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Il Monte della Giustizia all'Esquilino (Roma)
Il Monte della Giustizia rappresenta un interes- sante esempio di rilievo antropico, risultato di ripetuti e talora concorrenti episodi di scavo e deposito antropico in area ur- bana, succedutisi in oltre due millenni di storia. La sua presenza è stata tuttavia cancellata dalla demolizione pianificata per esi- genze urbanistiche e posta in atto nel giro di pochi decenni. Le testimonianze della sua esistenza provengono dalla cartografia storica e da fonti iconografiche, mentre minori sono le relazioni o gli articoli di valenza geologica, tenuto conto che la sua com- pleta demolizione è avvenuta ben prima che la geologia urbana e la conservazione dei siti di rilevanza storico-culturale assu- messero rilevanza. Tuttavia, alcuni contributi anche di tipo ar- cheologico sono risultati utili per gli scopi geologici. L’analisi multitemporale ed interdisciplinare dei suddetti dati ha per- messo di ricostruire le fasi salienti della sua costruzione e de- molizione, le dimensioni e caratteristiche del rilievo che nel suo complesso sembra corrispondere all’antico toponimo del Monte Superagio, poi denominato Monte della Giustizia
Caratteristiche morfometriche e morfodinamiche dell’alto bacino del Fiume Orcia (Toscana meridionale)
Atti XXVIII Congresso Geografico Italiano (a cura di G. Calafiore, C. Palagiano, E. Paratore) - Roma, 18-22 giugno 2000 - Stampa: Abilgraph srl, Rom
Landscapes and landforms connected with anthropogenic processes over three millennia. The Servian Walls at the Esquiline Hill (Rome, Italy)
Urban centers are characterized by scarcity of outcrops. At the urban-planning level, the examination of results from previous geological surveys and studies may provide sufficient data for an accurate subsurficial geologic modeling. In addition, in historical centers a GIS-based multitemporal analysis of historical and archaeological maps, and the examination of archive documents and reports, may be effective especially for the detection of geomorphic changes. The application of such a methodology at the Esquiline Hill allowed to detect the three-millennia-long landscape-modification main phases connected with the construction of the oldest city walls. They include a unique sequence of anthropogenic aggradational and erosional phases that shaped many anthropogenic landforms, presently visible and invisible, or vanished. Among them, the anthropogenic hill Monte della Giustizia, vanished since the end of the 19th century CE when it was erased, and the military moat, excavated in the 6th century BCE and enlarged in the 4th century BCE, finally backfilled in the 4th century CE, since then invisible. These geomorphic changes lastly output a flat leveled landscape similar to the previous volcanic plateau. Results suggest that the “geomorphological convergence,” that is, the resemblance between natural landforms created by different morphogenetic processes, also exists between natural and artificial landforms. Moreover, the study evidenced relationships between landforms and the damage status of historical masonry buildings, specifically connected with their foundation over thick layers of geotechnically-weak anthropogenic deposits. This advises that the multidisciplinary approach may also provide risk managers additional geological features to be evaluated as potential sources of natural hazard
Does the cell number 10(9) still really fit one gram of tumor tissue?
A tumor reaching the size of 1 cm(3) (approximately 1 g wet weight) is commonly assumed to contain 1 x 10(9) cells. This paper comments on the probable origin of this "magic" number and on some possible reasons why it has remained in use until now. However, mostly in epithelial tumors (85% of all human tumors) a cell number one order of magnitude smaller would be more realistic
Idrogeologia della regione del Monte Vulture
L'edificio vulcanico del Monte Vulture è sede di
una vasta circolazione. idrica sotterranea, che si manifesta
dalle quote più elevate secondo linee di flusso a sviluppo approssimativamente
radiale. Essa è condizionata dalle strutture
create dalle sequenze laviche e piro clastiche del vulcano,
dai loro successivi assestamenti e deformazioni tettoniche e
pseudo tettoniche, fattori che hanno determinato permeabilità
ed anisotropia del drenaggio sotterraneo.
I punti principali di emergenza della falda idrica si rinvengono
in corrispondenza dei Laghi di Monticchio e al contatto
dei terreni vulcanici con il substrato sedimentario, alle
estremità della faglia di Valle dei Grigi-Fosso del Corbo.
La vulnerabilità intrinseca dell'acquifero è stata elaborata
sulla base dei piani informativi elementari relativi ai caratteri
idrogeologici e climatici del territorio. Indagini più recenti
hanno permesso di tracciare la mappa della concentrazione
di Nitrati nelle acque sotterranee. Il confronto tra i dati
invernali-estivi e con la carta della vulnerabilità evidenzia il
ruolo determinante della circolazione idrica sotterranea nella
diluizione stagionale e totale dell'inquinante.The M. Vulture volcanic edifice represents a huge aquifer: groundwater circulates from the highest altitudes according to radial streamlines. Groundwater circulation is conditioned from the structures created from the effusive and pyroclastic sequences of the volcano, from their successive arrangements and tectonic and pseudo-tectonic deformations: such factors govern the permeability and anisotropy features of the aquifer: The main points of groundwater emergence locate in correspondence of the Monticchio Lakes and at the contact of volcanic rocks with the sedimentary basement, to the extremities of the Valle dei Grigi-Fosso del Corbo fault. The intrinsic vulnerability of the aquifer has been elaborated on the base of the necessary informative plans related to the hydrogeological and climatic features of the territory. More recent surveys allowed reconstructing the map of the nitrate concentrations in groundwater: The comparison between the winter-summer data and the vulnerability map evidences the determining role of the water groundwater circulation in the seasonal and total dilution of the pollutants
Recensione a: G. Szabo, Ein hethitisches Entsühnungsritual für das Königspaar Tuthalia und Nikalmati, Heidelberg 1971
Itinerari geologici come risorsa turistica: l'esempio del comprensorio del Monte dell'Ascensione (Marche meridionali)
Il turismo geologico è solamente da poco tempo considerato una risorsa economica soprattutto per quelle aree già classificate come Parchi nazionali o regionali o Riserve naturali. Tuttavia l’interesse suscitato dal geoturismo non necessariamente deve corrispondere come risorsa di aree che per le caratteristiche naturalistiche s.l. già rappresentano elementi di sicuro valore territoriale-ambientale. In questo senso anche aree che per la loro particolare conformazione e storia geologica, si trovano ad avere accomunate diversi geositi di sicuro significato estetico, oltre che scientifico-didattico, possono esercitare sul turismo un notevole richiamo. E’ il caso del Monte
dell’Ascensione (in origine chiamato Monte Nero, poi Monte Polesio e infine Monte dell'Ascensione), che ricade nelle Marche meridionali, ed ubicato tra il Fiume Tronto ed
il Torrente Tesino, che per le sue notevoli peculiarità scientifiche, è stato oggetto di
numerosi studi geologici, in quanto ritenuto significativo per la comprensione dell'evoluzione geologica plio-quaternaria del settore adriatico dell'Italia centrale
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