5 research outputs found

    Beato Iohannes Traguriensis and Dominik Andreis

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    In the 17th century, the hagiography and iconography of Bishop Iohannes Traguriensis were enriched by various members of Trogir’ s noble families. In this promotion of the cult of the local beato, Dominik Andreis stands out with his efforts: he was the author of an unpublished Litany in Croatian (1632), the instigator of publishing an Italian Vita by Giovanni Francesco Loredan (1648), and the sponsor of a three act drama by Girolamo Brusoni (1656), performed in Trogir with musical intermezzos and published two years later (1658)

    Effect of lockdown in surgical emergency accesses: experience of a COVID-19 hospital

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    Background/aim: SARS-CoV-2 pandemic imposed extraordinary restriction measures and a complete reorganization of the Health System. The aim of the study was to evaluate the impact of COVID-19 on emergency surgical department accesses. Patients and methods: Patients admitted to surgical emergency departments was retrospectively recorded during the Lockdown (March 11, 2020-May 3, 2020) and compared with the same number of days in 2019 and immediately before Lockdown (January 16, 2020-March 10, 2020). Diagnoses, priority levels, modes of patient's transportation, waiting times and outcomes were analysed. Results: During the lockdown phase, we ob-served a reduction in the access to emergency surgical departments of 84.45% and 79.78%, com-pared with the Pre-Lockdown2019 and Pre-Lockdown2020 groups, respectively. Patient's transportation, hospitalization and patients discharge with indications to an outpatient visit, waiting and total times exhibited a significant difference during the lockdown (p<0.005). Conclusion: We observed a reduction of surgical emergency accesses during the lockdown. Implementing the use of the regional systems and preventing overcrowding of emergency departments could be beneficial for reducing waiting times and improving the quality of treatments for patients

    Integrated Procurement Model: A new approach to Tissue and Organ Procurement

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    ABSTRACT Introduction: Literature has shown that the process of procurement of organs and tissues is fundamental in determining the number of donations. Starting from these assumptions, an integrated procurement model of organs and tissues has been designed and tested, where nurse specialists in organ donation coordinate the team and the entire process. Aim: To evaluate the effectiveness of the Integrated Procurement Models in terms of identifying potential donors and the number of donations. Methods: A retrospective observational study was conducted before and after the introduction of the new procurement model in a large University Hospital in Rome. The data of potential donors identified, the number of donations made and the efficiency indicators of the donation process were compared. Results: 692 potential donors were identified. The introduction of the integrated model increased the number of actual donors (from 31 to 51), brain death assessments (from 69 to 99), and the efficiency indicators of the donation process (from 0.25 to 0.29). From the comparison between the activities before and after the introduction of the integrated procurement model, statistically significant differences emerged regarding the number of donors (X2 = 9.85; p <0.002) and the amount of corneal tissue extracted (X2 = 34, 01; p <0.001). Conclusion: The adoption of the standardized Integrated Procurement Model would increase the number of potential donors and actual donations, thanks also to the key role assumed by the nurse specializing in organ donation as team and process coordinator. Keywords: Specialist nurse, tissue organ and procurement, tissue donors, transplant RIASSUNTO Introduzione: La letteratura ha evidenziato che il processo di Procurement di organi e tessuti è fondamentale per determinare il numero di donazioni. Partendo da questi presupposti è stato ideato implementato e testato un modello integrato di Procurement di organi e tessuti, in cui infermieri specialisti della donazione di organi coordinano l'equipe e l'intero processo. Scopo: Valutare l'efficacia del Modelli integrato di Procurement in termini di individuazione di potenziali donatori e numero di donazioni. Materiali e metodi: EÌ€ stato condotto uno studio osservazionale retrospettivo prima e dopo l'introduzione del nuovo modello di Procurement in un grande Policlinico Universitario Romano. Sono stati confrontati i dati dei potenziali donatori individuati, il numero di donazioni effettuate e gli indicatori di efficienza del processo di donazione. Risultati: Sono stati identificati 692 potenziali donatori. L'introduzione del PIM ha aumentato il numero di donatori effettivi (da 31 a 51), gli accertamenti di morte encefali (da 69 a 99), gli indicatori di efficienza del processo di donazione (da 0,25 a 0,29). Dal confronto fra le attivitaÌ€ prima e dopo l'introduzione del modello integrato di Procurement, sono emerse differenze statisticamente significative relativamente al numero di donatori (X2=9,85; p<0,002) e alla quantitaÌ€ di tessuto corneale prelevato (X2=34,01; p<0,001). Conclusioni: L'adozione del modello integrato e standardizzato di Procurement permetterebbe di aumentare i possibili donatori e le reali donazioni, grazie anche al ruolo chiave assunto dall'infermiere specialista della donazione di organi come coordinatore dell'equipe e del processo. Parole chiave: Infermiere specialista, procurement, donazione di organi e tessuto, trapianto

    Ridurre gli errori da somministrazione dei farmaci attraverso una casacca segnaletica ed una cartellonistica di non disturbo.

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    Introduzione: In Italia i dati pervenuti dall'Osservatorio degli eventi sentinella tra il 2005 e il 2010 hanno descritto 873 eventi di cui il 4%, circa 35 casi, ha provocato morte, coma o gravi alterazioni funzionali per errori di somministrazione, dovuti all'infermiere. La connessione tra le interruzioni e la sicurezza dei pazienti sono state sottolineate negli Usa dall'Institute of Medicine come aspetto chiave per migliorare la sicurezza dell'assistenza infermieristica. Le compagnie aeree studiano il problema gií  dagli anni 60; ciò ha ridotto notevolmente gli incidenti da distrazione.Obiettivo: L'ipotesi dello studio è stata di dimostrare che gli infermieri che somministrano la terapia, se non vengono interrotti e in presenza di un abbigliamento dedicato ed una cartellonistica di non disturbo, riducono gli errori in fase di somministrazione dei farmaci.Metodi: Studio quasi sperimentale con campione di convenienza diretto alla scoperta di relazioni causa-effetto che portano alla riduzione di errori in fase di somministrazione dei farmaci, attraverso un abbigliamento dedicato ed una cartellonistica di non disturbo. Lo studio è stato condotto in quattro ospedali di Roma con polo universitario associato. I dati sono stati raccolti con lo strumento (Medication Administration Distraction Observation Sheet).Risultati: Nei quattro ospedali che hanno partecipato allo studio sono state compilate 688 schede di osservazione delle distrazioni, 356 (51,7%) per il gruppo controllo e 332 (48,3%) per il gruppo sperimentale, di cui 132 nell'ospedale 1, 143 nell'ospedale 2, 144 nel terzo ospedale e 269 nell'ospedale 4. Analizzando i 4 ospedali emerge che nel gruppo sperimentale alcune delle distrazioni medie sono significativamente più basse rispetto al gruppo controllo (distrazioni degli infermieri e conversazioni). Alcune distrazioni risultano, tuttavia, maggiori nel gruppo sperimentale rispetto al gruppo controllo (distrazione telefoniche, altri degenti, rumori). Infine, non emerge una differenza significativa nelle distrazioni dovute alle variabili: medici, altro personale, visite dei parenti/visitatori, prescrizioni ed emergenze.Conclusioni: Le distrazioni degli infermieri possono causare molti errori durante tutta la fase di somministrazione dei farmaci. L'utilizzo della casacca ad alta visibilití  per la somministrazione dei farmaci si è dimostrato utile. Tuttavia, deve essere supportato da un efficace lavoro in team, da una cartellonistica di non disturbo estesa a tutti gli ambienti di lavoro e da una formazione che non può limitarsi al solo personale che somministra i farmaci.Parole chiave: errori di somministrazione, interruzioni, distrazioni, casacca di sicurezza, segnaletica di non disturbo.–––––––Reducing drug administration errors using "Do not disturb" tabards and signsABSTRACT Introduction: According to the report published by the Italian Ministry Health on sentinel events collected between 2005-2010, 873 events were reported, of which 4% (about 35) led to mortality, coma or serious functional disorders due to drug administration errors made by nurses. The link between interruptions and patient safety has been emphasized in the USA by the Institute of Medicine as a pivotal variable to improve the quality of nursing care. Airline companies have studied this problem since the 1960s, with a significant reduction of accidents.Objective: This study emphasized that nurses who are never interrupted or distracted, by using "˜Do not disturb' tabards and signs, reduce errors during the administration of drugs.Methods: Quasi-experimental study on a convenience sample to explore the cause-effect relationship that reduces errors during drug administration by wearing a "˜Do not disturb' tabard and signs. This study was conducted in 8 similar medicine and surgery units within 4 teaching hospitals in Rome. Of these 8 units, 4 were identified for the experimental group and 4 for the control group. Data were collected using the Medication Administration Distraction Observation Sheet tool. Data were analysed using SPSS 10.00 software.Results: In the four hospitals that participated to the research were filled out 688 observational sheets, 356 (51,7%) for the control group and 332 (48,3%) for the experimental group. 132 were completed in the hospital 1, 143 in the hospital 2, 144 in the hospital 3 e 269 in the hospital 4. Analyzing the four hospitals, it emerged that in the experimental cohort some of the distractions calculated by the mean were lower compared with the control group (distractions by nurses and conversation). Yet, some distractions resulted greater in the experimental group respect to the control group (phone calls, other patients, external noise). At last, it did not emerge a significant difference in the distractions connected to variables such as: physicians, other personnel, visitors, and emergency situations.Conclusions: Distractions can lead to many errors throughout the drug administration phase. Wearing a high visibility vest while administering drugs proved to be very useful. However, this needs to be supported by effective teamwork, "˜do not disturb' signs in all the workplace rooms, and by an education program that should not be limited only to those who administer drugs. Keywords: administration errors, interruptions, distractions, safety tabard, not disturb signs

    LE STATUE DI ALESSANDRO VITTORIA PER LA CATTEDRALE DI TRAU

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    U prilogu se obrađuju davno atribuirani kipovi Alessandra Vittorije izrađeni 1559. god. za renesansnu kapelu trogirske katedrale koja je poslije posvećena sv. Ivanu, trogirskom biskupu. Kipovi su vjerojatno 1669. god. prebačeni na vrh zvonika katedrale pri likom njegove obnove. Analiziraju se i srebrni kipovi dvaju evanđelista nastali pod direktnim Vittorijinim utjecajem, ostavina kardinala Vidmana za trogirsku kapelu.La chiesa traurina cui era preposto il vescovo Cristoforo Nigris de Balistis, dopo più di settanta anni promosse il completamento del grande progetto rinascimentale della cappella nella cattedrale, più tardi consacrata a S. Giovanni, vescovo traurino dell'XI sec. Nell'anno 1559 l'operario della cattedrale di S. Lorenzo, Ivan Vitturi, acquista a Venezia nella bottega dello scultore Alessandro Vittoria quattro statue, completando cosi le figure di apostoli nelle nicchie. Già Giorgio Vasari scrivendo nel 1568 dello scultore veneziano Alessandro Vittoria riport6 l'importante notizia che lo scultore aveva inviato in Dalmazia statue alte cinque piedi. Finora, tuttavia non è stato trovato il contratto per le sculture della cattedrale traurina, nè nell'archivio privato dello scultore, che si trova presso l'Archivio di Stato di Venezia (ASV, Monastero di San Zaccharia, "Commissaria Vittoria"), ne nell'Archivio del capitolo a Trogir (Traù). Le statue del Vittoria nel XVII secolo, in coincidenza con l'apertura di nuove finestre, furono tolte dalla cappella e come santi intercessori furono spostate durante il restauro del campanile agli angoli dell'attico ai piedi della terminazione a piramide. Sebbene abbiano già scritto in merito Cvito Fisković e Kruno Prijatelj, a causa dell'altezza e dell'inaccessibilità della collocazione non e mai stato possibile analizzare in maniera particolareggiata le statue, e soltanto al tempo dei restauri al campanile negli anni 2000-2001, quando si sono potute osservare le sculture da vicino, sono stati scoperti i nomi dei santi parzialmente conservatisi nella parte inferiore delle basi. Nel corso dei restauri al campanile tutte e quattro le sculture sono state smontate e sostituite da copie, e gli originali sono ora esposti nella Pinacoteca della chiesa di S. Giovanni Battista. Nel 1644 nella cappella traurina fu collocato il nuovo altare e l'interno venne rimaneggiato secondo il gusto barocco con un pavimento policromo e aprendo due finestre su ciascuna parete laterale. Questa reinterpretazione nella regolazione del flusso della luce diurna porto necessariamente alia rimozione delle quattro statue del Vittoria che per la loro espressiva gestualità non potevano sicuramente armonizzare con la classica monumentalità delle statue rinascimentali. La trasformazione dell'interno della cappella e l'eliminazione delle statue manieristiche avvenne mentre era vescovo Pace Giordano, nativo di Vicenza. Le quattro statue completavano iconograficamente la serie di apostoli della cappella rinascimentale e sui campanile erano collocate come segue: S. Matteo a sud-est, S. Simone Zelota nell'angolo sud-ovest, S. Andrea a nord-ovest e S. Giacomo il Giovane a nord-est del campanile. Sulla base ovale sta il nome dei santi a caratteri capitali classici invece dell'autografo del Vittoria, ma le iscrizioni furono in gran parte danneggiate o parzialmente distrutte nel trasferire le statue in cima all'ultimo piano del campanile. La figura slanciata e magra in leggero contrapposto rappresenta S. Matteo con i caratteri fisionomici di vecchio calvo con i baffi. S. Matteo e, inoltre, l'unica delle statue traurine con il lungo naso aquilino intatto, che ritroviamo anche sulle figure mitologiche di vecchi modellate dalla Vittoria per gli stucchi delle scale della Marciana ultimate intorno al 1560, come anche sulla statua centrale di S. Antonio dell'altare di Montefeltro. Sulla base ovale dalla semplice profilatura vi sono i resti 236 del nome del santo: MATHEVS. Durante lo smontaggio della statua tra Ia sua base e Ia cornice dell'attico del campanile e stata ritrovata una moneta romana coniata al tempo di Costanzo Cloro alla fine del III sec. Tra le figure di apostoli del campanile della cattedrale spicca soprattutto la figura imponente di S. Simone Zelota. È rappresentato come un vecchio dalla barba lunga alla maniera di numerose statue del Vittoria come sono le sculture di S. Girolamo di S. Maria dei Frari e la statua di S. Zaccaria, versione speculare di S. Simone, sulla facciata della chiesa omonima. Sulla base della statua nella parte inferiore si legge l'iscrizione: SIMON. Pur essendo il braccio destro piuttosto danneggiato, il sinistro è sapientemente modellato con le dita allargate e le vene turgide. Un'accentuata somiglianza fisionomica con S. Simone Zelota rivela il volto di S. Antonio Abate della cappella Grimani nella chiesa di San Sebastiana a Venezia con la forte plasticità della fronte e gli effetti di luce ed ombra, e anche cronologicamente corrisponde con l'opera ordinata per Trau. All'angolo nord-ovest del campanile è la scultura dell'apostolo Andrea, fratello maggiore di Simon Pietro. Per posa ed equilibra compositivo reca l'impronta del Cristo Risorto di Michelangelo di Santa Maria sopra Minerva. Lo scultore modella le pieghe del drappeggio a larghi tratti arcuati sottolineando l'energia del movimento, e con torsione la figura ricorda la scultura di S. Marco nella cappella Grimani. Come tipo fisionomico con i baffi e la lunga barba a ciocche e vicinissima alia figura di S. Girolamo per la Scuola di San Fantin (oggi chiesa di San Giovanni e Paolo), databile al 1584 circa, e di S. Andrea della Scuola della Misericordia. Sulla base è conservata la meta superiore delle lettere del nome dell'apostolo: ANDREAS. La scultura di S. Giacomo il Giovane, che era nell'angolo nord-est del campanile della cattedrale, e quella in peggiore stato di conservazione. La figura e concepita con contrapposto e torsione accentuati , con il ventre prominente e la parte superiore del corpo ritratta all'indietro. I capelli hanno la scriminatura in mezzo e le ciocche che cadono sui collo, come sulla figura di S. Giovanni della chiesa di S. Giorgio Maggiore a Venezia, o la testa del Cristo di Brescia, mentre sui lato destro i capelli, la barba e il collo diventano tutt'uno. L'orecchio sinistro e danneggiato, e il volto e privo del naso, mentre le piccole labbra si atteggiano appena a un sorriso che ricorda le sculture arcaiche. Sulla base sono i resti delle lettere dell'iscrizione: IAC(O)BVS. Meno di centanni dopo l'acquisto delle statue fu cambiata la concezione della cappella e le sculture previste per l'interno, nel 1669, furono probabilmente collocate agli angoli del campanile nel corso del suo restauro. La nuova collocazione delle statue a un 'altezza di oltre quaranta metri diede alle sculture "da camera" il carattere di sculture da esterno, accentuando l'espressività della forte torsione e della dinamicità gestuale delle statue degli apostoli . E interessante notare che Alessandro Vittoria, nel 1555 , aveva firmato un contratto per quattro sculture di angeli per il campanile della cattedrale di Verona, delle quali ne porto a termine solo una. II campanile del Sanmicheli era già inaspettatamente crollato nel 1558 e il Vittoria non fini mai i suoi angeli . Per questo anche l'utilizzazione secondaria delle sculture traurine dopo più di un secolo dalla commissione seguiva la concezione veronese del maestro. Per ora e incerta la presenza dello scultore a Trau, se avesse visto di persona la cappella rinascimentale di cui doveva portare a termine il programma iconografico con il gruppo degli apostoli. Ci pare più probabile che il Vittoria si servisse di statue già pronte dei suoi assistenti nella bottega veneziana inviandole per la cattedrale nella lontana regione. La cattedrale di Trail sopratutto la vecchia cappella di S. Giovanni era un luogo di grande devozione, preghiera e voti dei fedeli. Negli ambienti ecclesiastici contribuirono a ci6 le biografie del santo protettore traurino come quella di G. F. Loredan, scritta sulla base della documentazione manoscritta di Dominik Andreis e stampata a Venezia nel 1648, e quella di Ivan Lucie sulla vita di S. Giovanni da Traù e i suoi miracoli, pubblicata a Roma nel 1657. Nel Tesoro della cattedrale traurina si custodiscono due sculture argentee che rappresentano S. Giovanni Evangelista e S. Marco Evangelista (alt. ca. 60 cm). Sulla base circolare lignea sono applicati i simboli degli Evangelisti e gli stemmi di Cristofaro Vidman ( 1615-1660), cardinale con il titolo di S. Marco che risiedeva nel Palazzo Venezia a Roma. II cardinale Vidman era commendatario del cenobio traurino di S. Giovanni Battista, un tempo abbazia benedettina, e riscuoteva le rendite della sua ricca proprietà. Mori nel 1660, e lascio le figure in testamento alia cattedrale di Traù destinandole alia cappella di S. Giovanni. Le figure in argento rivelano la forte influenza delle figure di santi del Vittoria dai corpi in torsione e dal pittorico modellato dei drappeggi. Riteniamo che i modelli di queste piccole sculture in lamina d'argento siano stati fatti secondo i prototipi della monumentale scultura d'altare del Vittoria per le chiese veneziane. Si tratta, in fondo, soltanto di due figure di Evangelisti, molto simili alle sculture d'altare create dalla fine degli anni '50 alia meta degli anni '70 del Cinquecento a Venezia. Siamo convinti che le figure traurine in argento siano opere di oreficeria del XVII secolo, imitanti la maniera della bottega del Vittoria. Non abbiamo potuto accertare la bottega non essendovi tracce di punzonatura sul rivestimento argenteo delle figure. Con questa breve digressione sulla donazione del Vidman abbiamo voluto evidenziare Ia forte influenza della scultura monumentale del Vittoria sulle piccole opere plastiche. Gli Evangelisti in argento sono stati da tempo riposti nel Tesoro e rimosi dalla cappella di S. Giovanni come le sculture manieristiche degli Apostoli. Sebbene le sculture del Vittoria e dei suoi collaboratori avessero soddisfatto le ambizioni dei committenti, non rispondevano però alia sensibilità dell'ambiente traurino. Turbando l'armonia rinascimentale della cappella traurina, le sculture degli Apostoli nella seconda meta del XVII sec. furono trasferite in cima al campanile della cattedrale, dove la reinterpretazione barocca ne valorizza la scenografica monumentalità
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