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    Indicatori di biodiversità in ostrio-querceti cedui di diversa età sui Colli Euganei (PD)

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    Viene esaminata la composizione specifica di alcuni ostrio-querceti di diversa età, governati a ceduo, sui Colli Euganei (Padova), al fine di evidenziare le variazioni di indicatori ed indici di biodiversità all'aumentare del tempo trascorso dal taglio. Con la chiusura delle chiome, determinata dall'età, diminuiscono la ricchezza specifica e la complessità, diminuisce anche il grado di emerobia e aumenta invece la presenza di specie nemorali ("ancient species"). La biodiversità specifica di queste formazioni si conferma dinque di tipo "V" (sensu Del Favero et al., 200), ovvero la partecipazione alla cenosi di specie erbacee ed arbustive è condizionata dalla quantità di luce al suolo. Il numero di specie pregiate non sembra invece avere relazioni univoche con l'età del ceduo

    Selvicoltura per i beni culturali e prodromi di Selvicoltura per l'Urbanistica

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    Il quarto manuale della Collana “Conoscere la tecnica selvicolturale tratta di aspetti della Selvicoltura variamente connessi con i Beni Culturali, individuati in Italia dal Codice dei Beni Culturali del 2004, che costituiscono un patrimonio di grande rilevanza nazionale dal punto di vista sia qualitativo sia quantitativo. Una parte considerevole dei Beni Culturali è interessata dal cosiddetto “biodeterioramento”, ossia da processi di alterazione dello stato originario dovuti all’azione di quasi tutti gli organismi viventi: dai batteri ai funghi, dalle piante agli animali. Anche gli alberi, quindi, partecipano al biodeterioramento di alcuni Beni Culturali. In questa veste essi sono considerati dalla Malerbologia, ossia da quella Disciplina che studia le “malerbe”: piante infestanti, in primo luogo delle colture agrarie, ma anche di altre colture e dei manufatti opera dell’uomo. È di questo che tratta la prima parte del manuale, descrivendo le caratteristiche delle specie invasive, arboree e arbustive, sulla base delle quali formulare una sorta di graduatoria del “grado di aggressività” (Capitolo 2.1). Questa graduatoria dovrebbe facilitare l’individuazione della strategia (Capitolo 2.2) e del metodo (Capitolo 2.3), vola per volta, adatti al controllo di questo particolare biodeterioramento. Ma l’interazione fra alberi e Beni Culturali non è solo negativa. Molti di questi Beni, infatti, sono dotati di aree verdi, giardini e parchi, mentre piuttosto rari sono i boschi. In realtà, per queste dotazioni esiste una non trascurabile incertezza nomenclaturale, che si è cercato di chiarire nel Capitolo 3.1 della seconda parte del manuale dedicata ai Beni Culturali e bosco. Tale chiarimento ha permesso di tracciare anche l’area di competenza della Selvicoltura Urbana, Parchi e Giardini, specificatamente dedicata alla gestione dei giardini e dei parchi e che non sarà trattata in questo manuale. Si prenderanno in considerazione i casi in cui un Bene Culturale è interessato dalla presenza del bosco. Si tratta di situazioni che possono essere distinte, in prima approssimazione, in due grandi gruppi. Il primo, che si può definire dei Beni Culturali nel bosco, comprende quei Beni che, pur in contatto con un bosco, non hanno con esso nessun legame storico-culturale. In questo caso fra Bene e bosco sovente emergono delle interferenze di tipo visivo-paesaggistico che possono o devono essere gestite in vario modo e con diverse tecniche selvicolturali (Capitolo 3.2). Il secondo gruppo, dei Beni Culturali con bosco, comprende invece quei Beni che hanno con il bosco circostante un legame storico-culturale, del quale si può o si deve tener conto nelle scelte gestionali del bosco stesso (Capitolo 3.3). Un successivo capitolo (terza parte) è, invece, dedicato all’individuazione del ruolo culturale, oltre che colturale, che potrebbe avere la Selvicoltura nelle aree di convivenza fra bosco e territorio variamente urbanizzato

    Analysis and Development of Consensus-based Estimation Schemes

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    In the last few decades we assisted to an extraordinary expansion of the Internet and of wireless technologies. These interconnection technologies allow a continuously increasing number of devices to exchange information. This fact, together with the parallel increase in the availability of inexpensive nodes carrying a wide range of sensing capabilities, attracts the interest in developing large-scale sensing platforms, which could be used to measure a variety of physical phenomena. However, these huge networks of simple devices are subject to tight energy and bandwidth constraints, making efficient distributed estimation and data fusion algorithms a strong need, to avoid unmanageable computational and communicational burden on network bottleneck nodes. %In this thesis we address some issues in this research avenue In this thesis we address some issues in this field, presenting and analyzing distributed algorithms to solve specific distributed estimation problems and carrying out the analysis of some other recently-proposed algorithms. To perform data fusion in a distributed fashion, we relay on consensus algorithms, namely algorithms that achieve agreement on a common value in the network. Using consensus as a basic brick to build estimation algorithms we can take advantage of the solid understanding on this problem that many recent contributions deepened and sharpened, and we can leverage for our analysis on powerful and effective tools. In the thesis we propose a distributed algorithm for offset removal and an algorithm for least-square identification of the wireless-channel parameters, motivated by the application of localization and tracking of a moving object. We present moreover a novel linear algebra inequality, useful in the analysis of randomized algorithms. This result comes into play when we carry out an analysis of a recently-proposed distributed Kalman filtering algorithm. Finally, we look at the intriguing set up of a network cooperation to estimate different but correlated quantities, proposing and analyzing a distributed algorithm that performs inference over a simple Gauss-Markov random field.Gli ultimi decenni sono stati segnati dallo straordinario sviluppo di Internet e dalla pervasiva diffusione della tecnologia wireless, consentendo ad un numero sempre maggiore di dispositivi di scambiare tra loro informazioni. Questo fatto, assieme alla crescente disponibilità, a prezzi modici, di nodi equipaggiati con un'ampia varietà di dispositivi di misura, rende tecnologicamente concretizzabile l'idea di sviluppare grandi piattaforme di sensing, incaricate di monitorare qualsivoglia grandezza fisica. Tuttavia, queste grandi reti di dispositivi estremamente semplici hanno stringenti vincoli sul consumo energetico e sulla banda di comunicazione, che rendono criticamente necessario lo sviluppo di tecniche efficienti per la stima e la data-fusion, così da evitare carichi computazionali e di comunicazione insostenibili ai colli di bottiglia della rete. Questa tesi si propone di contribuire proprio in questo settore, presentando alcuni algoritmi per la soluzione distribuita di specifici problemi di stima ed analizzando le prestazioni di algoritmi recentemente proposti. Strumento chiave nella decentralizzazione della stima è la teoria del consensus, che propone algoritmi in grado di portare l'intera rete a concordare su una specifica quantità. L'utilizzo di algoritmi di consensus come elemento base nella costruzione di algoritmi di stima ci consente di sfruttare la solida comprensione di questo problema, affinata dai molti risultati recentemente proposti in letteratura, e di sfruttare degli strumenti di analisi ben consolidati. Nella tesi, motivati dal problema della localizzazione e del tracking di un oggetto, proponiamo un algoritmo per la compensazione degli offset ed un algoritmo per la stima ai minimi quadrati dei parametri caratterizzanti il canale wireless. Inoltre presentiamo un nuovo risultato di algebra lineare, utile nell'analisi di algoritmi randomizzati. Questo risultato giocherà un ruolo centrale nell'analisi qui proposta di un algoritmo distribuito per la stima alla Kalman. Infine, consideriamo l'interessante caso di una rete di sensori incaricata di stimare quantità diverse ma tra loro correlate e proponiamo un algoritmo per l'inferenza di un semplice campo di Gauss-Markov

    A majorization inequality and its application to distributed Kalman filtering

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    In the analysis of a recently proposed distributed estimation algorithm based on the Kalman filtering and on gossip iterations, we needed to apply a new inequality which is valid for i.i.d. matrix valued random processes. This inequality can be useful in the analysis of the convergence rate of general jump Markov linear systems. In this paper, we present this inequality. This is based on the theory of majorization and on its use in the analysis of the singular values. Finally we will show the impact of this inequality on the performance analysis of gossip based distributed Kalman filters

    Selvicoltura per il turismo

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    Questo manuale, che segue i primi due dedicati alla selvicoltura produttiva, rispettivamente legnosa e non legnosa, tratta del contributo che la Selvicoltura può portare alla gestione di quelle formazioni forestali in cui sono prioritarie altre funzioni diverse da quella produttiva. Nella prima parte del manuale si descriveranno alcune tecniche adatte a quei boschi in cui è rilevante l’uso turistico. Si tratta di un argomento spesso ricordato nei testi di Selvicoltura, almeno in quelli pubblicati dopo gli anni settanta del secolo scorso, allor quando il turismo cominciò ad assumere una primaria rilevanza sociale. In questi testi l’argomento è stato solitamente affrontato con un approccio avversativo, evidenziando soprattutto gli impatti negativi di queste attività sul bosco e sulla sua gestione. Oggi, in una situazione in cui il turismo spesso costituisce, e auspicabilmente costituirà, la principale risorsa economica di molti territori, pare opportuno adottare un diverso approccio più conciliante, che miri anche a soddisfare le specifiche esigenze insite nelle molteplici e sempre nuove attrazioni che il turismo pone in atto. In particolare, saranno illustrati i possibili contributi di carattere tecnico applicabili alle aree turistiche attrezzate per le attività stanziali, anche di tipo speciale, e per quelle che si svolgono lungo assi cinematici (sentieri, piste, strade, ecc.)

    Rappresentazione dei mercati locali del lavoro: il sistema di indicatori DOMUS

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    Per un laureato o un diplomato universitario “presentarsi sul mercato” significa svolgere un’azione di trasparente disponibilità a ricoprire un ruolo professionale. I mercati a cui il laureato può riferirsi sono qualificati sulla base della dimensione territoriale, da quelli attorno a casa, a quelli regionali, e via via fino a quelli nazionali ed internazionali, ma possono essere stratificati anche sulla base delle competenze richieste, sulla base del rischio economico che il laureato è disposto ad assumersi e sulla base di altre variabili ancora. In questo lavoro, tra le tante categorie di mercati del lavoro, si considerano esclusivamente quelli locali. Mercati locali, o sistemi locali, del lavoro sono gli ambiti territoriali minimi entro i quali si connettono la domanda e l’offerta di lavoro

    Identification and preliminary characterization of a Ca2+-dependent hemagglutinin in the coelomic fluid of Sipunculus nudus.

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    A soluble agglutinin was purified by affinity chromatography of the celomic fluid of the marine worm Sipunculus nudus. This agglutinin requires metal cations for its activity and is specific for derivatives of D-galactose. It resulted lightly thermostable, with a pH optimum around 7.5. On SDS-PAGE, it was resolved in two bands, of 33 and 31 kDa in reducing conditions and 29 and 26 kDa in non-reducing conditions. This behavior is probably due to the presence of disulfide bridges between cysteine residues, which are required for the correct functioning of the hemagglutinin, as β-mercaptoethanol completely abolish the agglutinating activity of cell-free celomic fluid. The purified lectin can influence in vitro phagocytosis of yeast by celomic leukocytes: in the presence of the molecule, ingestion of foreign particles results significantly decreased and yeast cells agglutinate and forms rosettes around the celomocytes. This suggests a role of the molecule in immunosurveillance

    Selvicoltura per i prodotti non legnosi

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    In questo manuale si sono considerate le tecniche selvicolturali da applicare ai prodotti non legnosi (non-wood forest products - NWFPs). Si tratta di un argomento piuttosto complesso, in Italia solitamente omesso o trattato per sommi capi nei testi di Selvicoltura. Operando in questo modo si è distinto il manuale in due parti. La prima, relativa alle colture adatte alla produzione di parti di alberi, la seconda, di prodotti del bosco. Così, nella prima parte si dirà delle colture adatte alla produzione di: germogli e fiori, frutti, foglie, rami, cortecce, resine ed essudati, radici. Nella seconda parte sono trattate le tecniche colturali adottabili per i prodotti del bosco: arbusti ed erbe ad uso umano, funghi. Infine, l’ultimo capitolo è dedicato all’uso del bosco come pabulum,ossia come luogo di produzione di foraggio per gli animali, ma anche ambiente in cui è esercitato il pascolo

    Comparing Different Individualized Black-Box Models for Insulin Pump Faults Detection on Artificial Pancreas Data

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    Objective: Prompt and accurate detection of insulin pump faults could be key in preventing sustained hyperglycemia and possibly ketoacidosis. Model-based fault detection techniques relay on patient models to warn the patient of a possible malfunctioning. Here, we want to compare four individualized models to understand if there is a preferable choice in terms of fault detection ability. Method: Individualized, linear, black-box parametric models (ARX, ARMAX, ARIMAX, BJ) are identified with BIC-based optimal order on 7 days of fault-free closed-loop data for 100 virtual subjects, using one of the most recent versions of the UVA-Padova T1 Diabetic Patient Simulator, that accounts for intra/inter-patient variability. An online prediction of up to PH=3h of glucose concentration, along with its confidence interval, is calculated through a Kalman filter based on the individualized model, running on data of past infused insulin (possibly affected by an unknown 6h insulin suppression), ingested meals and CGM values for 10 days. The real time fault detection algorithm raises an alarm if the predicted residual portion stays out its confidence interval for more than 15min. Result: The performance of the detection method is evaluated in terms of false positives per day and recall (FP/days, RE%), also taking into consideration the detection time. The performance is (0.12, 70%), (0.13, 85%), (0.17, 80%), (0.16, 78%), while the detection time is 236min, 242min, 237min, 238min for ARX, ARMAX, ARIMAX and BJ, respectively. If we compute the Euclidian distance from the optimal point (0, 100%), this metric will suggest ARMAX as the best model. Conclusion: Although ARMAX appears to be the best choice, the use of the other models only slightly impacts the fault detection performance and detection time
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