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    Neformazione ossea: quale ruolo dei bisfosfonati

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    I bisfosfonati rappresentano attualmente i farmaci di prima scelta per il trattamento dell’osteoporosi e di altre patologie che coinvolgono il metabolismo osseo. La loro larga diffusione trova il suo razionale in una vasta mole di studi clinici, sia randomizzati che osservazionali, che ne documentano l’efficacia nella riduzione del rischio di fratture vertebrali e non vertebrali. Nonostante le maggiori acquisizioni raggiunte in merito alla neoformazione ossea il meccanismo d’azione dei bisfosfonati in tale ambito non è ancora del tutto chiaro. Quello che è stato assodato è che essi esprimono un’efficacia antifratturativa nettamente superiore a quanto ci si potrebbe attendere utilizzando come parametro di controllo il solo incremento della BMD

    L’OSTEOPOROSI DA TRAPIANTO D’ORGANO

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    Il trapianto d'organo ha modificato la spettanza di vita dei pazienti ma ha fatto emergere complicanze legate alla terapia immunosoppressiva nel breve e lungo termine, fra cui l'osteoporosi e lefratture ad essa correlate

    Fisiopatologia dell'osso

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    L’osso è un tessuto metabolicamente attivo che cresce e si modella sotto l’influenza di forze meccaniche e stimoli ormonali e biochimici che con l’età ne modificano dimensioni e superficie. L’infanzia e l’adolescenza sono caratterizzate da un rilevante aumento della massa ossea insieme ad una progressiva crescita non solo in senso longitudinale, ma anche nelle dimensioni e forma delle ossa e questo viene attuato grazie al complesso processo del rimodellamento osseo. Tale procedimento è il risultato di due opposte attività cellulari, la neoformazione e il riassorbimento, attuate rispettivamente dagli osteoblasti e dagli osteoclasti

    Il profilo del clodronato nel trattamento dell’osteoporosi

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    I bisfosfonati (BF) sono composti analoghi del pirofosfato inorganico che vengono utilizzati nel trattamento dell’osteoporosi e di numerose malattie metaboliche dello scheletro (malattia cortisonica dell’osso, Paget, processi osteolitici di natura maligna, ipercalcemia neoplastica). Essi determinano significativi miglioramenti della densità minerale ossea, la riduzione del turnover scheletrico e dell’incidenza di fratture da fragilità. Le fratture sono certamente la principale causa di mortalità e morbilità nei pazienti affetti da patologie fragilizzanti dello scheletro e la riduzione del numero di nuove fratture costituisce l’obbiettivo principale della terapia. I BF si dividono in 2 gruppi principali: amino (N-BF) e non amino-BF (NN-BF). Tutti i BF inibiscono il turnover osseo attraverso il controllo dell’attività degli osteoclasti ma diverse sono l’efficacia, l’affinità per la matrice ossea ed il meccanismo di azione tra le molecole, in particolare tra gli N-BF e i NN-BF. L’aderenza e la compliance al trattamento sono elementi critici nella terapia a lungo termine e nell’ambito dell’osteoporosi queste sono risultate scadenti con le formulazioni orali giornaliere, in relazione soprattutto all’intolleranza gastro-intestinale. Questo rappresenta un punto rilevante poiché una scarsa compliance si traduce in una riduzione dell’efficacia terapeutica e in un aumento dell’incidenza di nuove fratture. La compliance è senza dubbio migliorata con l’introduzione dei dosaggi settimanali e mensili e delle formulazioni intramuscolari

    [Bone biopsy in the Chronic Kidney Disease (CKD)]

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    Histomorphometry or quantitative histology is the analysis on histologic sections of bone resorption, formation and structure parameters. It is the only technique allowing a dynamic evaluation of osteoblast activity after labelling with tetracycline. In addition, the use of computed image analyzer allows the possibility to assess bone microarchitecture. Histomorphometric bone biopsy is a reliable and well-tolerated procedure. Bone samples are taken at iliac crest level under local anesthesia and sedation. Samples are put into methyl-metacrilate resin where the sections are prepared for the microscopic analysis of different histomorphometric parameters. Histomorphometry is used to exclude or confirm the diagnosis of osteomalacia and also to evaluate bone damage associated with particular treatments (for example, glucocorticoids, anticonvulsants) or in case of rare bone diseases (osteogenesis imperfecta). Recently, this approach has been repurposed for the evaluation of bone disease during Chronic Kidney Disease, particularly to differentiate high and low bone turnover osteodystrophy. Kidney Disease Improving Global Outcomes (KDIGO) guidelines have pointed out the situations requiring bone biopsy for histomorphometric analysis. New techniques using molecular biology will improve the accuracy and predictive value of this approach

    OSTEONECROSI, OSTEOSCLEROSI ED ALTRI DISORDINI DELL’OSSO

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    Il capitolo tratta nel dettaglio alcune patologie degenerative dello scheletro, in particolare l'osteonecrosi e l'osteoscleros

    CRISPR/Cas system: an emerging technology in stem cell research

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    The identification of new and even more precise technologies for modifying and manipulating the genome has been a challenge since the discovery of the DNA double helix. The ability to modify selectively specific genes provides a powerful tool for characterizing gene functions, performing gene therapy, correcting specific genetic mutations, eradicating diseases, engineering cells and organisms to achieve new and different functions and obtaining transgenic animals as models for studying specific diseases. Clustered regularly interspaced short palindromic repeats (CRISPR)/Cas9 technology has recently revolutionized genome engineering. The application of this new technology to stem cell research allows disease models to be developed to explore new therapeutic tools. The possibility of translating new systems of molecular knowledge to clinical research is particularly appealing for addressing degenerative diseases. In this review, we describe several applications of CRISPR/Cas9 to stem cells related to degenerative diseases. In addition, we address the challenges and future perspectives regarding the use of CRISPR/Cas9 as an important technology in the medical sciences
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