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    Nascita pretermine e disturbi emotivo-affettivi: codifica del comportamento facciale e trattamento statistico dei dati. PROGETTO PRIN (Coordinatore locale)

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    Obiettivi del progetto Gli obiettivi specifici del progetto di ricerca, in stretta sinergia con l'unità operativa presso l'Università della Calabria, sono: 1) descrivere nel neonato prematuro come si sviluppano e cambiano nel tempo due pattern espressivi fondamentali nella prima relazione madre-bambino, il sorriso e il distress; 2) descrivere e individuare le differenze espressive nel neonato a termine e pretermine al momento dell’emergere del sorriso sociale; in particolare, mettere a confronto l’età in cui emerge e le modalità con cui si manifesta nel bambino nato a termine e pretermine questo particolare sorriso (sorriso al volto umano); 3) approfondire i dati ottenuti da questo stesso gruppo (v. Dondi, Costabile, Franchin, et al., 2002), relativamente alla presenza di diverse asimmetrie espressivo-facciali nei neonati a termine e pretermine, determinando, nei soggetti pretermine, il percorso evolutivo di tali asimmetrie sino all’emergere del sorriso sociale. E’ importante sottolineare che se tutti questi obiettivi saranno raggiunti la diffusione pubblica dei risultati (convegni e/o pubblicazioni nazionali ed internazionali) porterà sicuramente un contributo importante alla letteratura italiana e internazionale sull’argomento. Un obiettivo più generale del progetto è quello di offrire una opportunità formativa di ricerca a giovani neolaureati mediante l’attivazione di due borse di ricerca post-laurea per la durata di sei mesi ciascuna. Prima fase del progetto Durante la prima fase del progetto, alcuni studenti di psicologia, laureati oppure laureandi e tirocinanti, seguiranno un graduale addestramento per apprendere l’utilizzo del Maximally Discriminative Facial Movement Coding System (MAX) di Izard (1979) e del Facial Action Coding System (FACS) di Ekman e Friesen (1978). A conclusione di questo percorso, gli studenti interessati verranno incoraggiati a sostenere l’esame finale relativo ad uno o ad entrambi questi metodi. L’esame, costituito dalla codifica di segmenti-video relativi ad una situazione di interazione adulto-adulto e madre-bambino (direttamente forniti dagli autori di questi metodi), consente di valutare il grado di affidabilità dell’osservatore nella codifica del comportamento facciale. Quando gli studenti interessati avranno sostenuto il test finale e avranno ottenuto un grado di affidabilità soddisfacente, verranno certificati affidabili codificatori MAX e FACS e potranno prendere parte alla fase successiva della ricerca. Marco Dondi (codificatore esperto MAX) e Daniel Messinger (utilizzatore certificato FACS) saranno i supervisori di questa fase di addestramento di nuovi codificatori. Durante questa prima fase, verrà attivata una borsa post-laurea di 6 mesi, coinvolgendo un giovane laureato. Inoltre, sempre durante questa prima fase, un personal computer verrà equipaggiato con una scheda di acquisizione video Matrox RT.X10 e con Adobe premiere. Matrox RT.X10 è un pacchetto hardware e software per il video editing messo a punto per l’home video. L’utilizzo combinato della Matrox RT.X10 e di Adobe Premiere (il kit RT.X10 include Adobe Premiere 6.0) permette una “cattura” video di alta qualità da fonti di tipo analogico (VHS, S-VHS, HI-8, Video8, etc.), editing in tempo reale senza problemi di rendering, e una facile esportazione dei dati digitali su supporto analogico (nastri magnetici di varia natura). Il materiale videoregistrato relativo a precedenti ricerche condotte dai membri del gruppo proponente verranno utilizzate per ottimizzare il sistema video digitale e per creare le connessioni necessarie a rendere possibile la comunicazione tra il pc e le altre apparecchiature video di tipo analogico. Non appena riceveremo le prime cassette (supporto mini DV digitale), inviate dall’unità locale dell’Università della Calabria, inizieremo ad acquisire il materiale videoregistrato e avrà inizio l’analisi computerizzata del materiale in video. Successivamente, trasporteremo, soggetto dopo soggetto, le relative registrazioni su due nastri VHS identici allo scopo di iniziare la codifica analogica. Seconda fase del progetto Durante la seconda fase del progetto, inizieremo a codificare il materiale videoregistrato utilizzando i due metodi per la codifica del comportamento facciale precedentemente descritti. Codificatori esperti MAX e/o codificatori certificati FACS, addestrati anche al Baby-FACS (Oster, 1992; Oster & Rosenstein, in press), una versione del FACS applicabile al comportamento espressivo dei neonati e degli infanti, condurranno la microanalisi del comportamento facciale (sorriso e distress). Le azioni facciali verranno descritte quando i movimenti saranno identificabili sia in tempo reale sia al rallentatore. I nastri verranno analizzati al rallentatore grazie all’utilizzo di un videoregistratore provvisto di moviola. Durante questa fase del progetto, verrà attivata una borsa post-laurea di 6 mesi, coinvolgendo un giovane laureato nella codifica facciale e nell’analisi dei dati. Codifica del sorriso Innanzitutto, i codificatori avranno il compito di identificare l’innalzamento degli angoli esterni delle labbra (AU12). Quest’azione è prodotta dallo zigomatico maggiore ed è alla base di tutti sorrisi. L’AU12, in particolare, innalza il triangolo infraorbitale (aumentando la prominenza delle guance) e approfondisce il solco nasolabiale. I codificatori hanno il compito di distinguere l’AU12 dalla contrazione dell’angolo del labbro (che forma delle fossette agli angoli esterni della bocca) prodotta dal muscolo buccinator (AU14). Quando viene identificata l’AU12, i codificatori devono accertarsi se vi sia o meno una co-occorrenza dell’innalzamento della guancia (AU6). Tale innalzamento è il risultato della contrazione del muscolo che circonda la base dell’occhio (orbicularis oculi) le cui fibre interessano principalmente la parte laterale (pars lateralis). Quest’azione è distinguibile dal movimento della porzione interna del muscolo (pars palpebralis) che restringe le stesse palpebre (AU7). Negli infanti l’innalzamento della guancia, che approfondisce ed innalza il solco sotto la palpebra inferiore, è il criterio principale per identificare l’AU6. I codificatori distingueranno questa contrazione dell’orbicolaris oculi dall’innalzamento della guancia prodotto dallo zigomatico stesso (che è un indice dell’innalzamento dell’angolo del labbro). Per fare questa distinzione, essi si focalizzeranno sull’innalzamento del tessuto al di sotto e leggermente a lato della porzione esterna della palpebra inferiore che è provocato unicamente dall’orbicularis oculi (AU6) (Oster & Rosenstein, in press). Possono essere distinti due livelli d’innalzamento dell’angolo del labbro e della guancia. Il livello più debole identifica “un’azione debole ma non ambigua” (v. Oster & Rosenstein, in press, p. 13) che non raggiunge i minimi requisiti originali del FACS (il livello “a”, Ekman & Friesen, 1978). Il livello più accentuato (forte) è caratterizzato da movimenti che raggiungono e superano i requisiti minimi per le unità d’azione osservabili nell’adulto (il livello “b” o “x”). Usando i criteri stabiliti nella ricerca con bambini più grandi (Messinger et al., 1997), i codificatori avranno anche il compito di accertarsi se l’innalzamento dell’angolo del labbro avvenga in co-occorrenza con l’apertura o meno della bocca (AU26c-e/AU27) (Oster & Rosenstein, in press). Un sorriso verrà considerato sorriso non-Duchenne se non implica un innalzamento della guancia in nessun punto della sua manifestazione. Un sorriso verrà invece considerato Duchenne se implica un innalzamento della guancia in qualsiasi momento della sua durata. Tuttavia, solamente la durata di quelle parti di ciascun sorriso durante il quale co-occorrono l’innalzamento dell’angolo del labbro e della guancia verrà utilizzato per calcolare la durata dei sorrisi Duchenne. Codifica del distress Le risposte di distress relative a ciascuno dei bambini videoripresi, verranno codificate utilizzando il Maximally Discriminative Facial Movement Coding System (MAX) di Izard (1979). Questo sistema, infatti, consente una codifica più efficiente, rispetto al FACS e al Baby-FACS, di questa particolare espressione facciale. Sulla base del MAX, una espressione di distress è riconoscibile se le tre regioni del volto mostrano simultaneamente i seguenti codici: a.c. 25 (aggrottamento delle sopracciglia) + a.c. 37 (energica chiusura degli occhi); oppure a.c. 25 + a.c. 37 + a.c. 54 (bocca aperta e dalla forma squadrata) o 55 (bocca aperta e tesa). Il codice 25 (aggrottamento delle sopracciglia) è rilevabile quando le sopracciglia sono chiaramente abbassate e avvicinate tra loro e quando si formano delle rughe verticali o dei rigonfiamenti tra di esse. Anche la radice del naso, per effetto di questa azione, risulta allargata e caratterizzata da piccoli rigonfiamenti. Il codice 37 (energica chiusura degli occhi) si verifica quando gli occhi vengono fermamente tenuti chiusi. Anche il codice 38 (guance sollevate) è spesso osservabile durante l’espressione facciale di distress, tuttavia la presenza di questa azione non è necessaria per l’identificazione di tale configurazione espressiva (Izard, 1979). Il codice 54 (bocca aperta e dalla forma squadrata) si verifica quando il labbro superiore appare sollevato ed è possibile scorgere i denti o le gengive del bambino. Anche la piega nasolabiale è approfondita dall’estensione della bocca e la radice del naso mostra una increspatura. Il codice 55 (bocca aperta e tesa) è identificabile quando la bocca è spalancata e le labbra mostrano evidente tensione, tuttavia tale azione viene distinta dal codice 54 a causa dell’assenza dell’apparenza squadrata e angolare che caratterizza invece quest’ultima azione facciale (v. manuale del MAX; Izard, 1979). Affidabilità La codifica al rallentatore, fotogramma per fotogramma (un frame = 33ms) e l’analisi dei protocolli di codifica, procederà secondo diverse fasi. Nella fase iniziale, due codificatori indipendenti, codificheranno tutte le espressioni di distress e tutti i sorrisi rilevabili nella videoregistrazione relativa a ciascuno dei bambini. L’accordo tra i codificatori, inteso come l’identificazione della stessa azione facciale nello stesso intervallo temporale, verrà successivamente calcolato. Tutti i disaccordi verranno quindi discussi dai due codificatori. L’analisi computerizzata del comportamento facciale avrà lo scopo di confermare e ottimizzare la codifica compiuta sui dati analogici. Le analisi statistiche verranno condotte su questi dati concordati tra i codificatori (secondo la procedura seguita da Rosenstein e Oster, 1988). Marco Dondi (esperto codificatore FACS) e Daniel Messinger (utilizzatore FACS certificato) saranno i supervisori delle procedure di codifica. Analisi dei dati L’analisi dei dati verrà condotta prevalentemente su due misure: la frequenza (F), e la durata media (D) di ciascuna espressione facciale di distress, così come viene codificata dal MAX, e di ciascun sorriso, così come viene codificato dal FACS. La distribuzione di ciascuna misura comportamentale presenterà probabilmente un ampio numero di punteggi estremi che verranno comunque inclusi nell’analisi. Sono previste, infatti, consistenti differenze individuali. Data questa distribuzione non-normale, le differenze nelle risposte facciali nel corso delle diverse rilevazioni (si tratta di uno studio longitudinale) e tra neonati a termine e pretermine, verranno analizzate utilizzando preferibilmente metodi non parametrici. Le analisi non-parametriche verranno condotte grazie all’uso di un ben noto pacchetto di analisi statistiche, il SYSTAT, messo a punto dalla Systat Software Inc. La versione del SYSTAT 10.2, in particolare, costituisce l’aggiornamento più recente di un pacchetto statistico per PC, completo ma allo stesso tempo compatto e molto apprezzato dai ricercatori che operano nel contesto delle scienze sociali. Discussione dei risultati Non appena saranno disponibili i primi risultati, verranno organizzati alcuni incontri tra i componenti dell’unità locale, nei quali sarà prevista la partecipazione di uno psicologo clinico dello sviluppo (dott. Ernesto Stoppa). Inoltre, i risultati, così come ciascuna fase del progetto, verranno discussi da tutti i componenti del gruppo di ricerca (Università di Bologna, Università della Calabria, Università di Ferrara, Università di Verona), massimizzando le opportunità di contatti personali. Lo scopo dello studio, infatti, è quello di essere in grado, in un contesto realmente interdisciplinare, di analizzare le implicazioni di tipo evolutivo e, allo stesso tempo, clinico e medico, dei risultati che saremo in grado di ottenere

    Caratteristiche e specificità del comportamento motorio-espressivo del nato pretermine nei primi mesi di vita extrauterina

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    ABSTRACT I bambini nati pretermine mostrano delle traiettorie evolutive atipiche nello sviluppo di alcuni segnali espressivo-emozionali fondamentali nell’interazione con il caregiver, come il sorriso ed il distress (l’espressione che precede, accompagna e segue l’emissione dei vocalizzi di pianto). Questa atipicità si manifesta nella comparsa posticipata del sorriso al volto umano (sorriso sociale), nella manifestazione di asimmetrie motorio-facciali diverse rispetto a quelle del nato a termine, e nella frequenza e nell’intensità degli episodi di irritabilità e pianto. La comunicazione passerà in rassegna alcune ricerche in corso e alcuni lavori già pubblicati su questi argomenti specifici. In particolare, grazie all’utilizzo dei più conosciuti metodi per la codifica del comportamento facciale costruiti su base anatomica (FACS e Baby FACS), verranno presentati alcuni studi che hanno come obiettivo l’indagine microanalitica (fotogramma-per-fotogramma) dell’attività dei muscoli mimici nel feto, nel pretermine e nel nato a termine

    The very early development of smiling

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    The aim of the talk is to illustrate recent advances in the study of early ontogenesis of smiling emphasizing the implications of these new data on the development of positive emotions. First, data regarding the unexpected presence of Duchenne smile in term (Messinger, Dondi, Nelson-Goens, Beghi, Fogel & Simion, 2002) and pre-term newborns (Dondi, Costabile, Rabissoni, Gianfranchi, Lombardi & Corchia, 2004) will be discussed on the ground of the developmental trajectories of smile depicted by authors such as Emde (Emde & Harmon, 1972), Sroufe (1996; Sroufe & Waters, 1976) and Wolff (1963, 1987). Then, data demonstrating that newborns smile not only during active REM sleep state, as it is generally reported in the literature, but also during awake states, will be presented (Dondi, Messinger, Colle, Beghi, Simion & Fogel, submitted). As a conclusion, the implications of these results on the study of the development of smile as well as on adults studies will be analyzed

    TRA VITA PRENATALE E PREMATURITA': UNO SGUARDO SULLE PRIMISSIME FASI DELLO SVILUPPO (Simposio)

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    Tra le tendenze più recenti che caratterizzano la ricerca in psicologia dello sviluppo è possibile individuare: 1) un crescente interesse nei confronti della vita prenatale, grazie alla disponibilità di nuove tecnologie ecografiche in ostetricia e ginecologia, e 2) uno studio sempre più sistematico delle implicazioni psicologiche della prematurità, come risposta ad un fenomeno sociale così significativo quale è l‘incremento delle nascite pretermine. Questi distinti settori della ricerca convergono nel momento in cui lo studio della prematurità si concentra su quel periodo che va dalla nascita prematura al raggiungimento delle 40 settimane di età post-concezionale, lasciando intravvedere la possibilità di descrivere con precisione le traiettorie evolutive tipiche e atipiche delle più diverse funzioni. Il simposio intende presentare alcuni contributi significativi che si collocano all‘interno di questi nuovi scenari. In particolare, Angela Valente (Univ. di Ferrara, Padova e New York) presenterà alcuni dati relativamente alla codifica oggettiva, mediante categorie osservative, del comportamento motorio fetale; Manuela Filippa (Univ. di Paris X Nanterre) ci mostrerà come sia possibile, a circa 30 settimane di età post-concezionale, una sorta di sintonizzazione emotiva tra madre e nato pretermine; Tiziana Vacca (Univ. di Ferrara, Padova e della Calabria), invece, approfondirà somiglianze e differenze tra pretermine di età gestazionale molto bassa (27 settimane), pretermine di 30 settimane e neonati a termine, nell‘espressione facciale spontanea di distress. Infine, Marco Del Giudice (Univ. di Torino) e Marco Dondi (Univ. di Ferrara) presenteranno due contributi teorici, rispettivamente circa le prime esperienze visive in utero e le origini della mimica del volto. Entrambi metteranno in evidenza le implicazioni più generali della ricerca sulla vita prenatale e sulla prematurità nella comprensione del cambiamento e dei processi di sviluppo

    MODELLI COSTRUTTIVISTI, INTERAZIONISTI, EMERGENTISTI E NUOVI PERCORSI TEORICI E DI RICERCA IN PSICOLOGIA DELLO SVILUPPO (Simposio)

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    A culminare con l‘annuncio della decodificazione del genoma umano da parte dello Human Genome Project e della Celera Genomics nel 2000, le assunzioni di tipo innatista hanno trovato sempre più spazio in biologia, in psicologia e nell‘ambito delle neuroscienze. Tuttavia, proprio il raggiungimento di questo grande traguardo ha rivelato negli ultimi anni quanto la metafora informazionale, cioè l‘idea che i geni contengano a priori le informazioni per la costruzione di capacità, abilità e funzioni, sia inadeguata a spiegare l‘emergere di quelle stesse funzioni nel corso dello sviluppo. In modo analogo a quanto sta accadendo in genetica e in biologia, il simposio intende mostrare, a partire da settori della ricerca caratterizzati da assunzioni di tipo innatista, come si stiano aprendo nuovi percorsi teorici e di ricerca che hanno invece come riferimento modelli interazionisti, costruttivisti ed emergentisti. In particolare, Valeria Manera (Univ. di Torino) presenterà una ipotesi di tipo interazionista relativamente allo sviluppo dei neuroni specchio; Eloisa Valenza (Univ. di Padova) mostrerà come l‘organizzazione percettiva e l‘orientamento visuo-spaziale vengano modulate, alla nascita e nei primi mesi di vita, dalla natura dell‘informazione presente nell‘ambiente; Laura Franchin (Univ. di Padova e Ferrara) approfondirà il tema delle lateralizzazioni corporee; Sergio Agnoli (Univ. di Padova e Bologna) presenterà alcuni studi sul riconoscimento delle espressioni facciali di emozione in bambini di età compresa tra 8 e 11 anni. Infine, Vittore Perrucci (Univ. della Valle d‘Aosta) esporrà alcune caratteristiche fondamentali delle teorie dei sistemi dinamici complessi discutendone le implicazioni teoriche nell‘affrontare il problema continuità/discontinuità dello sviluppo. Nell‘insieme questi contributi mostrano quanto sia importante, nella spiegazione del cambiamento, comprendere l‘interazione tra le predisposizioni biologiche (anch‘esse soggette alle leggi dell‘interazione e quindi risultato di altre interazioni) e la moltitudine di sollecitazioni che provengono dall‘ambiente fisico e sociale

    Sviluppo emotivo tra scienze cognitive e psicobiologia

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    Riassunto. L’incontro tra psicologia e neuroscienze sta portando nuove idee e nuove metodologie che risultano possedere un notevole valore euristico non solo per lo studio dello sviluppo cognitivo, ma anche per affrontare l’ontogenesi delle emozioni. La rassegna presenta i dati recenti circa il ruolo dell’amigdala nei fenomeni emozionali, discutendo, in particolare, il modello di LeDoux (1989, 1993, 1995). Successivamente, le implicazioni di questi dati vengono analizzate alla luce dei principali modelli psicologici sullo sviluppo emotivo. Nelle conclusioni vengono riaffermate la specificità del comportamento emozionale nel corso del primo anno di vita, il ruolo cruciale, sin dalla nascita, dei fenomeni di natura emozionale, e la necessità di affrontare in modo sistematico la relazione tra processi cognitivi, emotivi e motivazionali

    Riflessioni sulle origini della mimica del volto

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    INTRODUZIONE Assumere il periodo neonatale e i primissimi mesi di vita come il punto di partenza della traiettoria evolutiva di qualsiasi funzione psicologica ha rappresentato un pregiudizio che ci ha accompagnato per molto tempo. L‘osservazione sistematica del feto, consentita dalle moderne tecniche ecografiche, ci spinge infatti ad apprezzare come le capacità che osserviamo a partire dalla nascita siano il risultato di una lunga storia evolutiva che si fonda sulle complesse dinamiche interattive tra predisposizioni biologiche del feto e caratteristiche dell‘ambiente uterino. La presente comunicazione ha come oggetto le origini della espressività emozionale e intende riproporre alcune prestigiose ipotesi (Andrews, 1963; Peiper, 1963) circa le origini della mimica del volto messe in ombra, sul finire degli anni settanta, dalla diffusione delle teorie delle emozioni discrete di Tomkins (1962, 1963), Ekman (1972), e Izard (1971). L‘obiettivo principale sarà mostrare come quelle ipotesi, contrariamente alle assunzioni proprie delle teorie delle emozioni discrete, stiano trovando conferma nei dati più recenti emersi dallo studio empirico del comportamento facciale del feto e del neonato a termine e pretermine

    Facial expressions and the affective modulation of the startle reflex in early infancy

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    One major difficulty for developmental studies of affective modulation of the startle reflex is to find stimuli that are developmentally appropriate and ethically acceptable for inducing emotions in infants. A second major difficulty is to reliably measure startle reflex. EMG recording of Orbicularis Oculi activity, in fact, represents a preferred methodology for startle measurement in adults but it is considered intrusive and moderately invasive in infancy. The main goal of a series of studies we are running at the Early Infancy Lab of the University of Ferrara was to examine viable solutions to both these problems: 1) investigating whether facial expressions spontaneously exhibited by the infants might be used as a startle motivational antecedent apt to affectively modulate the reflex; 2) exploring a new and non-invasive instrument for whole-body startle measurement in combination with the use of facial coding. Data contrasting infants between three and five months will be presented
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