Beside redox reactions there is a third step of hydrolysis which separates manganese oxide from sodium hydroxide. Cycle temperatures are lower: 1700K, 900K and 300K for the three steps

    Dalla distribuzione alla produzione : la trasformazione di un'azienda operante nel settore cartotecnico

    No full text
    LAUREA MAGISTRALEQuesto elaborato ha l’obiettivo di analizzare, descrivere e valutare l’opportunità di unione delle realtà di due imprese operanti nel settore delle forniture (in particolare di prodotti in cartone) per le pasticcerie, ovvero una industria cartotecnica ed un grossista del settore. La trattazione è divisa in 7 capitoli principali. Il primo capitolo rappresenta l’introduzione del settore oggetto di analisi, viene quindi descritta l’intera filiera della produzione del cartone partendo dalla Cartiera, proseguendo con l’industria Cartotecnica e del Trasformatore fino ad arrivare alla realtà della distribuzione all’ingrosso e alle pasticcerie, i Clienti finali di questa filiera produttiva. Nel secondo capitolo vengono analizzate le due imprese a partire dalle quali si vuole valutare la possibilità di creare una joint Venture. Vengono descritte quindi le attività produttive della Salvi & Co, primaria cartotecnica operante in Campania, e della Covatta S.r.l., emergente grossista che si pone l’obiettivo di soddisfare la domanda di produzione delle pasticcerie del territorio. Nel terzo capitolo viene analizzato il mercato Lazio, contesto nel quale si valuta la Joint Venture. Il quarto capitolo descrive la parte di analisi strategica per la definizione di una New Company, sintesi dell’unione delle due imprese sopra descritte. L’obiettivo dell’impresa per cui si valuta la nascita è quello di diventare un player di riferimento del settore, sfruttando l’integrazione a monte delle attività di produzione di imballaggi in cartone e l’esperienza delle attività di distribuzione all’ingrosso. Viene proposta l’analisi SWOT per valutare i punti di forza, debolezza, le opportunità e le minacce del progetto di impresa, il modello delle 4P per indicare la combinazione di leve decisionali per raggiungere gli obiettivi prefissati. Pag. 12 a 155 Il quinto capitolo descrive il piano organizzativo delle risorse umane in cui descriviamo l’idea di struttura divisionale che si vuole proporre per la New Company. Il sesto capitolo si focalizza sull’analisi finanziaria, utile per valutare la gestione economica e patrimoniale dell’azienda che nascerà. Sono stati redatti Conto Economico, Stato Patrimoniale e Cash Flow per poter analizzare il NPV dell’investimento nonché i principali indici finaziari. Nell’ultimo capitolo, il settimo, è stata presentata una descrizione dello stabilimento nel quale la nuova impresa dovrà nascere. Vengono descritte e valutate le misure di prevenzione necessarie perché la New Company possa lavorare come attività operante per l’allestimento di prodotti cartotecnici in genere

    Gli edifici e gli spazi del Campus di Agraria a Città Studi : progetti, trasformazioni e riconversione (1915-2019)

    No full text
    LAUREA MAGISTRALEDopo un secolo dalla realizzazione di Città Studi, la questione dell’insediamento degli Istituti Universitari appare più che mai attuale alla luce della ricollocazione di alcune facoltà scientifiche presso nuovi poli di ricerca e dello svuotamento delle sedi preesistenti. Motore di tali dinamiche è l’obsolescenza degli edifici non più idonei a soddisfare le moderne esigenze didattiche e di ricerca. Questa ricerca nasce pertanto con il fine di ricostruire la “storia materiale” del Campus di Agraria, frammento significativo del quartiere universitario in modo che la dialettica tra tutela e riconversione sia guidata da una conoscenza articolata del sito e delle vicende di trasformazione che, nel tempo, ne hanno mutato la consistenza. Il lavoro di indagine, svolto presso alcuni archivi milanesi, ha restituito una ricognizione, talvolta lacunosa, che a partire dalla nascita di Città Studi, ripercorre le trasformazioni edilizie frutto delle mutate esigenze dall’insediamento della Scuola ad oggi. Dall’osservazione diretta degli edifici e dallo studio di disegni e documentazione inediti, in particolare il progetto di costruzione della nuova sede della Scuola di Agricoltura redatto da Augusto Brusconi nel 1915, emerge come le fabbriche esistenti siano la trasposizione materiale di tecniche e indicazioni impartite nei corsi di Architettura pratica tenuti da Brusconi stesso. Neanche a vent’anni dall’inaugurazione, gli eventi bellici crearono una prima cesura, dando il via ad un processo ininterrotto di trasformazioni: tra gli anni Cinquanta e Sessanta, si registrano una serie di interventi in continuità con i caratteri originari, successivamente compromessi dall’adeguamento alle normative a partire dagli anni Ottanta. Alla luce dei risultati prodotti dalla ricerca appare opportuno agire con maggior libertà sugli spazi connettivi con diverse soluzioni progettuali e applicare i criteri conservativi agli edifici tutelati, rispettandone i caratteri distributivi, costruttivi e formali, insediando funzioni che permettano di sfruttare al meglio l’impianto esistente, adattandosi ai limiti, esaltandone le potenzialità.After a century from the realization of Città Studi, the issue of the establishment of University Institutes appears to be more relevant than ever in light of both the relocation of some scientific faculties to newly built research centres and the emptying of exhisitng locations. The incentive of these dynamics is the obsolescence of buildings, no longer suitable modern teaching and research requirements. This study was therefore born with the aim of retracing the “material history” of the Agraria Campus, a significant fragment of the university district, so that the debate between preservation and reconversion was guided by an articulated knowledge of the site and the transformation events that changed its consistency over time. The research, carried out in multiple archives in Milan, has revealed a survey, sometimes incomplete, which, starting from the birth of Città Studi, traces back the building transformations from the School settlement to the present time. From both the direct observation of the buildings and the study of unpublished drawings and documentations, in particular of the original project for the Scuola di Agricoltura drawn up in 1915 from Augusto Brusconi, it comes to light that the buildings are the material transposition of techniques and indications taught in his lessons of Practical architecture by Brusconi himself. Barely twenty years after the inauguration day, the war events created a first caesura, starting an uninterrupted course of transformations: between Fifties and Sixties a large number of works was carried on, without altering the original features, subsequently compromised by regulatory interventions from the Eighties. Considering the outcomes of this research it seems appropriate to propose a plan that acts more freely on outdoor spaces, with different possible design solutions, and instead applying conservatives criteria to protected buildings, respecting distributive, constructive and formal features, introducing activities that could take advantage from the exhisting settlement, adapting to the limits and enhancing its potential

    Il progetto nella Citta' Fragile. Scenari di riappropriazione per abitare l'informale: Piazza d'Armi e l'Ovest milanese

    No full text
    LAUREA MAGISTRALECittà fragile sono i luoghi abbandonati, gli edifici in rovina, i residui e i frammenti urbani, gli insediamenti informali, i boschi da preservare, le popolazioni vulnerabili, le vecchie e le nuove povertà, gli anziani, i nomadi, gli immigrati. Città fragile è periferia, vuoto, margine, rovina, disordine, rifugio per la diversità. La fragilità è un fattore ormai connaturante e una condizione costitutiva della contemporaneità: la tesi cerca di reinterpretarne il senso, leggendola non solo come fattore di criticità, ma come occasione di progetto alternativo, per un modello urbano antifragile, in grado di accogliere precarietà e incertezza, e occasione di ripensamento del ruolo del progettista, urgente nel contesto storico attuale, in cui il progetto come pratica dell’architettura è in crisi.   L’ovest milanese è interpretato come territorio fragile, rappresentativo della crescita delle grandi realtà urbane nella contemporaneità, e sintesi di tre letture: la città frammentata, la città in attesa e la città informale. Abitare la città fragile significa considerare il suo essere frammentata, in attesa, informale, come possibile fondamento della città del futuro e strumento del progetto contemporaneo. Luogo emblematico della città fragile è l’area di Piazza d’Armi: un potenziale common ground, custode di un’insolita cultura autoprodotta, autocostruita, informale, ma anche paesaggio spontaneamente rinaturalizzato, detentore di una biodiversità rara in un contesto metropolitano; una realtà urbana difficilmente accessibile e sottratta alla comunità, cinta da un sistema di grandi isole monofunzionali, in gran parte in stato di abbandono. Un grande vuoto che non deve più essere considerato residuo da colmare, ma paesaggio stratificato, deposito di segni, tracce, tensioni, voci, indizi. Il progetto è inteso non come prefigurazione che tende ad una forma chiusa e definita, bensì come un insieme di azioni orientative e dispositivi in grado di innescare processi di trasformazione, in un’idea di progetto-processo multiscalare e multidisciplinare. Un’idea di progetto del tempo, progetto debole, diffuso e partecipato, che accoglie forme temporanee, spontanee e fragili di trasformazione, in cui si inserisce la legittimazione delle pratiche informali esistenti, la riattivazione delle rovine, intese come palinsesti per nuovi usi, la riappropriazione dei grandi vuoti e la definizione di un paesaggio neutro disponibile ad accogliere interpretazioni libere e pratiche spontanee. Un progetto basato su una metodologia che, a partire da varie forme di esperienza diretta dei luoghi, dall’analisi del territorio nella sua complessità e dalla costruzione di un immaginario, fatto di racconti e sentieri possibili, attraverso la realizzazione di mappature interpretative e l’interlocuzione con gli attori locali, associazioni, enti e abitanti, cerca di intercettare il dibattito politico attuale e orientare trasformazioni future, a partire da modificazioni necessarie.Fragile cities are abandoned places, ruined buildings, residual spaces and urban fragments, informal settlements, forests to preserve, old and new poverty, vulnerable populations, the elderly, nomads and immigrants. Fragile cities are outskirts, voids, borders, disrepair, refuge for diversity. Fragility is now an inherent factor and constitutive condition of the contemporary world: this thesis aims to reinterpret its meaning, understanding it not as an absolute criticality, but as an opportunity for an alternative approach, towards an antifragile urban model, able to welcome precariousness and uncertainty, and an opportunity to rethink the role of the planner, urgent in the current historical context, in which the project, as architectural practice, is in crisis. The West area of Milan is interpreted as a fragile territory, representative of the growth of the great urban realities in the present time, and synthesis of three interpretations: the fragmented city, the city on hold and the informal city. To inhabit the fragile city means to consider its fragmented, on hold, informal being as possible foundation for the future city and as a tool for the contemporary project. Emblematic place of the fragile city is the area of Piazza d’Armi: a potential common ground, guardian of an unusual self-produced, self-built, informal culture, but also a spontaneously renaturalized landscape, holder of rare biodiversity in a metropolitan context; a hardly accessible urban reality, taken away from the community, surrounded by a system of monofunctional islands, in many cases abandoned. A great void which should no longer be considered as a residue to be filled, but as a layered landscape, collection of signs, traces, tensions, voices, clues. The project is intended not as a prefiguration of a closed and defined form, but rather as a set of orientative actions and devices, able to trigger transformation processes, in the perspective of a multiscale and multidisciplinary project-process. A weak, diffuse and participated temporal project, which welcomes temporary, spontaneous and fragile forms of transformation, including the legitimation of existing informal practices, the reactivation of ruins, understood as palimpsests for new uses, the reclaim of the great voids and the definition of a neutral landscape, open to free interpretations and spontaneous practices. A project based on a methodology that, starting by various forms of direct experience of places, by analysing the territory in its complexity and by the construction of an imaginary made of tales and possible paths, through interpretative mapping and dialogue with local actors, city committees, associations, institutions and citizens, aims to intercept the current public discussion and direct future transformations, starting from necessary transformations

    Approssimazione di strategie di hedging nei modelli di Lévy

    No full text
    LAUREA MAGISTRALEL'argomento di questo studio è l'hedging di un'opzione in un mercato in cui il sottostante segue una dinamica di tipo exponential Lévy. Poiché in questo contesto la replica perfetta dell'opzione non è possibile, scegliamo la strategia che minimizza l'errore quadratico medio di hedging, nota in letteratura come variance-optimal hedge. Per trovare un'approssimazione delle quantità che descrivono l'hedge, consideriamo il modello exponential Lévy come perturbazione del modello di Black&Scholes. Note le espressioni esatte ed approssimate del variance-optimal hedge, verifichiamo numericamente che l'approssimazione trovata presenta un errore trascurabile per diversi modelli exponential Lévy e per una vasta scelta dei parametri

    Progettazione e realizzazione di un ambiente per lo sviluppo di controllori robotici basato su RTAI LAB

    No full text
    LAUREA SPECIALISTICAAl giorno d’oggi la robotica permette l’esecuzione di compiti sempre più complessi che spesso prevedono l’interazione con l’ambiente. La costante ricerca di adattamento dei robot in scenari molto differenti tra loro, unitamente allo sviluppo tecnologico, ha portato alla creazione di architetture di controllo più flessibili, che prevedessero l’integrazione di calcolatori esterni in grado di coadiuvare l’unità funzionale industriale che governa i robot stessi. Queste architetture vengono definite aperte, e supportano lo sviluppo di sistemi di controllo innovativi. Il progetto di tesi si inserisce nel contesto dei software utili al controllo dei robot e ha come scopo quello di realizzare un ambiente di sviluppo che sia semplice ed intuitivo, ovvero che permetta di concentrarsi sullo studio e sullo sviluppo del sistema di controllo vero e proprio piuttosto che sugli aspetti implementativi. L’idea è quella di realizzare un livello di astrazione superiore che consenta all’utente di creare nuovi algoritmi di controllo senza dover necessariamente possedere conoscenze approfondite nel campo della programmazione real time. In questo lavoro di tesi viene presentato il controllo di un manipolatore industriale, lo Smart Six di Comau, sviluppato mediante l’uso di RTAI-LAB. In particolare, vengono descritti i passaggi che hanno permesso di implementare un controllo d’impedenza. Tale tipologia di controllo rende il robot cedevole in presenza di forze esterne, opportunamente acquisite per mezzo di un sensore montato sul manipolatore. Viene così realizzato un esempio applicativo di manual guidance, al fine di mostrare, anche se in un caso non particolarmente complesso, la potenzialità dell’ambiente sviluppato

    L'esapoli provinciale di Capitanata nel quadro di una nuova dimensione territoriale dello sviluppo. Il ruolo di Foggia

    No full text
    LAUREA SPECIALISTICALa Capitanata si colloca alla frontiera dell’asse di sviluppo adriatico e costituisce geograficamente il collegamento tra esso, l’area metropolitana barese e quella napoletano-salernitana. Il ruolo cui quest'area può ambire è quello di “giuntura funzionale”, valorizzando sia le risorse interne sia la propria collocazione. Con circa 650.000 abitanti e un’estensione di quasi 7.200 kmq, la Capitanata è un’area sufficientemente ampia (economicamente e demograficamente) per consentire l’autogenerazione di dinamiche di crescita, la condensazione locale dei processi e la crescita delle connessioni interne ed esterne; ma anche sufficientemente ristretta perché si determinino e consolidino effettivi legami funzionali. Al suo interno si distinguono tre aree (il Gargano, il Tavoliere ed il Subappennino) dotate di caratteristiche diverse ma potenzialmente complementari; il polo urbano maggiore (Foggia) è prossimo e connesso ad un sistema di centri intermedi (San Severo, Lucera, Cerignola, Manfredonia, San Giovanni Rotondo) che dà luogo ad un sistema urbano allargato (l'esapoli). Questo lavoro di tesi mira ad indagare i rapporti socio-economici e infrastrutturali interni ed esterni al territorio provinciale e a proporre strategie di intervento capaci di innescare e consolidare possibili esperienze di sviluppo partendo dalle vocazioni territoriali: incentivare la creazione di distretti industriali (industria estrattiva ad Apricena, vitivinicola a San Severo), promuovere una maggiore cultura imprenditoriale nel sistema agroalimentare e zootecnico (incubatore/acceleratore d'impresa), favorire la sinergia tra Università - Ricerca - Produzione (polo scientifico), potenziare e razionalizzare il sistema dei collegamenti e le dotazioni logistiche ed espositive (chiusura anello ferroviario Garganico, collegamento ferroviario Foggia - Campobasso, porto di Manfredonia, Aeroporto "Gino Lisa", Interporto di Cerignola, Scalo merci Incoronata, Fiera di Foggia), promuovere un turismo che non sia solo quello estivo, valorizzando lo straordinario patrimonio architettonico del territorio attraverso la realizzazione di un Ecomuseo del territorio e dell'architettura

    Adattamento di servizi SOAP e REST : progettazione e sviluppo di una proposta di soluzione

    Full text link
    LAUREA SPECIALISTICANegli ultimi anni sono nati numerosi servizi Web che implementano un nuovo tipo di approccio che rispecchiano l'insieme dei principi denominati REST. Nel creare composizioni di servizi, si necessita spesso di eseguire una serie di invocazioni verso servizi di entrambe le tecnologie sia SOAP che REST. Questa tesi si pone l'obbiettivo di fornire un'approccio all'adattamento delle singole invocazioni tra servizi Web di diversa tipologia a livello di esecuzione in maniera trasparente rispetto alla composizione. Viene introdotta un'analisi sulle caratteristiche della nuova tipologia identificando le differenze con un servizio SOAP, che permetterà di esporre una soluzione basato sull'utilizzo di notazioni semantiche all'interno delle descrizioni dei servizi. Verrà introdotto un'implementazione di un prototipo che segue l'approccio proposto

    Il parco del Naviglio : centro civico, orti e mercato lungo la Martesana

    Full text link
    LAUREA MAGISTRALEProgetto sul Naviglio Martesana nel tratto urbano compreso tra Crescenzago e Via Melchiorre Gioia.La tesi propone una riqualificazione dei tratti urbani di collegamento tra il Naviglio e Via Padova, la realizzazione di un Centro Civico che funga da catalizzatore di bisogni e servizi per il quartiere ed il ridisegno del parco nel quale si contestualizza attraverso la doppia vocazione di parco urbano e parco agricolo.Progettazione di un mercato e punti vendita temporanei e fissi a km0.Risistemazione della riva sud del Naviglio tramite il ridisegno degli orti urbani presenti e la dotazione di servizi annessi.Le scelte progettuali scaturiscono dalla necessità di riqualificare alcune zone dell'area in questione, mantenendo intatta la vocazione originaria dei luoghi. Gli interventi di natura puntuale si articolano lungo il percorso ciclo-pedonale che collega gli eventi architettonici che la tesi propone.Martesana project on the stretch between Crescenzago and Via Melchiorre Gioia.La thesis proposes a redevelopment of the urban stretches of connection between the Canal and Via Padova, the construction of a civic center to serve as a catalyst for needs and services for the district and the redesign of the park in which contextualized through the dual nature of urban park and park agricolo.Progettazione a temporary market outlets and fixed to the south bank of the waterway km0.Risistemazione through the redesign of urban gardens and the provision of these services annessi.Le design choices stem from the need to retrain some of the areas in question, keeping intact the original vocation of the place. Interventions are timely lead along the pedestrian and cycle path linking the events architectural thesis proposes
    corecore