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    Manutenzione e interventi sul costruito nell'attività edilizia di età moderna a Genova. Documenti coevi e analisi dei manufatti

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    Restaurare, consolidare, manutenere... il settore edile si confrontava con questi problemi anche in età moderna, benché ciò non avvenisse sempre in modo analogo ad oggi. Studiando in parallelo fonti scritte e materiali e comparando le interpretazioni che se ne possono trarre, si ottiene un quadro della situazione che può contribuire alla conoscenza dei modi di intervenire del passato e alla migliore comprensione dei manufatti, ma che può anche fornire un ulteriore punto di vista al dibattito attuale in materia. (versione italiana dell'abstract

    Archive documents and building organisation. An example from the modern age

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    Alcuni tipi di documenti d’archivio (capitolati, forniture di materiali, estimi, libri di conti, ...) permettono di affrontare lo studio del cantiere sotto diversi punti di vista: rapporti tra committenti, architetti, impresari e uffici pubblici; maestranze coinvolte, loro ruoli e forme di ingaggio; provenienze, modalità di trasporto e costi dei materiali; tempi di realizzazione complessivi e di singole parti; attrezzature e strumenti utilizzati; modalità di esecuzione delle diverse categorie di lavori (in opera, a pié d’opera o fuori opera). Questo quadro di insieme diventa particolarmente significativo quando si raccolgono i dati in modo sistematico da un grande numero di documenti relativi ad un territorio omogeneo. Ciò infatti permette di ricostruire il cantiere nelle sue modalità più diffuse ma anche di individuare i casi eccezionali e i momenti di innovazione. Permette inoltre di mettere a punto un glossario di termini tecnici che serva da interfaccia tra il sapere costruttivo del passato e la nostra possibilità di comprenderlo oggi. Tali temi vengono affrontati sia sotto il profilo metodologico generale (raccolta e trattamento dei dati, problemi di interpretazione delle fonti, utilità dell’apporto di molte discipline), sia tramite l’illustrazione di un concreto caso di studio: il cantiere genovese dal XV al XVIII secolo

    Stucchi genovesi

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    Abstract: A partire da documenti d’archivio genovesi del XVI, XVII e XVIII secolo si analizzano quegli aspetti della esecuzione degli stucchi su cui tali fonti forniscono informazioni. Tramite la ricerca del significati dei termini antichi e tramite l’interpretazione delle locuzioni impiegate si affrontano argomenti quali: le attrezzature impiegate, i materiali e le tecniche di esecuzione, le finiture superficiali, gli interventi di manutenzione, le competenze e le qualifiche delle diverse maestranze impegnate nella esecuzione degli stucchi

    Il cotto nelle pavimentazioni genovesi dei secoli XVI-XVII

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    Nel XVI e XVII secolo il cotto era usato nelle pavimentazioni genovesi in modo più estensivo di quanto solitamente si pensi. Esso era prodotto in forme differenti ed aveva caratteristiche tecniche differenziate. La scelta della qualità del laterizio era strettamente relazionata all'uso che ne veniva fatto. Lo scopo di questo lavoro è di fornire un primo resoconto sull'argomento, a partire dalla ricca documentazione d'archivio esistente, e di proporre alcune riflessioni in proposito. (versione italiana dell'abstract

    Disegni e contratti edili nel Fondo Notai dell'Archivio di Stato di Genova (XVI-XVII secolo)

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    «Questo excursus sui disegni del fondo notarile offre solamente un indizio del vasto patrimonio iconografico che documenta l'architettura e la prassi edilizia a Genova [...] Esiste la possibilità di ricostruire l'immagine di una «città superba», oggi nascosta dalle trasformazioni subite nel corso dei secoli e dal degrado, attraverso la ricognizione di questo vasto corpus archivistico e lo studio di disegni che, fin da tempi antichi, offrono un quadro globale del fenomeno, testimonianza non solo dei valori architettonici ma anche della cultura materiale» (dal testo, p. 14

    Porte e finestre, trasformazione e manutenzione

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    Il lavoro prende le mosse da uno studio storico, svolto a partire da fonti scritte e fonti materiali, sulle tecniche costruttive delle porte e delle finestre genovesi per affrontare la tematica delle strategie manutentive adottate nel passato su tali manufatti e sollecitare una maggiore attenzione verso i problemi di conoscenza e di conservazione che essi pongono, o dovrebbero porre, alla cultura della tutela

    Gli impianti delle case genovesi tra Cinque e Seicento

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    «Dalla lettura e dal confronto di più di cinquecento contratti notarili privati, integrati con gli atti delle Magistrature cittadine, si sono tratte molte informazioni su di uno degli aspetti più nascosti e meno conservati dell'architettura del passato. Il dato documentario fa così luce su quanti e quali impianti erano in uso, come erano fatti e in qual genere di edifici si trovavano; questo quadro generale può essere d'aiuto nella previsione della possibile ubicazione e fattura degli stessi e nell'interpretazione di reperti anche frammentari che possono essere rinvenuti nel corso di interventi sull'esistente.» (dal testo, p. 58

    Imboccare, indarbare, indarbusare, infrascare: quattro aspetti dell'intonacare genovese nei secoli XVI e XVII

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    Nel lavoro si cerca di interpretare il significato di quattro termini, oggi desueti, che facevano parte del linguaggio tecnico cinque-seicentesco del settore edile genovese. Ognuna delle operazioni da essi individuata, mantiene con le altre complessi rapporti in relazione al contesto, al tipo di edificio, alla parte dell'edificio in cui essa era adottata. Per arrivare all'interpretazione del significato tecnico di ognuna di queste parole si possono utilizzare fonti differenti: letteratura tecnica e non, analisi dirette sugli edifici antichi e soprattutto, i documenti di costruzione provenienti dagli Archivi genovesi. L'integrazione tra fonti differenti è l'aspetto metodologico principale e più innovativo della ricerca condotta. (versione italiana dell'abstract

    Contributo senza titolo sul tema "Storia delle scienze e delle tecniche costruttive"

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    «La storia del costruire, relativa all'età pre-industriale, è per sua natura legata all'ambito locale [...]. Esistevano però frequenti opportunità di interazione con le altre regioni, italiane ed anche europee, sia a livello economico che culturale. L'ambito di studio si amplia allora oltre i confini della storia locale; l'indagine cerca risposte più esaurienti attraverso il confronto tra i diversi settori della conoscenza. [...] Tutte le ricerche veramente interdisciplinari, forse proprio perché affrontano quegli angoli inesplorati sempre esistenti fra le diverse conoscenze specialistiche, raramente godono di un supporto a loro adatto per l'informazione. Interveniamo allora a questo chiamata a convegno delle riviste, tracciando un rapido quadro dei metodi e delle problematiche affrontate, per ricordare come sia necessario un reale scambio di conoscenze tra le diverse specializzazioni non solo durante lo svolgimento del lavoro, ma anche al momento della diffusione dei risultati conseguiti.» (dalla Premessa
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