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L'innovazione nel progetto urbano in Europa
Per parlare dell’innovazione nel progetto urbano è utile prendere in considerazione i principali aspetti dell’innovazione del progetto urbano, ossia del significativo cambiamento che le riflessioni di alcuni studiosi e una serie di progetti - avviati in diversi contesti europei a partire dalla prima metà degli anni ’80 - hanno introdotto nell’affrontare e indirizzare la trasformazione della città o di sue parti.
Il progredire delle esperienze ha fatto emergere diversi aspetti divenuti nel tempo costitutivi del progetto urbano: il riferimento alla tradizione urbana europea nei concetti di legame, di connessione, di integrazione fisica e sociale, come nell’attenzione al contesto e ai segni lasciati dalle precedenti trasformazioni; lo spazio ritrovato nei progetti dalle componenti fisico-geografiche, vegetazionali e storiche; il ruolo assunto dal patrimonio sia come importante risorsa da trasmettere alle future generazioni, sia come fattore propulsivo di riqualificazione della città e del territorio. Ma il vero centro intorno al quale ruota il discorso del progetto urbano è lo spazio pubblico, la principale invariante che traduce molti dei concetti che lo contraddistinguono: dal tema del legame, a quello dello spazio abitabile, a quello dell’integrazione sociale. In Europa, nell’ultimo decennio, la riflessione sul progetto urbano ha visto maturare nuovi temi, nuove emergenze, nuove conoscenze, nuove modalità operative, rispetto alle quali l’approccio del progetto urbano sta giocando un ruolo importante, ma l’innovazione più significativa riguarda il numero sempre più consistente di casi in cui il progetto urbano si pone di fronte ad una questione cruciale come quella dell’agire nella città contemporanea, il territorio della dispersione, della frammentarietà, dei poli monofunzionali e delle logiche di settore. Un’attenzione che da qualche anno comincia a colmare un vuoto segnalato in termini problematici dal dibattito critico. Un salto di scala sollecitato sia dall’inderogabile necessità di trovare modelli concettuali e modi di azione per intervenire in un territorio urbano dai confini sempre più sfumati, sia dall’incalzare di questioni di grande rilevanza come quella dello sviluppo sostenibile, in tutte le sue possibili declinazioni. Biodiversità, gestione delle acque e dei rifiuti, qualità dell’aria, riduzione dei consumi e produzione di energia, conservazione del patrimonio culturale e della diversità dei paesaggi sono questioni che non possono essere affrontate se non ad una scala più ampia e nelle loro reciproche interrelazioni, ed è per tali ragioni che il progetto urbano in molti casi si pone come vero e proprio progetto di territorio
Il parco fluviale del Noncello. Reticolo idrografico e riqualificazione paesistico-ambientale
Il progetto urbano della Plaine St. Denis
Il progetto urbano della Plaine Saint Denis, costituisce un caso esemplare per la compresenza di molti degli elementi e dei fattori che hanno caratterizzato l’esperienza francese condotta negli ultimi vent’anni su questo tema. Avviato a metà degli anni ’80, dopo la legge sulla decentralizzazione amministrativa, su iniziativa di tre Comuni e dal Consiglio di Dipartimento della Seine St. Denis associati tra loro, il progetto Plaine Renaissance aveva come obiettivo quello di rivitalizzare la più grande area industriale parigina, in gran parte dismessa, trasformandola in un pezzo di città, nella quale fossero compresenti funzioni abitative, produttive, commerciali e ricreative, fortemente interconnessa con le altre aree urbane. Un progetto urbano a cui veniva attribuito un compito non solo di guida delle trasformazioni urbane, ma anche di propulsione e di promozione di una nuova immagine dell’area, che contrastasse quella del declino, prevalente negli anni precedenti.
Le condizioni di partenza, l’ampiezza del territorio interessato, l’ambizione degli obiettivi fissati giocarono un ruolo determinante nel progetto urbano della Plaine St. Denis, con notevoli ripercussioni su diversi ordini di questioni tra loro strettamente collegate, tra le quali la durata, le risorse finanziarie, gli attori della trasformazione.
Un progetto dai contenuti strategici più che regolativi e ordinativi, che fissava una serie di invarianti ma lasciava una notevole dose di elasticità. Transcalare, intersettoriale, pluritemporale, il progetto urbano della Plaine St. Denis introduceva nuove pratiche operative e una maggiore attenzione alla qualità del prodotto, ma anche un ripensamento della gestione, dunque nuove figure professionali e nuove mansioni per organismi già operanti ed un dialogo plurale e interattivo tra i soggetti coinvolti
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