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DeRosa, Robin
Robin DeRosa is a professor and director of the Open Learning & Teaching Collaborative at Plymouth State University in New Hampshire.
Along with Rajiv Jhangiani, Robin visits with faculty, staff, and students at many colleges and universities to talk about Open Pedagogy, Open Educational Resources (OER), critical and empowering uses of technology in teaching and learning, and future possibilities for higher education. Robin and Rajiv love to share the good work that is being piloted and developed across courses and colleges, and have often wished for a collaborative space where educators could share assignments, approaches, syllabi, and other examples of their Open practices
Le due vite del Colosso. Storia, arte, conservazione e restauro del bronzo di Barletta
Dal 2014 al 2016 è stato eseguito un intervento di manutenzione straordinaria sul colosso bronzeo di Barletta, unico bronzo tardoantico ancora ad essere esposto all’aperto. L’occasione del restauro e i risultati ottenuti hanno consentito di ritornare a discutere su vecchi e nuovi problemi che da sempre hanno caratterizzato l’esistenza dell’opera: la sua identità in relazione al contesto della statuaria antica e tardoantica, il leggendario trasferimento da Bisanzio a Venezia e le vicende relative alla sua risemantizzazione nel contesto della cittadina pugliese a partire dall’età medievale fino all’abbattimento del Sedile del popolo che faceva da sfondo alla statua. ‘Due vite’, appunto, le cui vicende non scorrono parallele ma si sovrappongono condizionandosi a vicenda, trasformando di fatto il Colosso in un ‘problema artistico insoluto’. Il volume affronta queste problematiche partendo dall’età tardoantica e discutendo sulla possibile identità del manufatto ( Bente Kiilerich, The Barletta Colossus and the problem of its identity), sul suo arrivo nella cittadina pugliese (Victor Rivera Magos, Il Colosso e la città angioina alle origini del legame tra la statua di Eraclio e la platea Sancti Sepulcri); del suo significato quale elemento dell’arredo urbano tra XIV e XV secolo (Sylvie Pollastri, Le Colosse de Barletta. L’image et sa construction civique des Angevins aux Aragona; Angelo Ambrosi, Una statua colossale nella città). Viene inoltre analizzata la storia del Colosso da un punto di vista storico-artistico (Luisa Derosa, La 'seconda vita' del Colosso: un percorso a ritroso. XIX-V secolo). La seconda parte del volume è relativa ai dati emersi nel recente restauro , mirato alla verifica dell’ innovativo sistema di messa in sicurezza della statua ottenuto realizzando un’armatura interna in acciaio (Doriana De Tommasi e Giambattista De Tommasi, I restauri del Colosso; Giambattista De Tommasi e Fabio Mastrofilippo, Scheda tecnica dei lavori di manutenzione e restauro eseguiti); alle indagini diagnostiche per la datazione del manufatto (Emanuela Sibilia e Francesco Maspero, Le analisi di termoluminescenza delle terre di fusione del Colosso); all’individuazione delle eventuali cause di alterazione e/o deterioramento del metallo (Maurizio Marabelli, Una campagna di indagini non distruttive finalizzata allo studio e alla conservazione del Colosso di Barletta) Il volume, grazie alla collaborazione con il Polo Museale della Puglia (Mibact), presenta una nuova campagna fotografica dell’opera dopo il restauro (Beppe Gernone). In appendice sono pubblicati una serie di documenti inediti (Archivio Centrale dello Stato di Roma) che intrecciati a fonti a stampa e resoconti giornalistici ricostruiscono la vicenda dell'abbattimento del Sedile del Popolo
Open Pedagogy Presentation with Dr. Robin DeRosa
Come learn about Open Pedagogy in this engaging presentation by Dr. Robin DeRosa. This presentation is open to anyone who is interested in learning more about making engaging assignments that students can use and talk about in the future.
Dr. Robin DeRosa is a national leader in open pedagogy, and an advocate for public infrastructures for higher education. She was a professor in the English Department at Plymouth State for fifteen years before becoming the director of the university\u27s unique Interdisciplinary Studies customized-major program, a position that she held for four years. As the founder and director of the Open Learning & Teaching Collaborative, Robin now works with faculty and staff to increase interdisciplinary collaboration, develop project-based approaches to teaching, and connect university curriculum and research to the public good. She consults with community colleges and universities across the United States to create strategy and initiatives that link the daily work of the academy to the wider communities that support and are supported by academia
Immagini 'antiche' e culti 'moderni': il caso della Madonna dei Miracoli di Andria
Nella chiesa della Madonna dei Miracoli di Andria si trova un affresco raffigurante la Madonna col Bambino, databile al XIII secolo, oggetto di grande devozione popolare sin dal momento del suo rinvenimento, risalente secondo la tradizione al 1576.
L’ipogeo costituisce una delle rare testimonianze dell’antico habitat rupestre andriese. Conserva altre testimonianze ad affresco molto rovinate. Il contributo è relativo ai vari processi di risemantizzazione dell’immagine della Vergine in parallelo alla trasformazione della sacra grotta da ipogeo a edificio sacro distribuito su tre livelli.
La nuova disposizione della grotta trasformò l’immagine affrescata in un dipinto d’altare, inserendola in una cornice d’argento, secondo una prassi che tra XV e XVI secolo fu comune a molte altre immagini di Vergini con Bambino dipinte ad affresco, di cui vengono analizzati i diversi esempi
A review about biomarkers for the investigation of vascular function and impairment in diabetes mellitus
Giuseppe Derosa,1 Pamela Maffioli2 1Centre of Diabetes and Metabolic Diseases, Department of Internal Medicine and Therapeutics, University of Pavia and Fondazione IRCCS Policlinico S. Matteo, 2School in Experimental Medicine, University of Pavia, Pavia, Italy Abstract: The aim of this review was to analyze the main biomarkers of vascular function and impairment in patients with type 2 diabetes. Medline, SCOPUS, Web of Science, and Google Scholar databases were searched. We concluded that proatherogenic adhesion molecules (soluble intercellular adhesion molecule-1, soluble vascular adhesion molecule-1, and soluble E selectin) and inflammatory cytokines (high-sensitivity C-reactive protein, interleukin-6, and tumor necrosis factor-α) were elevated in type 2 diabetes mellitus. Their increased expression and release contribute to the accelerated atherogenesis typical of these patients. For these reasons, the early identification of high levels of these biomarkers will help to establish new strategies to reduce cardiovascular complications. Keywords: biomarkers, vascular function, type 2 diabetes mellitu
Derosa, Christopher
Christopher DeRosa - Assistant Professor of Zoology and Botany.https://digitalcommons.library.umaine.edu/univ_photos/2180/thumbnail.jp
Immagini 'antiche' e culti 'moderni': il caso della Madonna dei Miracoli di Andria
Nella chiesa della Madonna dei Miracoli di Andria si trova un affresco raffigurante la Madonna col Bambino, databile al XIII secolo, oggetto di grande devozione popolare sin dal momento del suo rinvenimento, risalente secondo la tradizione al 1576.
L’ipogeo costituisce una delle rare testimonianze dell’antico habitat rupestre andriese. Conserva altre testimonianze ad affresco molto rovinate. Il contributo è relativo ai vari processi di risemantizzazione dell’immagine della Vergine in parallelo alla trasformazione della sacra grotta da ipogeo edificio sacro distribuito su tre livelli.
La nuova disposizione della grotta trasformò l’immagine affrescata in un dipinto d’altare, inserendola in una cornice d’argento, secondo una prassi che tra XV e XVI secolo fu comune a molte altre immagini di Vergini con Bambino dipinte ad affresco, di cui vengono analizzati i diversi esempi
Una 'quasi' inedita Madonna gotica nella cattedrale di Barletta
Oggetto di studio è una scultura in pietra reimpiegata come acroterio su una delle piramidi di copertura della chiesa di Santa Maria Maggiore a Barletta.
Traduzione di una tipologia compositiva ispirata ad opere gotiche francesi, la scultura in esame - databile entro la prima metà del XIV secolo - attraverso una serie di confronti che spaziano dalla scultura in avorio, all’oreficeria, alla scultura lignea, mostra come la città costiera era inserita in epoca angioina nell’ambito di un circuito di committenza colto. Questo grazie soprattutto ai rapporti di familiaritas che l’aristocrazia locale aveva instaurato con i sovrani angioin, che costituiranno un fattore di grande sviluppo, anche sociale, per tutto il XIV secoloi. In tale contesto, ed in relazione alla fabbrica della chiesa, oggetto tra XIII e XIV secolo di una vasta opera di ampliamento e ammodernamento delle strutture romaniche, determinante fu la committenza di uno dei cittadini più illustri, Giovanni Pipino, consigliere di Carlo II nonché autore della depopulatio saracena della città di Lucera.
Attraverso le vicende della chiesa si avanzano alcune ipotesi relative al contesto ed alla collocazione originaria della statua, la cui iconografia sottolinea il ruolo della Vergine quale protettrice della chiesa, manifestazione visibile della comunità ecclesiale nonché simbolo di una rinnovata alleanza tra il clero, la comunità cittadina e l’Università.
I rapporti con la cultura di corte e le significative aperture nei confronti delle novità elaborate in area centro-italiana fanno di questa piccola scultura un importante testimonianza della rielaborazione nel Regno di esperienze artistiche elaborate nella capitale
Rotte murgiane
‘Rotte Murgiane’ costituisce il primo volume di un più ampio progetto culturale nato nel 2007 da un'idea di Raffaele Licinio e di Franco Cardini e concretizzatasi nella realizzazione di un sito web dal nome ‘Puglia in-difesa’ che negli anni ha raccolto e condiviso numerose informazioni, studi, segnalazioni utili alla salvaguardia di beni culturali considerati 'minori', collaborando con il Fai, l’Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi e l’Università degli Studi di Bari.
Nel libro è appunto l'area murgiana con le sue grosse realtà urbane e con una miriade di centri minori e di aree extra-urbane, spesso oggetto di ‘disattente’ operazioni di pianificazione territoriale, ad essere al centro dell’indagine. Una realtà ricca di memorie materiali e immateriali, che vanno dal Medioevo al Novecento. Un primo capitolo dedicato ai problemi della conservazione e del restauro ospita il contributi di Michele D’Elia sulle problematiche conservative dell’habitat rupestre, con particolare attenzione alla cripta del Peccato originale di Matera. Si tratta di una inedita lezione tenuta da D’Elia tradotta in testo da Pina Belli d’Elia.
Il contributo di Dino Borri ( Risorse, futuri e strategie di ambiente-paesaggio in Alta Murgia) affronta le tematiche relative alla trasformazione del paesaggi alla luce di un lungo dibattito critico, sondando trasformazioni, politiche culturali e strategie economiche. Un secondo capitolo è dedicato all’habitat rupestre della città di Andria con i contributi di Franco Dell’Aquila (Il patrimonio rupestre di Andria), che ricostruisce la facies storica del territorio e le testimonianze sopravvissute; di Rosalinda Romanelli (Alcune note sulla decorazione pittorica della chiesa rupestre di Santa Croce ad Andria. Il culto della Passione) e di Luisa Derosa (Immagini ‘antiche’ e ‘culti moderni’: il caso della Madonna dei Miracoli di Andria) che presentano due casi specifici di decorazioni pittoriche. Il terzo capitolo riguarda vari monumenti dell’area murgiana. Pasquale Cordasco (38 miglia da Castel del Monte) presenta un inedito diario di un viaggiatore dei primi del Novecento che percorre la strada che da Acquaviva conduce al celebre maniero dell’imperatore Federico II; Maurizio Triggiani (Il sito delle Grottelline: dalle Tufare alle discariche) analizza dal punto di vista storico il sito delle Grottelline a Spinazzola soffermandosi sulle politiche di sviluppo di un territorio ricco di storia; Vito Ricci (La chiesa di San Vito di Corato e i rapporti con gli Ordini religioso-militari. Ipotesi e certezze storiche ) si occupa dell’importante edificio a croce contratta sopravvissuto nella città di Corato; Giulia perrino ( Gli affreschi medievali della chiesa matrice di Santa maria Assunta a Binetto) analizza l’inedito ciclo affrescato nell’abside della chiesa matrice di Binetto e il suo significato apocalittico. Sergio Chiaffarata (Murgia sconosciuta: il territorio di Altamura, tra le Guerre Mondiali e la Guerra Fredda) compie una inedita lettura del paesaggio murgiano attraverso i segni lasciati sul territorio nel corso degli eventi bellici del Novecento
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