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    La guerra navale nel Mediterraneo

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    La partecipazione alla Grande guerra trasformò radicalmente l’Italia, come e più che tutta l’Europa. Nacque allora il Paese che conosciamo. Le voci del Dizionario parlano di combattenti, di armi e di battaglie. Di mobilitazione, di lavoro, di donne. Di propaganda e di politica, di governi e di opposizioni. Ma non solo: parlano di religione, di arte e di letteratura perché un senso bisognava trovarlo alla guerra totale. Testi di Andrea Baravelli, Elena Papadia, Filippo Cappellano, Marco Mondini, Daniele Ceschin, Fabio Degli Esposti, Paolo Pozzato, Fabio Caffarena, Fabio De Ninno, Irene Guerrini e Marco Pluviano, Luca Gorgolini, Hubert Heyriès, Mariano Gabriele, Pierluigi Scolè, Piero Di Girolamo, Andrea Scartabellati e Felicita Ratti, Beatrice Pisa, Maria Concetta Dentoni, Bruna Bianchi, Roberto Bianchi, Matteo Ermacora, Stefania Bartoloni, Antonio Gibelli, Carlo Stiaccini, Mauro Forno, Maria Paiano, Renate Lunzer, Monica Cioli, Fabio Todero, Alessandro Faccioli, Oliver Janz, Nicola Labanca

    Mariano Gabriele e la (ri)nascita della storia navale italiana

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    Il saggio ripercorre lo sviluppo storiografico di Mariano Gabriel

    Civili mutilati e ciechi di guerra, 1940-1945. Cause, conseguenze ed esperienze

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    Fabio De Ninno torna ad arare l'eccezionale archivio storico dell'Associazione nazionale vittime civili di guerra. Dopo aver fornito nel precedente studio una visione d'assieme, interroga adesso quelle carte esaminando due delle molte tipologie di vittime civili di guerra: i ciechi e i mutilati. Per i civili italiani, fra 1940 e 1945, fu purtroppo tragicamente più facile perdere la vista a causa delle nuove caratteristiche dei sistemi d'arma e delle nuove tattiche di guerra. Coinvolti adesso nella guerra totale, i civili si trovarono a far fronte a bombe d'aereo, mitragliamenti, spezzonamenti, colpi d'arma da fuoco, esplosioni di mine e di munizioni ecc.: una panoplia di situazioni che li avrebbero invalidati per sempre. Ancora più numerosi furono i mutilati di guerra. Quella che era stata una delle conseguenze più vistose e diffuse della prima guerra mondiale fra i combattenti divenne adesso molto frequente anche fra i civili. Civili coinvolti nelle operazioni e che subivano le conseguenze dei combattimenti non solo durante la guerra ma anche dopo che essa fu finita. Tristemente nota la vicenda dei 'mutilatini', cioè di quei ragazzi che nell'Italia postbellica perdevano arti a causa della dispersione in strade e campagne di ordigni inesplosi. La riproduzione di una ricca documentazione originale correda il volume

    Il Mediterraneo allargato e l’Italia: dalla Guerra fredda al mondo post-bipolare

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    Negli ultimi decenni il Mediterraneo allargato si è affermato come concetto fondamentale per la politica di difesa ed estera italiane. Questo volume ne ricostruisce per la prima volta le origini, l’evoluzione storica e le implicazioni contemporanee, attraverso un dialogo tra storici e scienziati politici. Rifuggendo il determinismo geopolitico, il libro muove da una dimensione interdisciplinare per indagare in profondità cosa significa il Mediterraneo allargato per l’Italia. I saggi che compongono il volume ne ricostruiscono lo sviluppo come visione politico-strategica della classe dirigente italiana, tracciandone l’evoluzione dagli anni Settanta fino ai giorni nostri. Il Mediterraneo allargato emerge così come risultato dell’interazione tra il Paese e i mutamenti di una regione interconnessa che si estende ben oltre i confini del Mediterraneo geografico. Contributi di A. Carati, F. Cavo, F. Coticchia, F. De Ninno, L. Goretti, N. Labanca, A. Melcangi, G. Pastori, F. Simonelli, J.-M. Reure, F. Zampieri

    L’Italia e il Mediterraneo allargato. Difesa e politica estera dalle origini nella Guerra fredda al mondo post-bipolare

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    Il saggio ripercorre le origini del Mediterraneo allargato secondo il significato che ha acquisito nel discorso politico e pubblico corrente. Tali radici sono collocate all’interno di un dibattito tra governo, istituzioni e centri di pensiero dell’Italia repubblicana tra gli anni Settanta e Novanta. Fu in questa fase che il Mediterraneo allargato fu identificato come lo spazio degli interessi primari della politica estera e difesa nazionali, in superamento della posizione del paese nella Guerra fredda. Geograficamente esso fu identificato con quella regione che raccoglieva l’Europa mediterranea, il Medio Oriente e l’Africa a nord del Sahel connessa dal Mar Mediterraneo, il Mar Rosso, parte dell’Oceano Indiano e il Golfo Persico. Viene illustrato come la percezione di interessi che il paese ha elaborato sulla regione sia il prodotto della cultura politico-istituzionale nazionale, in cui un ruolo centrale ha il multilateralismo esercitato attraverso l’Unione Europea e la NATO. Un aspetto chiave è il ruolo che le istituzioni hanno assunto in questo sviluppo, a cominciare da quelle militari e in particolare la Marina. Negli anni Novanta furono gli apparati più che il governo a guidare la definizione del Mediterraneo allargato come spazio principale della politica di difesa e sicurezza nazionale. Il problema di un governo e un mondo politico non sempre presenti e coerenti nel loro sguardo strategico ritornerà nei saggi successivi del volum

    "Il mare nella storia" e quali riflessioni ci offre sull'Italia contemporanea

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    L’articolo analizza il recente volume “The Sea in History. The Modern World”, frutto di un progetto di ricerca internazionale, discutendone gli spunti storiografci in relazione allo sviluppo della storia marittima e navale internazionali, con una particolare attenzione alla presenza dell’Italia contemporanea e allo sviluppo degli studi marittimo-navali su di essa.The article discusses the volume “The Sea in History. The Modern World” — the recent result of the work of an international research project, analysing the historiographical aims in relation to the recent developments in international maritime and naval history. The perspective offered by the article take a specific look at the considerations offered by the volume for the maritime and naval studies of Modern Italy
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