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    La pianificazione strategica

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    Il contributo descrive gli elementi caratteristici della pianificazione strategica, mettendo in evidenza le problematiche derivanti dall’assunzione di questo strumento da volontario a funzione obbligatoria (l.56/2014) per le Città metropolitane, scardinando l’impostazione originaria (e consolidata) della pianificazione strategica che vedeva nel ‘processo’ l’essenza stessa del piano. Lo sguardo è rivolto in particolare agli Statuti metropolitani e al loro tentativo di colmare la lacunosità della legge statale: se, da una parte, non vi sono dubbi sull’attribuzione del potere di adozione dell’atto di piano al Consiglio metropolitano; dall’altra, al contrario, diversi e differenziati sono i passaggi procedimentali per l’approvazione dell’atto e le interpretazioni del piano trategico e delle sue finalità. Le esperienze in corso, inoltre, non tengono conto del termini temporali imposti dalla legge (piano triennale con aggiornamento annuale) e cercano di mantenere la natura essenzialmente partecipativa del piano strategico. Il risultato di questa incertezza metodologica, interpretativa e operativa è sotto gli occhi di tutti: soltanto la Città metropolitana di Milano ha approvato il piano strategico

    Il paradigma sussidiario. Interpretazioni, estensione, garanzie

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    Nei dodici anni trascorsi dalla sua costituzionalizzazione, non c’è stato probabilmente nessun altro principio allo stesso tempo più citato e meno definito della sussidiarietà orizzontale. Richiamato con insistenza nel discorso corrente quando si discute delle relazioni tra amministrazione e autonomia privata, il principio appare invece rarissimamente nella legislazione statale, mentre in quella regionale viene di volta in volta messo in connessione con finalità e interpretazioni anche molto differenti fra loro, ed è sempre tenuto ben distinto dalla declinazione in verticale della sussidiarietà, rivelatasi fin qui molto più fertile. Questo studio tende a costruire una lettura obiettiva e giuridicamente solida del principio di sussidiarietà che consenta di passare dalla sua mera (e spesso inappropriata) enunciazione ad una (finora pochissimo tentata) piena implementazione. Partendo dal dibattito filosofico e dalle suggestioni presenti nei Trattati europei, si giunge a scomporre il testo dell’art.118, 4° comma Cost. e a ricomporlo, anche grazie all’analisi delle dinamiche degli interessi giuridicamente rilevanti, in un quadro che mira ad essere sia di riflessione teorica, sia di concreta utilità nelle relazioni tra cittadini, imprese e istituzioni pubbliche. Un archetipo dunque, un paradigma, capace di accogliere una molteplicità di fenomeni, tutti possibili, sulla base di precisi presupposti, e di escluderne altri (come la governance o la democrazia partecipativa) spesso confusi o intrecciati con la sussidiarietà che, configurandosi come una relazione di natura non antagonista tra istituzioni e forze attive nella società, trova la propria chiave in una sintesi, inedita, di solidarietà e libertà individuale

    Governare l’inafferrabile. La cultura nella disciplina normativa e nella prassi amministrativa

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    Il presente saggio intende ricostruire il modo in cui le istituzioni pubbliche italiane si rapportano al concetto di "cultura", partendo da un'analisi storica delle diverse fasi di sviluppo del sistema costituzionale italiano. Il concetto stesso è sempre stato considerato dalla politica con estrema cura e attenzione, ed è soggetto a un'evoluzione rapida e incontrollabile che la legge fatica a delineare e mantenere

    P.H.R. e Big Data. Some juridical considerations about the digital health perspectives

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    In this paper are considered two very different subjects, Personal Health Record and Big Data in their application to Healthcare organizations, both showing the growing relevance of new technologies in this field, and the continuous struggle juridical systems fight in determining rules applicable and, even more, in understanding their potentialities and limits. As an essential feature, we consider the urgency of balancing citizen rights (specially a person right for privacy about her/his health conditions), the value of transparency and access to data, the need Health professionals have for a complete and accurate information, either for scientific advances and a determining the most appropriate cure to every single case. The paper focuses then on the regulation applicable to the two subjects, especially after the recent approval of the new EU General Data Protection Regulation, trying on one hand to show how new technologies can be controlled by rulings in act and, on the other, what still eludes any legal restrain

    Cultura popolare e ordinamento giuridico

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    Il saggio, che è parte di un opera collettiva che celebra i 150 anni dalla unificazione amministrativa italiana, tratta dell'evoluzione del concetto di cultura in questo periodo di tempo, e della conseguente mutazione delle misure a adottate da legislatore e messe in campo dall'amministrazione per l'intervento nei diversi settori che a tale concetto rimandano dalla scuola allo spettacolo, dall'editoria ai beni culturali, dalle biblioteche e i musei alla radiotelevisione. Centrale, e volutamente lasciato ad un'ampia lettura, è dunque il concetto di "cultura", che viene qui inteso come complesso di conoscenze, inclinazioni, valori, opere e prodotti di una società determinata in un momento storico che più o meno coscientemente sfugge alla determinazione giuridica. In questo senso il saggio riconosce i tratti di una relazione di reciprocità asimmetrica, inevitabilmente originata nell’extra normativo e per la gran parte felicemente incapace di governo, laddove in un ordinamento democratico si debba perseguire una politica per la cultura, e non della cultura

    I principi: giusto processo, contraddittorio e parità delle parti

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    Il contributo, seguendo lo stile del volume, dopo una breve illustrazione del principio del giusto processo in una sintesi della dottrina prevalente, ne illustra le problematicità attraverso una fondamentale sentenza (l’altra è commentata da diverso autore), e precisamente C. Cost. 10 novembre 1999, n. 427. Nella decisione, infatti, la Corte si trova a dover bilanciare il principio in esame (e in generale quella della parità delle parti in sede processuale) e l’interesse ad avere, in casi specifici, tempi contenuti per la decisione (valore che è anch’esso oggi espresso dalla Costituzione). La sentenza, pur precedente alla approvazione del d.lgs 2 luglio 2010, n. 104, di fatto solleva il tema della legittimità dei procedimenti abbreviati in relazione alle garanzie che il testo fondamentale già esprimeva agli artt.3 (principio di uguaglianza), 24 (essenzialmente dedicato al diritto di agire in giudizio e al diritto di difesa), 103, primo comma (che detta la struttura della giurisdizione amministrativa), 113 (con cui si assicura la tutela contro gli atti della pubblica amministrazione, e si afferma che essa “non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di impugnazione o per determinate categorie di atti”), e 125, secondo comma (relativa invece alla diffusione regionale delle sedi di giustizia amministrativa in primo grado)

    Ex uno plures. The New Models of Government for the “Large Area” in the Recent Reforms in Italy

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    Il saggio esamina la parabola delle riforme relative all'area vasta in Italia, dagli anni della crisi economia all'esito del referendum sulla riforma costituzionale. Le riflessioni muovono dalla stessa espressione, entrata in uso solo poco tempo fa nel linguaggio tecnico e corrente, e poi vanno a verificare le ragioni dello sdoppiamento delle forme di governo di questo livello territoriale in province e città metropolitane. Su queste ultime si concentrano poi gli spunti critici che, riprendendo alcune delle osservazioni più frequenti nella pubblicistica giuridica recente (numero delle città metropolitane, loro dimensione, loro forma di governo), tentano di dare una lettura organica e, se e per quanto possibile, sistemica delle innovazioni introdotte nel 2014 dalla l.56

    La sussidiarietà orizzontale

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    Il contributo, seguendo lo stile del volume, dopo una breve illustrazione del principio di sussidiarietà - secondo l’impostazione dottrinale prevalente - nell’ordinamento costituzionale e nei suoi riflessi sul sistema amministrativo, ne illustra le problematicità attraverso due sentenze, e precisamente - la sent. Consiglio di Stato sez. V, 6 ottobre 209, n. 6094, in cui la corte incentra la propria decisione sulle questioni essenziali sollevate dalla norma anche in ragione della sua imprecisa formulazione, e cioè quale sia la natura di un principio così sfumato nella sua consistenza, e quali siano i limiti della sua applicabilità; - la decisione del Consiglio di Giustizia amministrativa per la regione siciliana, 12 agosto 2010, n. 1090, che rileva in quanto si discute della legittimazione di un ente locale ad agire in giudizio per la affermazione dei propri confini territoriali a fronte della attivazione di associazioni di cittadini in senso contrario alle sue posizioni (e cioè sostenendo la volontà di arrivare a referendum per determinare la creazione di un comune diverso su parte dell’attuale territorio del primo)

    IL SISTEMA DELLE RESPONSABILITÀ (cap. XIV)

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    Nel capitolo sono trattati i profili relativi alla responsabilità, civile, penale e amministrativa, connessa all'esercizio delle diverse professioni negli ambiti della sanità e dell'assistenza sociale, che sono stati aggiornati con altri casi giurisprudenziali

    ORIGINI E SVILUPPO DEI SISTEMI DI WELFARE. BASI COSTITUZIONALI E DEFINIZIONI DELLA MATERIA (cap. XI)

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    Il contributo apre la parte specialistica di un testo che, giunto alla II seconda edizione (2017), intende offrire in un unico volume gli elementi fondamentali del diritto pubblico italiano e le nozioni relative al nostro sistema dei servizi alla persona. Specificamente questo capitolo - che non ha subito modificazioni sostanziali - ricostruisce le premesse storiche e le garanzie offerte nella nostra Carta fondamentale utile anche a definire l’ambito da prendere in considerazione
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