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Daniela De Liso, “Da Masaniello a Eleonora Pimentel. Napoli tra storia e letteratura”, Napoli, Loffredo, 2016, 288 pp.
Recensione al volume Daniela De Liso, “Da Masaniello a Eleonora Pimentel. Napoli tra storia e letteratura”, Napoli, Loffredo, 2016
Il mistero della felicità nella scrittura di Cesare Pavese. Tra prosa e poesia, in L'Io felice tra storia e letteratura, a cura di Vincenzo Caputo, Milano, Franco Angeli, 2017, pp. 185-202
La Conquista di Roma. Matilde Serao e la scrittura della politica, in Rappresentazioni narrative: realismo, verismo, modernismo tra secondo Ottocento e primo Novecento: sperimentazione italiana e cornice europea: atti del Convegno internazionale di studi: Catania 3-5 ottobre 2019, a cura di Gabriella Alfieri ... [et al.], Catania, Fondazione Verga, 2020, pp. 303-313.
Il saggio esamina il romanzo parlamentare omonimo di Matilde Serao, inserendolo nel contesto socio-politico e culturale dell'Italia post-unitaria e dell'inizio del nuovo secolo
Francesco Buoninsegni e Suor Arcangela Tarabotti nella querelle des femmes, in Debating the querelle des femmes. Literature, Theatre and Education, édite by Mercedes Arriaga Flòrez et alii, Szczecin, Volumina Pl, 2018, pp. 235-248
Francesco Mario Pagano: Discorso sull’origine e natura della poesia e Saggio sul gusto e sulle belle arti, in «Cogli occhi della fronte». Studi sulla letteratura del Settecento, a cura di Valeria Merola, Avellino, Sinestesie, 2017, pp. 35-54.
Vivere e morire di poesia: Isabella di Morra, in Escrituras autobiograficas y canon literario, a cura di M. Martin Clavijo, Sevilla, Benilde Ediciones, 2017, vol. 3, pp. 119-146.
Realtà e mito nella poesia del pittore Salvator Rosa, in <<Le forme in novi corpi trasformate>>.Mito e metamorfoso tra testo e immagine, a cura di V. Merola, Ancona, Affinità elettive, 2018, pp. 57-87
Daniela De Liso, ISABELLA E LA SUA PAZZIA (1589). LA ANDREINI TRA I GELOSI, in <>, 12 (2019), pp. 17-25.
Le lettere amorose di Margherita Costa
Le lettere amorose di Margherita Costa (Roma, 1600-1657) furono
pubblicate per la prima volta a Venezia nel 1639. Ottennero un buon
successo e furono più volte ripubblicate, per essere poi totalmente
dimenticate alla morte della loro autrice. Sono una delle opere più
singolari della cantante, attrice, poetessa, drammaturga e performer
romana, che fu nota e chiacchierata nelle più grandi corti italiane
ed europee. A Firenze fu una delle figure più importanti della corte
di Ferdinando II de’ Medici. A Parigi, alla corte di Mazzarino,
interpretò la prima opera italiana. Fu amata e ammirata da
moltissimi uomini. La sua produzione, pressoché ignorata dalla
critica letteraria, giace quasi interamente inedita e forse destinata
ancora ad un lungo oblio. Nell’ambito di questa varia e polimorfica
produzione le Lettere amorose sono senza dubbio l’opera che merita
d’esser letta e riproposta, tra le più colpevoli dimenticanze del
canone letterario. Le centocinquanta Lettere, ognuna delle quali
seguita da un componimento in versi che traduce liricamente i temi
epistolari, non sono ascrivibili tout court al genere dell’epistolografia,
ma si configurano come una gustosa opera barocca, dalle differenti
intonazioni, che attua una sapiente mescidanza di generi e forme,
rendendola un unicum nel panorama barocco. La stesura di queste
lettere coinvolge, infatti, la poetessa, la drammaturga, la narratrice e
l’interprete e denota una straordinaria esperienza della scrittura
letteraria
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