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Studi sulla patria potestas. Il filius familias 'designatus rei publicae civis' Antonello Calore discute con Monica De Simone
Antonello Calore and Monica De Simone discuss the book "Studi sulla patria potestas. Il filius familias designatus rei publicae civis" in the conference 'Letture Romanistiche' held in Florence on March 22, 2019, at the Department of Legal Sciences. Convenor: Patrizia Giunt
Përshëndetja e Prof. Carlo de Simone (Itali)
De Simone Carlo. Përshëndetja e Prof. Carlo de Simone (Itali) . In: Iliria, vol. 15 n°2, 1985. Kuvendi II i studimeve ilire / IIème Colloque des Études lllyriennes (Tiranë, 20-23. XI. 1985) pp. 41-42
Antonio De Simone, Destino moderno. Jürgen Habermas. Il pensiero e la critica, Morlacchi Editore, Perugia 2018
Con Destino moderno il filosofo dell’ateneo urbinate Antonio
De Simone – attraverso “ritratti di pensiero” disposti in una
complessa tessitura sinfonica – analizza, ricostruisce e interpreta
ulteriormente la storia intellettuale, filosofica e politica di uno dei
pensatori più significativi che nella contemporaneità hanno fatto
ingresso nel “pantheon” della grande tradizione filosofica occidentale:
Jürgen Habermas. L’Autore, dopo il suo libro Il primo Habermas
(2017), in questo volume tratteggia sapientemente i passaggi centrali
mediante i quali si è formata e sviluppata la riflessione habermasiana a
partire dagli anni Ottanta del Novecento sino ai suoi più recenti approdi
tematici. Egli accede al mondo filosofico e politico di Habermas da
angolazioni diverse sapendo che la sua identità soggettiva è critica,
come nel Moderno lo è stata quella di Hegel: due anime tedesche
sempre attente ai mutamenti del palcoscenico umano della storia. Con
questo libro De Simone non ha inteso tracciare soltanto una mappa,
una cartografia del cammino di pensiero di Habermas, del dialogo e
confronto che egli ha stabilito con altre figure filosofiche. L’obiettivo
ulteriore è stato altresì quello di comprendere criticamente la cifra
speculativa, la competenza ermeneutica e le ragioni teoriche e pratiche
che hanno creato e determinato l’insieme del suo stile filosofico, la sua
originale public voice, le sue idee sulla politica, la società, la sfera
pubblica, il discorso, la ragione, l’etica, la comunicazione,
il diritto, la democrazia, l’Occidente, non solo nella riflessività
di una situazione contingente, ma come forma di autocomprensione
critica del “destino moderno”, nell’intreccio di pensatori e attori
che quella vicenda hanno vissuto e continuano a vivere nelle metamorfosi
dell’umano. Nell’ineffabile contraddittorietà ed “efflorescenza” del reale,
nelle costellazioni mutevoli della “global age”, quello dispiegato da
Habermas è un paradigma interpretativo, critico, politico e normativo,
postmetafisico, intersoggettivamente orientato che non può essere eludibile,
perché è sempre stato mosso dall’ inquietudine della ragione critica
– la “roccia” sulla quale, nel corso della storia, tutte «le autorità hanno
di fatto finito per sfracellarsi». Con Destino moderno il lettore
può compiere un viaggio appassionato attraverso l’opera e il pensiero
di Jürgen Habermas ripercorrendo tutte le tappe della sua riflessione
matura e dialogando criticamente con un filosofo del nostro tempo
Luigi Giuseppe De Simone cent'anni dopo
Il libro contiene gli atti di un incontro di studio svoltosi nel centenario della morte di De Simone (1902-2002); in appendice la ristampa di due testi di De Simone di difficile accesso
ANTONIO DE SIMONE, L'ultimo classico. Max Weber. Filosofo, politico, sociologo, Mimesis Edizioni, Milano, 2020.
Nelle gradazioni del possibile in cui si configura l’orizzonte di senso della realtà, dove si rappresentano le immagini del mondo e si interpretano nella storia le forme della soggettività e della politica, ovvero le frequenze, i casi e i destini dell’umano evento, Max Weber si appalesa come «un classico nostro contemporaneo», forse “l’ultimo classico” che, pur nelle sue interne e irresolubili contraddizioni vitali e di pensiero, può ancora rappresentare una guida essenziale per comprendere la complessità costitutiva dell’agire umano dotato di senso. Il “paradigma weberiano”, con i suoi sviluppi critici e problematici, entro e oltre il Novecento, non ha smesso, anche nelle trasformazioni della filosofia, della politica e delle scienze umane e so-ciali contemporanee, di declinarci, con la sua originale Zeitdiagnose, nella nostra “ontologia dell’attualità”, quali sono i problemi rilevanti del conflitto della ragione nel disin-canto moderno.
Nelle pagine di questo libro Antonio De Simone ricostruisce i motivi salienti in cui si articolano gli esercizi di pensiero nei quali rilegge alcuni dei principali temi che possono, nel loro insieme, restituire i diagrammi principali dell’antropologia dell’umano che Weber diagnostica criticamente nella sua enciclopedica opera filosofica, politi-ca, storica, giuridica, etica e sociologica. Un’analitica e un’ermeneutica della modernità che, con accenti diversi, hanno continuamente attratto l’attenzione dei grandi interpreti contemporanei che all’opera di Weber hanno rivolto il loro ascolto per decifrarne l’ineffabile destino, e che questo volume recepisce non solo nella sua storica e de-terminata Wirkungsgeschichte ma anche come lascito problematico di una grande “lezione” e di una difficile e in-dispensabile “eredità” di pensiero di un genio poliedrico inteso appunto come “filosofo, politico e sociologo”
ANTONIO DE SIMONE, OLTRE HERMES. IL COMPRENDERE DELL'UMANO. UNA STORIA FILOSOFICA DA DILTHEY A GADAMER
In questo volume Antonio De Simone attraversa
un campo di concettualizzazione in cui si discutono
le metamorfosi che la filosofia ermeneutica
ha compiuto nel passaggio da Dilthey a Gadamer.
«Oltre Hermes» è una metafora assunta nel titolo
che indica, nella storia del pensiero occidentale,
un movimento di riflessione sulle trasmutazioni
della filosofia ermeneutica del comprendere e
del suo impatto con la dimensione trasformativa
dell’interpretazione. L’«oltre», così evocato,
intende rivolgere lo sguardo anche al di là delle
origini e della tradizione disciplinare «classica»
dell’ermeneutica definita come Kunstlehre, per
continuare a vivere l’in-finito dialogo che intratteniamo
con la complessa e ineffabile questione
dell’esperienza del comprendere, dell’accadere
del suo evento umano, nella sua semplice
presenza, nel flusso del tempo, tra conflitto e
contraddizione, tra attuale e inattuale, nel luogo
di un divenire rischioso e instabile che pervade
la nostra vita nello sforzo, che ci è dato ancora
dalla filosofia, di comprendere-il-comprendere.
La questione del Verstehen nella sua in-appropriabile
alterità e quel “relativamente assoluto”
in cui si consuma nella reciprocità dell’umano la
ricerca ininterrotta della possibile verità sono la
cifra eminente che si oggettiva nella forma degli
studi raccolti in questo libro. Una “galleria” di ritratti
di pensiero in cui si ripercorre un cammino
filosofico che inizia con Dilthey e si protende sino
a Gadamer, durante il quale - attraverso significativi
“confronti tedeschi” - l’opera e la lezione
dei filosofi prescelti sono state “agli occhi dei
contemporanei” recepite e discusse criticamente
nella cornice di una “storia” filosofica che guida il
lettore nel magma mobile e compulsivo della contemporaneità
per come “orientarsi” nel pensiero
comprendente e trasformatore
Livio de Simone I.D.
Il settore Interior Decoration di Livio de Simone rappresenta una anticipazione degli anni '60 rispetto a tutti i marchi di moda che solo successivamente si occuperanno del settore casa, per cui molto innovativo per la presente ricerca
ANTONIO DE SIMONE, ESSERE E POLITICA. DIALETTICA DELL'UMANO, MIMESIS EDIZIONI, MILANO 2020, pp.. 500, COLLANA FILOSOFIE N. 705, ISBN - 9788857571492
I temi affrontati more philosophico da Antonio
De Simone in Essere e politica. Dialettica dell’umano
e i profili politico-filosofici (Machiavelli,
Rousseau, Vico, Kant, Hegel, Simmel, Benjamin,
Horkheimer, Adorno, Habermas, Honneth,
Rawls, Heller, Arendt, Lefort, Ricoeur, Masullo)
ivi discussi criticamente esprimono il bisogno di
analizzare e valutare il ruolo, la funzione pubblica
e il tenore immanente della contraddizione
prossemica entro e oltre l’ethos del moderno
nelle morfologie assunte dalla filosofia contemporanea
della normatività. Un atto interpretativo
in cui è implicito l’agire politico connesso
dialetticamente alla vita e alla metamorfica
costituzione della soggettività nella faglia disegualitaria
tra individualità e società. Attraverso
l’interrogazione “paradigmatica” dei classici
moderni, le riflessioni svolte nel libro nella forma
di Lezioni problematicizzano la scelta esistenziale
che pervade la relazione contingente
tra agire umano, vita quotidiana, libertà, valori e
norme, nella dialettica della modernità. Ritratti
filosofici della condizione umana, o, meglio, del
destino umano nell’ontologia politica del vivente,
che performano l’umano come permeato
dal “vivere in tensione” tra l’essere e il dover
essere, dove gli attori umani, nel loro agire, tra
colpevolezza e innocenza, disvelano l’oscurità
ultima, tra bene e male, tra ragione e virtù, tra
ethos, conflitto e politica, del “teatro storico”
delle maschere della vita. L’Epilogo (in forma
di Appendice) segue alla persuasione (manifestata
nella penultima Lezione) che le “ragioni
della filosofia” possano ancora affrontare, nelle
condizioni dell’eticità post-tradizionale, una difficile
eredità generazionale, che si oggettiva, tra
teoria critica, filosofia e politica, nel passaggio
ai contemporanei, dai maestri agli allievi, per
la libertà, la comunicazione intersoggettiva e il
riconoscimento interumano, e, dunque, nella
paticità e socialità che intrama, nell’arte del
vivere e del conflitto, l’enigmatica vincolatezza
dell’umano, dell’irriducibile soggettività tra essere e politica,
tra realtà e pensiero
Antonio De Simone, Davide D'Alessandro, Intervista a Machiavelli. Tra cultura, filosofia e politica, Morlacchi Editore, Perugia 2016. ISBN - 788860-748-188
Il libro di Antonio De Simone
e di Davide D’Alessandro, uno
storico della filosofia e un saggista filosofico-
politico, nelle due parti in cui si compone,
“mette in scena” – per il lettore d’oggi – l’originalità
della filosofia e della perturbante ed estrema attualità
che rispetto all’antico e al moderno pervadono nella sua
complessa articolazione il pensiero politico, antropologico
e storico di Machiavelli. Un’analisi originale e una “impossibile”
ma necessaria sollecitazione dialogica costringono
alla prova, nella “qualità dei tempi” che spiegano
le “cagioni” del nostro presente, l’incidenza di un grande
classico sui grandi temi che declinano nello “studiolo” di
Niccolò il rapporto cruciale nell’ontologia dell’umano tra
conflitto, potere, cultura e politica. L’occhio e lo sguardo
obliquo di Machiavelli, uomo del Rinascimento italiano ed
europeo, orbitano il suo pensiero “sulfureo” ed eccentrico
con il quale l’“acutissimus florentinus” ha interpretato
il formicolare agonistico e il brulicare combattivo, tumultuario,
in cui si manifesta la commedia umana tra
desiderio e paura, fortuna e virtù, ricchezza e povertà,
corruzione e libertà. Un Machiavelli filosofo
totus politicus, che lo rende ancora
uno “specchio” inquietante per noi
Kathleen e la tempesta
In questa raccolta, curata da Sara De Simone e da lei tradotta insieme con Nadia Fusini, viene offerta ai lettori un’inedita selezione dei suoi racconti, aggregati intorno a quattro nuclei: Il romanzo familiare; Amanti, amiche, sorelle; Donne sole; La vita, la morte. Mettendo in luce alcune delle immagini ricorrenti e dei temi più significativi, questi racconti offrono un distillato dell’universo narrativo di Katherine Mansfield, restituendo tutta l’intensità di una voce che ha saputo portare sulla pagina, come suggerisce Sara De Simone, “la vita della vita”, “quel sussulto, quella scossa, il fremito della cosa che esiste”
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