6,187 research outputs found

    Il Carteggio Gian Domenico Bertoli – Anton Maria Zanetti il Vecchio. Dieci lettere

    No full text
    Scelta di 10 lettere dalla corrrispondenza tra l'erudito friulano Gian Domenico Bertoli (1676-1763) ed il collezionista veneziano Anton Maria Zanetti il Vecchio (1680-1767), introdotte da un inquadramento biografico-culturale. Le lettere coprono il periodo che va dal 1731 al 1756 e trattano di questioni legate al collezionismo ed al commercio di oggetti d'antiquaria - in queste epistole prevalentemente di glittica - oltre che a questioni legate ad usi alimentari e a pubblicazioni devozionali

    "Studio di restauro e completamento" della chiesa di S. Maria del Piano in Ausonia

    No full text
    Il santuario di S. Maria del Piano in Ausonia, edificio caratterizzato da un lungo percorso storico iniziato nell’XI secolo con i Benedettini di Montecassino, è stato interessato, a partire dai primi decenni del Novecento, da restauri e rifacimenti tesi tutti a restituirne la facies originaria. Gustavo Giovannoni (1916) interviene con un’operazione di restauro, consolidamento e completamento della facciata; il ‘professore’, nonostante il suo valido metodo storiografico e la sua ben salda impostazione teorica, importanti riferimenti questi all’interno della cultura del restauro, raggiungere un modesto risultato formale ancora fortemente condizionato dall’eredità architettonica ottocentesca soprattutto nell’unione tra preesistenza e inserimento moderno

    Un tremore di foglie. Scritti e studi in ricordo di Anna Panicali

    No full text
    e testimonianze e i contributi qui raccolti sono un omaggio alla memoria di Anna Panicali, scomparsa il 3 gennaio 2009. Docente di Letteratura italiana contemporanea presso l'Università di Udine, Anna è una figura di riferimento soprattutto per gli studi sul Novecento. Tra i momenti più significativi della sua intensa produzione scientifica ricordiamo i lavori pionieristici su Elio Vittorini, Pier Paolo Pasolini e Mario Luzi, gli studi sulle riviste del periodo fascista e sul linguaggio della moda, così come un importante apporto alla storia del melodramma italiano nella Polonia del Seicento. I saggi critici, le traduzioni, le poesie, le opere grafiche e gli scritti memorialistici che appaiono in questi due volumi appartengono ad amici, colleghi e allievi di Anna Panicali e rispecchiano diversi ambiti di interesse e diverse formazioni culturali

    Maria Carolina, gli scavi e la villa dei papiri di Ercolano

    No full text
    Il presente articolo ripercorre alcune notizie sul rapporto tra Maria Carolina d'Austria e gli scavi di Ercolano e Pompei che proprio negli anni del suo regno si stavano avviando ed espandendo. Ai papiri ercolanesi, scoperti nel 1752 e su cui si appuntava l'attenzione degli intellettuali di tutto il mondo, Maria Carolina non prestò particolare attenzione, anzi, appoggiò l'idea di chi volle che i preziosi rotoli restassero a Napoli durante l'arrivo dei francesi nel 1806. Ma la regina doveva ben conoscere le opere d'arte che venivano alla luce negli scavi: in un medaglione della biblioteca Palatina della Reggia di Caserta, infatti, il pittore Heinrich Friedrich Füger eseguì, con ogni probabilità su indicazione della regina, una riproduzione del busto del Priapo/Dioniso ritrovato nella Villa dei Papiri di Ercolano

    Per l’Epistolario di Gian Domenico Bertoli (1676-1763)

    No full text
    Gian Domenico Bertoli (Mereto di Tomba 13 marzo 1676 - ivi 21 marzo 1763) è conosciuto soprattutto per essere stato il fondatore del Museo lapidario di Aquileia e per la sua opera di erudito e archeologo. Di nobile famiglia, studiò a Venezia nel Collegio dei Somaschi; ritornato in Friuli ricevette gli ordini minori nel 1700 e divenne canonico di Aquileia. Visse appartato, tra Aquileia e Mereto di Tomba, dedicandosi esclusivamente agli studi e al canonicato. Fu nel 1719 che iniziò il lavoro sistematico di raccolta, conservazione e trascrizione delle iscrizioni aquileiesi e nel 1739 licenziò a Venezia, presso Albrizzi, Le antichità d’Aquileia profane e sacre che gli valsero l’accesso all’Accademia Colombaria di Firenze e all’Accademia Etrusca di Cortona e il riconoscimento di una posizione preminente nell'ambito dell’erudizione storico-antiquaria italiana ed europea. Assai ampio, però mai studiato sistematicamente, è l’Epistolario, conservato presso il Museo Archeologico di Aquileia con la segnatura XIII\2\h; si tratta di un copialettere della consistenza di quarantotto volumi, per un totale di circa diecimila carte e con un ricco corredo di disegni. In origine i volumi erano cinquantasette ma, nel 1917, nove di essi (14, 16, 36, 37, 38, 47, 49, 53 e 54) furono trafugati in Austria e dal 1924 non si hanno più notizie. Tra i corrispondenti si trovano gli italiani Ludovico Antonio Muratori, Scipione Maffei, Apostolo Zeno, Giammaria Mazzucchelli, Giusto Fontanini e Anton Maria Zanetti, ma anche degli stranieri come i due celebri antiquari inglesi Richard Pococke e Jeremy Milles. Malgrado l'Epistolario sia noto, nel passato è stato oggetto unicamente di spogli parziali. La consistenza e la ricchezza dell’Epistolario - ma anche i danni che ha sofferto - richiedono uno studio dedicato alla descrizione dei quarantotto volumi, all'edizione delle lettere di maggior rilievo scientifico e alla redazione di regesti delle altre epistole. E a conferma della ricchezza di questo copialettere è segnalato il rinvenimento di un nuovo e prezioso riferimento al fratello Daniele Antonio Bertoli (1677-1743), pittore alla corte di Vienna e figura del bel mondo, e ai suoi rapporti con la corte viennese e con gli intellettuali veneti. Si tratta di uno scambio epistolare e di un piccolo gruppo di sonetti conservati nel volume VII dell'Epistolario. Qui viene giocosamente messo in luce il ruolo di Pattatocco - l’inseparabile cane di Daniele Antonio, ricordato anche da Apostolo Zeno - nel procurare lavori al padrone; e a conclusione di questo scambio, secondo il gusto corrente dei dialoghi tra animali - si trova un lungo frammento inedito che conserva la Lettera di Pattatocco re de’ cani a Falcone re de’ cavalli

    Un "Marte razionale"? Bartolomeo D'Alviano lettore dei classici

    No full text
    The birth of the so called ‘‘Marte razionale’’ has been collocated in the milieu of commander in chief of Venetian army Francesco Maria I Della Rovere around 1530 and Bartolomeo d’Alviano was considered a forerunner for his well known expertise in fortifications and territorial asset. Alviano in early 16th century started to transform Venetian army on a regular basis of study on classical writers as Vegetius, Aelian, Sallust and probably the group of humanists who surrounded him – among the others Andrea Navagero, Gerolamo Borgia and Giovanni Cotta – supported him in this try

    Garibaldi e la Tunisia

    No full text
    I moti rivoluzionari che portarono all'unità d'Italia determinarono la fuga dai regimi reazionari di numerosi patrioti. La Reggenza di Tunisi fu scelta come terra d'asilo in quanto consentiva di non essere lontani dagli avvenimenti della Penisola e garantiva reti di amicizie e di solidarietà ben consolidate. Nel maggio del 1835, in seguito al fallimento dell'insurrezione di Genova, Garibaldi si diresse a Tunisi, come membro dell'equipaggio della fregata Eussenie, varata a Marsiglia per la flotta del beÿ Hussein ben Mahmud. In Tunisia, Giuseppe Garibaldi frequentò la collettività italiana e contribuì a diffondervi gli ideali di riscatto nazionale. Una seconda volta, dopo gli avvenimenti della Repubblica romana, anche a motivo dell'ospitalità e dei favori ricevuti dagli esuli più noti della collettività italiana, Garibaldi, esule e braccato dagli austriaci, scelse come luogo di esilio la Tunisia
    corecore