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    La giustizia costituzionale nel secolo breve

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    La giustizia costituzionale è intimamente collegata al moderno costituzionalismo e ha trovato in Hans Kelsen uno dei suoi massimi epigoni del Novecento. La sua affascinante impostazione scientifica riuscì a penetrare in Italia già in epoca fascista, influenzando successivamente soprattutto la dottrina italiana d'età repubblicana

    L’insegnamento storico-giuridico e la Facoltà di Giurisprudenza

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    Il saggio evidenzia come a Trieste abbiano insegnato insigni storici del diritto - alcuni in età matura e altri all'inizio della carriera -, che hanno contribuito a lasciare un segno nell'attività scientifica quanto nelle scelte strategiche di politica accademic

    La "questione di Trieste" e il voto del 2 giugno 1946: un problema anche costituzionale

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    Il 2 giugno 1946 l’Italia porta a compimento il suo percorso di liberazione con le prime elezioni a suffragio universale, con cui si sceglieva l’assetto istituzionale – Monarchia o Repubblica – e contestualmente si indicavano i rappresentanti alla Costituente. Un momento evidentemente delicato e ricco di emozione, tuttavia non condiviso da tutti gli italiani della Penisola. Nella XII Circoscrizione, infatti – quella di Trieste, Zara e della Venezia Giulia – pur essendo stati convocati i comizi elettorali, non si da seguito al voto, nel timore di un imminente cambio di sovranità a favore dello Stato Jugoslavo. La questione, oltre che politica, assume dei profili eminentemente giuridici. Per il confine orientale, non entrando a pieno titolo in quel processo costituente così delicato ed importante per il futuro assetto del Paese, si apre un vulnus che lo porterà ad essere emarginato nel panorama culturale, sociale e politico italiano per tutto il Novecento

    Nel mezzo del regionalismo repubblicano. Il percorso autonomistico della Venezia Giulia e del Friuli

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    L’Assemblea Costituente, per la cui elezione i goriziani il 2 giugno 1946 non poterono votare, lavorò nel solco della tradizione centralista italiana. Alla fine, nel dettato costituzionale fu inserita un’autonomia a due velocità, con la previsione di regioni ordinarie ed altre speciali, tra cui un Friuli-Venezia Giulia, i cui confini erano ancora incerti e soprattutto dipendevano da logiche internazionali. Nel 1963, a seguito del ritorno di Trieste alla Madrepatria, entrò in vigore lo statuto di quella che fu opportunamente definita «la meno speciale tra le regioni a statuto speciale», aprendo contemporaneamente la strada all’attuazione del titolo quinto della Costituzione e dando così il via alla formazione istituzionale delle regioni

    Le ragioni di un riconoscimento di importanza storica

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    Le ragioni storiche per cui Gorizia e Nova Gorica sono giunte ad essere assieme, alle soglie del nuovo Millennio, Capitale Europea della Cultura, dopo un secolo caratterizzato da scontri, guerre e genocidi

    «Italia chiude e i suoi termini bagna»

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    La ricostruzione giuridica e dei trattati internazionali inerenti Trieste e la Venezia Giulia, dalla caduta della Serenissima Repubblica alla recente formazione delle Repubbliche di Slovenia e Croazia

    Nota dei curatori

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    Il volume è incentrato sulla Costituzione Austriaca del 1920 e sul suo padre putativo, quell’Hans Kelnsen riferimento del normativismo giuridico del Novecento. L’ambizione è stata quella di riuscire a far comunicare e a connettere tra loro saperi differenti, nel tentativo di collocare l’esperienza della giustizia costituzionale nel più ampio alveo del polisemico contesto sociale e politico che ha caratterizzato il cosiddetto secolo breve del policromo Occident

    Dall’eccezionalità all’ordinarietà, ossia quando la legislazione d’emergenza si consolida. Il caso del domicilio coatto

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    La necessità di affrontare l’emergenza con un assetto eccezionale può diventare opportunità per ridisegnare il sistema e occasione per introdurre novità giuridiche che possono assumere nel tempo quel carattere di stabilità capace di legittimare deroghe all’assetto, fino a quel momento ordinario, dei poteri e degli equilibri istituzionali. A conferma di questa interpretazione si è analizzata l’evoluzione dell’istituto del domicilio coatto, dall’Unità d’Italia ai nostri giorni

    La pandemia nelle aule triestine

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    La spiegazione della metodologia con cui gli studenti hanno affrontato l'analisi delle risposte giuridiche durante la pandemia, in una logica multidisciplinare e dovendo superare le stringenti limitazioni adottate nei confronti della ricerca delle fonti e del materiale scientifico. Ne emerge il valore dello strumentario interpretativo insegnato al discente in una fase di eccezionalità in cui il sistema giuridico è messo particolarmente sotto sforzo
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