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    Verità della democrazia?

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    Il testo si riferisce a “democrazia” intendendo non solo un tipo di governo, o di procedura istituzionale, ma una forma di società e di attività civica, una realtà sempre in corso d’opera, la cui esistenza non si circoscrive al momento elettorale e la cui validità va al di là dell’alternativa tra input e output legitimacy. Democratica è una forma di vita associata in cui hanno spazio il rivedibile, la libera iniziativa, la discussione, dove le istituzioni del conflitto, in un contesto di pluralità di soggetti liberi e uguali, non sono meno importanti di quelle del consenso. Si mostra quindi che la verità è amica della democrazia e la democrazia amica della verità: la forma di vita democratica - più di qualsiasi altra - è ospitale nei confronti della democrazia, e l'istanza veritativa contribuisce - sempre a-venire - realizzarsi della democrazia

    La morte dentro la vita: ospite indesiderato ma non abusivo

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    La morte oggi viene spettacolarizzata o rimossa, e non di rado ciò avviene contemporaneamente, attraverso le stesse rappresentazioni. La domanda sul significato della morte emerge però e persiste, fino a trasformarsi, con la morte di una persona cara, in esperienza. Sebbene la morte ci appaia come la riduzione di ogni possibile all'impossibile, il non essere cui la morte mette di fronte può essere pensato non come un naufragio ma come una consegna

    Oltre la possibilità di ricevere danno. La vulnerabilità come via a un’ontologia relazionale

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    L'articolo riflette in primo luogo sui significati correnti del termine vulnerabilità e mette in luce così la problematicità di una perimetrazione che lo confina a dire solo la "possibilità di ricevere danno". Quindi propone di scandagliare la condizione di possibilità di questa accezione e di ampliare così lo sguardo a una originaria condizione ontologica di relazionalità a cui la stessa, appunto, apre

    Luoghi e forme della cura. L'arte della salute

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    The text considers “places” as a plot of conditions for the possibility for human existence, as interweavings of social, cultural, symbolic and material factors on which existence is nourished and which, at the same time, it transforms. Understanding vulnerability as an ontological characteristic of human beings, “taking care” therefore should be considered as the practical disposition to respond to the “event of place” moving towards an increase in being and good. Moreover, in the sphere of healthcare practice, treatments should be included in this broader perspective. This means that the treatment places become understood in reference to the overall conditions that promote health. The result is also a different self-understanding of medicine

    PENSARE I LUOGHI, AVERNE CURA. LA CITTÀ CHE VIENE CHIAMATA SMART

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    Il testo approfondisce da un punto di vista filosofico il concetto di “smart city” e presenta alcune questioni aperte per quanto riguarda la cittadinanza digitale. Esse coinvolgono problemi politici, etici, di giustizia che è urgente affrontare

    Transgredire. Alleanze per abitare la terra

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    The paper concerns questions coming from the Manifesto of «Philosophy and Theology». By underlining that philosophy and theology inhabit the earth together, it shares its suggestion about a possible new relationship in the sign of alliance. It shows how they can articulate themselves in a fruitful relationship nowadays: sharing the passion for both «the open» and «the determined», inviting them to take care of language, contesting in actu exercito every reductionism

    Elementi di teorie della giustizia. Prospettive contemporanee

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    Il contributo non ha certo la presunzione di offrire un quadro esauriente delle riflessioni sul tema della giustizia che l’elaborazione filosofica, politologica e sociologica hanno proposto nel corso della loro storia. Cerca piuttosto di delineare possibili chiavi di lettura, di presentare alcune figure particolarmente rilevanti nel panorama contemporaneo e di sottolineare nuove prospettive per un promettente dibattito e nuovi sviluppi che rispondano all’urgenza di riproporre la questione della giustizia a livello globale. Si articola in 3 parti: percorsi di riflessione, figure, prospettive

    La cura che ha luogo

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    Il testo intende mettere in luce che per l’essere umano - coscienza incarnata, essere vulnerabile ed esposto a sentire dolore, ma nondimeno essere agente e capace di far fronte al male, che può trovare un certo di soffrire e quindi di dar forma a ciò che gli accade, per fronteggiarlo - il luogo che abita nella propria malattia non è una semplice scenografia, ma un contenuto d’esistenza. I luoghi hanno una dimensione performativa: il "luogo di cura" deve essere un luogo che sostiene l'aver cura. Luogo non sono solo le forme spaziali: è un complesso sistema di valori estetici, relazionali, politici, di razionalità, sociali, etici, in cui è in gioco una possibilità di incremento antropologico o di deprivazione. A tale possibilità corrisponde una responsabilità oggettiva e soggettiva, che si articola in modo complesso: in categorie, conoscenze e interpretazioni, come anche in forme, emozioni, pratiche, azioni, decisioni

    Performing Space. A Transdisciplinary Exploration of European Public Spaces for Integration

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    This transdisciplinary (Philosophy, Linguistics, Media Studies, Cultural and Religious Studies, Legal Studies, Social Sciences, Gender Studies and Urban Planning, Cultural Heritage Management) project investigates the dynamics and conditions of building public space, challenging both concepts of public and of space in their relevance for integration, and identifying how culture can facilitate the conditions for public space to arise. It challenges the concepts of integration endeavouring to define it neither as a means of reduction nor as a mere adaption. It does not only focus on economic and social inclusion, because integration addresses issues of identity, recognition and participation from a rights-based perspective. The project approaches public space conceiving it as an open and dynamic dimension - as always "to-come” - and focuses on its physical, social and symbolic interacting layers. It investigates the processes of inclusion/exclusion of people and explores the formation of public space(s) mapping cultural practices, institutional and non-institutional activities. It identifies the relevant spatial configurations that allow for conflicting views and differences to be compared creating the conditions for change. As a case study to discuss these hypotheses, the research considers a particular public space, the museum, which is a widespread European cultural institution and relevant for constructing collective memory and imaginaries. The project develops a policy for evaluating public spaces considering their dynamics, openness, inclusion/exclusion and integration agency. The research team, which encompasses senior and junior academic researchers, will collaborate with associations, public administrators and relevant stakeholders working in the creative industry
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