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    Contesti di scelta e social communication

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    La presente ricerca studia il modo in cui un fattore che caratterizza il contesto di scelta, ovvero la dimensione dell’assortimento di opzioni a disposizione del consumatore, influenza la tendenza a condividere, sia offline che tramite social network, esperienze di acquisto e consumo positive o negative. L’idea avanzata in questo articolo è che i consumatori tendono a condividere con altri esperienze positive con determinati prodotti o marche se tali esperienze sono il frutto di scelte avvenute in contesti caratterizzati da ampio assortimento, mentre essi tendono a condividere con altri esperienze negative con determinate prodotti o marche se tali esperienze sono il frutto di scelte avvenute in contesti caratterizzati da assortimento limitato. In altri termini, categorie di prodotto che presentano un elevato numero di opzioni aumentano la tendenza a parlare di esperienze positive ma diminuiscono la tendenza a parlare di esperienze negative. Tale effetto è attribuibile al fatto che assortimenti ampi, oltre a produrre maggiori sensazioni di overload informativo, producono una maggiore sensazione di controllo da parte del consumatore sul risultato della propria scelta, derivante dal fatto che i consumatori stessi hanno una elevata libertà di scelta rispetto a contesti caratterizzati da poche opzioni di scelta. Ciò porta i consumatori stessi a vedere il risultato (positivo o negativo) di tale scelta come il riflesso del loro valore e della loro abilità elettiva. Tre studi sperimentali condotti in diversi setting forniscono evidenza empirica a supporto sia dell’effetto che dell’impianto teorico proposto

    Bolle Reputazionali: analisi e gestione della comunicazione sociale e del passaparola su prodotti e marche

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    Il volume affronta il tema delle comunicazioni tra consumatori su prodotti e marche quale fattore che generalmente sfugge al controllo delle imprese ma che è in grado di influenzare in modo significativo la loro performance di mercato, alimentando talvolta vere e proprie «bolle reputazionali». L'autore sottolinea come l'importanza del passaparola tra consumatori sia riconosciuta da ricercatori e professionisti del marketing management ormai da decenni, ma come solo la diffusione della tecnologia digitale 2.0 e delle sue applicazioni di marketing (social media e social network, crowdsourcing e viral marketing) ne abbia portato in primo piano il valore e le dinamiche, accrescendo di conseguenza la rilevanza del tema. L'analisi delle bolle reputazionali è condotta tramite una disamina dello stato della conoscenza scientifica sul fenomeno, concentrandosi su aspetti quali la valenza, le forme, le fasi, i contenuti, gli antecedenti e gli effetti che il passaparola (unità elementare di una bolla reputazionale) può avere sul comportamento dei consumatori e sulle performance delle imprese. La trattazione è arricchita dalla presentazione di alcune implicazioni manageriali e dall'indicazione di alcune linee guida per le imprese che intendano impegnarsi attivamente nella gestione della comunicazione sociale su prodotti e marche

    Effetti temporali dei mezzi pubblicitari sulle vendite: evidenze da uno studio italiano

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    This paper focuses on the temporal effects of advertising expenditures on firm sales. Grounding on some econometric models that have been applied to the measure of advertising effectiveness, we provide evidence that the extent to which advertising investments display their effect over time varies with the goals of the advertising itself. In this respect, we distinguish between informative and persuasive advertising, and analyze whether these two types differ in the magnitude of their carry-over effect on sales. We find that a total aggregate carry-over effect of advertising expenditures exists, and, importantly, we show that the two different categories of advertising have different lagged effects on sales. In particular, persuasive advertising has a more persistent effect than informative advertising. This analysis has been conducted considering both current and past investments in each of the two categories. Empirical analysis has used 72 monthly observations from an Italian service firm covering the 2001-2006 period

    Il CRM nelle imprese italiane: uno studio empirico

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    The article presents the results of an exploratory research carried out in Italy with the aim to investigate what is the state of art about CRM investments in Italy. This research provides interesting cues for firms since CRM represents nowadays the mainstream approach to manage relationships with customers. As a matter of fact, changes in the business environment make the acquisition, development and retention of the customers a major issue to gain and sustain competitive advantage. The paper underlines the distinction between two different visions of CRM: the strategic vision and the tactical one. Empirical research shows that Italian firms tend to consider CRM more as a strategic approach rather than a set of technologies that let firms obtain and exploit customer knowledge. At the same time, CRM is in the phase of introduction as many Italian firms have been investing only for few year
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