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Osservazioni (controcorrente) sulle disponibilità idriche in Italia
Nel numero 6/2012 di questa Rivista il Direttore, Prof. Mario Rosario Mazzola ha recensito il testo Acquedotti di L. Da Deppo, C. Datei, V. Fiorotto e P. Salandin (2011).
Il quell’occasione gli Autori del libro sono stati invitati a riproporre nella rubrica Discussione della Rivista il paragrafo “Osservazioni controcorrente sulle disponibilità idriche in Italia”, di indubbio interesse. Gli AA. hanno accolto l’invito con le “Considerazioni” che seguono
Interventi strutturali nei corsi d'acqua di pianura
Il problema della difesa dalle piene interessa, per lo più, il tratto medio-basso dei fiumi per la maggiore esposizione del territorio di pianura all'offesa idraulica. La difesa richiede provvedimenti e opere generalmente ben diversi da quelli utilizzati per il tratto montano degli stessi corsi, per il quale è più appropriato parlare di sistemazione. Il regime della corrente è quasi sempre quello lento; e anche il trasporto solido è di norma ridotto e limitato ai materiali più fini. La difesa di un'area esposta alle esondazioni di un corso d'acqua in piena può ottenersi essenzialmente in due modi: a) aumentando la sua capacità di portata; b) diminuendo la portata di piena che, con prefissata frequenza, transita nel tratto in esame. L'aumento della capacità di portata dell'alveo può ottenersi in vario modo. Il modo classico è il contenimento della portata di piena ottenuto con l'arginatura del corso d'acqua o, se già arginato, con il sovralzo e ringrosso arginale. Questo provvedimento è il più antico preso dall'Uomo per difendere le zone abitate o produttive dagli allagamenti. Il contenimento della portata entro argini, nei tratti ove abitualmente il corso d'acqua, allagando, espande, comporta l'aumento dei valori della portata a valle per la sottrazione di parte della capacità d’invaso conseguente all'arginatura. La ricalibratura dell'alveo, o ampliamento della sezione, comporta la riduzione della velocità e quindi delle perdite di carico: con conseguente riduzione della quota liquida nella zona da proteggere. Quando l'ampliamento della sezione non sia possibile (per esempio, per un corso che attraversa un centro abitato), la riduzione delle perdite di carico può ottenersi con la diminuzione della scabrezza (e quindi aumento della velocità): provvedendo a una sistematica pulizia o rivestendo le sponde. Un risultato analogo può conseguirsi con una rettifica fluviale o drizzagno, accorciando cioè il percorso del fiume a valle con il taglio di una o più anse del fiume stesso. La riduzione della portata può ottenersi - il secondo modo di difesa - invasando temporaneamente, in adatta capacità posta a monte, una parte del volume dell'onda di piena per restituirla, successivamente, quando il valore della portata sia inferiore a quella che può transitare nell'alveo. Questo risultato s'ottiene creando un serbatoio di piena; oppure, se il serbatoio assolve anche ad altre funzioni, riservando una parte della sua capacità ai volumi di piena in una definita stagione dell'anno. Un eguale risultato può conseguirsi anche utilizzando le capacità che un corso d'acqua talvolta possiede in prossimità dell'alveo: zone golenali, per esempio; ma anche terreni laterali esposti a inondazioni periodiche. Queste capacità sono definite casse d'espansione; esse si differenziano dai serbatoi di piena per le diverse opere che creano la ritenuta (traverse invece di dighe) e quindi tiranti limitati nelle casse e talvolta anche per la diversa distribuzione delle capacità. Un altro modo per ridurre la portata è quello di derivarne, a monte, una sua parte per avviarla, con un'opera artificiale, a un altro corso d'acqua (o lago o mare) in grado di riceverla; oppure quello di costruire un vero e proprio by-pass della zona interessata, restituendo la portata derivata allo stesso corso d'acqua, ma in una sezione posta sufficientemente a valle, cosicché il rigurgito non si faccia sentire in modo apprez-zabile nell'area da proteggere, nell'ovvia ipotesi che il tratto a valle sia in grado di ospitare l'intera portata. Queste opere sono dette diversivi o canali scolmatori. Tra le possibilità di intervento appena accennate per evitare gli allagamenti, è di volta in volta da scegliersi quella che meglio si adatta al problema in esame: ossia quella che consente di conseguire, con la necessaria affidabilità dei dispositivi, il risultato auspicato contenendo quanto più possibile i costi di costruzione e d'esercizio e i tempi di realizzazione; e che limiti il più possibile danni di altro tipo (espropri di aree abitate o comunque utilizzate, danni al paesaggio, modifiche all'ecosistema, ecc.). È assolutamente da sconsigliare la pratica, talvolta usata, di realizzare uno scolmatore per poter ridurre (ed eliminare) il vecchio alveo in corrispondenza di centri abitati, magari ricorrendo poi alla deprecabile, e ora vietata, pratica di copertura (tombatura) di quanto rimasto del vecchio alveo stesso. È di tutta evidenza che i provvedimenti possono essere più d'uno, combinati tra loro in modo da raggiungere al meglio il risultato desiderato
Attraversamenti stradali minori: i tombini
La lezione tratta dei tombini idraulici, ossia dei manufatti che consentono ad una strada, o ferrovia, di superare i corsi d’acqua minori. Vengono dapprima esaminate le disposizioni planimetriche ed altimetriche e le forme e dimensioni da adottare. Sono illustrate le modalità di disegno di imbocchi e sbocchi e le caratteristiche principali dei tombini di calcestruzzo e di acciaio. Sono anche esaminate le modalità di protezione dell’imbocco contro l’ostruzione da parte del materiale galleggiante trasportato.
Sono trattati anche i tombini con passaggio faunistico, ossia quelli, sempre più frequentemente impiegati, specie per le autostrade che, accanto alla funzione idraulica, assicurano anche il passaggio della fauna, in particolare quella selvatica.
Sono infine esaminati i possibili modi di comportamento idraulico di un tombino ed esposte le modalità di calcolo idraulico; alcuni esempi numerici completano l’esposizion
Il trasporto delle merci in Italia con la navigazione interna
La nota tratta dello stato di fatto e delle prospettive della navigazione interna commerciale in Italia. Ricordate le principali leggi che hanno dato luogo, nel secolo trascorso, ad uno sviluppo generalmente organico delle linee navigabili e degli approdi interni, è descritta brevemente la rete attuale e quella programmata. Sono ricordate le principali opere in corso di realizzazione ed in programma per l'ammodernamento della rete ed il suo adeguamento agli standard europei. È brevemente descritto lo studio, in corso di redazione, per una parziale bacinizzazione dell'alveo del Po da Isola Serafini allo sbocco del Mincio; l’obiettivo è di riportare le quote idriche a quelle degli anni '50, consentendo l'utilizzazione multipla (navigazione, irrigazione, produzione idroelettrica). Alcuni dati sulle attività idroviarie e considerazioni tecnico-economiche sulle prospettive di sviluppo completano la rassegna
Fognature
1. Introduzione e normativa – 2. Cenni di idrologia (elaborazione statistica delle precipitazioni, indicazioni sul periodo di ritorno) – 3. Richiami di idraulica (moto uniforme, moto permanente, fenomeni localizzati e processi dissipativi, cenni sul trasporto solido) – 4. Reti di fognatura: tracciati e profili (elementi per la scelta del tracciato e del profilo, andamento plano-altimetrico delle reti, delimitazione delle aree scolanti, insufficienza delle reti e provvedimenti relativi, invarianza idraulica per le fognature che scaricano dalle aree private) – 5. Calcolo delle portate (influenza della superficie scolante, coefficienti di deflusso, metodi di calcolo delle portate massime, portata delle acque nere, presentazione dei calcoli) – 6. Condotte per fognatura: materiali, criteri di posa e verifiche statiche (forma delle sezioni, condotte per fognatura nera, bianca e mista, posa delle tubazioni, blocchi d’ancoraggio, comportamento statico delle tubazioni, criteri di posa, azione del rinterro e dei sovraccarichi, verifiche di stabilità, statica delle tubazioni, prove di tenuta idraulica delle reti di fognatura, ispezione e pulizia delle condotte fognarie) – 7. Opere d'arte ricorrenti (cunette, caditoie stradali, pozzetti) – 8. Opere d'arte particolari (impianti di sollevamento per fognature e volumi da assegnare alle vasche di raccolta, restituzione delle acque sollevate, affidabilità e ridondanza delle stazioni di sollevamento, cenni sulle opere elettromeccaniche, scolmatori, vasche di prima pioggia, vasche di laminazione, attraversamenti dei corsi d'acqua, stradali e ferroviari, misura delle portate nei collettori di fognatura, dissabbiatori, disoleatori, restituzione delle acque di fogna, opere di dissipazione) – 9. Fognature in depressione: cenni (generalità e principio di funzionamento, campi d’applicazione, descrizione del sistema, stazione del vuoto) – 10. Impianti di scarico delle acque dagli edifici (scarico delle acque meteoriche, dimensionamento idraulico di grondaie e pluviali, disposizione dei pluviali e forma delle grondaie, materiali e loro ancoraggio, manutenzione delle grondaie, materiali da adottare per i collettori di acque bianche, pozzetti d’ispezione nelle reti interne, dispersione delle acque meteoriche, raccolta e allontanamento delle acque usate, ventilazione degli impianti di scarico, dimensionamento delle colonne e dei collettori di acque usate, diramazioni di scarico dagli apparecchi, formazione di schiuma e sua prevenzione, materiali per le condotte di scarico di acque nere, vasche condensagrassi per gli edifici, impianti di sollevamento interni) – 11. Impianti di well-point nelle costruzioni idrauliche (caratteristiche e proprietà delle terre, l'acqua nel terreno e i moti filtranti, il drenaggio della falda con il metodo well-point, pozzi profondi, pozzi di sfogo, la messa a regime degli impianti)
FOGNATURE
1. Introduzione e normativa – 2. Cenni di idrologia (elaborazione statistica delle precipitazioni, indicazioni sul periodo di ritorno) – 3. Richiami di idraulica (moto uniforme, moto permanente, fenomeni localizzati e processi dissipativi, cenni sul trasporto solido) – 4. Reti di fognatura: tracciati e profili (elementi per la scelta del tracciato e del profilo, andamento plano-altimetrico delle reti, delimitazione delle aree scolanti, insufficienza delle reti e provvedimenti relativi, invarianza idraulica per le fognature che scaricano dalle aree private) – 5. Calcolo delle portate (influenza della superficie scolante, coefficienti di deflusso, metodi di calcolo delle portate massime, portata delle acque nere, presentazione dei calcoli) – 6. Condotte per fognatura: materiali, criteri di posa e verifiche statiche (forma delle sezioni, condotte per fognatura nera, bianca e mista, posa delle tubazioni, blocchi d’ancoraggio, comportamento statico delle tubazioni, criteri di posa, azione del rinterro e dei sovraccarichi, verifiche di stabilità, statica delle tubazioni, prove di tenuta idraulica delle reti di fognatura, ispezione e pulizia delle condotte fognarie) – 7. Opere d'arte ricorrenti (cunette, caditoie stradali, pozzetti) – 8. Opere d'arte particolari (impianti di sollevamento per fognature e volumi da assegnare alle vasche di raccolta, restituzione delle acque sollevate, affidabilità e ridondanza delle stazioni di sollevamento, cenni sulle opere elettromeccaniche, scolmatori, vasche di prima pioggia, vasche di laminazione, attraversamenti dei corsi d'acqua, stradali e ferroviari, misura delle portate nei collettori di fognatura, dissabbiatori, disoleatori, restituzione delle acque di fogna, opere di dissipazione) – 9. Fognature in depressione: cenni (generalità e principio di funzionamento, campi d’applicazione, descrizione del sistema, stazione del vuoto) – 10. Impianti di scarico delle acque dagli edifici (scarico delle acque meteoriche, dimensionamento idraulico di grondaie e pluviali, disposizione dei pluviali e forma delle grondaie, materiali e loro ancoraggio, manutenzione delle grondaie, materiali da adottare per i collettori di acque bianche, pozzetti d’ispezione nelle reti interne, dispersione delle acque meteoriche, raccolta e allontanamento delle acque usate, ventilazione degli impianti di scarico, dimensionamento delle colonne e dei collettori di acque usate, diramazioni di scarico dagli apparecchi, formazione di schiuma e sua prevenzione, materiali per le condotte di scarico di acque nere, vasche condensagrassi per gli edifici, impianti di sollevamento interni) – 11. Impianti di well-point nelle costruzioni idrauliche (caratteristiche e proprietà delle terre, l'acqua nel terreno e i moti filtranti, il drenaggio della falda con il metodo well-point, pozzi profondi, pozzi di sfogo, la messa a regime degli impianti)
Navigazione Interna
1. Generalità e legislazione - 2. Movimentazione delle merci nei porti (modalità di movimentazione, navigazione fluvio-marittima) - 3. Navi per idrovie: automotori, convogli, chiatte, spintori (classificazione, caratteristiche delle navi, cenni sui convogli padani) - 4. Idrovie e fiumi navigabili: tracciato, sezioni, sistemazioni (idrovie italiane, idrovie in canali artificiali, fiumi navigabili, cenni sulla sistemazione del fiume Po) - 5. Opere per il superamento dei dislivelli (tipi di elevatore, alcune significative opere europee, conche di navigazione, fabbisogno d’acqua per le concate) - 6. Idraulica delle conche (riempimento di testata, riempimento con acquedotti longitudinali, conche a risparmio, il calcolo statico della platea) - 7. Porti, darsene e approdi (opere portuali, note su alcuni porti idroviari italiani, fognature dei piazzali portuali, la raccolta delle acque di prima pioggia)
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