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    Moretti e gli artisti

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    Il saggio ripercorre criticamente la trama dei rapporti intessuti prima e dopo la Seconda guerra Mondiale da Luigi Moretti con gli artisti italiani suoi contemporanei, nell'ambito dei grandi cantieri pubblici di "regime" (nell'anteguerra) e in quello più privato del collezionismo e dell'attività della Galleria da lui aperta e legata alla rivista "Spazio" nel dopoguerra

    Dalla formazione iniziale a quella in servizio: qualificare il tutorato e la fase di induction degli insegnanti

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    Molteplici evidenze di ricerca raccolte nel periodo pandemico e in quello post-pandemico suggeriscono di potenziare nelle scuole e nei servizi educativi l’esercizio della leadership educativa diffusa, del tutoring e del mentoring tra pari (Fiorucci & Moretti, 2019, 2022a; 2022b; Moretti 2022; Fiorucci, Moretti & Margottini, 2023). In questa prospettiva è necessario dedicare attenzione alla fase di induction dei neoassunti e impegnarsi per qualificare la formazione dei docenti. La fase di induction a scuola e in aula rappresenta per gli insegnanti un passaggio critico, che è spesso motivo di stress e di abbandono (Buchanan et al., 2013; Harfitt, 2015; Biagioli, 2015). È dunque importante raccordare la formazione iniziale con quella in servizio e introdurre iniziative di tutorato e di mentoring finalizzate a supportare gli insegnanti neoassunti nella fase di induction e nel percorso di sviluppo professionale. Il D.M. 850/2015, art. 12 stabilisce che «Il docente tutor accoglie il neo-assunto nella comunità professionale, favorisce la sua partecipazione ai diversi momenti della vita collegiale della scuola ed esercita ogni utile forma di ascolto, consulenza e collaborazione per migliorare la qualità e l’efficacia dell’insegnamento. La funzione di tutor si esplica altresì nella predisposizione di momenti di reciproca osservazione in classe». In Italia le richieste rivolte ai tutor sono consistenti, ma l’attenzione dedicata alla loro formazione è scarsa (Fiorucci & Moretti, 2019; 2022a; 2022b). Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), missione 4, alloca risorse per istituire tre Digital Education Hub (DHE) e tre Teaching and Learning Center (TLC). Le nuove infrastrutture dovrebbero aiutare a progettare e mettere in campo 68 la scuola inclusiva tra modelli e applicazioni azioni di formazione dei tutor in grado di favorire una postura ecosistemica (Bronfenbrenner, 1979; Ellerani, 2022), di generare processi inclusivi e di affrontare le nuove sfide educative e le situazioni di incertezza. Lo sviluppo di una postura ecosistemica, che potenzia la relazione tra tutor e neoassunto, è un obiettivo da prendere in seria considerazione anche a seguito dei ripetuti interventi di riorganizzazione e di riprogettazione richiesti durante il periodo emergenziale e in quello post-emergenziale per dare risposte mirate ai bisogni delle comunità territoriali (Domenici, 2020; Lucisano, 2020; Moretti & Morini, 2021)

    Luigi Moretti: un itinerario romano

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    Provare al leggere Roma attraverso Luigi Moretti può voler dire seguire linee di interpretazione inconsuete e inaspettate, lasciare a volte la strada maestra della modernità dei volumi puru per scovare il moderno anche dove si contamina con caratteristiche diverse, con le caratteristiche dell'architettura romana. Le architetture di Moretti sono episodi nel tessuto urbano che non solo raccontano meglio di altri le diverse epoche della Roma moderna, della Roma del ventennio, del dopoguerra, del boom economico, ma aprono anche a riflessioni sulla storia e sulla città del futuro, sulla città che Roma avrebbe potuto essere se i segnali lanciati da Moretti fossero stati seguiti e non gettati nell'oblio

    Visione e dispersione. La regia architettonica di Luigi Moretti

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    A partire da una lettura degli edifici gemelli dell'Eur, a Roma, una delle opere maggiori realizzate da Luigi Moretti nel dopoguerra, si sviluppa un'interpretazione della sua architettura come di una "regia della percezione" ispirata al modello barocco, ma coerente con la moderna immagine del cinema

    Women Design Award

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    L'articolo presenta il progetto del premio Aiap Women in Design Award (AWDA), di Cinzia Ferrara, Laura Moretti e Daniela Piscitelli, curato e organizzato da Aiap, alla sua prima edizione. Un premio biennale che si rivolge alle designer della comunicazione visiva, nato all'interno di un percorso di ricerca tracciato da Aiap, Associazione italiana design della comunicazione visiva, che mira a ricostruire e testimoniare i contributi che tante designer hanno lasciato e continuano a generare, arricchendo il patrimonio del progetto grafico italiano

    Introduzione ad AWDA 2

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    Il progetto di AWDA, Aiap Women in Design Award, ha una storia lunga e radici profonde, nasce nel 2009 da un’idea di Laura Moretti, si configura nel 2012 come Premio biennale a cura di Cinzia Ferrara, Daniela Piscitelli e Laura Moretti, diventa nel 2015 internazionale e si prepara ad assumere una dimensione mondiale con la terza edizione del 2017 includendo nella curatela anche Carla Palladino. L’intento del progetto, che affronta un tema importante e ancora poco indagato come quello del design della comunicazione visiva declinato al femminile, non è quello di esaminare un’area protetta, o ricercare peculiarità che caratterizzano una metodologia di progetto al femminile, quanto quello di attraversare un territorio scoprendone le diversità in ogni lembo, date da profonde differenze che derivano dalle diversità di provenienze geografiche, formazioni, committenze pubbliche e private, tessuti sociali nei quali le designer vivono e lavorano.AWDA, Aiap Women in Design Award, has a long history and deep roots: in 2009 it was only Laura Moretti’s idea, in 2012 it took shape as a biennial Award curated by Cinzia Ferrara, Daniela Piscitelli and Laura Moretti, in 2015 it became international – the first step towards the worldwide dimension it would achieve in its third edition, 2017, when Carla Palladino joined the team of curators. The aim of the project, which tackles the important, though still under-explored theme of visual communication design from the perspective of women, is not to examine a protected area, or to search for peculiarities characterising women’s design methodology, but rather to travel across a territory, trying to discover its diversity at every step, by identifying a number of differences resulting from different geographical and educational backgrounds, private or public clients, social contexts in which the designers live and work

    Figura e scrittura: Séroux d’Agincourt e l’abate Marini. Scambi interdisciplinari “avant la lettre”

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    Il saggio analizza il rapporto tra Jean-Baptiste Séroux d'Agincourt e Gaetano Marini. In particolare lo studio sulle collezioni vaticane (Archivio, Museo e Biblioteca) e i loro progetti scientifici
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