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Introduction: "...Ni d’idéologie, ni de politique, mais d’éthique"
Questo volume raccoglie gli atti della XIII Giornata della Francofonia dell’Università di Verona dal titolo Identité en héritage, identité en partage ma, arricchito di ulteriori contributi e riflessioni, ne costituisce anche il naturale prolungamento. Esso si propone di interrogare i diversi modi di declinare l’identità ebraica del Dopo-Shoah nel contesto della letteratura francese e francofona contemporanea, non senza gettare uno sguardo sul panorama italiano e sugli apporti scientifici delle humanités numériques applicate ai testi di testimonianza. Da Primo Levi a Marie NDiaye, passando per Raymond Federman, Georges Perec e Marcel Cohen, Patrick Modiano e Henri Raczymow, Marianne Rubinstein e Colombe Schneck, molti sono gli autori convocati in questa raccolta di saggi. Ciò che li accomuna, nella diversità del loro vissuto e nella specificità della loro scrittura, è il tentativo di ricostruire un ponte con il passato, utilizzando dispositivi letterari costantemente rinnovati. Essi esprimono il desiderio di conservare e trasmettere la memoria della Shoah, pur sapendo che «cette démarche ne s’effectue pas en ligne droite, mais par contorsions, sinuosités, spirales, enroulement et déroulement successifs, formant parfois des anneaux et de véritables nœuds» (R. Gary).
Gli autori: Margareth Amatulli, Alberto Cavaglion, Francesca Dainese, Fabio Libasci, Luca Mozzachiodi, Rosanna Gorris Camos, Armelle Gréhan, Colombe Schneck, Daniela Tononi, Silvia Domenica Zollo
Auto-recensione.
Recensione: Dainese R. (2017). Le sfide della Pedagogia Speciale e la Didattica per l'inclusione. Milano: FrancoAngel
I Piani Didattici Personalizzati: le percezioni degli studenti con DSA
L’Indagine esplorativa sull’utilizzo dei Piani Didattici Personalizzati per gli alunni e gli studenti con disturbi specifici di apprendimento (Dainese Roberto, Friso Valeria, Emili Angelo Enrico) ha lo scopo di comprendere con quali modalità, a partire dalla Legge 170 del 2010, gli insegnanti stiano elaborando e conducendo i PDP per gli alunni con Disturbo Specifico dell’Apprendi- mento (DSA)
Naturalmente, sicuramente, Dainese
La natura, anzi uno degli animali più strani in natura, l'armadillo, è la fonte d'ispirazione del famosissimo paraschiena Dainese, disegnato nel 1987 da Dainese e Marc Sadler per proteggere dai traumi vertebrali i grandi campioni della motocicletta. Ma andiamo per gradi. Innanzitutto cos'è Dainese? E' l'azienda italiana leader mondiale nell'abbigliamento protettivo per sport dinamici che come mission ha "proteggere l'uomo dalla testa ai piedi". Un'attività che allarga il focus d'azione dal progetto per l'uomo al progetto per la vita, e che si riflette spontaneamente, se non necessariamente, nelle scelte di bioispirazione o di biomorfismo che oggi informano anche alcune delle numerose ricerche sui materiali condotte all'interno dell'azienda. L'articolo racconta la storia di Dainese, dagli anni Settanta a oggi, attraverso le innovazioni per la sicurezza che ha introdotto nel mondo del motociclismo, in alcuni casi talmente rivoluzionarie da essere adottate anche da atleti di altri spor
Introduzione ‘A corps perdu'
À corps perdu significa letteralmente gettarsi ‘a corpo perso’, ‘con tutte le proprie forze’, in un’avventura, in un progetto: implicarsi a tal punto in qualcosa da essere pronti a donare tutto per la sua riuscita, perfino il proprio corpo, senza trattenere nulla, fino a morire. Se questo slancio è mosso da un’impetuosità esuberante, priva di precauzioni, tale atto implica anche il disprezzo del pericolo e l’oltrepassamento di un limite, sia esso etico, ontologico, storico-culturale, fissato dalla legge o dalla convenienza. Lo scopo del Convegno internazionale per giovani ricercatori «À corps perdu. Limiti, costruzioni, intensità del corpo», organizzato a Verona il 20-22 settembre 2017 da Giulia Angonese, Francesca Dainese, Andrea Nicolini e Carlo Vareschi, con il contributo e il sostegno della Scuola Dottorale di Scienze Umanistiche dell’Università di Verona, era proprio quello di immergersi ‘a corpo perso’ nella tematica della corporeità, affrontandola in una prospettiva multidisciplinare. Questo volume rappresenta dunque il naturale proseguimento di una riflessione col- lettiva sui movimenti del corpo, le sue tracce, le sue ferite, i suoi accidenti, lasciando spazio anche alle sue rappresentazioni, alle sue idealizzazioni, alle sue deformazioni, al crocevia dell’individuale e del collettivo. Dagli studi contenuti in questa raccolta di saggi, il corpo che abitiamo, che viviamo ed esperiamo à corps perdu, nonostante noi, resta un vicinato massimamente sconosciuto, nella sua irriducibile ed affascinante complessità
PATRICK MODIANO. UNE IDENTITÉ EN DÉPÔT
Le immagini del panier à salade (la camionetta della polizia utilizzata per le retate degli «indesiderabili») e del dépôt (Drancy, metonimicamente inteso come luogo di prigionia, prima di raggiungere Auschwitz) servono a Modiano per ricostruire il suo legame con la Storia, con le sue origini ebraiche e con il padre. Il furgone inanimato, «oggetto desueto nell’immaginario letterario» (F. ORLANDO), incarna in molti testi dell’autore il «ritorno del represso» (ID.): minacciosamente parcheggiato sul marciapiede ad perpetuam rei memoriam, esso rievoca le violenze degli anni neri, scatenando un’onda d’urto che investe e ossessiona le epoche successive. Questa immagine, continuamente interrogata e riscritta da Modiano, a partire dalla fuga paterna del 1942, si accompagna quasi sempre a quella del dépôt: luogo di coercizione e di dolore, prodromo della morte cui Albert è miracolosamente scampato, Drancy (così come Compiègne o Pithiviers, solo per citare i campi di transito della Francia settentrionale) conserva ancora la memoria di quell’Uomo «indistruttibile» perché «infinitamente distrutto» (M. BLANCHOT). Quel «quasi nulla», relegato ai margini della società, lasciato «in deposito» per poi essere mandato a morte, si fa sedimento che resiste ancora, strenuamente, all’oblio. Sulle figure del panier à salade e del dépôt si riscrivono, allo stesso tempo, il rapporto tra un padre e un figlio, sulle ceneri della Seconda Guerra mondiale, e il segreto di un’estetica letteraria
Identité en héritage, identité en partage
Questo volume raccoglie gli atti della XIII Giornata della Francofonia dell’Università di Verona dal titolo Identité en héritage, identité en partage ma, arricchito di ulteriori contributi e riflessioni, ne costituisce anche il naturale prolungamento. Esso si propone di interrogare i diversi modi di declinare l’identità ebraica del Dopo-Shoah nel contesto della letteratura francese e francofona contemporanea, non senza gettare uno sguardo sul panorama italiano e sugli apporti scientifici delle humanités numériques applicate ai testi di testimonianza. Da Primo Levi a Marie NDiaye, passando per Raymond Federman, Georges Perec e Marcel Cohen, Patrick Modiano e Henri Raczymow, Marianne Rubinstein e Colombe Schneck, molti sono gli autori convocati in questa raccolta di saggi. Ciò che li accomuna, nella diversità del loro vissuto e nella specificità della loro scrittura, è il tentativo di ricostruire un ponte con il passato, utilizzando dispositivi letterari costantemente rinnovati. Essi esprimono il desiderio di conservare e trasmettere la memoria della Shoah, pur sapendo che «cette démarche ne s’effectue pas en ligne droite, mais par contorsions, sinuosités, spirales, enroulement et déroulement successifs, formant parfois des anneaux et de véritables nœuds» (R. Gary).
Gli autori: Margareth Amatulli, Alberto Cavaglion, Francesca Dainese, Fabio Libasci, Luca Mozzachiodi, Rosanna Gorris Camos, Armelle Gréhan, Colombe Schneck, Daniela Tononi, Silvia Domenica Zollo
Supplementary material 1 from: Dainese M, Poldini L (2012) Does residence time affect responses of alien species richness to environmental and spatial processes? NeoBiota 14: 47-66. https://doi.org/10.3897/neobiota.14.3273
Supplementary material 1 from: Dainese M, Poldini L (2012) Does residence time affect responses of alien species richness to environmental and spatial processes? NeoBiota 14: 47-66. https://doi.org/10.3897/neobiota.14.327
Ugo Grozio e la gloria militare. Un caso di studio sull'uso dei Padri della chiesa durante la Guerra dei trent'anni
Il contributo monitora alcune accezioni del termine «gloria» che figurano nel III libro del De iure belli ac pacis di Grozio. Il saggio, che cerca di rileggere Grozio alla luce del suo tempo, complessivamente registra un inedito impiego del Contra Iulianum di Cirillo di Alessandria mentre Jean-Baptiste Aubert ha in preparazione la sua edizione del testo greco dell'opera
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