387 research outputs found
La sceneggiatura dei quattro piani nazionali
I quattro Piani Nazionali ISS (Insegnare Scienze Sperimentali), Poseidon, [email protected] e Logos-DCD promossi dal Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca (MIUR) si inseriscono all’interno del quadro dell’innovazione didattica e dell’aggiornamento dei metodi
di insegnamento nelle scuole di ogni ordine e grado. L’analisi dei documenti di base di ciascun Piano consente di ripercorrerne gli obiettivi
fondanti e il processo di evoluzione dall’anno di avvio ad oggi, sottolineando la volontà di sperimentare nuovi metodi didattici, con
lo scopo di allinearli il più possibile al linguaggio delle nuove generazioni
Role of CD93 in Health and Disease
: CD93 (also known as complement protein 1 q subcomponent receptor C1qR1 or C1qRp), is a transmembrane glycoprotein encoded by a gene located on 20p11.21 and composed of 652 amino acids. CD93 can be present in two forms: soluble (sCD93) and membrane-bound (CD93). CD93 is mainly expressed on endothelial cells, where it plays a key role in promoting angiogenesis both in physiology and disease, such as age-related macular degeneration and tumor angiogenesis. In fact, CD93 is highly expressed in tumor-associated vessels and its presence correlates with a poor prognosis, poor immunotherapy response, immune cell infiltration and high tumor, node and metastasis (TNM) stage in many cancer types. CD93 is also expressed in hematopoietic stem cells, cytotrophoblast cells, platelets and many immune cells, i.e., monocytes, neutrophils, B cells and natural killer (NK) cells. Accordingly, CD93 is involved in modulating important inflammatory-associated diseases including systemic sclerosis and neuroinflammation. Finally, CD93 plays a role in cardiovascular disease development and progression. In this article, we reviewed the current literature regarding the role of CD93 in modulating angiogenesis, inflammation and tumor growth in order to understand where this glycoprotein could be a potential therapeutic target and could modify the outcome of the abovementioned pathologies
Water footprint della Granella® da scorie di acciaieria
The growing awareness of the need to improve water management has led to the development of the Water Footprint (WF) concept. Introduced by Hoekstra in 2002, WF is an indicator to assess the exploitation of water resources to realize products and services. There are many WF studies on agricultural products, few instead deal with industrial products and even fewer relate to waste. This case study analyzes the
WF of Granella®, an agglomerate obtained from the slag of the smelting furnace of a steel mill used in the production of bituminous pavements. First the WF of the process steps were analyzed, distinguishing between direct and indirect water uses.
Subsequently, the WF of all input materials were examined, paying particular attention to the evaluation of the energy used in the production of each single material.
The analysis shows that water consumption in each process step and for each material
considered is mainly due to electricity consumption, particularly high during the
melting phase from which steel and slag are obtained. The crucial aspect to define
Granella® WF is the method used for the allocation of water consumption to the two
co-products, steel and slag
Management of Dilated Aortic Root in Patients Undergoing Repair of Acute Type-A Aortic Dissection
Politica culturale europea e Governance dei musei
Il lavoro offre una disamina della politica dei beni culturali nell’ordinamento europeo attraverso i piani di lavoro europeo per la cultura del Consiglio dell’Unione e degli Stati membri, nonché un'analisi delle linee di Governance dei musei dettate a livello sovranazionale ed i riflessi sul piano nazionale
La considerazione dello sviluppo sostenibile nei piani strategici degli enti locali. Un bilancio del primo decennio.
Nel corso degli ultimi dieci anni il tema dello sviluppo sostenibile ha assunto un ruolo di crescente rilevanza a livello europeo, come testimoniano gli obiettivi strategici di Lisbona 2010 (Consiglio dell'UE 2000) ed Europa 2020 (Commissione Europea, 2010), volti a promuovere una pianificazione di lungo termine dello sviluppo economico, orientata ai concetti di sostenibilità, occupazione e coesione sociale. In tale contesto, la Commissione europea ha emanato una serie di comunicazioni orientate a far emergere il contributo che possono giocare i contesti urbani nel definire piani di lungo termine finalizzati al raggiungimento di questo sfidante obiettivo. La letteratura internazionale si è finora concentrata quasi esclusivamente sugli aspetti legati alla rendicontazione di tali pratiche. Di recente, si è cercato anche di sottolineare come la pianificazione debba rappresentare la sede idonea ad accogliere l'esplicitazione delle strategie sostenibili che si intendono porre in essere. La pianificazione strategica rappresenta infatti il processo che permette di effettuare una sistematica raccolta di informazioni al fine di giungere ad una rappresentazione della situazione attuale di una organizzazione e definirme poi le direzioni di lungo periodo, gli obiettivi e le azioni più idonee a rispondere ai bisogni della comunità. Obiettivo del presente studio è stato quello di rilevare, attraverso una indagine di tipo longitudinale riferita al primo decennio di pianificazione formalizzata realizzata da parte degli enti locali italiani, in che misura i piani strategici pubblicati hanno considerato il tema della sostenibilità a livello preventivo. Le domande della ricerca condotta sono state pertanto focalizzate sui seguenti punti:
-qual' è stata nel tempo la considerazione delle politiche sostenibili all'interno dei piani strategici?
-quali sono stati gli aspetti legati al concetto di sostenibilità maggiormente considerati?
La ricerca ha implicato l'analisi dei contenuti di tutti i piani strategici approvati e pubblicati on line al 31.12.209 e poi la successiva analisi attraverso lo strumento della content anallysis
LA CARTOGRAFIA DELLO STATO CHIMICO DELLE ACQUE SOTTERRANEE NEI PIANI DI TUTELA DELLE ACQUE
In questo studio si propone una metodologia per la cartografia dello stato chimico delle acque sot-terranee basata sulla sovrapposizione condizionale in ambiente GIS degli strati informativi relativi ai vari ioni che concorrono alla definizione qualitativa, secondo quanto previsto per la stesura dei Piani di Tutela delle acque
Piani urbani di mobilità sostenibile (PUMS). Aspetti d’interesse per i pareri igienico-sanitari
Con il Decreto 4.08.2017 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) sono state pubblicate le linee guida per la redazione dei Piani Urbani di Mobilità Sostenibile, in attuazione di quanto previsto dalla Legge 340/2000. I comuni italiani che hanno elaborato i propri piani sono relativamente pochi e, laddove esistenti, spesso settoriali (talvolta confusi con i Piani Urbani del Traffico) e scarsamente coordinati con le politiche di natura urbanistica. Con l’introduzione della valutazione sanitaria all’interno dei piani/ progetti/programmi sul territorio a significativo impatto (VAS, VIA, AIA) e la recente pubblicazione delle linee Guida VIS (Decreto M.S. 27.03.2019), i Servizi di Igiene Pubblica sono chiamati ad esprimere un parere stringente sulle ricadute sulla salute anche in tema di PUMS. Lo studio intende proporre una griglia di valutazione, basata sulle evidenze di letteratura, sugli aspetti maggiormente rilevanti ai fini della protezione e promozione della salute, per la costruzione di metodiche olistiche di valutazione dei PUMS
UN’INDAGINE SULLA QUALITÀ DEI PIANI DELLA PERFORMANCE NELLE UNIVERSITÀ STATALI ITALIANE: QUALI PROSPETTIVE PER IL FUTURO?
Il processo di riforma che ha interessato il settore universitario italiano ha affidato alle università il compito di definire direttamente la propria programmazione. In questo quadro, gli atenei statali sono stati chiamati ad espli-citare la performance attesa, come sostenuto anche dalla normativa in materia di produttività e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, che assegna un ruolo centrale alla formulazione del piano della performance. Il pre-sente studio, avvalendosi di un approccio induttivo, propone l’esame documentale dei piani della performance pubblicati dalle università statali, al fine di misurare il loro grado di coerenza rispetto alle linee guida emanate in materia, nonché indagare l’esistenza di fattori che influenzano la completezza informativa dei documenti elabo-rati. Dall’analisi svolta emerge un generale livello di compliance, che aumenta nei piani di più recente pubblica-zione. La compliance risulta tuttavia più debole in relazione alla valutazione della coerenza con la programma-zione economico-finanziaria e di bilancio. Infine, non emergono forme di associazione tra fattori di contesto spe-cifici e la capacità di uniformarsi alla normativa
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