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    Il Bilancio per il cittadino negli enti locali

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    In questo scritto si prendono le mosse sia dall’affermarsi del concetto di accountability, considerato un criterio cui viene ispirato il sistema informativo-contabile dell’azienda pubblica, sia dalla rivalutazione, in parte realizzata ed ormai improcrastinabile, del ruolo del cittadino. L’analisi congiunta di questi elementi porta a definire l’obiettivo del lavoro che è quello di valutare l’opportunità di redazione da parte dell’azienda pubblica di un documento informativo a matrice contabile e precipuamente rivolto al cittadino, delineandone i caratteri distintivi. Ciò, attraverso un’analisi che pone in luce i fattori (teorici, tecnici e pratici) a supporto di un documento di questo tipo, qui definito come Bilancio per il cittadin

    La rilevanza delle spese per organi di governo nei comuni italiani medio-grandi fra possibilità di efficienza e recupero di legittimazione politica.

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    The size of political expenses in the medium-large Italian local authorities be-tween efficiency and political legitimation The phenomenon identified as "the cost of politics" is becoming increasingly wide-spread and in order to investigate it without falling into clichés, the present work has the purpose to detect and observe the size of this phenomenon to give a support to control activities and provide food for thought in terms of transparency and cutback policy. In a sample of 95 Italian local authorities a comparative method has been used on the annual report item related to political costs. The analysis shows the amount of these expenses in absolute values, that their variability leads to some re-flection on the nature of the items accounted under the political costs and that their percentage is not particularly high (leading to some reflection on financial cutback decisions)

    Il ciclo della sostenibilità negli enti locali. Teorie e strumenti per il management pubblico

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    Definire il senso di concetti come sostenibilità e sviluppo sostenibile non è semplice dal momento che si tratta di aspetti ampi sui quali si è sviluppato un acceso dibattito teorico e politico. In tal senso, un punto di riferimento è rappresentato dal rapporto Brundland della World Commission on Enviromental and Development (WCED) del 1987 che definisce lo sviluppo sostenibile come “uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Da questa definizione sono scaturite le dimensioni della sostenibilità che, tradizionalmente sono quella ambientale, quella economica e quella sociale. Nel presente lavoro si aggiunge anche la dimensione culturale dello sviluppo sostenibile, data l’indiscutibile vocazione culturale del contesto italiano e, in generale, considerata la preminenza di questo aspetto quale elemento condizionante molti altri fattori che interagiscono nell’azione umana (cultura come base delle azioni e dei modi di pensare delle persone). Appare evidente che tali dimensioni sono intimamente interrelate tra loro da molteplici connessioni e, pertanto, non devono essere valutate singolarmente, ma, piuttosto, analizzate e gestite sulla base di un approccio sistemico. A tal fine, il presente lavoro – sulla base di un’analisi teorica dei contributi della letteratura nazionale ed internazionale sulla sostenibilità e dopo un approfondimento sui possibili strumenti manageriali per la gestione dello sviluppo sostenibile – si prefigge l’obiettivo di proporre un possibile approccio al sustainability management per gli enti locali italiani. Ciò, attraverso la definizione del ciclo della sostenibilità – che supera un approccio tradizionale focalizzato sul momento consuntivo di rendicontazione/controllo della sostenibilità per includervi anche programmazione e gestione in senso stretto – ed ipotizzando l’integrazione dello stesso nei documenti di performance management in uso presso le aziende pubbliche locali

    La contabilità economico-patrimoniale degli enti locali: l’esperienza dei piccoli comuni leccesi

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    The study aims at verifying the extent of the introduction of accrual accounting in the smaller municipalities of the province of Lecce. The vibrant management debate and the legislative requirements, both prompting the diffusion of accrual accounting in public organizations at any governmental level, are not actually reflected by the development of accounting system. The analysis of smalls municipalities accounting practices shows the central role of budgetary accounting, whose use in legitimated by law. On the contrary, accrual accounting which is diffused in smaller local government plays a marginal role. The reasons are to be found in the lack of human and financial resources, and in a misconception of the usefulness, for small local government, of the accrual tool

    Azienda non profit e relazioni interistituzionali per il management dei sistemi territoriali

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    Il volume si pone l’obiettivo di analizzare il ruolo delle aziende non profit nel management dei sistemi territoriali. Con tale locuzione, si intende la gestione di un’area urbana o sovra-urbana (la cui ampiezza può variare a seconda dall’estensione del territorio preso in considerazione) che tenga conto sia della soddisfazione dei differenti bisogni espressi dalla collettività, sia dei diversi attori che, a vario titolo, sono coinvolti nell’attività di gestione. Il tema delle relazioni interistituzionali necessarie per il management dei sistemi territoriali viene affrontato alla luce delle tendenze evolutive nell’ambito del Terzo Settore, soffermandosi, quindi, sul ruolo dell’azienda non profit, dal punto di vista degli assetti istituzionali e degli strumenti di gestione integrata dalla stessa utilizzati. Quindi, si analizza il ruolo dell’azienda pubblica quale interlocutore privilegiato dell’azienda non profit, nella gestione dei sistemi territoriali, al fine di evidenziare i benefici delle relazioni interistituzionali nel Public service management. Infine, si analizzano gli effetti della condivisione fra azienda non profit ed azienda profit, in una logica di supporto alla gestione integrata

    Il ciclo della sostenibilità negli enti locali. Teorie e strumenti per il management pubblico.

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    Definire il senso di concetti come sostenibilità e sviluppo sostenibile non è semplice dal momento che si tratta di aspetti ampi sui quali si è sviluppato un acceso dibattito teorico e politico. In tal senso, un punto di riferimento è rappresentato dal rapporto Brundland della World Commission on Enviromental and Development (WCED) del 1987 che definisce lo sviluppo sostenibile come “uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri”. Da questa definizione sono scaturite le dimensioni della sostenibilità che, tradizionalmente sono quella ambientale, quella economica e quella sociale. Nel presente lavoro si aggiunge anche la dimensione culturale dello sviluppo sostenibile, data l’indiscutibile vocazione culturale del contesto italiano e, in generale, considerata la preminenza di questo aspetto quale elemento condizionante molti altri fattori che interagiscono nell’azione umana (cultura come base delle azioni e dei modi di pensare delle persone). Appare evidente che tali dimensioni sono intimamente interrelate tra loro da molteplici connessioni e, pertanto, non devono essere valutate singolarmente, ma, piuttosto, analizzate e gestite sulla base di un approccio sistemico. A tal fine, il presente lavoro – sulla base di un’analisi teorica dei contributi della letteratura nazionale ed internazionale sulla sostenibilità e dopo un approfondimento sui possibili strumenti manageriali per la gestione dello sviluppo sostenibile – si prefigge l’obiettivo di proporre un possibile approccio al sustainability management per gli enti locali italiani. Ciò, attraverso la definizione del ciclo della sostenibilità – che supera un approccio tradizionale focalizzato sul momento consuntivo di rendicontazione/controllo della sostenibilità per includervi anche programmazione e gestione in senso stretto – ed ipotizzando l’integrazione dello stesso nei documenti di performance management in uso presso le aziende pubbliche locali

    IPSAS and Local Government Consolidated Financial Statements: a real Alternative to IAS/IFRS?

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    The changes in the supply of public services have increasingly blurred the boundaries between the public and private realms. This is also reflected in the practice of the consolidated financial statements prepared by governmental organizations, which often put together the two “worlds”. The present paper investigates the actual role and meaning of local government’s consolidated financial statements. Are they public accountability tools, or yet another attempt at making private-sector practices and culture seep in the public sector? More specifically, in the light of the trends in international accounting standards and the cases of two local governments, the authors discuss the role of the consolidated financial statement and point out some of the critical issues of consolidating accounts in the public realm

    Il ciclo di gestione della performance: fra programmazione e controllo strategico.

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    Si ritiene sempre più attuale, nel dibattito scientifico, l’attenzione rivolta alla performance nella pubblica amministrazione, secondo un approccio manageriale alla gestione delle aziende pubbliche reso ormai stringente dalla carenza di risorse finanziarie e dalla urgenza di risposte concrete verso la collettività. A tal fine, dopo un’analisi circa il concetto di performance applicato alle aziende pubbliche ed un sintetico richiamo agli aspetti ritenuti di interesse in questa sede nel D. Lgs 150/2009, si utilizza la metodologia del case study. Si approfondirà l’esperienza maturata dal Comune di Brindisi nella redazione del Piano della Performance 2012-2014 e della Relazione sulla performance 2012, illustrando, oltre ai contenuti salienti dei documenti, le criticità e i punti di forza del percorso seguito, insieme alle possibili interazioni fra ciclo di gestione della performance e controllo strategico

    La rendicontazione ambientale negli enti locali come strumento a supporto dello sviluppo sostenibile del territorio

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    La variabile ambientale ha assunto, negli ultimi anni, una crescente rilevanza nelle scelte di gestione aziendale. Ciò a seguito del cambiamento che ha caratterizzato il legame tra l’azienda e l’ambiente, precedentemente considerato semplicemente come un insieme di risorse da sfruttare ed ora rivalutato, soprattutto in seguito all’evidenza di un sempre maggior danneggiamento del patrimonio ambientale spesso attribuito ai processi produttivi. La mutata sensibilità verso le tematiche ambientali è stata sostenuta da fattori normativi e sociali, i quali hanno modificato il contesto in cui si collocano le aziende, rappresentando a volte dei limiti ed altre volte delle opportunità in termini di sviluppo di fattori di competitività. Un riflesso di tale attenzione verso le ricadute ambientali dell’attività economica dal punto di vista documentale e informativo è rappresentato dalla contabilità e dal bilancio ambientali, che si possono ritenere documenti di particolare rilievo a sostegno dello sviluppo sostenibile di un territorio. Obiettivo del presente lavoro è quello di approfondire i caratteri essenziali della rappresentazione contabile della gestione ambientale nelle aziende pubbliche, sia da un punto di vista teorico che da un punto di vista empirico. Ciò in quanto si ritiene cruciale il ruolo giocato da questa tipologia di aziende nel presidio della variabile “ambiente” e nella concreta possibilità di contribuire allo sviluppo sostenibile del territorio. Parallelamente, si considera indispensabile un adeguato supporto informativo-documentale a sostegno di una gestione ambientale orientata alla sostenibilità
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