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Disegnare il territorio di una Commenda Magistrale. Stupinigi
Primo di una serie di volumi, appartenenti alla collana "Le Mappe dei Tesori", questo volume su Stupinigi non nasce per aggiungere nuovi dati alla storia della palazzina di caccia, uno dei più significativi ed eleganti esempi del barocco europeo, ma per mostrare il riordino archivistico dell'intero fondo relativo al territorio della Commenda Magistrale di Stupinigi. La schedatura dell'eccezionale patrimonio documentario (di C. Devoti, con la revisione archivistica di C. Scalon) è preceduta da pochi mirati saggi, in cui la natura dei documenti, ma anche le possibili implicazioni critiche, sono ampiamente trattate. Hanno contribuito a queste letture anche V. Defabiani (con C. Devoti) per la componente delle rotte di caccia e del disegno territoriale della residenza e N. Amateis per gli aspetti della amministrazione della Commenda e il regime colturale. Il quadro che ne emerge è quello di uno stato nello Stato, rappresentato proprio dall'Ordine Mauriziano, in grado di costruire enormi complessi territoriali perfettamente organizzati, di grande ricchezza economica, del cui funzionamento rimangono amplissime tracce. Il disegno territoriale sotteso alla residenza, ma anche il complesso sistema delle cascine, del possidimento di Sant'Andrea di Gonzole e del castello e beni di Vinovo, occupano il centro dell'indagine e sono rafforzati, oltre che dai saggi, da oltre duecento schede catalografiche relative agli eccezionali documenti iconografici. Il volume è preceduto da una prefazione, di cui esiste anche la versione in inglese (with English preface
Il prevalere dell'igiene: origine e localizzazione dei bagni pubblici a Torino
Analisi condotta da Chiara Devoti, Rosalba Ientile, Monica Naretto e Francesca Lupo su origine, localizzazione, architetture e stato di conservazione del sistema dei bagni pubblici a Torino. Il contributo di C. Devoti, a taglio prettamente storico, analizza il ruolo di Torino nella diffusione delle politiche igieniste e la conseguente localizzazione dei bagni pubblici a servizio della popolazion
Simone Caldano, Recensione a "Chiara Devoti, Monica Naretto, L'abbaziale di Santa Fede a Cavagnolo Po, Savigliano, L'Artistica, 2015 (Architettura dei monasteri in Piemonte, 4), p. 92, ill. ISBN 9788873203698"
Recensione al volume "C. Devoti , M. Naretto, L'abbaziale di Santa Fede a Cavagnolo Po" sulla Rivista di studi storici "Bollettino Storico Vercellese". La fabbrica come lacerto - a livello di edificio di culto - del più ampio complesso priorale, poi denominato comunemente "abbazia", occupa un posto di primo piano sia a livello storiografico, sia in termini materiali nel contesto del romanico, non solo piemontese, ma europeo. Il volume ricostruisce le vicende storiche dell'intero complesso architettonico, ma anche le ragioni e i modi della sua tutela istituzionale, sin dalla "riscoperta" del monumento, alla metà del XIX secolo. La presenza, sul campo, di eminenti esponenti della cultura storiografica e del restauro, da Mella a De Dartein, da Porter a d'Andrade, ne fa un paradigma emblematico. La monografia si avvale di due importanti contributi, uno di Michele Luigi Vescovi (The University of York, GB) e uno di Stefania Dassi (MiBACT, ex Direzione Regionale, oggi Segretariato Regionale), i quali offrono approfondimenti - di alta specializzazione - sulle maestranze attive nel cantiere e le scelte scultoree, di indubbia qualità, e sulle ragioni del vincolo monumentale e ambientale posto recetemente sui resti del complesso monastico. Con ricco apparato iconografico, tra cui incisioni di XIX secolo raffiguranti il complesso abbaziale, e pubblicazione di disegni originali di Edoardo Arborio Mella (in deposito presso l'Istituto di Belle Arti e Museo Leone di Vercelli), il volume offre alla comunità scientifica anche alcune fotografie di Paolo Verzone, della prima metà del XX secolo (dall'omonimo fondo presso il Laboratorio di Beni Culturali del DIST), scatti di Carlo Nigra (dal fondo d'Andrade del Gabinetto Disegni e Stampe della GAM di Torino) e un'intera nuova campagna fotografica (affidata a Luca Reano). Volume n. 4 della Collana "Architettura dei monasteri in Piemonte", diretta da Carlo Tosco e Silvia Beltram
Il progetto di ricostruzione del principale baluardo verso i valichi alpini valdostani: il forte di Bard
Tra i baluardi alpini di primo rilievo la fortezza di Bard ha sempre occupato una posizione di preminenza. Eppure, le mutate condizioni della guerra «à la moderna» prima, poi delle campagne napoleoniche, ne sanciscono un inarrestabile declino, cui i diversi ingegneri militari inviati dal duca di Savoia e poi dal re di Sardegna cercano di porre un freno con interventi di modernizzazione e di rinforzo. Spetterà al colonnello Antonio Olivero, entro il 1838, proporre un progetto di totale ricostruzione secondo le mutate esigenze militari
Un campo volo militare scomparso: il Regio Aeroporto Carlo Maria Piazza a Torino
L'articolo breve fa il punto su di un campo volo ora scomparso, che ebbe tuttavia un ruolo rilevante in alcune campagne militari, a partire dalla Guerra di Libia, e in particolare dall’impresa in Cirenaica, mentre quivi si annovera la precoce apertura di una scuola di volo (1912). Avrà un peso rilevante nello sviluppo dell'area cittadina di Mirafiori
Geodetic observations to monitor natural hydraulic overpressure
The pressurization of a channel system occurs naturally through intake of rainfall and river drainage. The consequences of up to 1MPa pressurization include sudden uprise of water level, blockage of channels, increased erosion and possible triggering of seismicity, with associated diversified hazards. We model the expected deformation with the Finite Element Method and analytical approaches, and find that the pressures induce deformation which can be geodetically detected. The careful analysis of GNSS timeseries and tilt observations recovered in N-Italy demonstrates that the signals are observable. The observations of tilt have been made in karstic caves where a GPS station has been colocated on the surface. The uplift of GPS during underground floods is expected to be up to several mm and the titling at the microradians level for the tiltmeters. The results demonstrate that geodetic observations could be used to monitor internal pressure loading of the underground channel system. The research is based on the results described in Grillo et al. 2018 and Braitenberg et al. 2019.
References
Braitenberg C., Pivetta T., Barbolla D.F., Gabrovšek F., Devoti R., Nagy I. (2019) Terrain uplift due to natural hydrologic overpressure in karstic conduits, Scientific Reports, in press.
Grillo B., Braitenberg C., Nagy I., Devoti R., Zuliani D., Fabris P. (2018). Cansiglio Karst-Plateau: 10 years of geodetic-hydrological observations in seismically active northeast Italy. Pure and Applied Geophysics, Volume 175, Issue 5, 1765-1781, doi:10.1007/s00024-018-1860-7
«Economizzare le preziose vite dei difensori del trono e dello Stato»: la salute della popolazione militare tra scelte urbanistiche e modelli architettonici
La salute della popolazione militare conosce, dalla prima Restaurazione – e in particolare dall’età carloalbertina – uno straordinario processo di ridefinizione negli Stati del Regno di Sardegna, per diventare una preoccupazione ricorrente in fase preunitaria e poi a Italia unita. A nuove, precise, disposizioni in termini di organizzazione del sistema delle forze armate, corrisponde anche una profonda trasformazione dei contenitori ospedalieri, sempre più, da semplici reimpieghi di ampie strutture, nuovi spazi di sanità a impianto chiaramente definito, secondo il modello estremo dei ‘baraccamenti’, poi convertito nel più agevole ‘a padiglioni’. Le teorie igieniste, in costante crescita di credito a livello europeo, segnano infatti l’abbandono del modello a blocco compatto, proprio del tardo Settecento, peraltro il più delle volte nel sovraffollato contesto cittadino, a favore di quello isolato, ben definito rispetto all’esterno, con un articolato sistema di padiglioni in grado di isolare «morbo da morbo e malato da malato». Gli ospedali militari appaiono come una vera palestra di sperimentazione della nuova soluzione, con esempi di grande impatto, quale l’ospedale Riberi di Torino, cui si affiancano molte strutture minori di supporto e di riserva. Le strutture per la cura della popolazione militare assumono, quindi, carattere di sempre maggiore modernità e complessità, collocazioni periferiche rispetto alla grande crescita urbana, e risentono – al pari di quelle civili – del grande progresso della scienza medica nel corso degli anni presi in considerazione. Con due schede di approfondimento relative all'ospedale divisionale di Alessandria e alle Terme militari di Acqu
Hierapolis di Frigia. L'archivio della Missione (1957-1999)
La Missione Archeologica Italiana di Hierapolis di Frigia è indissolubilmente legata alla personalità scientifica e umana di Paolo Verzone (1902-1986), eccezionale figura di ingegnere, docente universitario, storico dell!architettura antica, medievale e bizantina, ma anche progettista e restauratore, oltre che docente al Politecnico di Torino e direttore dell'Istituto di Storia dell'Architettura. Nel 1957 Verzone ottiene dal governo turco la concessione allo scavo nell'area di Pamukkale, l'antica Hierapolis, e avvia la prima campagna della Missione Archeologica Italiana di Hierapolis di Frigia, che quivi ha origine il 6 agosto. La lunga attività di lavoro, poi proseguita da Daria Debernardi Ferrero, ha sedimentato una mole di dati (disegni, relazioni, fotografie, schizzi e appunti), nell'Archivio della Missione. In occasione dello spostamento e della collocazione definitiva dell'archivio, una mostra fotografica (curata, come il catalogo, da E. Bodrato, C. Devoti e D. Ronchetta) ripercorre gli anni legati alla direzione da parte del Politecnico della Missione (1957-1999)
Un cabreo inedito della Santissima Trinità di Tenda per il commendatore mauriziano Antonio Maria Felice Devincenti
La documentazione relativa alla Commenda di libera collazione intitolata alla Santissima Trinità di Tenda, detta anche Casa Cornea, è relativamente ricca presso l’Archivio Storico dell’Ordine Mauriziano, stante il suo legame con la nota concessione papale di ventiquattro benefici ecclesiastici posti in Piemonte, in Savoia e nella contea di Nizza, elargita con bolla del 15 giugno 1604 da Clemente VIII,
onde accrescere il patrimonio della Sacra Religione dei Santi Maurizio e Lazzaro. A questa si accompagna un bel cabreo, che ora può essere messo in relazione anche un secondo cabreo, successivo, in collezione privata, realizzato per volontà del commendatore Antonio Maria Felice Devincenti, noto ingegnere militare della corte sabauda, contribuendo in modo significativo anche alla ricomposizione della carriera e delle gratificazioni da questo ricevute
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