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Vestire i film. Distillati di moda nel consumo filmico
Il saggio s'inserisce all'interno di un progetto di ricerca interuniversitario finanziato nell'ambito del PRIN 2017 e dedicato al rapporto tra cinema e consumi in Italia nel periodo compreso tra il 1950 e il 1973, prendendo lo spunto da un'inchiesta sull'abbigliamento indossato dalle attrici italiane nella loro vita quotidiana, pubblicata dal settimanale "L'Europeo" nel 1955. Il ruolo significativo acquisito dalla moda nella società italiana emerge considerando le opportunità di crescita sul piano dell'identità professionale, sociale e di genere, offerto alle co-protagoniste di tre film realizzati nella prima metà degli anni Cinquanta, le quali svolgono attività legate a tale universo: Le ragazze di Piazza di Spagna (Emmer, 1952), Il mondo le condanna (Franciolini, 1953) e Le amiche (Antonioni, 1955). Il cinema sembra aprire così la strada per una nuova visibilità delle donne, dentro e oltre lo schermo, nel momento stesso in cui suggerisce abitudini di consumo inedite.The essay is part of an inter-university research project financed within the PRIN 2017 and dedicated to the relationship between cinema and consumption in Italy in the period between 1950 and 1973, taking its starting point from a survey on the clothing worn by Italian actresses in their daily lives, published by the weekly magazine ‘L'Europeo’ in 1955. The significant role acquired by fashion in Italian society emerges when considering the opportunities for growth in terms of professional, social and gender identity offered to the co-protagonists of three films directed in the first half of the 1950s: Le ragazze di Piazza di Spagna (Emmer, 1952), Il mondo le condanna (Franciolini, 1953) and Le amiche (Antonioni, 1955). Cinema thus seems to open the way for a new visibility of women, within and beyond the screen, at the very moment when it suggests unprecedented consumption habits
Tristana, una visione rivoluzionaria del romanzo di Galdos
Oltre a modificare l’ambientazione della storia di Galdós, anche per quanto riguarda le coordinate temporali, Buñuel ha optato per un significativo aggiornamento rispetto al romanzo, in modo tale da proiettarvi la sua personale memoria storica. L’adattamento compiuto dal regista insieme a Julio Alejandro ha comportato la riproposizione dello schema narrativo di fondo ma con un notevole grado di libertà
Il documentario di Sergio Naitza
L’articolo considera i documentari realizzati da Sergio Naitza tra il 2011 e il 2022 che sono quasi esclusivamente dedicati al rapporto
tra la Sardegna e il cinema. In alcuni casi tali documentari ricostruiscono la genesi di film realizzati sull’Isola grazie alle testimonianze delle ex comparse; in altri ruotano attorno alla figura di attori di origine sarda oppure indagano sui cambiamenti
radicali manifestatisi durante l’attuazione del Piano di Rinascita soffermandosi anche sull’importanza del dispositivo cinematografico quale potente strumento di aggregazione nel contribuire alla creazione di un tessuto socio-culturale ampiamente condivisoThe article considers the documentaries directed by Sergio Naitza between 2011 and 2022, which are mostly dedicated to the relationship between Sardinia and cinema. In some cases, these documentaries reconstruct the genesis of films shot on the Island through the memories of former extras; in other cases, they focus on the life and personality of actors of Sardinian origin; finally, they also investigate the radical changes caused by the implementation of
the Piano di Rinascita, also stressing the importance of the cinema as a powerful tool of aggregation in contributing to the creation
of a widelyshared socio-cultural fabric
Ignazio Figus e il documentario di osservazione
Questo intervento esplora l'opera documentaristica di Ignazio Figus attraverso un’analisi approfondita di tre suoi lavori: Giuseppe, pastore di periferia (2004); Brokkarios – Una famiglia di vasai (2008); La cena delle anime (2017). In ciascuna opera il regista affronta con sguardo sensibile e rigoroso temi legati alla tradizione, alla memoria e all'identità della Sardegna rurale, in un dialogo costante tra passato e presente. Il saggio si concentra sulle tecniche stilistiche e narrative impiegate da Figus per restituire la complessità di una cultura in trasformazione e uno spaccato intimo e complesso della società sarda, sottolineando il valore antropologico e identitario del suo cinema
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